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mercoledì 17 luglio 2019

“Chapter Uluria”, a Volturara Appula il 5° anniversario con i biker della Rebels Italy. Tutti in sella…

 
Nel mitico e sempre accogliente paesello di Volturara Appula,a circa 500 m s.l.m., sui Monti Dauni, tra Puglia e Campania, il 28 luglio 209, si svolgerà il 5° anniversario di “Chapter Uluria”. In sella alle loro sfavillanti e lucenti motociclette i biker della Rebels Italy daranno vita a una giornata all’insegna del divertimento, tra una grigliata di carni locali e spettacoli musicali.
Uluria, nome antico del paese, evento in ricordo delle origini, come da sempre contraddistingue chi in sella ai loro “cavalli motorizzati” girano paesi e territori per conoscere usanze e particolarità e far conoscere il mondo biker.
Start party alle ore 21:00 all’Eden Bar, con food e BBQ, beer, drinks e live music a cura della Khris e Damien Band.
Se vuoi trascorrere una serata di puro divertimento tra amici e fratelli, sei il benvenuto.
info: Dani 327 6129632 – Max 347 1162803

venerdì 30 novembre 2018

“Decima Azione” l’operazione antimafia contro la “società” foggiana con 30 affiliati detenuti con 416/bis [Nomi e Video]


Nel corso della notte Agenti della Polizia di Stato della Squadra Mobile di Foggia e del Servizio Centrale Operativo e Militari del Reparto Operativo Nucleo Investigativo dell’Arma dei Carabinieri di Foggia, hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di 30 persone, indagate, a vario titolo per associazione di stampo mafioso, estorsione, detenzione e porto abusivo di armi da fuoco e tentato omicidio.

L’indagine, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Bari, ha ricostruito la struttura organizzativa e le dinamiche criminali dell’associazione mafiosa denominata Società Foggiana, in continuità con altre precedenti indagini già cristallizzate in sentenze, molte delle quali passate in giudicato. E’ per questo che viene definita convenzionalmente “DECIMA AZIONE”, in quanto rappresenta appunto la decima (in ordine di tempo) delle più importanti operazione antimafia messa in campo dalla DDA di Bari nel capoluogo dauno, una operazione che ha documentato anche la contrapposizione tra le due c.d. “batterie” mafiose egemoni sul territorio (da una parte quella dei SINESI-FRANCAVILLA e dall’altra quella dei MORETTI-PELLEGRINO-LANZA), e purtuttavia il loro inquadramento in un unico contesto all’interno della Società Foggiana.



L’attività investigativa sulla “Società Foggiana”, sulle sue dinamiche interne e sulle sue proiezioni criminali esterne è stata portata avanti, senza soluzione di continuità, anche in epoca successiva ai fatti accertati nell’ultima indagine, chiamata “Corona”, e si è protratta fino all’attualità: in tal modo è stato possibile documentare come la predetta organizzazione mafiosa abbia continuato:

- a mantenere la sua fisionomia strutturale, caratterizzata da una suddivisione in batterie e da una forte connotazione a base familiare
- a ridefinire al suo interno, in maniera violenta e spregiudicata, gli equilibri di potere tra le diverse batterie, con una ulteriore sanguinosa guerra di mafia;
- a sviluppare processi di gestione centralizzata delle risorse economiche del sodalizio, soprattutto per garantire una regolare assistenza economica agli associati detenuti;
- a consolidare la sua capacità di controllo territoriale mediante l’intensificazione dell’attività estorsiva e lo sviluppo di altre forme di infiltrazione nel tessuto socio-economico.

L’esistenza e l’operatività della c.d. “Società Foggiana” è stata da ultimo sancita, proprio di recente, nel processo “Corona” dalla sentenza del GUP del Tribunale di Bari emessa in data 28.4.2016. Anche la Corte di Cassazione ha ultimamente confermato gli esiti dell’indagine Corona, sancendo, l’8.10.2016, la definitività della configurazione del reato di cui all’art 416 bis c.p. in relazione all’organizzazione mafiosa in questione e delle relative condanne inflitte ai soggetti che ne fanno parte.

Come emerge dai precedenti giudiziari in precedenza citati, la Società Foggiana si è fin da subito caratterizzata per due fattori fondamentali, talmente interdipendenti tra loro da rappresentare una sorta di binomio costitutivo:
− un’unica organizzazione a base familiare che, tuttavia, opera sul territorio magmaticamente, ripartendosi per “batterie”;

− la presenza di una ciclica forza centrifuga generatrice di scontri, talora anche armati, tra le stesse “batterie”. A tali fasi di turbolenta ridefinizione dei rapporti di forza hanno fatto puntualmente seguito fasi di ricerca della ricomposizione, in un andamento sinusoidale teso alla elaborazione di più efficienti modelli organizzativi, capaci di governare la complessità del processo espansionistico in atto mediante il recupero della coesione interna.

