Visualizzazione post con etichetta Sport. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Sport. Mostra tutti i post

martedì 20 luglio 2021

Nasce il portale salitamacchiamontesantangelo, il magazine storico sulla Salita e dei rally sul Gargano

 


di Nico Baratta (Dir. Resp. www.newsgargano.com)

Il territorio è quello del Promontorio del Gargano, costituito da folta vegetazione, rocce millenarie e terreni talmente baciati dal sole da renderli asciutti ma molto produttivi. Qui le strade fino a qualche decennio prima erano sterrati, e alcune sono ancora così, che mettono in collegamento la piana del Tavoliere delle Puglie con i paesi soprastanti. Tra queste, oggi asfaltata, c’è la Strada Provinciale 55 (SP55), meglio conosciuta la Macchia-Monte Sant’Angelo, un lembo di terra di circa 9 km. Parte di essa, per nove chilometri, e fino al 1982 fu scelta per diventare percorso di gara, con i suoi 18 tornanti. Un percorso angusto, con curve a gomito, dove i piloti dovevano mettere in pratica tutte le loro capacità di guida. Un percorso immerso nel verde quasi primordiale che si arrampica e sorregge le pareti bianche del Monte Gargano. Curve mozzafiato come lo è il paesaggio, che a tratti fa scorgere il Golfo di Manfredonia in tutta la sua armoniosa bellezza a semiluna, bagnato da un mare pescoso e dai colori blu e verde. Dal 1982, precisamente dalla nona edizione, la gara da settembre si svolse a maggio, terminando con la dodicesima edizione, nel 1986, dopo la tragica scomparsa del pilota Paolo Gargano.

In sintesi, questa è la storia della mitica Cronoscalata Salita Macchia-Monte Sant’Angelo, un’icona dello sport garganico, ricordato dai grandi nei racconti ai piccini.

Attimi di vita vissuta intensa, che hanno caratterizzato i Montanari e che ogni qual volta percorrono la SP55 immaginano quelle auto roboanti.

Questo è in sostanza la mission del portale www.salitamacchiamontesantangelo.it, un magazine sportivo nuovo e ricco sito web che raccoglie tutte le testimonianze di chi ha gareggiato e vissuto l’evento sportivo. È uno spazio aperto a tutti, a chi vorrà fornire testimonianze, a chi ha voglia di raccontare aneddoti. Pertanto, prediligerà anche il longform journalism oltre che le notizie flash.

Il progetto editoriale, la realizzazione del portale e la ricerca delle fonti, sono principalmente a cura di Arcangelo Palumbo, proprietario del sito, noto amante dello sport su 4 ruote, con la passione per la fotografia, blogger, oltre Montanaro DOC. L’idea è stata condivisa da amanti e appassionati della Cronoscalata, meglio conosciuta, Salita Macchia-Monte Sant’Angelo e dei Rally corsi sul Monte Gargano, con l’obiettivo di valorizzare e di ricostruire le diverse edizioni.

