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sabato 2 maggio 2020

«Non isoliamo ancor di più i bambini autistici. Chiedo una mano dalle Istituzioni» L'appello della dott.ssa M. Berardinetti

La dott.ssa Mariana Berardinetti
Il titolo è il messaggio esplicito che la dott.ssa Mariana Berardinetti, Esperta nella gestione del comportamento nei Disturbi dello Spettro Autistico e nei Disturbi Oppositivi Provocatori, rivolge alle Istituzioni. Una missiva lanciata a sindaci e assessori alle politiche sociali dei comuni d’Italia che dovrebbero essere sensibili a una condizione che affligge migliaia di bambini e famiglie comprese. 

Il documento è stato scritto come invito a chi ha mezzi e strumenti per cercare di non tenere nell’ulteriore isolamento totale i bambini autistici. Un problema che in questo momento di emergenza pandemica per Covid-19 sta affliggendo ancor di più chi è portatore di questa condizione. Difatti, in questi giorni commissioni varie in materia si dovranno riunire per stabilire le procedure e i progetti da attuare nei confronti delle disabilità. Qual miglior momento per affrontare il problema esposto e restituire a questi ragazzi e alle loro famiglie serenità.

La dott. Mariana Berardinetti, che lavora a Pisa ma è originaria di Monte Sant’Angelo (FG), Educatrice professionale socio-pedagogica ed Esperta in psicopatologie dell' età evolutiva, oltre che Tecnico del comportamento e Counselor, lo scorso 28 settembre, a Monte Sant’Angelo, presentò un suo libro “Guardare oltre lo Spettro…”, un incontro organizzato dall'associazione MontecreativA, dove affrontò il problema dell'autismo infantile, dell'inclusione scolastica e dell’empatia. «Ho scritto questo libro –commentò la dott. M. Berardinetti- per parlare della condizione autistica, sensibilizzare, in questo caso, docenti e insegnanti sulla neurodiversità. Una condizione vista come una ricchezza e non come una disabilità».

Ecco il documento della dott.ssa Mariana Berardinetti
scaricabile in pdf Cliccando Qui

Non isoliamo ancor di più i bambini autistici
La pandemia ha portato all’aumento dell’ isolamento sociale soprattutto per le persone con disabilità o per chi ha un familiare disabile. Si sta parlando tanto di “fase 2” ma, mi interrogo , oltre a rivolgere il pensiero alle aziende, le Istituzioni stanno pensando a provvedimenti che prevedano la ripresa dell’assistenza domiciliare, la riapertura dei centri diurni e un percorso di accompagnamento per i più fragili?

Ormai sono trascorsi circa due mesi dalle interruzioni dei servizi di assistenza per l’emergenza Coronavirus e potremmo dire che l’isolamento ha sottolineato il suo “potenziale effetto drammatico”, o come direbbe una mamma di un Bimbo Autistico ha mostrato agli occhi di tutti la vita che, ragazzi/e con Autismo/disabilità di ogni genere e famiglie affrontano da sempre.

Il Covid19 ha svelato a tutti cosa significa essere “Invisibili”.

HO SCELTO, in questo periodo di Pandemia Di ABBATTERE L’INDIFFERENZA con la necessità di provvedere, , a supportare le famiglie, gratuitamente, nella maggior parte dei casi lasciate completamente sole.

La fase 2 è INIZIATA e ci rassicura con le parole chiavi mascherine, guanti e distanze, ovviamente sono strumenti validi per il contenimento del contagio e per favorire la “convivenza ” civile e sociale con il virus, in attesa che venga individuato un percorso sanitario di immunizzazione o cura. Le famiglie hanno paura di far entrare operatori nelle proprie case e i bambini e i ragazzi non accettano facilmente i dispositivi di protezione individuale. Terapisti e genitori stanno cercando di introdurre gradualmente i DPI ai bambini/ragazzi/giovani adulti con autismo o disabilità, solo che per alcuni, l'utilizzo di guanti e mascherine rappresenta una difficoltà nella difficoltà, e come nel caso di disabilità sensoriali esempio bambini sordi addirittura limita le capacità comunicative e relazionali.

Trovarsi davanti ad un uomo o una donna che indossano la mascherina può destare timore nella persona con Autismo, demenza, disabilità cognitiva/sensoriale. Inoltre, le persone con demenza possono rifiutare l’aiuto degli operatori o familiari che indossano i dispositivi di protezione per il semplice fatto che non li riconoscono.

E’ dunque fondamentale non agire solo con il desiderio di ripartire ma combinare le nuove misure con la co - progettazione dei servizi assistenziali ascoltando prima di tutto i diretti interessati (approccio bottom-up), al fine di garantire ad ogni singolo cittadino con disabilità pari opportunità rispetto ai cittadini senza disabilità. Mai come in questo momento occorre una profonda e rivalutazione dei modelli assistenziali, riabilitativi e di comunicazione.

Le misure che tutti noi possiamo adottare per sostenere le famiglie dei disabili devono basarsi sul sostegno e questo è di fondamentale importanza per evitare che le famiglie si sentano ancora più sole. Tutti noi al di là delle competenze professionali potremmo sostenere le famiglie,

consegnando al bambino o al ragazzo con Autismo o Disabilità esperienze significative, in un rapporto sereno con le persone che gli sono accanto e con l’ambiente in cui è inserito. La relazionalità è alla base di ogni intervento e di ogni proposta esistenziale vissuta.

I comuni potrebbero organizzare all’interno di spazi controllati e facilmente accessibili (senza barriere architettoniche)dei “Giardini di Città” con le dovute precauzioni (attivando magari centralini gratuiti per prenotarsi e mobilitando operatori esperti nel sociale).I giardini di Città proprio per la loro predisposizione potrebbero proporre attività di stimolazione motoria basale, laboratori senso-percettivi ,laboratori musicali, utili a compensare la mancanza di esperienza dovuta all’isolamento da Covid19.

Per gli educatori e i terapisti la ripresa degli interventi educativi o terapeutici deve essere graduale e senza suscitare timore o reazioni avverse nei propri Utenti.

Occorrerà dunque un lavoro meticoloso, basato su strategie cognitivo comportamentali, training mirato all’apprendimento dell’utilizzo dei DPI in maniera contestualizzata ,utilizzando Strategie d’intervento per la modifica del comportamento. L’operatore dovrà riorganizzare i setting terapeutici ed evitare di sottoporre il ragazzo a eccessivi stimoli o eccessive richieste. Dovrà riorganizzare meticolosamente l’ambiente ed il contesto, creando spazi adeguati e puliti da DISTRATTORI.

Durante il setting l’operatore dovrà Spiegare le ragioni per cui è necessario indossare i DPI, UTILIZZANDO MODELLI IMITATIVI(FAI COME ME), E RINFORZANDO POSITIVAMENTE IL BAMBINO/ADULTO TUTTE LE VOLTE CHE EMETTE UN COMPORTAMENTO CHE SI AVVICINI A

QUELLO TARGET( chaining). Nel rapportarsi ai ragazzi con Autismo e disabilità non bisogna dimenticare di utilizzare un tono di voce calmo, lento, dare semplici spiegazioni che aiutino la persona a tranquillizzarsi, la postura del corpo deve essere contestualizzata al tono della voce, soprattutto se stiamo chiedendo al bambino/ragazzo /adulto/anziano uno sforzo complesso, cioè quello di dover indossare i DPI, che andranno a stimolare sensazioni tattili e perché andremo a chiedere di mettere in atto dei comportamenti completamente fuori dalla routine. 

sabato 24 novembre 2018

Plastica e te e punti spesa a me. La nuova differenziata che nel bresciano fa la differenza. I Comuni prendano spunto



di Nico Baratta

Premessa: come disse qualcuno, e come la politica di facciata abusa dire, “sarebbe cosa buona giusta” copiare questa iniziativa, introducendola nelle nostre azioni quotidiane. Ovviamente il messaggio è rivolto ai Sindaci e assessori di comuni che spesso si riempiono la bocca con la differenziata e poi la “dimenticano” come la spazzatura buttata alla rinfusa nei cassonetti.
Innovativo e facile da utilizzare. È il nuovo eco-raccoglitore-compattatore, un “mangia bottiglie” che ingoia plastica e digerisce buoni sconto per la spesa con commercianti convenzionati. La differenziata bresciana funziona.

A Flero, piccolo comune della provincia di Brescia, sta facendo la differenza questo innovativo e utilissimo servizio di raccolta differenziata. Al “riciclo point” la popolazione fa la fila e con essa molta da altri paesi.

