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lunedì 20 aprile 2015

Le nuove tecnologie applicate alla sicurezza dei cittadini sfondano nel mondo ma non in Italia

La Polizia Stradale di Delhi ha ricevuto quasi 85.000 denunce in materia di violazioni del traffico e questioni correlate sul suo WhatsApp helpline da quando è stato lanciata la novità nel mese di ottobre dello scorso anno. Dopo le necessarie verifiche, ha richiesto l'intervento finora di oltre 7.500 poliziotti.
La possibilità di utilizzare WhatsApp che risponde al numero helpline 8750871493, è stata implementata il 16 ottobre dello scorso anno. Il Commissario straordinario della polizia (Traffic) Muktesh Chander ha dichiarato: "Fin dalla sua nascita, sono state ricevute 84.621 denunce in materia di parcheggio ostruttivo, ingorgo, violazione del traffico, semafori difettosi, buche stradali, violazioni del codice della strada da parte dei conducenti di auto e suggerimenti per migliorare il flusso regolare del traffico sulle strade Delhi ".
Di questi, 7.738 denunce sono sfociate in contestazioni perseguibili a cui è corrisposta un'azione obbligatoria.
Oltre a ricevere reclami e suggerimenti attraverso messaggi, immagini e video, la helpline WhatsApp può essere usata se il veicolo di qualcuno è trainato per un parcheggio improprio, e che sarebbe stato inviato un numero di telefono sul luogo in cui si trova il veicolo e sarebbe anche aiutato con il percorso più breve per raggiungere il posto.
Chander ha concluso: "L'introduzione di WhatsApp da parte della Polizia Stradale Delhi si è rivelata una buona piattaforma per l'interazione con il pubblico e siamo sopraffatti dal suo successo in collegamento con Delhiites. I servizi sono disponibili in hindi ed inglese tutto il giorno e sono monitorati h24 da un ispettore e da circa 25 agenti di polizia stradale monitorano."
La polizia stradale ha una presenza molto forte sui canali social con oltre 250'000 seguaci sulle sue pagine di Facebook e di Twitter.
Lo sfruttamento delle nuove tecnologie di comunicazione e delle social app da parte delle forze di polizia, per Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti” rappresenta un'importante innovazione che appare ancora sottovalutata in Italia e che meriterebbe, al contrario, maggiore attenzione per una molteplice serie di ragione tra cui gli esigui costi che comporta e l'immediata interconnessione con i cittadini che in materia di sicurezza può significare salvare vite umane e impedire o ridurre la commissione d'infrazioni e reati.

Sportello dei Diritti

domenica 19 aprile 2015

TROPPO TEMPO SU FACEBOOK? RISCHI LA DEPRESSIONE

Ti capita di andare a una festa solo per guardare gente meravigliosa che parla della propria vita perfetta?  Una vita che anche quando qualcosa va storto trova la compassione, l'empatia e il sostegno degli altri? Insomma ti piacerebbe stare lì giusto per ascoltare gente che parla della propria vita perfetta?

Ecco, per molti stare su Facebook è più o meno una cosa del genere, secondo gli psicologi dell'università di Palo Alto e Houston. Quindi Facebook ci trasmette un desiderio (ansia?) di affermazione sociale che sembra confermare la relazione tra l'uso del social network e i sintomi depressivi.

'Altri studi hanno stabilito il legame tra Facebook e la depressione, ma noi stiamo cercando di capire perché le persone si sentono così", spiega Mai-Ly Steers, un dottorando dell'università di Houston che sta guidando la ricerca. 'Quello che gli studi ci dicono è che il meccanismo alla base del fenomeno è la comparazione sociale. E questo ci spiega perché più si passa tempo su Facebook più sia facile sentirsi depressi'.

Il meccanismo della comparazione sociale risale agli studi degli anni '50 condotti dal Leon Festinger che spiegava come le persone abbiano una innata tendenza a misurare i loro progressi e il loro status sulla base del paragone con gli altri. E questo continuo paragone può portarci alla frustrazione e all'insicurezza. Consideriamo che Facebook tende a metterci davanti agli occhi una grande quantità di 'esistenze idealizzate' dato che ognuno posta tutto ciò che gli accade per mettersi in buona luce: relazioni, lavoro, esperienze, divertimenti. Questa proiezione idealizzata della vita altrui potrebbe farci sembrare la nostra vera vita abbastanza misera.

La ricercatrice, in una intervista a The Atlantic, ha spiegato che l'algoritmo di Facebook tende a far comparire sulla nostra bacheca i post più popolari, cioè quelli che suscitano molta interazione; spesso si tratta di eventi, figli, lauree, nuovi lavori, mentre post più quotidiani e 'banali' non vengono mostrati e questo può falsificare la percezione che abbiamo degli altri facendoci credere che siano sempre sulla cresta dell'onda.

Per questo se ogni volta che apriamo il social network ci sentiamo male e tendiamo a fare continui paragoni con ciò che postano gli altri forse dobbiamo considerare la situazione; non siamo obbligati a stare su Facebook.

Però non è il caso di dare eccessive colpe a Facebook: è un mezzo, solo un mezzo e le tendenze sociali e psicologiche che si sviluppano sulla piattaforma sono assolutamente umane, probabilmente 'accelerate' dalla potenza del mezzo.

www.ecoseven.net

martedì 24 marzo 2015

Perché le nostre bacheche Facebook sono invase da video di ogni tipo?

Ultimamente, le nostre bacheche Facebook, sono invase da video di ogni tipo. Questo accade perché, il motore che gestisce la TimeLine di Facebook, predilige i post che contengono filmati. Quindi, chi posta un video su Facebook, lo vedrà comparire molto in alto sul News Feed.