«Tutti noi Montanari, di una certa età, hanno vissuto gli anni ‘70 e ‘80 con passione sportiva la memorabile Salita Macchia-Monte Sant’Angelo», dichiara con vivida commozione Arcangelo Palumbo, proseguendo: «Per noi la Salita rappresentava, dopo la festa Patronale in onore a San Michele Arcangelo il 29 settembre di ogni anno, la seconda festa patronale. Noi tutti intensamente eravamo immersi nella grande festa che durava una settimana, quella che precedeva la gara dell’edizione di ogni anno. Contando i giorni aspettavamo la pubblicazione da parte dell’ACI dell’evento sportivo più importante del territorio. Era una settimana dove noi quindicenni ci vedevano protagonisti di folli “pazzie” -Arcangelo ricorda con una luce splendente negli occhi- come marinare la scuola per l’intera settimana, in modo da essere presenti su tutto il tratto della salita per poter assistere le prove dei piloti, che salivano per provare la propria monoposto. Ricordiamo ancora bene che per dare tranquillità al pilota che saliva per testare e provare la macchina ci mettevamo a monte e a valle di ogni curva, bloccando così le auto che scendevano o che salivano da Monte a Macchia, e viceversa. Eravamo quelli che oggi sono chiamati steward e security, solo che noi lo facevamo volontariamente e con passione. Quando le auto da corsa erano sulla strada per provare il proprio assetto o altro, noi davamo il consenso al pilota di proseguire con tranquillità su quella curva, in modo da poter terminare con velocità il tornante.  Ovviamente ad ogni tornante c’erano numerosi coetanei, che come noi facevano da spola per tranquillizzare il pilota della strada libera. È doveroso, ora, menzionare le curve che hanno fatto la storia della gara: curva mobilificio “Di Bari”, curva la “Zann”, curva dei “Ferri”, curva del “Mandolino”, curva dello “Sterco”, curva del “Bacino”, curva “sotto il Bacino”, curva di “Gigino Di Iasio”, curve sotto o sopra la “Cavarena”, curva del “Crocifisso”, curva primo tornante “Macchia”, per ogni curva c’era un nomignolo. Quando le auto riscendevano a motore spento con lo sportello aperto, in modo da far arieggiare l’abitacolo, noi tutti applaudendo dicevamo “Bravo, bravo, ritorna, ritorna, ritorna”. E l’invito, in effetti era accolto e qualcuno ritornava. Era una festa, che continuava con il giorno delle prove speciali, di solito il sabato. A Monte Sant’Angelo tutti erano in festa. Con lo zaino in spalla e pieno di bevande e panini, con l’ombrello per proteggerci dal sole e cappellino in testa ci recavamo sulla postazione, quello prescelto in modo da poter assistere tutta la gara. E così anche la domenica, giorno di gara. La gioia era visibile sui volti di tutti, in trepidante e adrenalinica attesa. Ricordo bene -prosegue con le lacrime agli occhi Arcangelo Palumbo- la salita del 1986. Era un sabato e tutti noi eravamo posizionati sotto la curva del “Bacino”. Stavano salendo i prototipi. Ad un tratto vedemmo salire Paolo Gargano con il prototipo rosso sul rettilineo della “Cavarena”. Dopo un po’ sentimmo un botto. Non riuscimmo a capire cosa fosse accaduto. Poi la terribile notizia. L’auto di Gargano non c’era più sul quel maledetto tornante 10. Capimmo che c’era stato un incidente, ma non capivamo la gravità. Poi tutto fu più chiaro, l’auto con il pilota finì nel burrone. Immediatamente fu sospesa la gara, sul posto giunsero ambulanze e soccorsi. Lì perì Paolo Gargano. Il ricordo indelebile va a lui, a Paolo, quando fu estratto il suo corpo dall’abitacolo e trasportato in un lenzuolo, per poi adagiarlo al centro della curva. Fu uno strazio osservare il sacerdote, don Matteo De Padova, conferirgli l’estrema unzione. Quella scena -continua Arcangelo- è ancora impressa nella mia mente. Ogni evento della manifestazione terminava con la premiazione dei piloti e delle scuderie. Tutti noi eravamo lì per vedere, conoscere e toccare, i piloti, eroi del momento. Ecco perché quest’occasione editoriale dev’essere presa al volo, supportata da tutti noi Montanari e non solo. Ringrazio chi ha creduto nel progetto editoriale, chi mi ha fornito materiale, chi ha reso pubblichi i suoi ricordi, chi giornalisticamente ha voluto fortemente far diventare il magazine un prodotto giornalistico. Ringrazio -chiosa Arcangelo Palumbo- anche alcune attività commerciali di Monte Sant’Angelo che hanno contribuito fattivamente alla realizzazione del progetto editoriale, che saranno presenti sul portale, e mi riferisco a Byron Caffè, Autoricambi Lauriola, Automania di Pietro Azzarone, Boutique Capriccio e Pastificio Casa Prencipe. Grazie a tutti».

Il magazine si avvale anche della parte giornalistica, che è stata gentilmente affidata alla testata www.newsgragano.com, che ha affiliato il portale www.salitamacchiamontesantangelo.it come supplemento giornalistico digitale. Il magazine è composto di editori, video maker, editorialisti e fotografi al di sopra dei trent’anni, con una sua direzione e redazione, tutti promotori del meglio del territorio cui apparteniamo.

Il portale diverrà il punto di riferimento dei rally svolti sulla SP55. Tra questi ricordiamo, come preannunciato, la indimenticata Salita Macchia-Monte Sant’Angelo e il Rally Porta del Gargano. Il portale è, nel merito, tutto ciò che è avvenuto nei rally suddetti, con gallerie fotografiche, tempi dei piloti, testimonianze dirette, classifiche. Ovviamente il portale sarà un work in progress aggiornabile ogni qual volta riceverà nuove informazioni, che saranno riportate con la fonte.

Tra le persone che è doveroso citare per la realizzazione del sito e pertanto delle informazioni gli ex piloti Marcello De Vivo, Claudio Calella, Giliberti Angelo, Gil Omerico, Di Bari Giovanni, Azzarone Pietro, Donato Taronna, Giuseppe La Torre Raffele (detto Lello); ringraziamenti speciali vanno a Targa Capitanata e Targa Puglia.

Inoltre preme ricordare chi fino a ora ha contribuito che www.salitamacchiamontesantangelo.it con il suo contributo dei ricordi storici, che hanno solcato le strade garganiche con i loro bolidi: Claudio Colella, Marcello De Vivo, Angelo Giliberti, Giovanni Di Bari, Pietro Azzarone, Gil Omorico, Maurizio Morlino, Francesco La Torre, Raffaele (Lello) La Torre, Giuseppe La Torre, Matteo Coccia, Donato Taronna, Matteo Bove, Michele Guerra, Giuseppe Troiano, Vito Antonio Caporale… e tanti altri non citati scusandoci per la mancanza di dati.

Un contributo prezioso per la testimonianza storica è l’aiuto dei lettori e di chi ha vissuto quei tempi indimenticabili, soprattutto come pilota, ma anche chi era a bordo strada. È indiscutibile che per realizzare e tenere sempre aggiornato il magazine digitale c’è bisogno di informazioni che solo voi potete fornirci. Ovviamente saranno citate le fonti.

Tra le info, come avete visto, ci sono molte foto, raccolte in gallerie divise per edizioni. Alcune hanno tutte le informazioni, ad altre mancano.

Qui, appunto, abbiamo bisogno di Voi.

Ci sono sezioni con foto non catalogate e sarebbe un torto non riuscire a renderle complete. Pertanto, invitiamo i lettori a completare la catalogazione, di individuare l'autore della foto.