Più specificamente, la causa del nuovo conflitto armato è rappresentata dal conseguimento della primazia e della leadership all’interno della Società Foggiana che trova il suo inizio il 13 settembre 2015 quando viene ferito Mario PISCOPIA (convivente della figlia di Rocco MORETTI). Subito dopo questo grave fatto di sangue, il successivo 17 ottobre, avviene il tentato omicidio di Bruno Vito LANZA. Sono questi i 2 episodi che rappresentano la doppia offensiva lanciata alla famiglia “MORETTI-PELLEGRINO-LANZA”, cui è susseguita nel tempo una lunga scia di omicidi e tentati omicidi.

Nella sua proiezione esterna, il sodalizio ha operato in numerosi settori illeciti in forma quasi monopolistica.

E’ emerso che uno dei settori di maggiore interesse è rappresentato dalle estorsioni, realizzate a tappeto nei confronti di tutti gli operatori economici operanti nella città di Foggia: dalle agenzie funebri ai gestori di slot machine, passando per gli esercizi commerciali e gli imprenditori edili.

Si è registrato anche il tentativo di condizionamento della società calcistica del Foggia, all’epoca militante nel campionato di Lega Pro. Infatti In alcune intercettazioni telefoniche è emerso che, i membri della Società Foggiana hanno imposto alla società sportiva Foggia Calcio la stipulazione di contratti di ingaggio nei confronti di soggetti vicini all’associazione mafiosa, pur non disponendo di qualità sportive significative.

E’ emerso come l’attività di infiltrazione si realizzava anche imponendo l’assunzione delle persone indicate dagli appartenenti alla Società Foggiana, come nel caso dell’azienda Tamma.

E ancora l’attività estorsiva riguardava tutte le sale scommesse, anche quelle gestite da familiari e parenti …(“perché non ce ne frega niente … il giro delle macchinette quelli noi li dividiamo ogni tre mesi”) e i costruttori edili … (“devono pagare: ho detto se non stai vendendo, tu neanche costruisci. Comunque ho detto a noi non ce ne frega niente…ci devono pagare tutti quanti, tutti i costruttori”).

Relativamente alle estorsioni in danno delle agenzie funebri, l’attività captativa ha evidenziato come i membri della Società Foggiana hanno inquinato non solo i settori economico/produttivi della città di Foggia, ma anche quelli sociali ed amministrativi, potendo avere notizie riservate – evidentemente trasmesse da dipendenti comunali – relative al numero giornaliero dei morti.

Afferma il Giudice per le indagini preliminari che “… la Società Foggiana riesce ad inquinare tutti i gangli vitali della vita sociale, economica, amministrativa di Foggia”.

Gli esponenti della Società Foggiana nello svolgimento dell’attività estorsiva per conto del sodalizio mafioso dispongono di una famigerata “lista delle estorsioni”, in cui sono riportati i nomi degli imprenditori foggiani che sistematicamente pagano il “pizzo”.

Aggiunge ancora il Gip, che “L’attività d’indagine, altresì, ha evidenziato lo stato di omertà assoluta lo si rileva anche dal dato numerico delle denunce, che dimostra chiaramente un limitatissimo apporto all’accertamento di reati commessi in danno di cittadini, imprenditori, operatori commerciali, rispetto alla elevatissima percentuale di ipotesi che vengono colte durante le attività tecniche e investigative in corso. Che questi fatti-reato non siano denunciati è un’ulteriore conferma della totale soggezione di larghe fasce della popolazione, indotte a subire silenziosamente i torti e le angherie poste in essere da coloro che agiscono evocando l’appartenenza a questo determinato contesto criminale: la Società foggiana”.

Naturalmente La Società Foggiana è attiva anche nel settore della cessione di sostanze stupefacenti avendo la disponibilità di ingenti quantitativi di droga

La forza della Società Foggiana emerge anche dalla volontà di colpire le forze dell’ordine impegnate ad assicurare il rispetto delle leggi, per come risulta dai propositi di uccidere un ispettore capo presso la squadra mobile di Foggia

Altra fonte di guadagni illeciti è rappresentata dal progetto di infiltrazione nel settore delle scommesse truccate con alterazione dei risultati delle corse dei cavalli. Tale circostanza emerge dall’attività intercettiva che ha evidenziato come i membri della Società Foggiana avevano agganciato il vecchiarello, uomo di Napoli, in grado di truccare le corse tris, facendo vincere il fantino di volta in volta individuato, corrompendo gli altri fantini con 600,00 euro per non piazzarsi.