Il risparmio è evidente. I cittadini lo sentono nelle loro tasche, giacché la macchina “mangia bottiglie” rilascia just in time scontrini utilizzabili fin da subito presso i negozi convenzionati, grazie all’impegno fattivo del Comune di Flero. L’iniziativa è stata introdotta pochi mesi fa, da giugno 2018, e in poco più di cinque mesi ha registrato il pienone, grazie anche all’App per telefonini Android e Apple “”App Riciclia” dove sono fornite tutte le indicazioni e quelle dei centri commerciali dove spendere i buoni, chiamati “punti ambiente”.  Sul progetto si può anche avere maggiori informazioni consultando il web site www.riciclia.it.

Il funzionamento è elementare: basta introdurre nell’ eco-raccoglitore-compattatore “mangia bottiglie” bottiglie tipo PET, lattine in alluminio, flaconi HDPE (ovvero quelli dello shampoo, dei detersivi, etc..basta leggere sull’etichetta del flacone) e questo rilascerà al cittadino, che diventa utente di un servizio importante per il futuro a sostegno dell’ambiente e dell’umanità, uno scontrino indicando i “punti ambiente”. Poi, basta recarsi presso l’esercizio commerciale convenzionato e far la spesa, dove riceverà lo sconto programmato. Ma c’è di più perché il cittadino ha anche la possibilità di far cassa con i buoni sconto, attraverso un “borsellino virtuale”, immagazzinando i “punti ambiente” sulla Tessera Sanitaria. Un modo anche per risparmiare carta, che va posto in evidenza.

Uniche ma importanti indicazioni da seguire per ottenere un servizio efficiente e salutare è rispettare le modalità di conferimento, che riguardano i materiali da “far mangiare” all’ eco-raccoglitore-compattatore. Innanzitutto nel “mangia bottiglie” i materiali da conferire vanno inseriti una per volta. Le bottiglie vanno inserite vuotate del loro contenuto e senza schiacciarle perché la macchina ha i suoi rulli compattatori , e devono essere private del tappo che va inserito nell’apposito raccoglitore presente sulla macchina. Inoltre, avvertenza primaria, non devono essere conferiti contenitori in vetro, ceramiche, carta, anche quelle che avvolgono le merendine, cartone, scatole di pelati e di conserve, scatolame contenente cibo per animali, tubi e giocattoli in plastica, buste di plastica, il tetrapak (quelle dei succhi di frutta e del latte), scatolette del tonno, dei pelati e delle conserve varie.

Il rispetto per la natura passa anche rispettando ciò che i comuni, con sacrifici economici, mettono in campo con servizi e convenzioni.  Ad oggi sono oltre 20 i “riciclo point” presenti e ben funzionanti nel bresciano.

L’invito, com’è anticipato nella premessa,  è che chi amministra la Res Pubblica prenda spunto da queste iniziative e che conferisca al territorio il meglio che gli faccia bene.
Vogliamo un mondo più pulito e allora "Differenziamoci con la differenziata".

Nella foto Gli eco-raccoglitori-compattatori, cosiddetto “mangia bottiglie”. foto Riciclia

©NicoBaratta all rights reserved - Tutti i diritti sono riservati

“Il PD di Monte insulta, ma tanti sono i perché ai quali non dà risposte”, la replica di Forza Italia sulla questione videosorveglianza


«Ancora una volta il PD di Monte Sant’Angelo non si smentisce, visto che sa solo insultare!
Nei giorni scorsi, la sezione di Forza Italia ha informato la città sul mancato finanziamento per la video-sorveglianza: una notizia vera, oggettiva; il PD non ha ottenuto il finanziamento visto che non sa fare i progetti; chiaro, anche, che la sicurezza non è una priorità per il PD di Monte!
Al PD di Monte si sono offesi perché sono convinti di essere i paladini della legalità!
Il PD non si è ancora reso conto di aver assunto la responsabilità di governo della città e cosa realmente significa ciò: fossimo in loro, penseremmo più a raggiungere gli obiettivi – cosa che non gli riesce – che inveire contro una Forza politica che ha a cuore gli interessi della città.
Inoltre, che fossero e siano incapaci politicamente e amministrativamente è un dato di fatto. Infatti, sanno tutti che, quando erano opposizione, quelli del PD ponevano le questioni solo per fare polemica, ma mai per trovare la soluzione ai problemi. Sono, ed erano, quelli del PD di Monte, così incapaci politicamente e amministrativamente che neppure sanno che l’impianto di video-sorveglianza, in uso alla nostra città grazie all’Amministrazione Ciliberti (D.G. n. 245/2011) e all’Amministrazione di Iasio (D.G. n. 98/2012; Determine nn. 512, 639, 893 del 2012 e nn. 85, 112, 118, 166, 298 del 26/03/2015), è in funzione dal primo giorno del collaudo: forse non sapevano, e non sanno, che quell’impianto è uno strumento contro i delinquenti!
Intanto, la loro rabbia li porta a dire solo falsità perché chiaramente non sanno o non vogliono rispondere alle tante questioni e alle tante domande fatte da Forza Italia e dalle altre Forze politiche di minoranza in circa 18 mesi di Amministrazione PD.

Non volendo essere polemici, ma volendo aiutare il PD a ricordare, Forza Italia ripropone le tante questioni poste all’Amministrazione PD:
•    Perché, per le regionali del 2015, il PD ha voluto, come poi ha ottenuto, l’appoggio di gran parte dei componenti l’ex Amministrazione, molti dei quali iscritti a Forza Italia?
•    Perché, per le comunali del 2017, il PD ha cercato, e ottenuto, l’appoggio di alcuni ex amministratori, attuali iscritti a Forza Italia?
•    Perché il PD ha nominato portavoce del Sindaco il portavoce dell’ex Sindaco di Iasio?
•    Perché il PD consente a soggetti estranei – che hanno solo una nomina temporanea di incarico provvisorio per eventi – di accedere senza alcun limite nelle stanze del Comune, mettendo a rischio la privacy dei cittadini?
•    Perché il PD non ha mai cambiato i Responsabili di Settore, gli stessi che erano già presenti con l’ex Amministrazione, così come aveva promesso alla presidente Bindi?
•    Come mai, appena chiusa la gara di appalto, il PD ha aumentato i posti letto alla Casa di riposo, contravvenendo a quanto scritto nel bando?
•    Perché il PD non dice il motivo per cui, a distanza di pochi mesi dalle elezioni, il Consigliere di maggioranza più votato si è dimesso?
•    Perché il PD non dice i motivi per i quali in un anno e mezzo si sono dimessi ben due Comandanti di Polizia Municipale?
•    Perché il PD non dice i motivi per i quali in un anno e mezzo sono cambiati ben tre Segretari Comunali?
•    Perché il PD non ha mai condannato la fuga di carte dal Comune, svarione del Presidente del Consiglio Comunale?
•    Perché il PD di Monte ha fatto rimuovere, senza alcun documento scritto, la videocamera di sorveglianza posta in Piazza Vischi, facendola mettere in una viuzza fuori mano?
•    Perché il PD ha usato, e continua su quella scia, la Politica per far del male personalmente?
•    Perché il PD nasconde il fatto che del Consiglio sciolto facevano parte anche l’attuale Presidente del Consiglio, G. Vergura, e l’Assessore Generoso Rignanese (basta consultare il sito del Ministero dell’Interno)?
•    Perché il PD di Monte, che sa fare solo giustizialismo strumentale e speculativo, non applica anche ai suoi uomini le stesse regole che chiede ad altri (parentele ecc.)?

FORZA ITALIA, CONTRARIAMENTE AL PD DI MONTE, HA SEMPRE RITENUTO CHE OGNUNO RISPONDE DELLE PROPRIE AZIONI E NON DI QUELLE DI ALTRI, FOSSERO ANCHE PARENTI.

FORZA ITALIA continua a fare appello alla città, a quei cittadini che hanno deciso di non mollare e di rimanere nel loro paese natale: bisogna pretendere impegno e serietà nell’amministrare la città.
FORZA ITALIA non si stancherà mai di invitare quanti, nella Maggioranza, avendo a cuore le sorti della città, siamo certi sono stanchi di tanta negligenza.
Non saranno gli attacchi personali rivolti al commissario cittadino di Forza Italia a far venir meno la voglia e la determinazione di lavorare per il bene dei montanari».