Nell’occasione ringraziamo in modo speciale l’ACI Foggia, il suo presidente Raimondo Ursitti, Claudio Calella, Giliberti Angelo, Marcello De Vivo, Giovanni Di Bari, Pietro Azzarone, Donato Taronna, GIL Omerico…, per la disponibilità del materiale fornito, tale da arricchire il sito e rendere un servizio pubblico per ricordare questo evento sportivo, che è stato anche aggregatore di persone e umori, un evento che ha lasciato una traccia indelebile nella sfortunata 12^ edizione cui perse la vita Paolo Gargano, che noi lo ricorderemo sempre.

Per il materiale fotografico e storico culturale pubblicato si ringrazia: Francesco Morcaldi, Salvatore Taronno, Giovanni Di Bari, Pietro Azzarone, Gil Omorico, Domenico Piemontese, Matteo Bove, Michele Guerra,  Franco Bartucci, Ferdinando Parisi, Antonino La Vecchia, Claudio Palma, Matteo Coccia, Maurizio Morlino, Domenico Salcuni, Paolo Rignanese, Francesco Le Noci, Donato Taronna, Matteo Taronna, Vito Antonio Caporale, Claudio Palma…

Un ringraziamento speciale va a Giuseppe La Torre e Raffele (detto Lello) La Torre, Rally Porta del Gargano, per aver messo a disposizione dell’archivio materiale culturale e fotografico.

Ringraziamenti doverosi anche a Targa Capitanata e Targa Puglia per le informazioni divulgate.

Un encomiabile ringraziamento alle testate giornalistiche “Matti per le corse”, diretto da Domenico Salcuni e Paolo Rignanese , e “TopVideoRally”, diretto da Francesco Le Noci.

Grazie anche e soprattutto ad alcune attività commerciali di Monte Sant’Angelo che hanno contribuito fattivamente alla realizzazione del progetto editoriale, che saranno presenti sul portale.

Ed ancora… ricordiamo due eventi in programmazione:

  • il 5 settembre 2021 si svolgerà il “1° Slalom Città di Monte Sant’Angelo”, organizzato dalla Gargano Racing Team;
  • il 19 settembre quello sulla Rievocazione Storica sulla Salita Macchia Monte Sant’Angelo, organizzato dall’ACI Foggia e dallo storico già pilota Marcello De Vivo.

Per concludere, e ci scusiamo se siamo abbiamo utilizzato la forma longform journalism, l’invito è rivolto a chiunque abbia informazioni e materiale a vario genere sugli eventi sportivi succitati e che possa metterlo liberamente a disposizione del portale come memoria storica e culturale, inviando una email a: salitamacchiamontesantangelo@gmail.com.

Siamo certi che sarà un successo di partecipazione.

giovedì 17 giugno 2021

L’Intervista VIDEO. Simona Lapomarda e il suo sogno a Mattinata, fare calcio per il sociale


di Nico Baratta

Da Mattinata in Spagna, a Puerto del Carmen, per giocare al calcio. È la scelta fatta anni fa da Simona Lapomarda, quasi 31enne, per dar vita al sogno della sua vita.

A dir il vero il calcio lo aveva già giocato in Italia, sia tra le dilettanti, sia tra le professioniste, militando in società locali e in altre regioni, tra le migliori sulla piazza italiana. È stata la prima donna in provincia di Foggia a giocare con gli uomini.

Nel 2019 la conoscemmo con un’intervista, “Simona Lapomarda, la calciatrice mattinatese che gioca in Spagna”, dove raccontò la sua vita, le sue passioni, i suoi sogni, dove ha giocato e le scelte fatte per dare una sferzata vincente alla sua carriera. Ha vinto tanto e ce l’ha fatta. Oggi è in Spagna, nel F.C. Puerto del Carmen Lanzarote, squadra di calcio a 11, nel campionato regionale della provincia di Las Palmas e Gran Canarie. Quest’anno ha militato nel campionato nacional arrivando ai play off, purtroppo persi ed ha rifiutato anche una proposta calcistica in un’altra nazione. Tutto per inseguire un sogno, perché se non potrà realizzarlo in Italia cercherà di farlo in Spagna.

Ma Simona è tenace, non si arrende, ci crede e infatti, come avviene sempre per chi pratica sport, seppur con largo anticipo, pensa al dopo, sul suo futuro, desiderandolo in Italia a Mattinata, il suo paese.

Vorrebbe fondare una società di calcio femminile, dove lei sarebbe presidente. Per farlo ci vogliono soldi, e non pochi, oltre che una montagna di documenti, ma questo è l’ultimo dei pensieri di Simona. Quello primario è trovare fondi e partner. Ha chiesto aiuti alle istituzioni locali, a imprenditori e commercianti vari, ottenendo sempre esito negativo. Simona è una persona di umili origini, non è figlia di politici, di imprenditori, neanche di un mafioso poiché nella nostra terra bisogna anche metter in conto questa ultima spregevole parentela, e ottenere fondi non è una cosa semplice. Ci sono quelli europei, ma la spuntano sempre progetti molto articolati e con offerte lavoro a molte persone. Il sociale è sempre relegato. 

L’abbiamo incontrata nuovamente, con l’augurio che chi nelle istituzioni impegnate nel sociale la ascolti e la aiuti.


D: Innanzitutto come va Simona? Il periodo pandemico ti ha fermata calcisticamente?