La scelta è legata a due fattori:

La crescita esponenziale di post video pubblicati dagli utenti che in Italia sfiora un + 90% nell’ ultimo anno. Le abitudini degli utenti online sono cambiate infatti, secondo alcune statistiche, ognuno di noi guarda almeno un video al giorno.

Per Facebook chiaramente i video rappresentano una buona opportunità dal punto di vista dei ricavi di advertising.
Questo a portato Facebook ad introdurre due sostanziali novità:

- La possibilità per gli utenti di vedere quante volte viene visualizzato un filmato per poter utilizzare il valore a fini statistici.

- Introduzione della modalità auto play (che fa partire i filmati in automatico quando apriamo le nostre bacheche, ndr).

www.gianlucacompagno.com

giovedì 5 marzo 2015

Matteo Renzi corre sui social, ma il sentiment peggiora

Per il Premier il picco più negativo è stato a gennaio a causa del patto del Nazareno e delle presunte concessioni legislative a Berlusconi. Dall’analisi svolta da Blogmeter emerge che da ottobre è cresciuto su Twitter (+ 330.000 follower) e Facebook (+52.600 fan)

Matteo Renzi è il politico più chiacchierato in rete. E’ presente tipicamente nel 30% dei messaggi indirizzati ai politici, rilevati dal Social Listening di Blogmeter. Qual è il sentiment dei social media nei confronti del Presidente del Consiglio ? Premesso che le opinioni in rete sui politici sono sempre più negative che positive, il numero di opinioni negative su Matteo Renzi è aumentato negli ultimi mesi. “Siamo passati da un 64% di messaggi con sentiment negativo ad ottobre 2014 al 68% degli ultimi giorni – spiega Vincenzo Cosenza, Social Media Strategist di Blogmeter - a gennaio si era toccato il 69% a causa soprattutto del patto del Nazareno e delle presunte concessioni legislative a Berlusconi”.

Le cose vanno un po’ meglio analizzando l’attività del premier sui suoi presidi social. Su Twitter Matteo Renzi sta per raggiungere 1,7 milioni di follower. Da ottobre ne ha acquisiti oltre 330.000 (+24% rispetto al periodo precedente). Di questo passo, tra qualche mese, supererà Grillo, che cresce ad una velocità inferiore. Il numero di interazioni complessive che ha generato (retweet, reply, favorites) è stato di 1.242.666 (16% rispetto al periodo precedente). Su Facebook, che Renzi frequenta meno, ha circa 800.000 “likers”. Pochi se si considera che Grillo ne ha più del doppio. Da ottobre ha acquisito 52.600 fan (+7% rispetto al periodo precedente, caratterizzato da una minore attività di pubblicazione). Il numero di interazioni complessivamente stimolate (like, commenti, share, post spontanei degli utenti in bacheca) è stato di 1.091.384 (178% rispetto al periodo precedente). Il messaggio di Renzi più apprezzato dalla rete, da un anno a questa parte, è stato l’augurio di buon lavoro al Presidente Mattarella, che ha generato circa 92.000 interazioni su Facebook.

Blogmeter

lunedì 23 febbraio 2015

Sui Monti Dauni per il primo instameet foggiano

Eccoci. La community di IgersFoggia è pronta per il suo debutto off-line e il tutto è stato organizzato in grande stile per il primo #instameetFG15.

Si comincia Sabato 28 Febbraio 2015 a Troia uno dei borghi più belli della provincia di Foggia, nel cuore dei Monti Dauni con la partecipazione di tutte le community pugliesi all’evento Locande d’Europa promosso ed organizzato da Gal Meridaunia e dal tour operator Svegliarsi nei Borghi. Durante l’evento che si terrà presso l’Osteria da Maria Neve, presidio culturale e gastronomico nel pieno centro storico di Troia, gli Igers andranno alla scoperta dei sapori che caratterizzano questo territorio partecipando a workshop e show cooking tematici e incontrando direttamente i produttori delle eccellenze gastronomiche locali come i salumi della ditta Giannelli, che da anni ha scelto di intraprendere una produzione totalmente a km zero, i vini delle cantine Pirro ed SPQT che conservano la tradizione dell’autoctono vitigno Nero di Troia e la celebre Passionata, il dolce tipico della pasticceria Casoli di Troia.

L’ #instameetFG15 continuerà poi Domenica 1 Marzo 2015 con l’Instawalk aperto a tutti gli appassionati di Instagramers che avranno la possibilità di conoscere i Local Manager delle community pugliesi e insieme andare alla scoperta del centro storico di Troia accompagnati dalla guida Giuseppe Beccia che ci illustrerà le bellezze della Cattedrale, del palazzo Vescovile e degli altri angoli caratteristici della città.

Terminato l’instawalk, l’#instameetfg15 continuerà con una visita alle cantine del 1400 in cui si produce il Nero di Troia.

Per pranzo ci sposteremo a Orsara, presso il presidio slowfood di Peppe Zullo alla scoperta dell’orto dei Sapori e del bosco dei sapori perduti, guidati dallo Chef che rappresenterà la Regione Puglia al prossimo Expo di Milano. Un Instameet all’insegna del gusto e dei sapori unici e antichi, che ancora vengono gelosamente conservati e tutelati da chi ne ha riconosciuto l’importanza storica e territoriale.

Un #instameet semplice e ricco come le materie prime e la bellezza dei Monti Dauni che ci ospitano e ci meravigliano.

instagramersitalia.it

martedì 10 febbraio 2015

Like su Facebook: Uno studio rivela che Facebook ti conosce meglio dei tuoi amici e dei tuoi familiari

Passiamo molto del nostro tempo sui social network: condividiamo idee, emozioni, attività della nostra vita quotidiana. E dispensiamo like su Facebook.