(Fonte: Forza Italia, Monte Sant’Angelo)

giovedì 22 novembre 2018

Foggia: il 23 novembre sarà eletto il nuovo “Sindaco junior”


È in programma venerdì 23 novembre, alle ore 9.30, nella sala consiliare del Comune, la prima riunione del 8°Consiglio Comunale dei Ragazzi e delle Ragazze.
Fra i banchi siederanno i 50 neo consiglieri eletti appartenenti a tutte le scuole primarie e secondarie di primo grado della nostra città.
Durante la seduta, il consiglio comunale, dopo aver ascoltato i programmi dei sette candidati sindaci selezionati durante il “preconsiglio”, tenuto il 15 novembre scorso presso la sede di Città Educativa, eleggerà l’undicesimo “Sindaco junior”.
Parteciperanno alla seduta il Sindaco di Foggia Franco Landella, il Presidente del Consiglio Comunale Luigi Miranda, l’Assessore alla Pubblica Istruzione Claudia Lioia e il Dirigente comunale alla Pubblica Istruzione Claudio Taggio.

lunedì 12 novembre 2018

Concessione gratuita di locali alla Tecneco. A Monte è scontro politico. Definita “contra legem” dalle forze di Minoranza

 L'ingresso dello stabile della ex Comunità Montana a Monte Sant'Angelo (foto Google Maps)

di Nico Baratta

Iniziamo questo articolo in modo diretto. Al Primo Cittadino Pierpaolo d’Arienzo, Sindaco di Monte Sant’Angelo, responsabile in capo della comunità che governa, si chiede la visione pubblica del documento che disciplina l’utilizzo da parte della Tecneco dei locali in uso presso la struttura dell’ex Comunità Montana, in Via Sant’Antonio Abate, struttura comunale non compresa nel contratto in essere tra Comune e Tecneco.

Ora veniamo ai fatti. Sarà una cronistoria, perché è giusto che i montanari sappiano tutto, la verità oggettiva prodotta dalla lettura di documenti pubblici in nostro possesso, ma difficilmente reperibili, e da quella di documenti presenti sull’Albo Pretorio del Comune in oggetto. Questa “operazione verità”, senza retropensieri e strumentalizzazioni varie, che chiede spiegazioni a chi amministra Monte, è legittima da parte della stampa, che nel caso precipuo e del soggetto scrivente, è garante della democrazia, conferendo trasparenza dei fatti, e perciò legalità, in base ai fatti conosciuti e dalle carte lette. Chi da pulpiti istituzionali, dapprima in opposizione e ora in maggioranza, ha sempre sventolato la bandiera della trasparenza e legalità ora la mostri, perché dal dire al fare la differenza è nell’assumersi responsabilità politiche verso chi lo ha destinato a rappresentarlo. Il messaggio è rivolto a tutti; sia chiaro! 

Sono ore concitate a Monte Sant’Angelo, che potrebbero tramutarsi in veri fuochi d’artificio da una parte e specchi per le allodole dall’altra. Le forze politiche d’opposizione, presenti sia in Consiglio comunale, sia fuori, insorgono contro una decisione che perdura da mesi: chiedono, giustamente, al Sindaco Pierpaolo d’Arienzo spiegazioni sull’utilizzo prolungato della Tecneco di alcuni uffici pubblici.

Tecneco Servizi Generali Srl, è l’azienda che tempo a Monte si occupa della raccolta e trasporto rifiuti urbani, regolarmente iscritta all'Albo Nazionale degli Smaltitori, che lavora anche in altri comuni della provincia di Foggia. Un servizio rafforzato dal Comune stesso per la raccolta dei rifiuti umidi in specifici contenitori e buste messe a disposizione dalla Tecneco, come riportato in due note stampe sulla home page del sito garganico (quella del 12.12.2017 “AMBIENTE, DA OGGI SARÀ POSSIBILE RITIRARE FORNITURA DI BUSTE BIOCOMPOSTABILI PER L’UMIDO” e del 21.12.2017 “AMBIENTE, RITIRO FORNITURA DI BUSTE E CONTENITORE: DAL 27 DICEMBRE DISTRIBUZIONE ALL’EX COMUNITÀ MONTANA DEL GARGANO”).

Nulla da eccepire sul servizio di entrambe le parti, sennonché sulla sede di espletamento del servizio. Difatti, e come si legge nelle due note anzidette, il servizio sopra riportato è stato, e lo è tuttora, compiuto in edifici pubblici, nell’ex struttura della eclissata Comunità Montana, parte di proprietà della Regione Puglia. Ora, quei locali sono del Comune di Monte Sant’Angelo, ottenuti attraverso un atto pubblico tra Regione Puglia e Comune, cui una parte è rimasta regionale in utilizzo all’ARIF (Agenzia Regionale per le attività Irrigue e Forestali), mentre tutto il resto (parliamo di tanti metri quadrati) è in utilizzo e di proprietà comunale, tant’è che li si svolge anche il Consiglio comunale. Ebbene, alcune aree, ben divise dall’ARIF e con accesso interno separato, sono in dotazione alla Tecneco

Perché questa distinzione a premessa chiarificatrice? E ciò che le forze politiche di opposizione all’attuale governance montanara ha chiesto al Primo Cittadino, che conosce bene i dirigenti della Tecneco fin da quando (Pierpaolo d’Arienzo) era dipendente del comune di Mattinata, dove, appunto, la Tecneco esegue il servizio preposto.

In una nota stampa del gruppo politico “Verso il Futuro”, con titolo “DA CHI ARRIVA IL “REGALO DEI MORTI” ALLA TECNECO?”, si chiede apertamente e in modo legittimo come mai un “bene pubblico viene concesso ad un soggetto privato senza alcun atto della Giunta o del Consiglio comunale!”. La legge stabilisce che tali operazioni siano svolte attraverso un regolare atto legale, firmato, protocollato e poi reso pubblico sull’Albo Pretorio del Comune in oggetto. Prevede anche che in caso di più soggetti interessati a un locale pubblico vi sia un bando, ma non è il nostro caso. Il tutto previo compenso remunerativo, salvo che il destinatario svolga attività sociali, di volontariato, dove il comodato d’uso lo giustifichi. La Tecneco non fa volontariato, né tanto meno attività sociale, esegue un servizio strutturato contrattualmente. Dall’altra parte, dalla maggioranza comunale e precisamente dal gruppo CambiaMonte (costola attiva del PD) la risposta non s’è fatta attendere: con “VERSO IL FUTURO: DOLCETTO O SCHERZETTO, OVVERO L'ENNESIMA CONGIURA?” il gruppo di maggioranza montanaro innanzitutto precisa che non c’è stata “Nessuna concessione dunque, men che meno a soggetti privati!”, giustificandola come “unico e precipuo scopo di consentire il ritiro della fornitura presso locali più centrali e prossimi al cittadino, con l'idea di agevolare quanti avessero avuto serie difficoltà a raggiungere la sede CCR ubicata in zona cimitero”.

Risposta parziale quella di CambiaMonte, (oltretutto irridente e fuori luogo con un “Dolcetto o scherzetto…” se non per il periodo temporale) che rammenta il servizio ma tergiversa sulla richiesta di “Verso il Futuro” fatta sui locali in uso e con quali modalità alla Tecneco. Infatti, nella nota stampa non v’è traccia di una risposta sulle regole: in altre parole se in essere esiste una delibera o determinazione o contratto che giustifichi tal insediamento. “Il Comune di Monte Sant'Angelo, nei giorni 12.12.2017 e 21.12.2017 informava la cittadinanza, attraverso il portale istituzionale, circa le modalità di ritiro dei sacchetti biocompostabili e dei contenitori dapprima presso la Casa comunale, per poi spostare la distribuzione presso la sede dell'ex Comunità Montana del Gargano, indicando altresì i relativi orari” la giustificazione fornita da CambiaMonte, senza entrare nei meriti giurisprudenziali amministrativi contrattuali che devono esistere quando un bene pubblico è utilizzato da un’azienda privata.

Contra legem” è la risposta che viene alla mente a chi s’è posto il quesito, poiché in tutto l’Albo Pretorio non c’è un documento che disciplina quanto detto e, ancor più grave, nel contratto Comune Monte Sant’Angelo - Tecneco Servizi Generali Srl non c’è traccia di clausole concedenti i locali in oggetto. La Tecneco è un’azienda privata, seppur concessionaria di un servizio, che ha vinto un bando pubblico, che deve sostenere dei costi per una sede che ha, che utilizza e che paga regolarmente come da contratto, che non è quella in Via Sant’Antonio Abate, e che dapprima era in Corso Giannone e poi Via Manfredi, zone centrali dove davvero il cittadino si recava. C’è comunque da porre in evidenza che dalle testimonianze di molti cittadini recarsi presso la ex struttura Comunità Montana è disagevole; preferivano le due anzidette sedi più centrali. Voci parlano anche di alcune lamentele da parte dei dipendenti degli uffici Tecneco operanti presso l’oasi ecologica del C.C.R. sottoposti a temperature proibitive per mancanza di riscaldamento. Sono voci circolate in piazza, durante le testimonianze pocanzi dette, ma che lasciano quel retrogusto amaro su una verità da conoscere e probabilmente obliata.

“Il suo comunicato tenta maldestramente di evitare di rispondere alle nostre legittime domande” replica “Verso Il Futuro” nella successiva nota stampa “LA COALIZIONE “CAMBIAMONTE” CONFERMA IL PROPRIO COMPORTAMENTO ILLEGITTIMO”, ponendo in evidenza un importante tassello che regolarizza utilizzi pubblici con privati, sostenendo che “Quanto alle nostre legittime domande, CambiaMonte conferma, né può fare altrimenti, che la Tecneco sta lì dal mese di febbraio ad oggi senza alcun atto e soprattutto senza versare alcunché al Comune per l’uso dei locali, il consumo di energia elettrica e le spese di riscaldamento”.