R: Si tutto bene, Il periodo pandemico mi ha fermata da marzo a maggio 2020. Fortunatamente non ho perso nulla, anche perché ero in fase di recupero per un infortunio. Ora sono in forma e a differenza del campionato italiano, qui in Spagna abbiamo avuto a possibilità di continuare ad allenarci, ovviamente rispettando le normative di sicurezza sanitaria, distanza in primis. A Settembre abbiamo iniziato il campionato, terminato tre settimane fa purtroppo perdendo i play-off. Sinceramente posso dire che qui alle Isole Canarie non abbiamo sofferto tanto gli effetti della pandemia per la libertà di movimento, ma dal punto di vista sanitario è stato sentito come in altri paesi.

D: Hai parlato del tuo sogno, una società femminile di calcio, con te presidente, da fondare nella tua città natale, a Mattinata. Hai preso contatti?

R: Essendo stata la prima calciatrice che nella provincia di Foggia ha giocato assieme ai ragazzi, ho sempre desiderato di realizzare un progetto di calcio tutto al femminile. L'esperienza con il calcio maschile è stato fondamentale, e lo rifarei. Ma sono una donna e giocare al calcio è la mia passione, come del resto l'hanno altre donne, che è diventato un lavoro. Purtroppo le società maschili si approfittano di noi donne. Ecco che, dopo l'assenza istituzionale a Mattinata, decisi di realizzarlo a San Marco in Lamis, dove avevo trovato un gruppo disposto a sostenermi. All'inizio sembrava che andasse tutto bene, avevo una rosa ampia di calciatrici che credevano in me, in Simona Lapomarda. Poi la verità. Il gruppo sostenitore fatto di uomini iniziò a cambiar le carte in tavola e capii che la fine del progetto era vicino. Compresi che le promesse fatte erano solo un palliativo per appropriarsi del progetto e trasformarlo al maschile. Cosicché lasciai tutto, spiegando la verità alle ragazze e a malincuore andai via. Soffrii tanto. Avevo tutte le carte in regola, finanche l'ok della federazione. La Spagna fu l'ancora di salvataggio, dove alle Isole Canarie ritrovai serenità e soprattutto il calcio, come passione e soprattutto lavoro.

D: Da quanto hai detto la finalità oltre che sportiva sarebbe sociale. In altre parole ti piacerebbe far praticare sport a ragazze con difficoltà motorie, diversamente abili, con problemi inclusivi, che lo sport fa superare. Giusto?

R: Mi piacerebbe che il calcio non sia solo un ritrovo dove ragazze e ragazzi possano giocare e divertirsi. Vorrei che il mio progetto con una società sportiva sia il punto di riferimento a chi piace lo sport, la casa di tutti, di chi è meno fortunato non solo fisicamente per problemi motorii e diversamente abili, anche per chi non ha possibilità economiche. Voglio una società sportiva inclusiva a 360°. Mi piacerebbe fosse anche un riferimento per quei ragazzi con problemi familiari legati alla mafia e ala droga, che invece di delinquere possano imparare una disciplina sportiva, per trasformarla prima lontananza dalla criminalità, poi in opportunità e infine in lavoro. Il sociale rende e ti rende una persona migliore e libera.

D: Nel racconto fatto prima di questa intervista, è stato colto un particolare, quello delle difficoltà nel fondare la società, ottenere fondi. Ha chi ti sei rivolta per chiedere questo sostanziale aiuto? E qual è stato il risultato?

R: A Mattinata avevo preso contatti. Ma l'esistenza di solo società di calcio maschile limitava il tutto, anche perché qui il calcio è solo giovanile. Con il mio progetto volevo dare la possibilità al mio paese di ritornare a credere nello sport come volano per un'esistenza migliore dei giovani. Al tempo ne avevo parlato con tutte le figure istituzionali, con gli imprenditori cui avevo chiesto un semplice e piccolo aiuto economico, con una quota mensile e non le solite richieste di migliaia di euro. La proposta fu anche quella che chi aderiva diventava socio e dirigente della società calcistica femminile. Purtroppo io con il mio umile lavoro da barista non avrei potuto finanziare tutto, ma avrei contribuito con una mia quota, oltre qualche sponsor. All'inizio le persone contattate erano favorevoli, poi quando dovevano concretamente finanziare, cacciare i soldi, son sparite. Rimasi sola e delusa. Lì capii che non avrei realizzato nulla. Spero davvero a cuore aperto che Mattinata possa cambiare, migliorarsi e crescere su queste tematiche. Un paese, come del resto tanti altri e non solo della Capitanata, dove vanno avanti sempre le solite persone, i figli di importanti personaggi, nel bene e nel male. Chi mi conosce bene io sono una persona determinata, non mollo mai e farò di tutto affinché il mio sogno diventi realtà.

D: Simona, forse di ritorno in Italia per realizzare il tuo sogno, che è quello per aiutare tante ragazze, dovrai metter mano alle tue tasche. Vorresti lanciare un appello, nella speranza che venga letto e colto da chi è impegnato nelle istituzioni che lavorano per il sociale, il welfare, l’inclusione?