L’azione che compiamo più spesso su questo social network, senza in realtà dargli troppa importanza, è apprezzare ciò che condividono le nostre connessioni. Sicuramente ciò che pubblichiamo dice molto di noi: ciò che condividiamo racconta i nostri gusti, opinioni, anche ideologie.

Molti di noi però non hanno una cognizione precisa dell’immagine che mostriamo agli altri in rete; è un po’ come nella realtà: non sempre siamo coscienti dei “segnali” che diamo agli altri.

I più non si rendono conto che determinati comportamenti tenuti online possono essere molto più significativi di un semplice click, riflettendosi nelle ricerche dei nostri colleghi e datori di lavoro o nella serp del selezionatore a cui abbiamo inviato un CV.

Facebook ti conosce meglio di quel che credi

Dalle scarse capacità empatiche delle persone passiamo ora alle capacità dei calcolatori: gli studiosi delle Università di Cambridge e Stanford hanno elaborato un algoritmo che, attraverso i like su Facebook, riesce a valutare la personalità delle persone.

Tale algoritmo è così efficace che può essere elaborato un valore preciso sulla persona che sta esaminando già dopo pochissime preferenze. Più aumenta il numero dei dati forniti al calcolatore, tanto questo è in grado di comprenderci a fondo.

I nostri dati, forniti sotto forma di apprezzamenti, permettono al sistema di farsi un’idea tanto precisa su di noi e sui nostri comportamenti abituali, comprese le scelte d’acquisto che operiamo, i brand che amiamo, la musica che diffondiamo, che nemmeno le persone a noi care riuscirebbero a disegnare.

I ricercatori hanno infatti calcolato che il software ci conosce meglio dei nostri colleghi di lavoro già dopo 10 mi piace . Bastano appnea 70 like per conoscerci meglio dei nostri amici più stretti e 150 per comprenderci meglio dei nostri genitori. Superati i 300 apprezzamenti, la mente digitale vi può descrivere meglio del vostro partner.

Like su Facebook: quanto vale un Mi piace?

Quello che sembra solo un gesto impulsivo (sperando che siate estranei al fenomeno dell’autolike) è in realtà spesso una presa di posizione che può svelare molte cose su di noi.

Pensate a quante volte avete storto il naso quando un vostro contatto ha cliccato mi piace su canzoni neomelodiche, post sulle scie chimiche, santo del giorno, duckface assortite e sul resto dei contenuti della varia umanità presente sul popolare social network. Ora pensate a cosa gli altri possono pensare quando esprimete preferenza pubblica per i contenuti che gradite.

Quanto possono essere utili questi dati per veicolare efficacemente campagne costruite su target specifici? Moltissimo, ed è per questo che, accanto ai post di amici, parenti o immensamente popolari, la notizia sponsorizzata sarà sempre presente.

Invisibile, certo, nascosta tra gli aggiornamenti di stato sul gossip del giorno, corredata del rassicurante “ai tuoi amici piace questo contenuto”. Però è pubblicità a tutti gli effetti, mirata, costruita sul tuo profilo, sulle tue impostazioni generali, ma anche sul gradimento che esprimi ogni giorno con apprezzamenti e condivisioni.

Il messaggio pubblicitario su misura ha un costo oggettivamente basso: per raggiungere 1200 persone con un promoted post sono sufficienti appena cinque dollari e, con 15 dollari in più, il messaggio può arrivare a 4600 utenti specificamente individuati attraverso strumenti che Facebook mette a disposizione nella creazione dell’inserzione.

Piccoli introiti moltiplicati per il numero stratosferico degli utenti presenti sul social di Mark Zuckerberg.

E in tutto ciò, chi ci mette la faccia sei tu!

fonte: www.ninjamarketing.it

mercoledì 28 gennaio 2015

“Una vita da social”, al via campagna della Polizia sui rischi di internet

Si chiama “Una vita da social” la campagna educativa sui rischi e pericoli dei social network realizzata dalla Polizia di Stato in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca. Si tratta di una campagna itinerante partita da Roma che raggiungerà oltre 30 città italiane con l’obiettivo di evidenziare sia le opportunità del web, sia i rischi di cadere nelle tante trappole dei predatori della rete, confezionando un vero e proprio “manuale d’uso”.L’iniziativa – ha commentato il Capo della Alessandro Pansa – vuole fare in modo che Internet possa essere vissuto da tutti, a partire dai banchi di scuola, come un’opportunità e non come un pericolo. Prevenzione e formazione – continua il Capo della Polizia – sono gli strumenti più efficaci per far sì che i giovani imparino a navigare con prudenza in internet e per aiutare, allo stesso tempo, i genitori a conoscere i mezzi a loro disposizione per proteggere i figli dai pericoli del web”.

Per la prima volta in assoluto Aziende come Facebook, Fastweb, Google, 3, Libero, Microsoft, Poste italiane, Telecom Italia, Norton by Symantec, Skuola.net, Vodafone, Virgilio, Wind e Youtube insieme alla Polizia di Stato per un solo grande obiettivo: rendere la rete sempre più sicura dopo i gravissimi recenti episodi di cronaca culminati con il suicidio di alcuni adolescenti, ed arginare il dilagante fenomeno del cyber bullismo e di tutte le varie forme di prevaricazione connesse ad un uso distorto delle tecnologie.