Botta e risposta tra minoranza e maggioranza, dove concretezza diventa materia da chi chiede perché l’utilizzo personalistico del bene pubblico non è corroborato da giustificazioni che i cittadini hanno il dovere di conoscere, allorquando le spese sono a carico della comunità.

Precisiamo, ma lo riprenderemo dopo per tenerlo ben in vista, che il periodo concesso alla Tecneco dal Comune di Monte Sant’Angelo di occupare quei locali pubblici andava dal 12 dicembre 2017 al 13 gennaio 2018. Ciò per far fronte ai disagi che i cittadini avrebbero affrontato recandosi presso la struttura che la Tecneco regolarmente ha in uso, con un contratto, versando il fitto e tutto ciò che gli spetta. Di questo si da atto al Comune di Monte e le fa onore, ma protrarre il tempo oltre quello stabilito, con deroghe non regolate formalmente e senza documenti pubblici consultabili, va ben oltre il buon vicinato.

Ovviamente dallo scrivente son state chieste spiegazioni ai soggetti citati, chiamandoli in causa, contattandoli. La maggioranza, come per quasi tutti e come accade da mesi, non ha risposto, pubblicando una nota su facebook; diversamente la minoranza ha interloquito, ha risposto. Dettagli che rispecchiamo lo spessore politico e soprattutto umano di chi rifiuta il confronto con la stampa, che è al servizio della comunità, in modo, nel caso specifico, imparziale e garante di trasparenza, equilibrio e democrazia.

Andiamo avanti… Per Monte Sant’Angelo il servizio di raccolta rifiuti solidi urbani diventa una priorità giuridica, eco-sostenibile ed economica, con le indicazioni ministeriali sul conferimento del “porta a porta”. Con una Determinazione in pieno periodo di Commissariamento Straordinario Prefettizio, la n° 671 del 26/09/2016 "AMPLIAMENTO DEL SERVIZIO SPERIMENTALE DI RACCOLTA DOMICILIARE “PORTA A PORTA” NELLE ALTRE AREE STRETTAMENTE URBANE DI MONTE SANT’ANGELO ED AVVIO DELLA SPERIMENTAZIONE NELLA FRAZIONE MACCHIA" (presente sull’Albo Pretorio), cambiano i termini in materia, conferendo maggiore attenzione allo smaltimento dei rifiuti solidi urbani che tradotto vuol dire differenziazione e ritorno economico per la città. Difatti con “Determinazione Gestionale n° 605 del 29/08/2016 con la quale è stata affidata alla Tecneco Servizi Generali Srl la gestione del Centro Comunale di Raccolta (C.C.R.) per i rifiuti urbani ed assimilati del Comune di Monte Sant’Angelo” Monte si correda di un servizio innovativo e formulato dalla stessa Tecneco. Fin qui va bene tutto. Il problema sorge quando la Tecneco, per distribuire gli strumenti per la raccolta (buste biocompostabili necessarie per il conferimento dell’umido e del contenitore da lt. 35 di colore grigio) avrebbe dovuto far giungere i cittadini presso il C.C.R., ubicato quasi fuori città, vicino al cimitero, e perciò scomodo. In favore di tal inconveniente il 27 dicembre 2017 interviene, giustamente, il Comune, spostando (temporaneamente) la distribuzione nella sede dell’ex Comunità Montana del Gargano, ubicata in pieno centro cittadino in via Sant’Antonio Abate, precisando che “Si comunica a tutte le utenze residenti nel centro abitato del Comune di Monte Sant’Angelo che dal 12 dicembre al 13 gennaio sarà possibile ritirare una fornitura di buste biocompostabili necessarie per il conferimento dell’umido per tutto il 2018. Per le sole utenze residenti nelle zone Piano regolatore, C1 – Stamporlando, Sant’Antonio Abate – Galluccio sarà consegnato anche un contenitore da 35 litri di colore grigio da utilizzare per il conferimento delle altre frazioni secondo le frequenze e le modalità indicate nel nuovo prontuario che vi verrà fornito. La distribuzione avverrà presso l’ufficio preposto nella Casa Comunale, in Piazza Municipio 2, nel periodo indicato e osserverà i seguenti orari: dal lunedì al sabato dalle ore 8.30 alle ore 13”.

Temporaneamente, come anzidetto, dal 12 dicembre 2017 al 13 gennaio 2018, e non come sta avvenendo ora, che quei locali pubblici del Comune, dell’ex Comunità Montana, sono ancora occupati dalla Tecneco senza versare un centesimo al Comune e tra l’altro senza pagare i consumi energetici, con un danno all'erario che si protrae da mesi. Ovviamente il problema non lo riversiamo all’azienda privata ma all’istituzione comunale. Insomma, i montanari con le tasse cittadine oltre a pagare il servizio di raccolta rifiuti, sono sobbarcati da altre spese finora tacitate dal suo stesso Comune. Un paradosso che va eliminato quanto prima, poiché la Tecneco nel contratto stipulato con il Comune di Monte Sant’Angelo “AFFIDAMENTO DEI SERVIZI DI RACCOLTA, TRASPORTO RIFIUTI URBANI ED ASSIMILATI E SERVIZI CONNESSI PER ANNI NOVE (9)”, Registrato a Manfredonia l’11/07/2011, n° 360 mod. 1 (cui abbiamo copia cartacea), all’art. 52 è ben specificato che la sede è a spese della Tecneco e non della popolazione. Una sede che per legge dev’essere presente in ogni comune dove l’azienda espleta il servizio, come avviene per gli altri comuni e dove (si riporta la parte in oggetto dell’art. 52, a pag. 21, del “CAPITOLATO SPECIALE D’APPALTO PER L’AFFIDAMENTO DEI SERVIZI DI RACCOLTA, TRASPORTO RIFIUTI URBANI ED ASSIMILATI E SERVIZI CONNESSI PER ANNI NOVE”) “L’impresa appaltatrice dovrà eleggere un domicilio nel Comune di Monte Sant’Angelo, facilmente raggiungibile dall’utenza, dove dovrà istituire la propria sede operativa ed un ufficio dotato di telefono e fax con obbligo di utilizzo stesso come punto di recapito per eventuali segnalazioni dell’Utenza e dell’Amministrazione Comunale, almeno dalle ore 8.00 alle ore 12.00 di tutti i giorni feriali”. Mentre nella sezione degli “Allegati Tecnici-Economici” del suddetto contratto è riportata la tabella che disciplina “Le spese per fitti – costi relativi ai fitti di locali per l’erogazione dei servizi”, ove è ben definito il costo affittuario annuale pari a € 28.200,00. La tabella riporta ben definite le voci: Capannone ricovero servizi, Area attrezzata per lavaggio mezzi, Locali spogliatoi e servizi igienici per maestranze, con Canone mensile pari a € 1.850,00 , per mesi 12, unità 1, costo annuo € 22.000,00; Uffici amministrativi con Canone mensile pari a € 500,00, mesi 12, unità 1, costo annuo € 6.000,00”. Un appalto che prevede tanti servizi e costi importanti, tant’è vien da chiedersi (senza approfondire sul fine poiché i contratti legalmente lo prevedono) se la spesa sostenuta dal Comune di Monte sia a totale copertura dei servizi forniti. Basta leggersi l’art. 1 e 2 del Capitolato suddetto.

Il documento in nostro possesso comprende più documenti, dal contratto stupilato alle determinazioni del caso, il capitolato, le specifiche dei servizi, le tabelle dei costi, il parco mezzi e suoi utilizzi e manutenzioni. Un file che per la verità non è stato facile recuperare e che, dopo ricerche approfondite, abbiamo scovato nel sito del comune di Monte Sant’Angelo: ecco il link:

http://www.montesantangelo.it/files/file/tecneco/contratto_raccolta_rifiuti3.pdf

Contestualmente per dover di cronaca, ovvero l’affidamento alla Tecneco, è giusto dire che tutto ebbe inizio con la Determinazione Gestionale n° 330 del 26/04/2011 “SERVIZIO DI RACCOLTA E TRASPORTO RIFIUTI URBANI ED ASSIMILABILI E SERVIZI CONNESSI. AFFIDAMENTO SERIVIZIO ALLA DITTA TECNECO SERVIZI GENERALI S.R.L. DI FOGGIA”.