Comunque qualche segnale positivo di rottura del muro di omertà è stato registrato attraverso il contributo di alcune vittime di estorsioni che hanno consentito di assicurare alla giustizia i responsabili. E’ un segnale positivo che ci consente di guardare al futuro con maggiore ottimismo.

I NOMI DEGLI ARRESTATI PER ASSOCIAZIONE DI STAMPO MAFIOSO EX ART. 416 BIS, TENTATO OMICIDIO, ESTORSIONI, ARMI

ABBRUZZESE Angelo, classe 1948;
ABBRUZZESE Francesco classe 1977;
ALBANESE Giuseppe classe 1980;
APRILE Alessandro, classe 1984;
BISCOTTI Luigi, classe 1976;
D’AMATO Emilio Ivan, classe 1973;
D’ANGELO Domenico classe 1993;
FRANCAVILLA Ciro classe 1974;
FRANCAVILLA Giuseppe classe 1978;
FRASCOLLA Gioacchino classe 1985;
GATTA Ernesto classe 1974;
LANZA Leonardo classe 1979;
LANZA Savino classe 1983;
LANZA Vito Bruno classe 1953;
MIRANDA Antonio classe 1957;
MORETTI Alessandro classe 1991;
MORETTI Rocco classe 1950;
PALUMBO Raffaele classe 1984;
PERDONO’ Massimo classe 1977;
PESANTE Francesco classe 1988;
RIZZI Fausto classe 1980;
SALVATORE Antonio classe 1991;
SINESI Cosimo Damiano classe 1985;
SINESI Francesco classe 1985;
SINESI Roberto classe 1962;
SPIRITOSO Giuseppe classe 1956;
SPIRITOSO Lorenzo classe 1981;
TIZZANO Fabio classe 1980;
TIZZANO Francesco classe 1972;
VILLANI Patrizio classe 1977;

La misura della custodia cautelare in carcere è stata eseguita nei confronti di tutti i suddetti, pertanto sono attualmente in carcere.

Comunicato Stampa DDA Bari, 30 Novembre 2018

domenica 25 novembre 2018

"Le Istituzioni locali si mobilitano", lo chiede Cataneo per la Vertenza Trasporti in Capitanata e Atto del Governo n.46

«Da molti Consiglieri provinciali e comunali di Foggia è stata richiesta la convocazione urgente e congiunta dei due Consessi allargata alla partecipazione dell’Assemblea dei Sindaci di Capitanata
Foggia, 24 novembre 2018. Dopo poco più di un anno dal primo treno no stop che, dopo oltre 150 anni, dalla Puglia ha bypassato Foggia e la Capitanata non fermandosi nella stazione dauna e collegando Bari a Roma la situazione non è affatto migliorata anzi risulterebbe peggiorata, sia dal punto di vista delle infrastrutture che non si realizzano ancora e sia per gli investimenti dedicati e, dalle prime avvisaglie, anche dal punto di vista dei servizi di trasporto, come si diceva prima, da/per la Capitanata, per i cittadini e le imprese foggiani ma con riverberi altrettanto non positivi estesi anche per la BAT e per la parte settentrionale della Basilicata. “A livello parlamentare è in discussione l’Atto di Governo n. 46, che è stato approvato con l’espressione di un parere favorevole dalla 8^ Commissione permanente del Senato, previa apposizione di cinque condizioni e circa una cinquantina di osservazioni relative ad alcuni aspetti ed argomenti rilevanti per le connotazioni infrastrutturali, soprattutto in ambito ferroviario, -sottolinea il consigliere provinciale e comunale di Foggia Pasquale Cataneo-  ma anche in collegamento con altre strutture puntuali di altre modalità quali ad esempio porti ed aeroporti, che riguardano poco o nulla, comunque in modo fortemente negativo, la Capitanata. Ciò assume i connotati di una vera e propria sperequazione e trattamento discriminatorio per i cittadini e per il sistema produttivo della provincia di Foggia, anche a seguito delle anticipazioni emerse in questi ultimi giorni sulle relazioni da e per la Puglia con Napoli/Roma.”
Eppure solo due settimane fa si è svolta a Foggia la scorsa settimana, presso la Prefettura, di una riunione di rappresentanti di Istituzioni, Enti locali ed Associazioni di categoria promossa dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri avente per oggetto un Programma di Sviluppo per la Capitanata nella quale un ruolo fondamentale nell’ordine del giorno è stato svolto dalle infrastrutture di trasporto.
“In merito a quanto sopra descritto e rilevando come sia prioritario rimuovere le criticità emerse dalla ricognizione dei progetti inseriti nel cd “Patto per la Puglia” e dalla riscontrata assenza di alcuni interventi, previsti dalle Delibere del Consiglio comunale (n. 13/2017) e del Consiglio provinciale (n.11/2018) sul tema dell’integrazione delle reti di trasporto e dell’Hub intermodale a Foggia, nel documento “ATTO del GOVERNO n.46”, in discussione in Parlamento, la maggioranza dei consiglieri comunali e molti consiglieri provinciali – precisa l’eletto Cataneo- hanno sottoscritto una nota da me inviata ieri al Presidente della Provincia Gatta e quello del Consiglio comunale, nonché al Sindaco di Foggia per la convocazione urgente e congiunta del Consiglio comunale e provinciale di Foggia, ai sensi dei vigenti statuti e regolamenti consiliari, allargata alla Assemblea dei Sindaci della Capitanata per fare il punto della situazione sulle problematiche sopra richiamate e per definire iniziative e azioni congiunte per giungere con gli altri livelli di rappresentanza politica ed istituzionale territoriale ad una posizione condivisa e coesa, da rappresentare ai nostri interlocutori sulla scorta di quanto definito per tempo dai due Consessi, ma non ancora attuato utile e proficuo a rappresentare prioritariamente e senza altri indugi la tutela e gli interessi dei cittadini e delle imprese della Capitanata ad avere una mobilità adeguata e del tutto simile a quelli di altre Comunità e con riverberi positivi anche per il resto dei pugliesi e dei lucani in esatta antitesi rispetto al cd. “foggianesimo”».