Tra le novità non poteva mancare la pagina facebook “Una vita da social” gestita dalla Polizia Postale e delle Comunicazioni, dove verranno pubblicati gli appuntamenti, le attività, i contributi eccellenti di tutte le tappe del Truck, e dove i giovani internauti potranno “postare” direttamente le loro impressioni ad ogni appuntamento.

www.helpconsumatori.it

giovedì 22 gennaio 2015

A dicembre su Twitter ha vinto la solidarietà di Telethon Italia

In cima alla classifica di dicembre stilata dall’Osservatorio Top Social Campaigns di Blogmeter, troviamo con oltre 17.400 tweet pubblicati da 6.600 autori unici che hanno generato un potenziale di 35,2 milioni di unique impressions, la campagna #OgniGiorno di Telethon Italia. Pensata per il 25° anniversario della maratona televisiva, quest’anno andata in onda tra l’8 e il 14 dicembre, la campagna su Twitter ha fatto parte di una più ampia campagna di raccolta fondi, promossa durante la maratona tv e riproposta sui social. Gli italiani hanno partecipato con entusiasmo, sia offline, donando oltre 31 milioni di euro da destinare alla ricerca, sia online, portando la campagna #OgniGiorno in cima alla classifica di dicembre. Tra gli elementi alla base del successo della campagna va segnalata l’elevata esposizione mediatica e il sostegno alla causa corrisposto da numerosi volti noti della musica, dello spettacolo e delle istituzioni. Il picco massimo su Twitter infatti è stato raggiunto venerdì 12 dicembre, giorno in cui si è svolto l’evento clou della maratona, ovvero la trasmissione “Io Esisto” andata in onda in prima serata e che ha generato oltre 4mila tweet. Alla buona riuscita ha contribuito anche l’intensa attività svolta dal profilo ufficiale @TelethonItalia, che si è rivelato essere il terzo autore più attivo di tutto il panel, con circa 1.800 tweet pubblicati. L’account è stato anche il profilo più retwittato in assoluto, con oltre 5.800 retweet e quello più citato in assoluto, con 12.600 mentions, a sottolineare la consapevolezza degli utenti della paternità della campagna. Questo è un punto fondamentale da sottolineare, perché capita a volte che  i brand lancino hashtag su Twitter sperando che le conversazioni si alimentino da sole, mentre la partecipazione del brand e degli eventuali sostenitori ufficiali permette di aumentare notevolmente le possibilità di successo.

Le altre campagne

Al secondo posto tra le migliori 10 campagne su Twitter, la campagna #VediamoPositivo, con cui Generali Italia ha invitato gli italiani a rivolgere lo sguardo alle bellezze del Paese. All’invito hanno risposto oltre 4.700 autori unici, generando in un giorno un picco di 1.400 messaggi, mentre la campagna ne ha totalizzati un totale di 11.900. Anche in questo caso, la partecipazione del profilo promotore ha giovato alla campagna, infatti buona parte dei messaggi sono stati retweet di contenuti da esso pubblicati, portandolo di conseguenza ad essere il secondo profilo più retwittato di tutto il panel, con 1.500 RT ottenuti. Al terzo posto l’hashtag #ProgrammixNatale, l’iniziativa di @SkyOnline per promuovere l’applicazione Sky Online Magic App, portata avanti con un tocco di ironia dall’account ufficiale che, in base ai programmi dichiarati dagli utenti, suggeriva loro film o serie.  A seguire, l’hashtag #UnLibroèUnLibro, la campagna promossa dall’Associazione Editori Italiani che ha raggiunto l’obiettivo: dal 1 gennaio l’Iva sugli e-book sarà al 4% come quella dei libri cartacei. Al quinto posto invece troviamo le partite giocate e commentate con l’hashtag #TIMStadium, iniziativa di TIM_Official per promuovere il campionato di calcio di Serie A,  che anche questo mese ha ottenuto un buon risultato anche grazie alla commentatissima partita #MilanNapoli del 14 dicembre.  

Gli autori e i contenuti più retwittati

Oltre a @TelethonItalia e @vediamopositivo, che sono stati gli autori più retwittati in assoluto, in terza posizione per viralità dei contenuti pubblicati troviamo l’account @Iddio, che ha contribuito a ben tre campagne: #VediamoPositivo, #PortoConMe e #TIMStadium. Tra i tweet più virali ne emergono due legati alle campagne #ImpresaStraordinaria e #AlwaysAcMilan, rispettivamente in 7° e in 6° posizione della Top Ten, con circa 2.500 tweet a testa, con uno scarto minimo tra l’una e l’altra. Il tweet più condiviso in assoluto, con 792 RT, è del cantante Mika, che annuncia l’uscita del suo nuovo singolo i cui diritti andranno all’UNICEF, promotore della campagna #ImpresaStraordinaria, che ha come testimonial d’eccezione la prima donna italiana ad essere stata scelta dall’ESA per andare nello spazio: Samantha Cristoforetti. È invece Riccardo Montolivo a pubblicare il secondo tweet più condiviso: una foto insieme alla moglie e la figlia che indossano la maglia del Milan, accompagnato dall’hashtag #AlwaysAcMilan, la campagna lanciata lo scorso 6 ottobre dalla squadra rossonera in collaborazione con Adidas in cui si invitano gli utenti a condividere le proprie foto con la maglia per celebrare il 115° anniversario del club. Per chiudere la Top Ten segnaliamo l’ottavo posto dell’hashtag #STOPEbola, lanciato da Medici Senza Frontiere per una raccolta fondi finalizzata a poter inviare aiuti nei paesi colpiti dall’Ebola e già presente nella classifica Top Social Campaigns di novembre, e il decimo posto dell’hashtag #MilioniDiPassioni, di @Tim_Official, anch’essa già presente tra le top social campaigns di marzo e aprile.

mercoledì 21 gennaio 2015

Lavoro: licenziati a causa di Facebook

Un post su Facebook per un dipendente può avere conseguenze fatali.