Insomma, gli ancora oggi uffici occupati dalla Tecneco per volontà del Comune di Monte, nella struttura ex Comunità Montana, mancano di regolamentazione giuridica, mancano di un passaggio fondamentale quello dell’assise comunale. Tutto potrebbe essere oggetto di interessamento di organi istituzionali preposti affinché facciano chiarezza. La Prefettura di Foggia potrebbe chiedere spiegazioni, come pure la Procura e il ministero di riferimento. Mentre l’ANAC – l’Autorità Nazionale AntiCorruzione-, presieduta dal dott. Raffaele Cantone, potrebbe volere delucidazioni. Ma il vero dilemma che dovrebbe far alzare le antenne a chi oggi amministra Monte Sant’Angelo è la Corte dei Conti che potrebbe intervenire.

Se davvero il Comune vuole conferire quella sede in via definitiva fino alla fine del contratto in essere con la Tecneco abbia la bontà, e legalità, di farlo attraverso gli strumenti e mezzi giuridici che un’Amministrazione deve obbligatoriamente adempiere. Potrebbe ritener giusto che quella sia la sede più appropriata, soprattutto per facilitare i cittadini, ma che dia luogo a un documento che lo disciplini e che non metta ulteriormente le mani nelle tasche dei montanari. Ipoteticamente se un cittadino durante una visita in quegli uffici s’infortuna, chi lo paga, giacché non esiste contrattualizzazione? Sicuramente il Sindaco, come responsabile in capo al Comune. Perciò, il buon senso invita tutti a riflettere e rivedere posizioni, anche consiliari, che oggi dividono piuttosto di unire per affrontare un problema, che non è marginale. Il Comune volendo potrebbe anche rivedere, nel caso specifico, il contratto in essere, scorporare i costi per la sede prevista nel contratto e rimodularli con l’attuale. Ma tutto va fatto attraverso la struttura politica comunale, qual è la Giunta, poiché la volontà popolare va rispettata incondizionatamente se davvero siamo in democrazia.



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domenica 12 agosto 2018

Comune di Foggia. Chiusura degli Uffici nel pomeriggio del 14 agosto 2018


Gli uffici del Comune di Foggia saranno chiusi nel pomeriggio di martedì 14 agosto.
La chiusura è stata disposta con l’Ordinanza Sindacale n. 37 emanata oggi, 10 agosto 2018, in considerazione di diversi fattori.
In primo luogo, il ridotto numero di personale in servizio –a causa delle ferie- e la notevole contrazione di utenti che si registra mediamente in questo periodo presso gli sportelli comunali renderebbero poco vantaggiosa per la comunità l’apertura pomeridiana nel giorno che precede la festività dell’Assunzione della Santa Vergine.
In secondo luogo, si otterrà un significativo risparmio in termini di consumo energetico e di spesa per i servizi di pulizia che risulterebbero sproporzionati in relazione proprio alla ridotta domanda di servizi da parte dei cittadini.
Ovviamente, dal provvedimento restano esclusi la Polizia locale e gli uffici che normalmente assicurano un servizio di reperibilità i quali, anche nel pomeriggio del giorno 14, garantiranno il propo alla città.

domenica 5 agosto 2018

Foggia, la Giunta comunale delibera studio fattibilità nuovo canile





La Giunta comunale ha adottato la deliberazione con cui ha approvato lo studio di fattibilità tecnica ed economica riferito alla manifestazione di interesse per il progetto di finanza relativo alla realizzazione del canile comunale – per il quale il Comune di Foggia ha già individuato un’area ubicata in via Sprecacenere ed estesa su 5.27.37 ettari – e la concessione del servizio, per almeno 20 anni e per un ammontare complessivo di 3 milioni 318mila euro, della gestione e manutenzione della struttura, con annessi servizi per la cura degli animali domestici, per almeno 20 anni.

Il progetto di finanza immaginato dall’Amministrazione comunale prevede, accanto alla costruzione del nuovo canile, anche servizi sanitari, di lavaggio, di toelettatura e di ricovero, con un’area commerciale destinata alla vendita di prodotti per il benessere e la vita degli animali.

La Giunta comunale ha adottato la deliberazione con cui ha approvato lo studio di fattibilità tecnica ed economica riferito alla manifestazione di interesse per il progetto di finanza relativo alla realizzazione del canile comunale – per il quale il Comune di Foggia ha già individuato un’area ubicata in via Sprecacenere ed estesa su 5.27.37 ettari – e la concessione del servizio, per almeno 20 anni e per un ammontare complessivo di 3 milioni 318mila euro, della gestione e manutenzione della struttura, con annessi servizi per la cura degli animali domestici, per almeno 20 anni.

Il progetto di finanza immaginato dall’Amministrazione comunale prevede, accanto alla costruzione del nuovo canile, anche servizi sanitari, di lavaggio, di toelettatura e di ricovero, con un’area commerciale destinata alla vendita di prodotti per il benessere e la vita degli animali.

La deliberazione adottata dall’esecutivo di Palazzo di Città completa la procedura utile a dotare la città di nuovo canile comunale, venendo così incontro alle esigenze della comunità foggiana, soprattutto in ragione delle gravi carenze infrastrutturali della struttura esistente, recentemente posta sotto sequestro dalla Magistratura.

“Quella della manifestazione di interesse era la strada migliore per realizzare una struttura di cui la città ha bisogno e per farlo nel miglior modo possibile – spiega il vicesindaco ed assessore alle Politiche Sociali, Erminia Roberto –. L’Amministrazione comunale, com’è noto, non ha purtroppo la forza economica di costruire un nuovo canile attingendo a fondi propri di bilancio. Una circostanza conosciuta da tutti e che in più occasioni è stata rappresentata ed illustrata, nello specifico nel confronto con le associazioni animaliste con le quali ci siamo rapportati”.

“Siamo fiduciosi che vi sia una risposta positiva alla nostra manifestazione di interesse – sottolinea il vicesindaco di Foggia – che peraltro si presenta innovativa e moderna sul piano dell’idea a cui intendiamo dar vita”.

“Proprio in virtù di questo impegno del Comune, tangibile e visibile sul piano amministrativo, sono esecrabili i comportamenti che ancora stamani la presidente dell’associazione ‘Guerrieri con la coda’, Anna Rita Melfitani, ed il consigliere comunale della Lega, Antonio Vigiano, hanno inscenato presso la sede dell’assessorato alle Politiche Sociali – dichiara Erminia Roberto –. Questa mattina entrambi, ai quali pure era stata comunicata da tempo la procedura attivata dall’Amministrazione comunale, si sono presentati presso i nostri uffici e polemicamente hanno abbandonato lì due cani. Anna Rita Melfitani, in particolare, ha sostenuto che si trattava di due cani che il Comune le avrebbe affidato senza pagarla. Una circostanza falsa e priva di qualunque fondamento, giacché né a lei né alla sua associazione il Comune ha affidato nulla”.
“Si tratta di un gesto gravissimo, per il quale provvederò a denunciare penalmente entrambi alla Procura della Pubblica – conclude il vicesindaco di Foggia –. Siamo tutti impegnati attivamente e con senso di responsabilità ad affrontare e risolvere un problema che consideriamo importante. Gli atti amministrativi che abbiamo prodotto sono lì a dimostrarlo. Proprio per questo non possiamo accettare in alcun modo queste piazzate pubbliche, che squalificano i loro protagonisti, tanto più se si tratta di soggetti con ruoli istituzionali e associativi”.

giovedì 15 febbraio 2018

Il Fai di Foggia dialoga e propone soluzioni all’Amm.ne comunale sul tema rifiuti

I soci della Delegazione Fai di Foggia hanno incontrato l’assessore all’ambiente del Comune capoluogo, Francesco Morese, che ha illustrato i programmi dell’assessorato in materia di rifiuti.
I soci Fai hanno sollecitato l’adozione di misure che portino all’incremento della percentuale di raccolta differenziata, arrivata nel 2017 al 26%, partendo da valori molto più bassi, ma ancora molto lontana dall’obiettivo del 65% che la legge del 2006 poneva come obiettivo da raggiungere già alla fine del 2012. Hanno anche proposto l’adozione di misure sperimentali di raccolta “porta a porta” per la plastica e il vetro per gli esercizi commerciali (bar, ristoranti) e i grandi consumatori. Sempre nello spirito costruttivo di contribuire alla risoluzione di un problema che coinvolge l’intera comunità, hanno richiesto l’avvio di campagne di informazione sulle modalità di ritiro dei rifiuti ingombranti e di sensibilizzazione per la riduzione del volume dei rifiuti, pratica che costituisce la vera grande scommessa per il futuro. E’ stata sollecitata all’assessore Morese anche un’azione periodica di eliminazione delle discariche abusive che costellano il territorio comunale, oltre che un monitoraggio più diffuso della qualità dell’aria, chiedendo all’Arpa Puglia almeno un’altra centralina, dato che attualmente l’Agenzia Regionale ne tiene in funzione solo una.
Dopo aver ringraziato l’assessore per la sua disponibilità, i soci Fai hanno garantito il loro impegno sulle questioni sollevate, a partire dalla diffusione delle buone pratiche per la riduzione dei rifiuti.

venerdì 26 gennaio 2018

Terremoto in casa Forza Italia. Di Donna, suocero del Sindaco Landella, indagato dalla Procura di Foggia per appalti ATAF

di Nico Baratta

A poco meno dell’apertura ufficiale della campagna elettorale per le politiche 2018, dove il cognome “Di Donna” è tra quelli che potrebbero essere inseriti nelle liste elettorali di Forza Italia per la candidatura di Michaela, cognata dell’attuale sindaco di Foggia, Franco Landella, la Procura di Foggia ha aperto un fascicolo a carico anche di Massimino, padre della probabile candidante e suocero del Sindaco. Difatti, in un articolo comparso questa mattina sul quotidiano “Repubblica”, nella pagina dell’edizione di Bari, a firma di Antonello Cassano e Giuliano Foschini, si parla di “Un gruppo di potere che farebbe da padrone nel Comune di Foggia, gestendo parte degli appalti pubblici della città. Per esempio quelli della società Ataf”.
L'ATAF -Azienda Trasporti Automobilistici Foggia- è l'azienda cittadina che si occupa del trasporto pubblico, divenuta nell'anno 2001 una S.p.A., a totale partecipazione del Comune di Foggia.