R: In verità questo progetto non è facile da realizzare. Non dobbiamo nasconderci dietro l'entusiasmo perché la realtà e altra e tortuosa, ma percorribile e superabile. In questi giorni ne parlavo con alcune mie colleghe e amiche spagnole per vedere la fattibilità del progetto qui in Spagna. Ma farlo nella tua terra, a Mattinata, è davvero il sogno realizzato, che ti rende orgogliosa per il bene di altri. Ma ho anche compreso che se un giorno ritornerò in Italia, e lo farò solo per realizzare il progetto perché qui sto bene, dovrò da sola affrontare sacrifici, mettendo mano alla mia tasca se voglio costituire una società sportiva di calcio femminile. Sarebbe anche meglio giacché nessuno si può intromettere, nessuno può dirti come e quando fare, nessuno ti potrà più illudere. Ovviamente dovrò sempre trovare degli sponsor e dirigenti assunti, ma questo è un aspetto puramente contrattuale. Perciò il mio appello è rivolto alle istituzioni locali, a quelle persone che con cariche importanti, sia politiche, sia istituzionali, sia imprenditoriali, possano dar seguito a questo progetto. Chiedo aiuto, una mano, che altro non è uno strumento per ridare speranze a giovani in cerca di futuro, quello sano, libero e nella totale legalità. Il mio è un progetto che valorizza le persone, le ragazze, lo sport, l'inclusione e la socializzazione. Il mio sogno è anche quello di giocare con la nazionale di calcio femminile, indossare la mitica e sempre desiderata maglia Azzurra. La Spagna mi ha dato tanto e sportivamente è diversa dall'Italia. Infatti, qui c'è chi ti osserva e sceglie, come avviene in Italia da Roma in su ma non da Roma in giù. E ciò è una falla in un sistema sportivo che permane da decenni, salvo che non ci sia una squadra del sud dell’Italia che milita nella massima categoria, altrimenti sei destinata a rimanere nell'ombra, pur avendo doti calcistiche eccellenti. È questione di mentalità, di agenti che non valorizzano le calciatrici, di società maschili che predominano. Auguro a tutti buona vita.

Bene Simona, altre parole diverrebbero superflue al fine preposto. Nell’attesa di vederti con la mitica maglia Azzurra e soprattutto presidente di una società di calcio femminile, ti ringraziamo per aver la fiducia accordata e per la nobile proposta in favore di chi è meno fortunata. L’augurio che qualche nostro rappresentante istituzionale prenda a cuore il progetto e ti aiuti a realizzarlo. Grazie di cuore.

domenica 23 febbraio 2020

Ad Anzano si gioca un nuovo calcio ed è spettacolo


Con un inedito modulo di gioco il mister dell'U.S. Anzano di domenica in domenica sta macinando punti. Stiamo parlando del 2-5-3, con il quale non mancano consensi e bel gioco. La compagine pugliese milita nel campionato di terza categoria campana e precisamente nel girone C.

Dopo una partenza altalenante, e la giusta preparazione degli interpreti a un nuovo modulo tattico, sono cinque i risultati utili consecutivi che hanno portato la compagine pugliese al quarto posto del girone. Oggi, domenica 23 febbraio 2020, la compagine anzanese ha allungato la striscia in classifica, vincendo in casa dell'ultima in classifica, lo Sporting Bonitese, per 5 a 2.

È uno spettacolo veder giocare in queste categorie una squadra partendo dalle retrovie, con lunghi fraseggi e soprattutto con palla a terra e verticalizzazioni sugli attaccanti esterni. Se dovessimo considerare l'età media, che ogni domenica scende in campo per far fronte all'impegno settimanale, è di gran lunga inferiore a quelle delle altre squadre. Ciò perché gran parte dei calciatori ha poco più di 20 anni, eccezion fatta per l'attaccante Alex Pucillo che di anni ne ha 15, un calciatore cresciuto e formato nel vivaio anzanese con la sua scuola calcio.

Un modulo, il 2-5-3, quello visto in campo, è praticamente a trazione anteriore, con 2 soli difensori centrali, 2 mezz'ali e un playmaker, 2 attaccanti esterni ed una punta centrale, con i 2 centrocampisti esterni che salgono e scendono a seconda dell'azione di gioco.

Insomma, per dirla tutta, l'U.S Anzano la domenica è un bel vedere. Gran parte del merito va ai ragazzi (tutti anzanesi) che con abnegazione e amor per il proprio paese, non saltano un allenamento, permettendo al proprio Mister di insegnare loro i meccanismi di questo nuovo modulo di gioco, unico nel suo genere e crediamo lo sia anche a livello mondiale. Dagli spalti, chi sta seguendo le partite dell’US Anzano, abbiamo avuto l'impressione di vedere una squadra che si ispira per fraseggio al Barcellona, per verticalizzazioni all'Inter e per densità al Foggia di Zeman, con i triangoli formati in campo dai calciatori.

Ci si augura che il progetto calcistico anzanese trovi continuità e che possa far gola a qualche imprenditore, per mettere le basi economiche affinché vi sia un nuovo rilancio calcistico pugliese in terra Campana.

venerdì 22 marzo 2019

“Sport Scuola Disabilità: Ampliamoci”. Il nuovo progetto made in Foggia a sostegno dei ragazzi con disabilità.

(Comunicato Stampa) - “Sport Scuola Disabilità: Ampliamoci” è il nome scelto per il progetto made in Foggia che ha vinto il bando nazionale “Lo Sport per Tutti a Scuola”, indetto dalla giunta nazionale del CIP (Comitato Italiano Paralimpico) per l’anno scolastico 2018/19.