Ormai Facebook è diventato parte del nostro quotidiano, un mezzo di comunicazione usato per scambiarsi messaggi con gli amici della nostra rete, dove inserire annotazioni e pensieri personali. Tali pensieri, talvolta, sfociano in veri e propri sfoghi privati, riflessioni poco gentili su cose, situazioni, ed anche persone. Ma molto spesso l’utente tende a scordarsi che la propria bacheca non è privata ma accessibile a più soggetti, che possono leggere e commentare i suoi scritti. Pertanto, chi sparla su Facebook farebbe bene a pensare ai suoi contatti, perché magari tra coloro che leggono c’è anche il capo. Per alcuni dipendenti la piattaforma social come quella di Facebook è stata fatale. Perché chi ha centinaia di «amici» dovrebbe considerare che ogni post equivale ad una dichiarazione gridata ai quattro venti all’interno di una mensa aziendale.
Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, riporta di seguito una sintesi di esempi di storie lavorative di persone che non sono state prudenti e hanno quindi perso il lavoro, per aver scritto sulla propria bacheca di Facebook commenti poco lusinghieri sul boss dell'azienda e su il collega di lavoro.
"Una dipendente inglese, nel suo post su Facebook, si lamentava del lavoro, definendo il capo un «segaiolo perverso». Non si era però ricordata di averlo tra i contatti. Il boss allora aveva preparato un elenco di tutti gli errori fatti dalla collaboratrice e poi l’aveva licenziata."
"Al diavolo Obama, non eseguirò certo tutti i suoi ordini.» Per un marine statunitense non è una buona idea offendere pubblicamente, su Facebook, il comandante in capo delle forze armate, annunciando per giunta un atto di insubordinazione. Ora Gary Stein non è più tenuto a eseguire gli ordini di Obama, visto che è stato espulso dall’esercito."
"13 assistenti di volo della compagnia aerea britannica Virgin Atlantic nel 2011 si erano scambiati su Facebook qualche episodio vissuto al lavoro, parlando di frequenti guasti ai motori e di scarafaggi in cabina. Alla compagnia la cosa non era piaciuta affatto, e li aveva licenziati."
"Nel 2013 Johnny Cook, conducente di bus scolastico nello stato federale della Georgia, Stati Uniti, aveva parlato di uno studente cui non era stato permesso mangiare alla mensa perché gli mancavano 40 Cent. L’istituto aveva licenziato Cook motivando la decisione con il divieto di parlare in pubblico di affari interni alla scuola."
"Elizabeth Lauten era l'addetta stampa di un deputato repubblicano del Congresso statunitense. Nel 2014 aveva commentato su Facebook un’apparizione in pubblico delle figlie del Presidente Obama, di 13 e 16 anni, scrivendo tra le altre cose: «Abbigliatevi in modo da guadagnarvi rispetto, e non un posto al bancone del bar». Bisogna sapere che gli attacchi ai figli del presidente USA sono sempre stati tabù: ecco che allora la Lauten poco dopo era stata costretta a dare le dimissioni."
"Claudia B., impiegata di una compagnia assicurativa svizzera, era a casa in malattia, avendo dichiarato un’emicrania che la costringeva a stare al buio e le impediva dunque di lavorare davanti allo schermo. Quando il datore di lavoro aveva scoperto che stava su Facebook l’aveva licenziata in tronco, e il tribunale gli aveva dato ragione."
"Nedim Zurnaci, funzionario agrario turco, nel corso di un’ispezione presso una fattoria voleva evitare di rovinare le scarpe eleganti nella poltiglia di neve, per cui si era fatto portare in braccio dai contadini attraverso i campi. Poi però le vergognose foto erano comparse su Facebook, e i superiori avevano licenziato Zurnaci per condotta non consona ai valori dell’ente."
"Il vice ministro per l’Economia russo, Sergej Beljakov, si era scusato su Facebook per la decisione presa dal suo governo di congelare i versamenti nella cassa pensioni statale. In Russia Il dissenso manifestato in pubblico da parte di membri del governo non è tollerato, e Beljakov era stato licenziato."
"Il dipendente di un mobilificio tedesco aveva postato su Facebook la canzone «Bück dich» (in italiano: inchinati) di Deichkind, gruppo musicale electro hip hop, il cui testo recita più o meno così: «Lo straordinario è dato per scontato, non pagato, regalato, sei fregato! Rialzati». L’azienda, non trovando la cosa affatto divertente, l’aveva licenziato. «L’opinione manifestata può essere interpretata solo come accostamento del testo del gruppo musicale Deichkind alle condizioni lavorative della nostra azienda», riportava la lettera di licenziamento."

Sportello dei diritti

martedì 18 novembre 2014

Facebook prepara la versione "per ufficio": sfida a Google e Linkedin

Facebook per tutti in ufficio? E' l'idea della società di Mark Zuckerberg, che starebbe approntando una versione ad hoc della piattaforma sociale, proprio perché sia utilizzato al lavoro. Secondo le indiscrezioni del Financial Times, l'idea è di arrivare a competere con Google Drive, Microsoft office, Linkedin.

Sdoganando al contempo l'utilizzo di Facebook, oggi vietato da molte aziende, che temono ripercussioni sulla produttività dei loro dipendenti a causa del tempo passato tra post, tag, condivisione di foto e via dicendo.

"Facebook at work" - così si chiamerebbe la nuova versione - sarebbe al momento in fase di prova presso alcune società e tra i dipendenti di Facebook, che lo utilizzano in realtà da qualche tempo: permette di condividere materiali e di chattare con altre persone, ma separatamente dalla versione "personale".

Facebook, precisa Ft, ha declinato le richieste di commentare sul progetto. Che prevederebbe un periodo iniziale gratuito, per convincere le imprese a provarlo e a verificare che non si tratta di una perdita di tempo e di forza lavoro.