Consigliere provinciale e comunale
dott. Pasquale Cataneo

sabato 20 ottobre 2018

Al FOX ci si “gratta”e si VINCE. Accade ad Anzano di Puglia


Con un “Gratta e Vinci”, del tipo “IL MILIARDARIO”, la buona sorte transita per la Capitanata e in particolare ad Anzano di Puglia, sui Monti Duani, in provincia di Foggia. Grazie a esso nel piccolo centro dauno poco tempo fa è stato conseguito un premio da 500 mila euro. Siamo ad Anzano di Puglia, un gioioso paesino di poco più mille anime del subappenino dove, come buona consuetudine in questi piccoli centri è il soffermarsi nei vari bar del paese a volte a oziare spesso dopo una giornata di lavoro scambiando chiacchiere tra compaesani, tra una chiacchiera e l’altra ci si “gratta” alla fortuna. E questa volta il gratta-gratta ha portato fortuna, presumibilmente a uno di questi “chiacchieratori”. Il ricco biglietto è stato acquistato nel punto vendita di Rita Auciello del Fox Bar in Rione Mastralessio (vedi foto giunta in allegato), piccola frazione di Anzano di Puglia, dove i compaesani scendendo dal paese fanno tappa fissa, trovando in quel bar un ritrovo per una piccola siesta.

«Non so chi sia il vincitore, ma spero che si tratti di qualcuno del posto. Se si presentasse qui da noi gli farei i mei complimenti. Al suo posto, utilizzerei una parte della somma per ristrutturare la casa e aiuterei i figli a sostenere le spese degli studi universitari», ha dichiarato la signora Rita Auciello, titolare del punto vendita, e scherzando con una vena ironica ha aggiunto ridendo, «dopo aver fatto tutto il possibile per i miei figli, non mi resta che cambiare il marito».

Ad Anzano di Puglia e purtroppo in tutta la Capitanata nell’anno 2016, riportato nel link di seguito https://lab.gedidigital.it/finegil/2017/italia-delle-slot/,  per i vari giochi alle cosiddette macchinette, slot machine perciò gioco d’azzardo, sono stati spesi circa 736,67 mila€, per una spesa pro capite di circa 581€. La vicina Foggia non è da meno poiché in base al proprio bacino di utenza ne ha spesi circa 62,30 mln€. Dati preoccupanti e significativi di quanto la fortuna sia ricercata in questi territori. Tuttavia, pur essendo tra i giochi d’azzardo, si sa che “grattare” è un conto ma essere vittime di ludopatia è altro. Pertanto gli auguri al fortunato vincitore sono d’obbligo, ma nel contempo con questa pubblicazione si conta di sensibilizzare la popolazione del territorio a non farsi prendere la mano dalla ricerca della dea bendata.

mercoledì 10 ottobre 2018

Cronaca. Capitanata, le azioni messe a segno dalle Forze dell'Ordine nella giornata odierna


Nota in premessa al comunicato stampa - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno del mittente. Pertanto questo contenuto non è un articolo prodotto dalla redazione.