La notizia ha scosso la città e soprattutto la forza politica di appartenenza di Landella, Forza Italia, poiché sarebbe una mannaia sulla figlia di Massimino, ovvero Michaela, che avrebbe espresso la volontà di candidarsi alla elezioni politiche del 4 marzo prossimo. Ma sarebbe anche, e in particolare, un colpo duro all’attuale amministrazione comunale, Sindaco in primis, giacché i Di Donna sono i familiari di Landella. Ovviamente tutto è ancora in fase di indagine, dove non vi sono colpevoli ma solo indagati, perciò non condannati, sia chiaro. Sembra l’ennesimo colpo duro, a fronte delle imminenti elezioni, contro una parte di una classe politica e in particolare contro Michaela Di Donna e, per consequenzialità familiare, contro il Sindaco Landella. Resta inteso che nel procedimento investigativo in corso non compaiono i nomi di questi ultimi due soggetti, pertanto è doveroso non assoggettare loro affinità legali.

Entrando nel vivo dell’articolo di Repubblica, si legge a proposito dell’Ataf: “La Procura di Foggia sta infatti indagando su alcuni esponenti del centrodestra pugliese di Capitanata: tra loro Massimino Di Donna, suocero del sindaco Franco Landella….” Pare ovvio, secondo quanto riportato da Repubblica, la centralità ricoperta da Massimino Di Donna, tant’è che La Procura foggiana nella giornata di ieri ha disposto, come prassi, la perquisizione dell’abitazione dello stesso Massimino e di altre persone iscritte nel registro degli indagati, ovvero del Direttore Generale dell’Ataf, Massimo Dicecca, del Presidente del CDA Ataf, Rosario Raffaele Ferrantino, di un funzionario dell’Ataf, Leonardo Ciuffreda, di Giovanni Longobardo, Michele Di Maio, Sergio Giannini, Massimo Rendinella e Marco Damiano. A loro è contestata la turbativa d’asta.
Il ruolo del Di Donna, come detto, pare centrale. Infatti, e sempre quanto riportato su Repubblica e nel decreto di perquisizione, c’è scritto che: “…dagli atti di indagine appare in grado di influire sulle procedure di gara, avvalendosi dei suoi stretti rapporti con il sindaco di Foggia, suo affine…”. Inoltre, nel decreto di perquisizione è ben definita la motivazione: ”…questo gruppo avvalendosi di mezzi fraudolenti, avrebbe gestito tutto, dall’acquisto di autobus, alle polizze assicurative fino al noleggio degli spazi pubblicitari sui mezzi… Alla luce delle indagini svolte vi è infatti il fondato motivo di ritenere che i suindicati indagati abbiano gestito illecitamente le procedure di gara…”.

La turbativa d’asta contestata riguarderebbe aggiudicazioni di gare per la stipula della polizia assicurativa RC Auto dei mezzi aziendali utilizzati dall’Ataf, quella del contratto di vendita di dieci autobus urbani a gasolio e quella degli spazi pubblicitari presenti sugli autobus dell’azienda. Ed è qui che la Procura di Foggia punta il dito contro Massimino Di Donna, affermando, come riportato nell’articolo di Repubblica: “…è lui che rivestirebbe il ruolo di istigatore per l’affidamento illecito del servizio in favore della società di Giannini, predisponendo insieme l’avviso pubblico. In cambio le imprese di Giannini e Damiano avrebbero effettuato lavori di ristrutturazione nella casa di Di Donna…”. Insomma, secondo gli inquirenti e ciò che riporta Repubblica il Di Donna sarebbe il cardine per l’aggiudicazione delle gare di appalto, come per esempio quella che riguarderebbe il servizio di manutenzione degli impianti antincendio dei parcheggi gestiti dalla stessa ATAF, nello specifico quelli del Ginnetto, il Russo e lo Zuretti.

Immediatamente con una email indirizzata agli organi di stampa è giunta la ferma risposta dell’Avvocato Michele Curtotti, tra l’altro anche legale di Michaela Di Donna, Raffaele Ferrantino, Marco Damiano e Sergio Giannini, che stigmatizza la scelta della redazione di Bari di Repubblica nel comporre un articolo che accosta l’indagine a nomi estranei, tuonando che, nel precipuo caso politico, sarebbe una strumentalizzazione politica. Di seguito la nota stampa dell’Avv. Curtotti.

«In relazione alle notizie di stampa sulle perquisizioni effettuate per presunti illeciti nella gestione di gare d’appalto della società Ataf SpA, ritengo opportuno, in qualità di difensore, tra gli altri, del presidente dell’azienda, avvocato Raffaele Ferrantino, e del signor Massimo Di Donna, precisare quanto segue:
L’unico atto, allo stato, notificato agli indagati, è un provvedimento di perquisizione finalizzato alla ricerca di elementi di prova. È chiaro, quindi, che si tratta di doverosi accertamenti d’indagine, disposti dalla Procura della Repubblica di Foggia con apprezzabile e prudente scrupolo investigativo. Far diventare tale attività, peraltro coperta da segreto, una “notizia da prima pagina” – strumentalizzando per fini evidentemente politici una notizia di cronaca giudiziaria – è un malvezzo a cui non è possibile abituarsi. È appena il caso di ricordare che, allo stato, non vi è una imputazione cristallizzata, bensì soltanto una ipotesi investigativa che meriterebbe maggior rispetto da parte di quanti sono chiamati al doveroso ma delicato compito di informare l’opinione pubblica. A tal proposito, nell’evidenziare che tutti gli indagati attendono serenamente gli esiti di tali accertamenti e sono pronti, quando e se sarà necessario, a chiarire le proprie posizioni, devo fortemente stigmatizzare la scelta dell’edizione di Bari del quotidiano La Repubblica – ripresa poi da altre testate giornalistiche locali – di accostare ad una indagine, lo si ribadisce ancora nelle sue fasi iniziali, l’esponente di Forza Italia Michaela Di Donna, del tutto estranea ai fatti.»

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venerdì 29 dicembre 2017

La Giunta comunale adotta il Piano per il fabbisogno di personale del Comune di Foggia per il triennio 2018-2020.



Disposta la trasformazione dei primi 59 contratti da part time in full time.
Il sindaco Franco Landella: «Dopo anni di attesa forniamo una prima risposta alla situazione vissuta da centinaia di dipendenti. I nostri obiettivi sono la rimozione dei contenziosi esistenti per diversi milioni di euro ed il contrasto alle difficoltà determinate dal divieto di assunzioni disposto dal “Decreto Salva Enti”»

«Finalmente, dopo anni di attesa, l’Amministrazione comunale ha operativamente e concretamente avviato a soluzione lo storico stallo che riguardava la trasformazione dei contratti da part time in full time per centinaia di dipendenti del Comune. Un’esigenza avvertita ormai da tempo ed a cui, oggi, abbiamo fornito una prima risposta, provando, attraverso questo provvedimento, anche a contenere gli effetti negativi determinati dal divieto di assunzioni contenuto tra i vincoli del “Decreto Salva Enti” e dai sempre maggiori pensionamenti». È il commento del sindaco di Foggia, Franco Landella, alla deliberazione adottata questa mattina dalla Giunta comunale, su proposta dell’assessore con delega alle Risorse Umane, Claudia Lioia, con la quale è stato adottato il Piano per il fabbisogno di personale del Comune per il triennio 2018-2020.