Fonte: APCOM

venerdì 14 novembre 2014

Selfie sociali: top5 delle proteste più riuscite

Dalla campagna Bring Back our Girls all'indignazione per il servizio di 'Chi' sul ministro Madia. Le cinque manifestazioni virtuali più riuscite degli ultimi anni.

Il Selfie è un termine derivato dalla lingua inglese e viene usato per descrivere un autoscatto realizzato di solito con uno smartphone, un tablet o una macchina fotografica, puntando verso sé stessi (o attraverso uno specchio) l'apparecchio e scattando la foto.

Il Selfie nasce dai social, ma grazie ai social network da strumento inutile e puramente autocelebrativo è diventato anche strumento di protesta o di solidarietà.

Ed allora in questo video si è cercato di stilare una sorta di classifica dei selfie di protesta più riuscite. Guarda il video seguente per scoprirle:


lunedì 20 ottobre 2014

Gli insulti pubblicati su Facebook diventano reato

I commenti pubblicati su Facebook possono essere perseguiti per legge, a stabilirlo è stata la prima sezione della Corte di Cassazione.

La sentenza è tra quelle destinate a fare storia: secondo la corte i social network devono essere considerati vere e proprie piazze virtuali, un “luogo aperto e accessibile al pubblico” e quindi chi scrive insulti o manca di rispetto a un altro utente può essere perseguito per il reato di molestie, come previsto dall’articolo 660 del codice penale.

La discussione sotto il profilo giuridico nasce nel 2008 quando una donna di Livorno denunciò un uomo che aveva postato commenti poco graditi a una sua fotografia. Il Tribunale in prima grado lo assolse, ma nel 2010 in appello venne condannato. Adesso la Cassazione ha confermato la condanna stabilendo un principio che è destinato a fare giurisprudenza.

tempestadicervelli.com

sabato 18 ottobre 2014

Twitter cambia e adesso si ispira a Facebook

Flusso di tweet in funzione della "pertinenza", non più per cronologia.

Twitter ha annunciato che riconfigurerà il flusso dei tweet in funzione della loro "pertinenza" e non più in base alla cronologia. Questo cambiamento lo avvicinerà al "rivale" Facebook, ma farà sicuramente storcere il naso ai propri utenti, che preferiscono le informazioni in tempo reale.
Il flusso dei tweet consultati potrebbe così comprendere anche cinguettii di persone che gli utenti non avevano scelto di seguire. Inoltre non sarà più possibile tornare al flusso cronologico.
Per ora il progetto sarà solo sperimentale e non coinvolgerà il 100% degli utenti. E' bastato però l'annuncio della partenza del test per far scatenare gli utenti, che hanno subissato la società di San Francisco di inviti a desistere.

fonte: ANSA

mercoledì 15 ottobre 2014

Curiosità e diritti. All'età di 114 anni è costretta a mentire sulla sua età per registrarsi su Facebook

La centenaria ha cominciato ad essere interessata alle nuove tecnologie dopo che un venditore di Verizon (l'equivalente di una nostra compagnia telefonica), Joseph Ramireza, aveva venduto un iPhone a suo figlio di 85 anni.

Un centenario è stato costretto a mentire sulla sua età per registrarsi sul social network.
Anna Stoeher, che detiene il titolo di più antica residente del Minnesota, ha scoperto che per registrarsi su Facebook, il più noto social network a livello globale, sono accettate solo date di nascita fino al 1905. Ma Anna, è nata nel 1900 e quindi ha dovuto mentire sulla sua età.
La centenaria ha cominciato ad essere interessata alle nuove tecnologie dopo che un venditore di Verizon (l'equivalente di una nostra compagnia telefonica), Joseph Ramireza, aveva venduto un iPhone a suo figlio di 85 anni.
Anna Stoehr ha scritto una lettera a Mark Zuckerberg, per esprimere la volontà di utilizzare Facebook nonostante la tardissima età.
Resta da vedere, sottolinea, Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, se il creatore di Facebook risponderà positivamente mediante l'aggiunta di pochi anni per rimediare questo gap anche se la cosa ha veramente dell'incredibile: potere di internet e della tecnologia!

Sportello dei Diritti

mercoledì 8 ottobre 2014

E' online il sito PassioneMamma.it

E' finalmente online PassioneMamma.it, portale internet che offre a tutte le mamme informazioni e rubriche su come crescere al megio i propri figli.

Stai per diventare mamma o sei alla ricerca di informazioni su come crescere al meglio il tuo piccolo Bebè? Allora PassioneMamma.it è proprio quello che fa per te!
Passione Mamma è un portale web per le mamme fatto dalle mamme. Articoli e approfondimenti sono realizzati da donne che vivono quotidianamente la maternità a 360 gradi e vogliono condividere la propria esperienza con le altre donne. Gravidanza, parto, alimentazione, famiglia e molto altro: questi i temi centrali
di questo portale. Ma su Passione Mamma c'è spazio anche per gli esperti del settore: specialisti, ginecologi, ostetriche e dottori qualificati rispondono alle domande più specifiche e sanno dare un punto di vista professionale sulla maternità e la cura del bambino. Passione Mamma strizza anche un occhio alla parte delle celebrity, con articoli su donne del mondo dello spettacolo e su come vivono la propria maternità. Non manca l'attualità, con grande attenzione dedicata alla nuove regole, leggi e quant'altro. Passione Mamma è il sito che ti darà una nuova visione del tuo essere madre!

www.passionemamma.it

venerdì 3 ottobre 2014

Lowcomotive.it - Come risparmiare sui biglietti del treno

LowComotive.it è il portale italiano, completamente dedicato alla compravendita e allo scambio tra privati di biglietti ferroviari.