LUCERA:    COCAINA E FURTO DI ENERGIA ELETTRICA. 42ENNE GIÀ NOTO ARRESTATO DAI CARABINIERI.
Nella mattinata di ieri i Carabinieri della Compagnia di Lucera hanno tratto in arresto CAPOBIANCO Giuseppe, 42enne del posto già gravato da precedenti di polizia, perché ritenuto responsabile dei reati di detenzione illecita di sostanze stupefacenti e furto di energia elettrica.
I militari, nel sottoporre l’uomo ad un normale controllo durante un servizio nel centro storico, si sono insospettiti per il suo atteggiamento particolarmente teso, apparentemente senza motivo, ed hanno deciso di svolgere una verifica più approfondita. La perquisizione è quindi stata estesa anche alla sua abitazione, ed è stato proprio qui che i Carabinieri hanno capito il motivi di tanta agitazione. Il 42enne, infatti, è stato trovato in possesso di circa 20 grammi di cocaina purissima, nascosta nella sua camera da letto, dietro un televisore.
Nella stessa stanza sono stati trovati anche due bilancini di precisione, alcune bustine di cellophane e un termosaldatore portatile, utili per il confezionamento dello stupefacente.
Poco prima di allontanarsi dalla casa, i Carabinieri hanno poi notato anche un'anomalia del contatore ENEL, che aveva acceso il led che normalmente ne segnala il malfunzionamento, nonostante le luci funzionassero regolarmente. È stato così accertato che l’uomo, peraltro esperto di elettrotecnica, aveva realizzato un allaccio abusivo all'illuminazione pubblica.
Il CAPOBIANCO è stato così accompagnato presso la caserma di Via San Domenico per tutti gli accertamenti del caso e dove, alla luce delle evidenze raccolte, è stato dichiarato in arresto.
Su disposizione della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Foggia il 42enne è stato posto agli arresti domiciliari, in attesa dell'udienza di convalida.

Foggia, la Questura dispone obbligo di soggiorno in sorveglianza speciale per 8 pericolosi pregiudicati.
La Questura di Foggia ha notificato la misura di prevenzione della Sorveglianza Speciale con Obbligo di Soggiorno, per periodi diversi fra 1 e 5 anni, ad otto pericolosi pregiudicati appartenenti alla criminalità comune ed organizzata locali.
Tali Misure sono state richieste al Tribunale di Bari, in base alla nuova normativa cd. “Codice Antimafia”, di cui al decreto legislativo 6 settembre 2011 n. 159 , come modificato dalla Legge 17 ottobre del 2017 n. 161.
Per 5 di loro, la richiesta è stata effettuata dal Questore di Foggia, per 3 di essi, invece, dal Procuratore della Repubblica di Foggia.
Infatti, gli organi competenti a richiedere tale misura di prevenzione personale al Tribunale di Bari, sono sia il Questore che il Procuratore, che, così come ormai accade sistematicamente in questa provincia, hanno lavorato in pieno coordinamento su tale materia, ritenuta dagli stessi di particolare efficacia per comprimere le azioni di pericolosi soggetti, in fase preventiva.
Le persone sottoposte a tale misura sono:
1.    M. A., classe 1987, di Foggia, soggetto gravitante nell’ambito della criminalità organizzata, nello specifico nel clan facente capo al gruppo MORETTI, con precedenti per traffico di droga, furto aggravato, evasione, detenzione di anni e rapina aggravata, anni 4;
2.    Q. A., classe 1975, di Mattinata, soggetto gravitante nell’ambito della criminalità organizzata, nello specifico nel clan facente capo al gruppo "ROMITO" area garganica "Mattinata-Vieste-Manfredonia, con precedenti per detenzione illegale di armi, rapina, tentato omicidio, lesioni e sequestro di persona, estorsioni e stupefacenti, anni 3;
3.    D.P. M., classe 1987, di Orta Nova,  anni 1;
4.    S. V. classe 1987, di Cerignola anni 2;
5.    L A. , di Orta Nova, classe 1986, anni 3;
6.    G. F. , di Manfredonia, classe 1987, anni 2;
7.    D.S. A di Foggia, classe 1983, anni 1 e mesi 6;
8.    D.E.N. di San Severo, classe 1977, anni 1;
Con tali misure la Polizia di Stato, nello specifico, appartenenti della Divisione Anticrimine e dell’Ufficio Misure di Prevenzione della Questura, e la Procura della Repubblica di Foggia hanno imposto ad 8 pericolosi pregiudicati, significative restrizioni della libertà personale, attraverso pesanti misure limitative, compreso l’obbligo di soggiorno nel comune di residenza e l’obbligo di stare a casa nelle ore serali e notturne.
La Sorveglianza Speciale con obbligo di soggiorno nel comune di residenza, si applica ai soggetti che vengono ritenuti pericolosi per la sicurezza e per la pubblica moralità ed, in particolare, a quei soggetti che, sulla base di elementi di fatto:
- debbano ritenersi abitualmente dediti a traffici delittuosi;
- si sospetta vivano abitualmente, per la condotta ed il tenore di vita, anche in parte, con i proventi di attività delittuose;
- siano sospettati di essere dediti alla commissione di reati che offendono o mettono in pericolo l'integrità fisica o morale dei minorenni, la sanità, la sicurezza o la tranquillità pubblica.