«La deliberazione adottata questa mattina dall’esecutivo comunale viene incontro ad una serie di esigenze: cominciare a risolvere positivamente la situazione vissuta da centinaia di dipendenti in possesso di un contratto di lavoro part time, tamponare la crisi di personale vissuta dal Comune e rimuovere i tanti contenziosi milionari esistenti in questo campo – dichiara il sindaco di Foggia –. Un grazie va agli assessori alle Risorse Umane e all’Avvocatura, Claudia Lioia e Sergio Cangelli, che hanno affrontato con attenzione e puntualità un tema delicato ed importante, coadiuvati dalla struttura tecnica».

La trasformazione contrattuale contenuta nella deliberazione adottata dalla Giunta comunale interesserà in questa prima fase 59 dipendenti, tra agenti della Polizia Locale ed ufficiali amministrativi. Un passaggio con un differenziale economico per le casse comunali stimato in circa 430mila euro al termine del triennio, a fronte dei contenziosi per diversi milioni di euro che si punta ad abbattere.

«Il provvedimento che abbiamo preparato ed adottato è un atto di giustizia nei confronti di quei dipendenti comunali che legittimamente da anni invocavano la trasformazione del proprio contratto – spiega l’assessore Claudia Lioia –. Naturalmente questo primo passaggio avverrà in piena conformità con le prescrizioni indicate dal “Decreto Salva Enti” e, sempre in questo solco, nei prossimi anni, compatibilmente con le risorse finanziarie disponibili, si procederà alla trasformazione contrattuale per la restante parte dei dipendenti in part time. In questo modo contiamo di poter operare una migliore organizzazione del personale, cercando di controbilanciare, nei limiti del possibile, da un lato il divieto di assunzioni e dall’altro i pensionamenti che progressivamente si susseguono. Fattori che evidentemente incidono sull’efficienza della macchina amministrativa e, di conseguenza, sulla qualità dei servizi erogati alla nostra comunità».

«Da questo momento il Servizio Avvocatura si attiverà al fine di definire rapidamente la risoluzione dei contenziosi in atto, rispondendo in modo virtuoso ad una precisa indicazione formulata dalla Corte dei Conti – aggiunge l’assessore Sergio Cangelli –. L’abbattimento di un contenzioso così significativo è infatti un atto particolarmente rilevante nell’ottica del risanamento finanziario che l’Amministrazione comunale sta portando avanti. Siamo fiduciosi che i dipendenti sapranno dimostrare senso di responsabilità, in coerenza con quanto emerso nelle diverse riunioni che abbiamo tenuto in questi mesi con le organizzazioni sindacali».

giovedì 14 dicembre 2017

Foggia, approvata la “Nuova Orbitale Urbana area ovest”, variante urbanistica. La soddisfazione dell'Amministrazione comunale


«Con l’approvazione da parte del Consiglio comunale della variante urbanistica riferita al primo lotto funzionale della “Nuova Orbitale Urbana area ovest”, il percorso verso la realizzazione di questa infrastruttura, fondamentale per migliorare la mobilità e fornire supporto allo sviluppo economico della città e della provincia, entra ufficiale nella fase operativa. Il pronunciamento dell’Assemblea consiliare, infatti, determina la chiusura definitiva della fase istruttoria del progetto, aprendo quella che riguarda gli aspetti relativi alla firma del contratto e, dunque, all’avvio dei lavori». È il commento del sindaco di Foggia, Franco Landella, alla deliberazione con cui il Consiglio comunale ha approvato la variante urbanistica riferita al primo lotto funzionale della “Nuova Orbitale Urbana area ovest”.

«Un voto importante, per il quale ringrazio l’assessore all’Urbanistica Francesco D’Emilio, la struttura tecnica del Comune e tutti i consiglieri comunali, indipendentemente dalla loro appartenenza. Una unità di intenti che conferma la valenza dell’opera che si avvia verso la sua realizzazione – dichiara il primo cittadino –. La “Nuova Orbitale” è un’infrastruttura il cui iter amministrativo si è mosso e sviluppato trasversalmente, interessando Amministrazioni di colore politico diverso, che è stata finanziata con una delibera CIPE che sbloccò l’utilizzo dei fondi FAS, declinando il senso attuativo il Piano per il Sud approvato dall’allora Governo Berlusconi e premiando la sinergia istituzionale e l'attività di programmazione messe in campo dalla Provincia di Foggia, guidata dall’On. Antonio Pepe, e dal Comune di Foggia, guidato dal sindaco Gianni Mongelli. Una nuova buona notizia per la nostra città e per l’intera Capitanata – aggiunge il sindaco di Foggia – alla quale abbiamo contribuito con senso di responsabilità sul piano della continuità amministrativa e con puntualità nel rispetto dei tempi, nonostante gli intoppi anche di carattere giudiziario che si sono succeduti, spesso con un corollario di calunnie infondate verso la mia persona e l’Amministrazione comunale».

«L’esame delle osservazioni alla variante urbanistica operato dal Consiglio comunale ha permesso di completare anche l’ultimo passaggio prima di poter procedere alla materiale e formale sottoscrizione del contratto ed all’inizio dei lavori dell’opera – spiega l’assessore comunale con delega all’Urbanistica, Francesco D’Emilio –. Il rigore con cui è stato seguito l’iter amministrativo restituisce la serietà della nostra attenzione rispetto ad un intervento infrastrutturale strategico ed atteso da tempo dalla nostra comunità. Sia per l’entità del finanziamento, circa 30 milioni di euro, sia per la funzione che quest’opera eserciterà sul sistema della mobilità cittadina e provinciale, siamo quindi in presenza di un atto dallo straordinario valore. Assieme alla recente comunicazione circa l’ottenimento dei 18 milioni di euro di finanziamento pubblico destinati al progetto “Da periferia a periferia”, la “Nuova Orbitale” farà di Foggia un grande “cantiere” che guarda al futuro».

sabato 3 giugno 2017

Il Comune di Foggia ha presentato il progetto “Treasure”

L’iniziativa costruita assieme al Dipartimento di Economia dell’Università degli Studi di Foggia, alla Regione Molise, al Comune di Berat in Albania, al Distretto produttivo Puglia Creativa e all’Associazione pubblica Turistica di Ulcinj in Montenegro. Tra gli obiettivi previsti valorizzare il patrimonio fisico culturale dei territori e creare un filo conduttore che esalti le identità storiche-artistiche-culturali e paesaggistiche.

Potenziare e migliorare la valorizzazione del territorio, costruire collaborazioni virtuose all’insegna di sinergie fondate su storia e cultura. Sono, in sintesi, gli obiettivi del progetto ‘Treasure’, presentato dal Comune di Foggia in risposta alla prima ‘call’ dell’IPA CBC Italia-Albania-Montenegro.
Partner del progetto sono il Dipartimento di Economia dell’Università degli Studi di Foggia, la Regione Molise, il Comune di Berat in Albania, il Distretto produttivo Puglia Creativa e l’Associazione pubblica Turistica di Ulcinj in Montenegro. A questi vanno aggiunti poi i partner associati: Parco Nazionale del Gargano, ABAP (Associazione Biologi Ambientalisti Pugliesi) e ICID – Istitute of Collaboration for Integration and Development in Albania.
Il progetto, il cui importo complessivo ammonta a 894.468,50 euro, è stato presentato sull’Asse 2, Obiettivo specifico 2.2 ‘Accrescere la cooperazione degli attori chiave dell’area per la realizzazione di prodotti culturali e creativi innovativi’.
“Si tratta di un’iniziativa di grande valore, in particolare perché mette in rete storia, cultura e patrimonio paesaggistico – commenta il sindaco di Foggia, Franco Landella –. Siamo orgogliosi di aver costruito un rete così ampia ed autorevole di collaborazioni, oltre i confini nazionali, di cui il Comune di Foggia è capofila. Confidiamo dunque che questo progetto saprà ottenere il finanziamento richiesto, in ragione della qualità della proposta avanzata, per la quale desidero ringraziare sin d’ora tutti i partner e coloro i quali hanno partecipato attivamente alla definizione di questa importante e qualificante progettualità.”.
‘Treasure’ è nato infatti dall’esigenza di valorizzare al meglio il patrimonio fisico culturale dei territori, creando un filo conduttore che esalti alcune testimonianze storiche-artistiche-culturali e paesaggistiche. Tre sono gli obiettivi specifici intorno ai quali ha lavorato l’assessorato comunale alla Cultura: Network & Community, Cultural and Food Tourism, Future Shaping.
“L’obiettivo generale del progetto, come detto, è quello della valorizzazione del patrimonio culturale pubblico, per sostenere il processo di promozione della funzione della cultura nelle dinamiche economiche, mettendo in gioco le tecnologie digitali, quale orizzonte diffuso di spinta del turismo e delle produzioni agroalimentari, intese quali identità culturali del cibo, in un circuito di esperienze che rimescola le culture – sottolinea l’assessore comunale alla Cultura, Anna Paola Giuliani –. Sono quindi innumerevoli le potenzialità che questa iniziativa può permettere di attivare e che il Comune di Foggia si candida a cogliere”.