Da alcune settimane è on line il portale italiano www.lowcomotive.it, interamente dedicato alla compravendita e allo scambio tra privati di biglietti ferroviari.
Può capitare di acquistare biglietti per un viaggio in treno alcuni mesi prima e poi, una volta giunto il momento, di non riuscire più a partire. Proprio perché acquistati a prezzi particolarmente vantaggiosi, questi biglietti non possono essere cambiati o rimborsati. Uno spreco di denaro a cui il portale Lowcomotive ha trovato una soluzione.
Ecco come funziona: sul sito è possibile inserire i dati dei biglietti del treno che per qualsiasi motivo non si riescono più ad utilizzare, in modo da rivenderli piuttosto che perderli. Dall'altro lato chi è in cerca di un biglietto e sui canali tradizionali lo trova a tariffe esorbitanti (oppure non trova disponibilità), può provare a cercarlo qui a prezzi scontati.
Lowcomotive.it si basa su tre concetti fondamentali: scambio, risparmio, sostenibilità e non guadagna dalla compravendita di biglietti. E’ per questo che gli inserzionisti sono invitati a vendere il proprio biglietto ad un prezzo non superiore al costo iniziale, rispettando l’etica dello scambio senza scopo di lucro.
L’idea nasce da due ragazzi, Gianluca e Marilù, che ogni singolo weekend viaggiavano in treno tra Roma e Milano per vedersi, spendendo un bel po’ di soldi… Facevano di tutto per trovare biglietti scontati e la gran parte di questi in realtà veniva da gente che non riusciva più ad utilizzarli. Perché buttarli via? E così, convinti che lo spreco è un danno per la società e che la “sharing economy” rappresenta un’opportunità di crescista sostenibile per il futuro, hanno creato un portale semplice e intuitivo, per i pendolari come loro ma anche per chi viaggia una sola volta.

giovedì 18 settembre 2014

Facebook e Social network. E' reato contro la persona l'apprezzamento sessuale postato in bacheca

Anche la community sul web rientra nella nozione di «luogo pubblico» ex articolo 660 Cp che consente un numero indeterminato di accessi. Da approfondire la questione dei messaggi inviati solo in chat

Commette molestie alla persona chi fa apprezzamenti a sfondo sessuale anche se postati sulla bacheca “Fb” di una ragazza. Facebook è una gigantesca piazza immateriale con oltre cento milioni di utenti nel mondo, che comunicano in settanta lingue diverse: la community internet, dunque, ben può rientrare nella nozione di «luogo pubblico» ex articolo 660 Cp. Lo ha sancito la prima sezione penale della Corte di cassazione che, con la sentenza 37596/14, pubblicata il 12 settembre. ha ritenuto fondato le accuse nei confronti di un caporedattore del giornale che importuna la collega con messaggi a sfondo sessuale. In particolare gli apprezzamenti sul seno della giovane, sono così pesanti che la costringe a cambiare stile nell’abbigliamento. Le molestie avvengono dal vivo, e non c’è dubbio che la redazione di un quotidiano come luogo aperto al pubblico rientri nella fattispecie della norma incriminatrice ex articolo 660 Cp. Solo la prescrizione salva da un mese di arresto Ma idem vale per gli apprezzamenti volgari sul corpo della collega postati sulla bacheca della ragazza. In realtà non è chiaro se i petulanti messaggi hot provenienti da un fake, dietro cui si celava lo stesso caporedattore sotto psuedonimo, siano stati davvero pubblicati sulla pagina della giornalista visibile a tutti oppure soltanto in chat e nella casella di posta elettronica associata al profilo facebook. E si tratta di una questione che nella specie la Corte d’appello avrebbe dovuto comunque approfondire. In ogni caso la Suprema corte offre indicazioni valide nella generalità dei casi: quando la norma sulle molestie è stata scritta, certo il legislatore non poteva immaginare che un giorno sarebbero nati i social network, ma la piattaforma online deve comunque essere considerata una forma di aggregazione che rientra nella tradizionale nozione di comunità sociale; insomma: le frasi pesanti e volgari postate sul profilo ben possono integrare la contravvenzione ex articolo 660 Cp. La configurabilità del reato, quindi, non scaturisce dall’assimilazione della comunicazione telematica a quella telefonica, che pure è espressamente citata dal codice penale.
Secondo Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti” ,un’ulteriore sentenza che pone un fondamentale tassello nella tutela dei diritti dei lavoratori e delle lavoratrici anche in termini di ristoro dei gravi pregiudizi subiti in conseguenza di condotte antigiuridiche, quali le molestie sessuali, ritenute gravi anche dal punto di vista sociale.

venerdì 13 giugno 2014

MONDIALI DI CALCIO: Top10 giocatori italiani su Facebook,Twitter e Instagram

I Mondiali di Calcio sono alle porte e per gli italiani saranno molto probabilmente i più social di sempre. Smartphone e tablet alla mano si seguiranno e commenteranno le partite in tempo reale, anche attraverso i profili ufficiali dei nostri Campioni.

L’Osservatorio Social Vip ha stilato le Top 10 dei più seguiti sui tre social network più popolari, Facebook, Twitter e Instagram. Tutte e tre le classifiche vedono come leader indiscusso Mario Balotelli con numeri da capogiro: rispettivamente 7 milioni e 140mila, 2 milioni 191mila e Enorme il distacco con i compagni. Su Facebook il Capitano Gianluigi Buffon (2.633.000) e Andrea Pirlo (2.214.000) si contendono la seconda piazza davanti a Giorgio Chiellini e Claudio Marchisio entrambi abbondantemente sopra il milione di fan. A seguire Leonardo Bonucci, Ciro Immobile, Marco Verratti, Ignazio Abate e Alessio Cerci.