Queste misure rappresentano un altro importante passo in avanti nell'opera di ripristino della legalità nella provincia di Foggia e di restituzione del suo territorio alla collettività, sottoponendo soggetti pericolosi a specifiche forme di controllo e pesanti restrizioni di movimento che, ove violate, comportano l’ arresto immediato e la conduzione in carcere.
Il ricorso alle misure di prevenzione rappresenta, inoltre, un’altra delle modalità con cui la “Squadra Stato” sta caratterizzando la sua azione sul territorio, in piena sinergia e coordinamento fra coloro che la compongono, contro ogni forma di illegalità e criminalità comune ed organizzata.
Peraltro, nei mesi scorsi, la Questura di Foggia ha potenziato la struttura operativa dell’Ufficio Misure Prevenzione Personali e Patrimoniali, ritenendo il ricorso a tali misure di formidabile efficacia nel contrasto della criminalità comune ed organizzata locali. Ciò ha determinato una immediata elevazione del numero delle sorveglianze speciali a carico di pregiudicati appartenenti e non alla C.O. come desumibile dai dati in calce al presente comunicato.
Il ricorso alle misure di prevenzione personali e patrimoniali costituisce anche, peraltro, fondamentale strumento adottato nell’ambito del cd “progetto Mattinata”, strategia elaborata nella citata materia, alla luce della evoluzione relativa al Comune di Mattinata, ritenuto centro nevralgico, per la sua posizione centrale fra Manfredonia, Monte Sant’Angelo e Vieste, finalizzata al completo risanamento di quel territorio sia sotto il profilo amministrativo che giudiziario e di prevenzione: ciò in stretta sinergia con Prefettura, Procura della Repubblica, Arma dei Carabinieri e Guardia di Finanza.

MISURE DI PREVENZIONE   PERSONALI
Primi nove mesi
2017
Primi nove mesi
2018
Avvisi orali emessi
65
110
Fogli di via obbligatori emessi
13
19
Daspo irrogati
19
35
Proposte  di sorveglianza speciale inoltrate al Tribunale
26
38

MISURE DI PREVENZIONE   PATRIMONIALI



Primi nove mesi
2017
Primi nove mesi
2018
Misure di prevenzione patrimoniali proposte al Tribunale

2
7
Misure di prevenzione patrimoniali ( sequestri e/o confische) eseguite
2
2
Valore stimato dei beni sequestrati                                               €   
400.000
550.000
Valore stimato dei beni confiscati                                                €
400.000
1.000.000

Misure di prevenzione patrimoniali e personali eseguite

•    Confisca a carico di Di Summa Salvatore, nato a Poggio Imperiale (FG) il 22.07.1969
•     Valore stimato circa quattrocentomila euro)
•    Confisca a carico di Notarangelo Matteo, nato San Severo (FG) il 22.05.1956 (Valore stimato circa un milione di euro)
•    Sequestro anticipato a carico di Bruno Angelo, nato a Foggia il 20.09.1968   Valore stimato circa cinquecentocinquantamila euro)

Sono in corso di valutazione presso il Tribunale di Bari, ben 5 misure di prevenzione patrimoniali richieste dal Questore di Foggia, per un valore di circa 6.000.000 di euro.

CERIGNOLA: SORPRESO  DAI CARABINIERI A RUBARE PESCHE DA UN FRUTTETO DI SAN FERDINANDO.
I fatti risalgono allo scorso 11 agosto, quando BALDUCCI ANGELO, cl. '84, pregiudicato del posto e già arrestato qualche settimana fa per una brutale aggressione, con tanto di coltello, ai danni della ex compagna, era abusivamente entrato, insieme ad altri complici rimasti al momento sconosciuti,  in un fondo agricolo nelle campagne di San Ferdinando di Puglia, impossessandosi di circa sette quintali di pesche. Il proprietario del fondo, avvisato di quanto stava accadendo, aveva immediatamente raggiunto la sua proprietà, sorprendendo tre uomini a fare razzia dei suoi prodotti. I tre, vistisi scoperti, anziché abbandonare tutto e fuggire, si erano avventati contro il malcapitato, minacciandolo anche di morte, riuscendo così a portare via le pesche che erano riusciti a prendere.
Le immediate indagini condotte dai Carabinieri della Stazione di San Ferdinando di Puglia, sotto la direzione del Comando della Compagnia di Cerignola, avevano permesso di identificare proprio nel BALDUCCI uno dei tre malfattori. Il GIP del Tribunale di Foggia, concordando pienamente con le indagini dei Carabinieri e con la successiva richiesta del Pubblico Ministero, ha quindi emesso un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari a suo carico, in quanto gravemente indiziato del reato di rapina aggravata, che è stata eseguita.
Sono comunque ancora in corso le indagini per risalire all’identità dei complici dell'arrestato.