Il progetto – ideato dall’A.S.D. Elpìs in collaborazione con l’istituto comprensivo “Foscolo-Gabelli” e l’I.T.E. “Blaise Pascal” di Foggia che hanno siglato una convenzione con il CIP, con il CUS (Centro Universitario Sportivo) Foggia – sarà presentato in conferenza stampa a Foggia martedì 26 marzo alle ore 17:00 nell’auditorium dell’istituto “Foscolo-Gabelli”.

lunedì 4 marzo 2019

Foggia Fencing 2019. Campionati Europei Giovanili. L’Italia chiude in vetta all’Europa

 Il manifesto dei campionati (foto Foggia Fencing 2019)

Buono l’inizio, ottima la fine. È così che per li azzurrini della scherma italiana si son chiusi i Campionati Europei Cadetti e Giovani Foggia Fencing 2019. In totale ha vinto ben 25 medaglie, con 9 ori, 6 argenti e 10 bronzi. Un palmarès di tutto rispetto, che inorgoglisce i nostri schermidori, la Federscherma, il Circolo Schermistico Dauno che ha contribuito con i suoi tre atleti a vincere medaglie in particolare quelle d’oro e chi a Foggia ha realizzato e collaborato ai campionati.

Nell’ultima giornata, del 03 marzo 2019, sulle pedane delle finali son salite altre tre squadre italiane, cui una ha vinto l’oro. Questa volta è stata la squadra di fioretto femminile, con Serena Rossini, Martina Favaretto, Marta Ricci e Serena Puglia, a imporsi sulla Russia con il punteggio di 45 a 34. E sugli spalti è stata celebrata l’ennesima festa, un tripudio di applausi, di incitamenti, gli stessi che hanno accompagnato per dieci giorni, presso la Fiera di Foggia, tutte le competizioni, in particolare quelle italiane.

Foggia Fencing 2019 ha vinto, non solo col medagliere colmo e per tecnica elevata di qualità, bensì nell’organizzazione e tra gli spalti, con affluenze alte e tanto calore degli spettatori.

Oltre 1200 atleti, per 41 nazioni europee, che di giorno in giorno hanno regalato allo sport italiano puro agonismo e un futuro vincente per le promesse nazionali assolute.

Tra le altre gare a squadre durante la giornata di chiusura si sono evidenziati quella della sciabola maschile, con il quartetto formato da Matteo Neri, Giacomo Mignuzzi, Michele Gallo e Lorenzo Roma, battuta in finale dalla Francia per 45 a 40, è medaglia d’argento. Secondo posto anche per la squadra di spada maschile, composta da Davide Di Veroli, Gianpaolo Buzzacchino, Daniel De Mola e Giacomo Gazzaniga, che in finale cedono alla Polonia per solo un punto, 40 a 39.

Un campionato chiuso con una cerimonia semplice ma molto significativa, con il passaggio di consegne tra Foggia e la città di Porec, in Croazia, prossima sede europea dedicata ai Campionati Cadetti e ai Giovani 2020.

Insomma, per Foggia “buona la prima”, e vuol dir tanto. Il «Siate accoglienti» rivolto dagli organizzatori ai foggiani all’inizio del campionato è stato rispettato. La Capitanata tutta ha vinto e con essa tutta l’organizzazione del Comitato foggiano con a capo il suo “deus ex machina” Renato Martino.

Tutte le info e il programma completo è visibile online al sito www.foggiafencing2019.it/it

MEDAGLIERE ASSOLUTO


NAZIONE Totale
ITALIA 9 6 10 25
Russia 5 11 7 23
Ungheria 5 3 5 13
Germania 2 0 1 3
Francia 1 2 4 7
Polonia 1 0 2 3
Turchia 1 0 0 1
Ucraina 0 1 1 2
Austria 0 1 0 1
Bulgaria 0 0 1 1
Croazia 0 0 1 1
Finlandia 0 0 1 1
Gran Bretagna 0 0 1 1
Svezia 0 0 1 1
Georgia 0 0 1 1

MEDAGLIERE CADETTI
NAZIONE Totale
ITALIA 4 1 7 12
Russia 3 5 3 11
Ungheria 3 3 3 9
Germania 1 0 1 2
Turchia 1 0 0 1
Ucraina 0 1 1 2
Francia 0 2 0 2
Polonia 0 0 2 2
Croazia 0 0 1 1

MEDAGLIERE GIOVANI
NAZIONE Totale
ITALIA 5 5 3 13
Russia 2 6 4 12
Ungheria 2 0 2 4
Francia 1 0 4 5
Germania 1 0 0 1
Polonia 1 0 0 1
Austria 0 1 0 1
Gran Bretagna 0 0 1 1
Svezia 0 0 1 1
Georgia 0 0 1 1
Bulgaria 0 0 1 1
Finlandia 0 0 1 1

©NicoBaratta all rights reserved - Tutti i diritti sono riservati

giovedì 28 febbraio 2019

Foggia Fencing 2019. Campionati Europei Giovanili. Gli azzurrini vincono ancora l’oro. Neri e Isola sul gradino più alto del podio

Matteo Neri e Federica Isola - foto Bizzi Team -
 
Si chiude in bellezza e soprattutto vittorioso il mese di febbraio per la scherma giovanile italiana, la settima giornata in corso. Ai Campionati Europei Cadetti e Giovani di Foggia Fencing 2019 il medagliere azzurro si arricchisce di alti due ori. A conquistarli son stati la spadista Federica Isola, Under 20, nella gara individuale di spada femminile, che ha sconfitta per 15 a 10 la russa Evgeniya Zharkova, e Matteo Neri, sciabolatore, sempre nella prestazione individuale maschile categoria Giovani, ha superato il russo Vladislav Podznyakov per 15 a 7.
 