Su Twitter Chiellini è largamente secondo con un milione di follower. Poi Buffon (690.000), Marchisio (490.000) e Bonucci (415.000). Dalla 6° alla 10° posizione tutti con meno di 200.000 follower Barzagli, Abate, Pirlo, Sirigu e Cerci.

Instagram invece vede Marchisio al secondo posto con 209.000 seguaci, più di Bonucci (122.000), Chiellini (106.000) e Verratti (91.000). Chiudono le dieci posizioni De Sciglio, Buffon, Barzagli, Abate e Insigne.

Osservatorio Social VIP

mercoledì 16 aprile 2014

Social Network: tutti i problemi derivanti da un cattivo utilizzo

Diversi studi stanno mostrando dati allarmanti in rapporto ad un cattivo utilizzo dei vari social network, che creano dipendenza, problemi sul lavoro e minano la nostra sicurezza online.

Non è la prima volta che i social network si trovano sul bancone degli imputati a causa degli effetti controproducenti che provocano in molti utilizzatori, soprattutto nelle fasce dei più giovani.

Dati alla mano, l’Italia continua ad essere uno dei paesi maggiormente influenzati dall’utilizzo delle nuove tecnologie, con un una percentuale di users del solo Facebook di oltre il 50% della popolazione.

A preoccupare sono piuttosto il numero di ore trascorse a “spiare” la vita degli altri, come risulta da uno studio condotto da IMR Ricerche: il 38% di intervistati ammette di esagerare con l’utilizzo dei nuovi media, ed un 6% addirittura sostiene di essere letteralmente dipendente.

Le ragioni di un tale fenomeno sono forse in parte spiegate dall’Università del Nord Carolina, che studiando le reazioni degli utenti nell’utilizzo di Facebook ha individuato il rilascio di una piccola scarica di dopamina nel corpo per ogni “consenso” che proviene dalla comunità virtuale.

In sostanza è come se si provasse “un mini orgasmo” nel ricevere i famosi “mi piace” su un proprio status, una foto piuttosto che un commento postato sul social.

Questo fenomeno in crescita inizia a coinvolgere non solo le fasce dei più giovani ma anche quella degli adulti, che spesso per ragioni lavorative si trovano costantemente connessi in rete grazie a smartphone e tablet.

I dati mostrano che la presenza sui social, per quanto sia più massiccia nelle ore serali, non è comunque assente durante il corso della giornata. “Controllare il proprio profilo” è divenuta una sorta di emergenza e non sono pochi quelli che oltre al controllo si lascino scappare più di qualche interazione nonostante si trovino in ufficio.

In America, le varie interazioni sui social sono diventate ormai una prova indiziaria, durate controversie in tribunale per cause di licenziamento o sospensione sul lavoro, della scarsa professionalità degli impiegati.

A queste problematiche bisogna aggiungere un altro dato in crescita: quello della frode e dei casi di furti di identità, che avvengono sempre più spesso tramite le varie informazioni veicolate sui social network.

Quella del cosiddetto “hacking sotterraneo” è un’economia in crescita che si nutre delle distrazioni degli utenti e del cattivo utilizzo dei vari canali di comunicazione. I livelli di sicurezza online sono messi sempre più a dura prova a causa del continuo aumeno di transizioni ed acquisti fatti online.

Senza rendercene conto a volte i nostri profili sono monitorati da appositi spyware o trojan istallati suoi nostri dispositivi, pronti a copiare password o dati sensibili scambiati con noncuranza tramite social network e posta elettronica.

Un motivo in più per limitare allora l’utilizzo di Facebook e compagni, che da pratici strumenti di comunicazione e interazione sociale, possono divenire “nemici” tanto nel lavoro quanto per la nostra sicurezza.

www.pokerlistings.it

Social Tv: Amici sempre primo, ma il Grande Fratello riduce il distacco

Infuria la "battaglia" tra il talent di Maria de Filippi e il reality di Endemol. La differenza tra i due programmi si è assottigliata in termini di numeri, ma ancora una volta è Amici a comandare la classifica Top Social TV Programs di Blogmeter nonostante un calo. Amici conferma di essere il programma più social della televisione italiana con 45.700 messaggi (tweet + post), realizzati da 12.800 autori unici (sia di Facebook che di Twitter), pari a 8 milioni di unique impressions (solo di Twitter). Stabile al secondo posto nella classifica rilevata attraverso il tool proprietario Blogmeter SocialTVmeter, il Grande Fratello (45.100 messaggi, 15.800 autori unici e 9 milioni di unique impressions) stacca decisamente il talent di Raidue, The Voice of Italy (34.700 messaggi, 8.900 autori unici, 6,8 miloni di u.i.) che torna sul podio dopo il quarto posto della scorsa settimana. 



Per i talk di La7 un buon quarto e quinto posto con Piazza Pulita (15.000, 3.900, 3 mln) che questa volta scavalca Servizio Pubblico (12.300, 5.300, 4,2 mln), con al sesto posto Uomini e Donne di Canale 5 (10.700, 4.800, 2,3 mln) che ritorna in classifica dopo un assenza di tre settimane. Si comportano bene anche Made in Sud (9.900, 5.500, 2,1 mln) che si piazza al settimo posto guadagnando due posizioni e Le Iene (9.700, 6.300, 3,2 mln) che dal decimo sale all'ottavo posto. Chiudono la classifica di Blogmeter altri due talk politici, Ballarò di RaiTre (9.400, 3.300, 4 mln) e La Gabbia di La7 (8.500, 2.300, 2 mln). Entrambi i programmi perdono però tre posizioni rispetto alla precedente classifica. Per quanto riguarda la performance delle singole reti, questa settimana è un testa a testa tra La7 e Canale 5 che vantano entrambe tre programmi in classifica, seguite da RaiDue con due programmi e da Italia1 e RaiTre con un programma ciascuno.

socialTVmeter

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