domenica 7 ottobre 2018

Torremaggiore (FG), scrittore ebreo non gradito al Liceo. Per l'ANPI “Quanto accaduto è una vera e propria aberrazione”. Il Sindaco stigmatizza invitando Matatia

di Nico Baratta


Di seguito si pubblica il comunicato stampa del Presidente Prov.le dell'ANPI, Michele Galante, sull'accaduto.
                                                        
«Il grave episodio verificatosi al Liceo Fiani-Leccisotti di Torremaggiore,  dove da parte di alcuni professori di chiara e consolidata tendenza politica è stato impedito di ospitare un rappresentante della comunità ebraica per parlare delle leggi razziali emanate dal fascismo nell’80° anniversario, con la motivazione che “a scuola non si fa politica”, è l’ennesima manifestazione  di un clima di intolleranza che avviene all’interno della strutture scolastiche. Negare che i ragazzi possano approfondire temi di stretta attinenza storica è una vera e propria aberrazione sul piano didattico e culturale, che soltanto il fanatismo ideologico può giustificare. Vogliamo ricordare che la scuola è l’istituzione primaria che deve educare alla cittadinanza e all’habitus critico e che non ci si può nascondere dietro una frase tipica del ‘ventennio’ per impedire che si discuta del più grande dramma del Novecento che, in nome dell’antisemitismo e della purezza della razza, ha portato alle aberrazioni della Shoah e alla scomparsa di sei milioni di persone. Questo atto non può passare sotto silenzio e ci auguriamo che anche le autorità scolastiche superiori intervengano per fare luce su questo episodio vergognoso in nome dei valori scritti nella nostra Costituzione. La comunità di Torremaggiore, che ha pagato con il confino e il carcere e con la vita di molti dei suoi cittadini (Nicola Sacco, Giuseppe Lamedica, Antonio La Vacca) la lotta coerente  per la democrazia e la libertà non può tollerare questo affronto ai valori più alti della nostra convivenza. Nei prossimi giorni l’ANPI organizzerà insieme al mondo associativo e politico un grande incontro nella città dell’Alto Tavoliere  per ribadire la propria fedeltà ai valori supremi della costituzione contro ogni rigurgito razzista e fascista».

La storia, ormai nota alle cronache italiane, riguarda l'incontro, su invito, che lo scrittore di religione ebraica, Roberto Matatia (nella foto dal suo profilo Facebook) doveva sostenere per parlare di leggi razziali al liceo Fiani-Leccisotti di Torremaggiore, annullato perché gli insegnanti non avrebbero gradito. Ciononostante il preside, Giancarlo Lamedica, in una dichiarazione si dissocia dall'episodio, replicando «Mi dissocio fermamente da qualunque episodio che involontariamente abbia in qualche modo offeso e strumentalizzato il notevole valore umano, storico e culturale della testimonianza e dell'impegno civile di Matatia. Si è trattato di una incomprensione». Difatti lo scrittore è stato ricontattato nuovamente dal preside che gli ha rinnovato l'invito.

«Sono stato contattato da una insegnate del liceo classico Fiani-Leccisotti di Torremaggiore, in provincia di Foggia, per andare a parlare, come faccio sempre, della mia famiglia e degli ebrei durante il fascismo, e ho accettato con entusiasmo -ha dichiarato lo scrittore Roberto Matatia al sito della Comunità ebraica di Milano-. Dopo alcuni giorni però, non avendo più notizie, ho chiamato la docente che, con profondo imbarazzo, mi ha detto che l'iniziativa, che pure aveva ricevuto il plauso del preside, era stata rifiutata da altri docenti perché, a dir loro, "invitare a relazionare un ebreo è una scelta politica e, a scuola, non si fa politica"».

Ora si attende la riconferma dello scrittore avendo ottenuto nuovamente l'ufficialità da parte del Liceo Fiani-Leccisotti di Torremaggiore, comprovata da molte dichiarazioni rilasciate sugli organi di stampa. Tuttavia la polemica non si mitiga e la comunità pare divisa, più per dicerie politiche piuttosto che per il valore storico-culturale che una testimonianza così importante con valenza umana, etica e morale elevata ed educativa può far conoscere e poi far riflettere cosa è stato davvero l'Olocausto.