Foggia Fencing 2019 conferisce allo sport europeo altri due campioni, due ori individuali, che impreziosisce ulteriormente il medagliere, composto ora da ben otto medaglie, sette ori, un argento ed otto bronzi.
Meno fortunati, ma ugualmente vincitori, per aver fatto parte della Nazionale Italiana di Scherma Giovanile, sono Beatrice Cagnin sconfitta al primo turno dall’estone Karoliine Loit, Gaia Traditi e Alessandra Bozza sconfitte ambedue dalla svedese Elvira Martinsson, Michele Gallo sconfitto per 15 a 7 dal belga De Ridder, Giacomo Mignuzzi superato dal georgiano Vaja Retchia per 15 a 11.
Tutte le info e il programma completo è visibile online al sito www.foggiafencing2019.it/it

©NicoBaratta all rights reserved - Tutti i diritti sono riservati

martedì 26 febbraio 2019

Foggia Fencing 2019. Campionati Europei Giovanili. Doppio oro con la sciabola e la spada. Ancora un oro foggiano targato Nardella

 L'Italia della sciabola e spada per doppio oro a Foggia Fencing 2019 - foto FederScherma -

Non si placa la fame di oro degli schermidori italiani, quelli giovanili. Il sanseverese Emanuele Nardella, dopo quella individuale, nella sciabola a squadre ha conquistato la seconda medaglia d’oro ai Campionati Europei Giovanili che in questi giorni, con Foggia Fencing 2019, sta avendo successo a Foggia.

Insieme ai suoi tre compagni Marco Abate, Giorgio Marciano e Pietro Torre, Nardella nella finale ha sconfitto la Russia con il punteggio di 45 a 3. Oro anche per la spada maschile a squadre. Quattro ori per i Cadetti italiani, che con un argento e sette bronzi, è al comando della classifica del medagliere.

Emanuele Nardella, tesserato per il Circolo Schermistico Dauno, pertanto orgoglio foggiano, non è l’unico ad aver conquistato l’oro nella giornata odierna.

Anche nella specialità della Spada maschile a squadre è stato portato a casa un oro. Dario Remondini, Simone Mencarelli, Filippo Armaleo ed Enrico Piatti, i quattro spadisti, battendo per 45 a 34 in finale l’Ungheria, ha ampliato il palmarès del medagliere azzurrino, portandolo in totale a dodici medaglie.

Il fioretto femminile a squadre, invece, si è dovuto accontentare del quinto posto, una squadra di prestigio composta da Matilde Calvanese, Margherita Lorenzi, Lucia Tortelotti e Giulia Amore, che si sono arrese, per ora, alla Francia nei quarti col punteggio di 37 a 36.

Tutte le info e il programma completo è visibile online al sito www.foggiafencing2019.it/it

©NicoBaratta all rights reserved - Tutti i diritti sono riservati

sabato 23 febbraio 2019

Foggia Fencing 2019. Campionati Europei Giovanili. Emanuele Nardella conquista l’oro. San Severo e la Capitanata in cima all’Europa

 Emanuele Nardella Foto Bizzi teamFederscherma
Apoteosi in casa foggiana. Il sanseverese Emanuele Nardella è campione europeo di sciabola nella categoria cadetti. Tesserato Circolo Schermistico Dauno, e buon sangue non mente, il Nardella si è imposto in finale per 16 a 6 sul connazionale Pietro Torre.

Un podio tutto azzurro con Nardella sul gradino più alto, Torre d’argento e bronzo per Giorgio Marciano. Sabato da incorniciare quello che oggi a Foggia ha confermato che la scherma italiana è tra le migliori al mondo e quella foggiana al suo apice.
Meno fortunata l’azzurrina Gaia Caforio sconfitta dalla ungherese Buki.
Tutte le info e il programma completo è visibile online al sito www.foggiafencing2019.it/it

©NicoBaratta all rights reserved - Tutti i diritti sono riservati

Foggia Fencing 2019. Campionati Europei Giovanili. Due medaglie nel palmarès azzurro. La foggiana Carella conquista il bronzo

 - Gaia Pia Carella ph.pianetascherma.com -

L’avvio è stato tra i migliori. Dopo l’incantevole e coinvolgente, ben fatta, cerimonia di apertura dei Campionati Europei Cadetti e Giovani, che si stanno svolgendo a Foggia presso i padiglioni del quartiere fieristico, è arrivata la medaglia. Ne sono arrivate due, di bronzo, che aumentano il palmarès azzurro. A conquistarle sono stati due cadetti. La nostra amata conterranea Gaia Pia Carella nella disciplina della sciabola femminile Under 17 e quella del toscano Tommaso Martini, bronzo nel fioretto maschile.

Un esordio in Terra di Capitanata che augura agli “azzurrini” un fruttuoso campionato. Del resto la scherma italiana è stata sempre ai vertici mondiali dello sport, con una fucina di tutto riguardo messa in campo dal Circolo Schermistico Dauno.

La platea è stata molto calorosa, attenta e coinvolgente durante il match tra la Carella e la turca Nisanur Erbil che si è imposta nella semifinale per 15 a 5. La nostra atleta, tuttavia, ha sfornato colpi su colpi, arrivando in semifinale dapprima battendo bielorussa Alisiya Malazhavaya per 15 a 9, poi nei quarti battendo per 15 a 10 l’ucraina Sofiya Golovkina. Un dato da porre in evidenza: la Erbil poi ha vinto l’oro, così da avvalorare ancor più il terzo posto di Gaia Pia. Nativa di San Giovanni Rotondo ma sanseverese di vita trascorsa, la Carella è tesserata per la AD Champ Napoli.