giovedì 25 maggio 2017

Foggia, per i “furbetti del multibadge” si dilata la resa dei conti

di Nico Baratta

Dopo il ricorso vinto dall’avvocato di uno degli indagati, e dopo che quest’ultimo è stato  prosciolto per essere reintegrato al lavoro, arriva un’altra decisione a favore dei “Furbetti del multibadge”, un tempo in servizio presso la sede del Servizio Integrato Attività Economiche, in Via Sant’Alfonso de’ Liguori. Oggi, 25 maggio 2017, era prevista l’udienza per gli indagati, che ricordiamo sono accusati a vario titolo di truffa aggravata per assenteismo. Ma il fato, per loro, che si chiama “sciopero” ha rinviato il tutto al 29 maggio p.v. Difatti oggi, dal 22 maggio scorso, è in corso lo sciopero nazionale degli avvocati penalisti e le aule son rimaste vacanti. Insomma, i tempi per la resa dei conti si dilatano e con essa chi vuol giustizia sulla deplorevole e umiliante vicenda cui Foggia fu al centro dell’attenzione mediatica nazionale. Per la cronaca gli indagati sono 23 ex dipendenti del Comune di Foggia che timbravano il badge, il loro e quello di altri colleghi, per poi uscire e far altro, fuorché lavorare. E ciò è stato riscontrato dalla minuziosa investigazione, con tanto di filmati che incastravano i “furbetti”, dai Carabinieri di Foggia, con dispendio di energie delle Forze dell’Ordine investigative e denaro pubblico oltre quello messo in tasca da chi timbrava il cartellino. Ora si spera che il 29 maggio 2017 abbia luogo la tanto attesa udienza, giacché col rinvio odierno, è il terzo dal 6 aprile 2017, data delle prima udienza.

martedì 16 maggio 2017

Soldi previsti e palesi mancanze. Foggia i suoi pericolosi marciapiedi

di Nico Baratta


Sono anni, veramente tanti, che a Foggia si parla e sparla, si scrive e si denuncia, si commenta e si deride, una situazione che le amministrazioni comunali, questa e le precedenti, non hanno mai affrontato nel modo giusto, o che lo hanno a malapena lambito. È un luogo comune di moltissimi centri urbani italiani e ciò è sinonimo di una disattenta, anche cattiva, gestione della Cosa Pubblica sia del Governo, sia delle Amministrazioni locali. Tutti ormai siamo “denunciatori seriali”, e spesso delatori, del malessere sociale, dello status quo che si tocca con mano e si vive sulla propria pelle, delle opere pubbliche e private abbandonate, dei disagi e disservizi pubblici, di mancanza di sicurezza. E tutti pretendiamo benessere e sicurezza. All’occhio, come è naturale, impatta più una grossa opera pubblica abbandonata, come un palazzo o una scuola o una palestra, piuttosto che una fontana rotta. Come è più facile “denunciare” un degrado pubblico laddove si stipano clochard, si azzuffano migranti, si intrattengono tossicodipendenti con annessi pusher. Foggia era una città con decine e decine di fontane; oggi si contano sul palmo di una mano e perlopiù utilizzate da “privati” per i loro comodi. Ma questi son solo bei ricordi che non torneranno più.


Malgrado queste mancanze, che sono importanti e balzano di più all’attenzione, l’abbandono lo abbiamo sotto gli occhi, anzi sotto i nostri piedi. A parte la pietosa situazione del manto stradale foggiano, dove è più facile contare le parti asfaltate che quelle con buche e con asfalto dismesso, Foggia ha marciapiedi pericolosissimi. Ci sono quelli senza una adeguata copertura, quelli asfaltati con pezze una sull’altra, quelli con radici fuoriuscite dal terreno, quelli con buche e voragini, quelli con scivoli inaccessibili per i disabili, quelli con i tombini fognari e dei vari servizi di illuminazione e telefonia sprofondati o innalzati. Insomma, una città che oltre ad avere la gruviera stradale è anche leadership in quella del camminamento pedonale. E a complicare la situazione ci si mettono anche le aziende dei lavori su pubbliche aree che in questi anni hanno svolto lavori fognari e di ammodernamento delle reti telefoniche, che intervenendo in tempi diversi, hanno asfaltato le aree interessate, rappezzandole laddove un mese prima erano state chiuse. Certamente a quest’ultima azione demolitrice delle nostre aree di pedonalità, oltre che di viabilità stradale, è complice la mal gestione comunale per la programmazione dei lavori. Checché se ne dica tutti abbiamo sempre incolpato sindaci e assessori che si sono succeduti a Foggia. In realtà se le deficienze organizzative e di programmazione e di esecuzione dei lavori si sono protratti negli anni e per alcune amministrazioni, il comune denominatore è da ricercare nei dirigenti comunali e loro subalterni, che poi son sempre gli stessi. Con la Legge Bassanini voglio ricordare che le Determinazioni sono firmate dai dirigenti e non dall’assessore o sindaco di turno. Tuttavia, ciò non delegittima responsabilità anche della parte politica comunale, che deve e non dovrebbe decidere –per le competenze assegnate- e controllare ciò che vien fatto con i soldi pubblici. 


La scusante, che amministratori politici e dirigenti comunali tirano in ballo quando uno o molti cittadini si lamentano del degrado e abbandono urbano, è la mancanza di soldi. Quei “benedetti” fondi messi a disposizione dal Governo e dalla Regione attraverso bandi europei, spesso riformulati nell’uso per emergenze varie. 


Il 10 maggio 2017, mercoledì scorso, il Consiglio comunale di Foggia con 17 voti a favore e 13 contrari ha approvato il Bilancio di Previsione 2017. C’è chi lo ha definito un atto formale della maggioranza per non fare decadere l’attuale amministrazione -per poi addivenire ai “collaudati” e probabili rimpasti in Giunta-, chi la solita e celata azione di tutti i politici in seno al Consiglio, chi invece l’orripilante bugia politica di un bilancio che ha il fiato della Corte dei Conti sul collo. Un dato è certo, che il Bilancio di Previsione 2017 è strutturato con un piano triennale ed anche con molte liquidità finanziarie solo dopo alienazioni dei beni comunali. Beni, che a dir di molti amministratori, sono attualmente svalutati. E la somma messa in cantiere, ma non ancora “appaltata”, è di ben € 134.138.912,34. Sono molti soldi, che fanno parte anche del pacchetto “da periferia a periferia”, messi a disposizione delle città metropolitane e dei capoluoghi di provincia dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, attraverso il bando finalizzato alla riqualificazione urbana e alla sicurezza delle periferie, e che prevedono sommariamente interventi urbani di riferimento delle proposte progettuali avanzate dal Comune di Foggia nell’ambito della sicurezza e della qualità, della mobilità sostenibile, di quella economica e di quella cosiddetta “Smart mobility” (come se Foggia fosse già sistemata strutturalmente e abbia bisogno di un tocco di modernità ai servizi che purtroppo sono deficitari o latitano per carenze lavorative). In quel Bilancio vi sono perfino voci per lavori mirati, come per esempio per il recupero e riqualificazione assi stradali, per il recupero e riqualificazione isola pedonale Via Lanza -come se solo lì passeggiasse-, per l’efficientamento del patrimonio immobiliare comunale, per l'esecuzione dei lavori di sistemazione strade della città ubicate solo in alcuni punti mentre Foggia ne urge in toto. Conforta –vogliamo essere speranzosi- che una parte di quei soldi, sempre dopo averli incassati e se avverrà ciò, serviranno per adeguamenti urgenti sul fronte energetico per alcune scuole pubbliche, che a Foggia cadono letteralmente a pezzi, e per il “piano eliminazione barriere architettoniche”, il cosiddetto PEBA, dove son stati previsti con priorità 1 per il primo anno (2017) la somma di 150mila euro e altri 550mila euro fino al 2019.   


Ormai star qui a scrivere per chiedere la solita cosa, ovvero “speriamo che il Comune accolga la nostra sollecitazione, anche denuncia pubblica per voce di molti cittadini”, è pressoché inutile giacché i nostri amministratori negli anni hanno dato seguito a tutt’altro. Foggia, come città e servizi non ha bisogno di ulteriore prove –di denunce si- perché è testimone oculare del suo degrado, colpa anche di cittadini negligenti e saccenti –tutti son professori e sanno tutto e conoscono tutti-. 


La verità, per quello che si è potuto raccogliere dalle lamentele dei residenti (e non solo) e che si vede e vive quotidianamente, è che sotto i nostri occhi, anzi sotto i nostri piedi, ci sono pericoli palesi, che ogni giorno minano l’incolumità dei cittadini, che costringono molti anziani, bambini e diversamente abili, a rimanere a casa e se escono a farsi molto male per cadute. Questi sono i marciapiedi di Foggia.  


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