Il Sindaco di Torremaggiore, Lino Monteleone, stigmatizza l'accaduto invitando Matatia nel piccolo centro dell'Alto Tavoliere. «Torremaggiore è la città della vita e l’azione amministrativa che abbiamo messo finora in campo, attraverso la promozione di varie iniziative, è la evidente testimonianza che la nostra Comunità cittadina è animata da un profondo senso di difesa di questo valore -ha dichiarato Monteleone-. L’Olocausto è l’atroce esempio di quanto la vita umana di milioni di persone sia stata calpestata ed è bene che le giovani generazioni conoscano, attraverso ogni occasione possibile, questa pagina oscura della storia dell’umanità. Spero, dunque, che lo scrittore Roberto Matatia voglia al più presto essere protagonista dell’incontro con gli studenti dell’istituto “Fiani-Leccisotti” – della cui nota stampa emessa dal Preside prendo atto – Incontro al quale sarò ben lieto di prendere parte».

giovedì 13 settembre 2018

Monte Sant’Angelo, assassinio Fischetti. «Vi sarà giustizia? Finirà in carcere il tuo assassino?» Lettera della mamma in ricordo del figlio

di Nico Baratta

Due mesi fa ricorreva il drammatico anniversario della morte del giovane Felice Fischetti (nella foto di E.S.), il 23enne di Monte Sant’Angelo perito dopo tre giorni in seguito ad alcune ferite inferte con un coltello dall’allora 60enne. R.L.A., accusato di aver urinato, in compagnia di un suo amico, G.P., sotto l’uscio dell’abitazione del suo esecutore. Era il 16 luglio del 2017 quando la vita di Felice, e dei suoi cari, fu tragicamente “violata” da un atto inconsueto, troppo violento per una banale causa, tra l’altro tutta da verificare, secondo le testimonianze raccolte dagli inquirenti e poi confermate dallo stesso omicida. Difatti nella richiesta di giudizio immediato del GIP, R.L.A. si legge che «dopo aver visto passare dinanzi a casa sua (riferendosi ai due giovani, ndr.), pensando che volessero ivi urinare, scendeva dall’abitazione colpendo Felice Fischetti in regione inquinale con un coltello della lunghezza di cm 30… (con lama da 18 cm, ndr.) con conseguente e immediata abbondante perdita di sangue che faceva entrare il ragazzo in uno stato di coma… con conseguente decesso, avvenuto due giorni dopo nell’ospedale Casa Sollievo della Sofferenza».

Da allora son trascorsi quattordici mesi e oggi, 13 settembre 2018, a Foggia, alle ore 09:00 presso il Tribunale, si celebrerà la prima udienza del processo con rito abbreviato secco. L’imputazione è omicidio con l’aggravante di «aver commesso il fatto per futili motivi». Per la cronaca giudiziaria è bene ricordare che, come scritto nelle carte legali, «su opposizione delle sole parti civili, nonostante il parere favorevole del PM, sono state rigettate le richieste del difensore dell’imputato, tendenti ad acquisire una propria perizia di parte e che venisse esperita come condizione l’ascolto del proprio perito di parte, e della consulente del Pubblico Ministero sulle lesioni alle mani del ragazzo deceduto». Richieste «tendenti a dimostrare che la vittima non avesse aggredito l’autore dei fatti ma si fosse solo difesa».

Oggi la redazione, su richiesta della sig.ra Ermelinda Santoro, mamma di Felice, che ha contattato il giornalista Nico Baratta, pubblica una sua “Lettera Aperta”, in attesa di conoscere l’esito dell’odierno dibattimento, cui divulgheremo notizia.

«VOGLIO GIUSTIZIA PER MIO FIGLIO FELICE FISCHETTI». LETTERA APERTA DELLA MAMMA

«È arrivato il fatidico giorno. Vi sarà giustizia? Finirà in carcere il tuo assassino?

Ho aspettato 1 anno e 55 giorni per la sua condanna perché, credimi, non ho mai tollerato il fatto che lui stesse iniziando a pagare la pena con gli arresti domiciliari. Oggi spero di trovare un giudice, che sia una madre o un padre, perché solo un genitore può capire questo tremendo dolore.

Mi sveglio ogni mattina credendo che sia solo un brutto sogno. Invece mi tocca affrontare questa terribile realtà. Ho imparato a vivere di immaginazione perché tu sei ovunque io guardo.

Percorrerò la strada verso il tribunale chiedendoti di starmi vicino, per darmi la forza di non crollare fino al momento della sentenza. Io non potrò e non voglio capire che la mano di un uomo, anzi no, non può essere definito tale quell’essere spregevole che ti ha tolto la vita, ti abbia portato via da me.

Avrei voluto trovarmi lì: sarei stata il tuo scudo, la tua salvezza. Avresti potuto continuare a vivere e a essere felice.

Oggi sarò la tua guerriera. Voglio che tu sappia che ci hai lasciato un vuoto incolmabile, una cicatrice indelebile e che da quel giorno ci tocca vivere, anche se dentro ci sentiamo morire
».

La tua mamma.
Ermelinda Santoro

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