Egual merito va all’azzurrino Tommaso Martini, terzo nel fioretto maschile contro al tedesco Arwan Borowiak, che in semifinale  si è imposto per 19 a 9. Anche qui Martini si è battuto contro chi poi ha vinto l’oro.

Tra le “azzurrine” che ieri hanno gareggiato ci sono anche Benedetta Fusetti, eliminata per 15 a 13 dalla russa Vlada Plekhanova negli ottavi di finale. Stessa sorte per Federica Guzzi Susini uscita ai sedicesimi per 15 a 13 contro la sciabola dell’ucraina Golovkina. Mentre Lucrezia Del Sal non è riuscita a superare la turca Tugce Kaya, dopo un avvincente duello ultimato sull’ultima stoccata.
Gli “azzurini” ieri impegnati sulle pedane foggiane, oltre al medagliato Martini erano tre, purtroppo eliminati. Si tratta di Giuseppe Franzoni uscito a un passo dal podio per 15 a 12 contro il croato Borna Spoljak, dopo aver superato negli ottavi un suo connazionale, Damiano Di Veroli, superandolo per 15 a 12. Giulio Lombardi si è fermato al primo turno contro il britannico William Lonsdale per 11 a 10.

Tutte le info e il programma completo è visibile online al sito www.foggiafencing2019.it/it

©NicoBaratta all rights reserved - Tutti i diritti sono riservati

venerdì 22 febbraio 2019

È tutto pronto ed è ok. A Foggia sipario alzato per il Campionato Europeo Giovanile di Scherma


Quelle di questa mattina sono state ore concitate per gli organizzatori della Foggia Fencing 2019. L’emozione si toccava a pelle. Un fiume di atleti si son recati presso il padiglione fieristico dove oggi, 22 febbraio 2019, alle ore 18:00, si svolgerà la cerimonia di apertura dei Campionati Europei Cadetti e Giovani, dove sfileranno tutte le delegazioni partecipanti con tanto di bandiera.

Foggia non solo alimentata da “pane e pallone”, bensì dalla scherma, la disciplina regina di una città che da decenni sforna campioni e che ha un palasport dedicato, e che in questi dieci giorni più i due dell’accoglimento (dal 20 e 21 febbraio 2019 giornate dell’accoglimento, dal 22 febbraio al 03 marzo 2019) sarà il centro europeo dello sport di settore, capitale della “Cultura dello Sport”.

In totale saranno più di 1200 gli atleti che gareggeranno, rappresentando ben 41 nazioni del vecchio continente. Foggia avrà anche i suoi schermitori, tre eccellenze locali del Circolo Schermistico Dauno che daranno battaglia e chi li sfiderà. «Siate accoglienti» è l’invito degli organizzatori, che fin dalle prime ore dell’alba hanno accolto e curato atleti, delegazioni, giornalisti e fotografi, presenti all’anteprima della cerimonia. Un invito lanciato durante la presentazione avvenuta tre giorni nella centralissima Piazza Giordano, sulle note del Maestro Foggiano. «Non vi preoccupate se non parlate l'inglese. Sappiate che i gesti vanno e accompagnano dappertutto. Massima accoglienza per questi ospiti che vengono da tutta Europa in modo tale che loro possono andar via con un bel ricordo» il messaggio augurale lanciato in pazza da Maddalena Colamussi della Honey Moon & Original Travel, colei che da direttore tecnico si sta già occupando della sistemazione degli oltre 1200 atleti nelle strutture ricettive di Foggia e di tutta la provincia.


Gli italiani in pedana saranno 48, tra Under 17 e Under 20, come per le altre nazioni, che tra le più rappresentative saranno Italia, Francia, Germania, Gran Bretagna, Russia, Ucraina, Ungheria. Mentre per Cipro e Lussemburgo gareggerà solo un atleta.
I nostri Azzurri made in Foggia saranno tre, Gaia Pia Carella della Napoli Champ, Emanuele Nardella e Ciro Buenza, del Circolo Schermistico Dauno e rispettivamente titolare e riserva della Nazionale di Sciabola.
Tra il personale addetto ai lavori nei tre padiglioni ci saranno gli alunni del Liceo Artistico Perugini di Foggia con le attività di alternanza scuola-lavoro. Gli stessi “colleghi” di chi ha disegnato il logo della manifestazione “Foggia Fencing 2019”. Oltre a loro sarà importante il fattivo contributo degli universitari della classe L-12 della SSML San Domenico di Foggia, che si occuperanno di mediazione linguistica per la notevole presenza di organizzazioni straniere.
Ebbene, non resta che il sipario su #FoggiaFencing2019 si apra e che si dia inizio alle gare.
Tutte le info e il programma completo è visibile online al sito www.foggiafencing2019.it/it

©NicoBaratta all rights reserved - Tutti i diritti sono riservati

Advert

Somblera Fitness

Seguici su FB

Advert

Somblera fitness

News Liquida

Powered by Blogger.

Culttime blog 2.0

Contatti Feed RSS Facebook Twitter pinterest Tumblr Facebook

Visite

free counters

Social

http://www.wikio.it
BlogItalia - La directory italiana dei blog
Personal-Journals blog