Visualizzazione post con etichetta Nico Baratta. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Nico Baratta. Mostra tutti i post

giovedì 17 giugno 2021

L’Intervista VIDEO. Simona Lapomarda e il suo sogno a Mattinata, fare calcio per il sociale


di Nico Baratta

Da Mattinata in Spagna, a Puerto del Carmen, per giocare al calcio. È la scelta fatta anni fa da Simona Lapomarda, quasi 31enne, per dar vita al sogno della sua vita.

A dir il vero il calcio lo aveva già giocato in Italia, sia tra le dilettanti, sia tra le professioniste, militando in società locali e in altre regioni, tra le migliori sulla piazza italiana. È stata la prima donna in provincia di Foggia a giocare con gli uomini.

Nel 2019 la conoscemmo con un’intervista, “Simona Lapomarda, la calciatrice mattinatese che gioca in Spagna”, dove raccontò la sua vita, le sue passioni, i suoi sogni, dove ha giocato e le scelte fatte per dare una sferzata vincente alla sua carriera. Ha vinto tanto e ce l’ha fatta. Oggi è in Spagna, nel F.C. Puerto del Carmen Lanzarote, squadra di calcio a 11, nel campionato regionale della provincia di Las Palmas e Gran Canarie. Quest’anno ha militato nel campionato nacional arrivando ai play off, purtroppo persi ed ha rifiutato anche una proposta calcistica in un’altra nazione. Tutto per inseguire un sogno, perché se non potrà realizzarlo in Italia cercherà di farlo in Spagna.

Ma Simona è tenace, non si arrende, ci crede e infatti, come avviene sempre per chi pratica sport, seppur con largo anticipo, pensa al dopo, sul suo futuro, desiderandolo in Italia a Mattinata, il suo paese.

Vorrebbe fondare una società di calcio femminile, dove lei sarebbe presidente. Per farlo ci vogliono soldi, e non pochi, oltre che una montagna di documenti, ma questo è l’ultimo dei pensieri di Simona. Quello primario è trovare fondi e partner. Ha chiesto aiuti alle istituzioni locali, a imprenditori e commercianti vari, ottenendo sempre esito negativo. Simona è una persona di umili origini, non è figlia di politici, di imprenditori, neanche di un mafioso poiché nella nostra terra bisogna anche metter in conto questa ultima spregevole parentela, e ottenere fondi non è una cosa semplice. Ci sono quelli europei, ma la spuntano sempre progetti molto articolati e con offerte lavoro a molte persone. Il sociale è sempre relegato. 

L’abbiamo incontrata nuovamente, con l’augurio che chi nelle istituzioni impegnate nel sociale la ascolti e la aiuti.


D: Innanzitutto come va Simona? Il periodo pandemico ti ha fermata calcisticamente?

R: Si tutto bene, Il periodo pandemico mi ha fermata da marzo a maggio 2020. Fortunatamente non ho perso nulla, anche perché ero in fase di recupero per un infortunio. Ora sono in forma e a differenza del campionato italiano, qui in Spagna abbiamo avuto a possibilità di continuare ad allenarci, ovviamente rispettando le normative di sicurezza sanitaria, distanza in primis. A Settembre abbiamo iniziato il campionato, terminato tre settimane fa purtroppo perdendo i play-off. Sinceramente posso dire che qui alle Isole Canarie non abbiamo sofferto tanto gli effetti della pandemia per la libertà di movimento, ma dal punto di vista sanitario è stato sentito come in altri paesi.

D: Hai parlato del tuo sogno, una società femminile di calcio, con te presidente, da fondare nella tua città natale, a Mattinata. Hai preso contatti?

R: Essendo stata la prima calciatrice che nella provincia di Foggia ha giocato assieme ai ragazzi, ho sempre desiderato di realizzare un progetto di calcio tutto al femminile. L'esperienza con il calcio maschile è stato fondamentale, e lo rifarei. Ma sono una donna e giocare al calcio è la mia passione, come del resto l'hanno altre donne, che è diventato un lavoro. Purtroppo le società maschili si approfittano di noi donne. Ecco che, dopo l'assenza istituzionale a Mattinata, decisi di realizzarlo a San Marco in Lamis, dove avevo trovato un gruppo disposto a sostenermi. All'inizio sembrava che andasse tutto bene, avevo una rosa ampia di calciatrici che credevano in me, in Simona Lapomarda. Poi la verità. Il gruppo sostenitore fatto di uomini iniziò a cambiar le carte in tavola e capii che la fine del progetto era vicino. Compresi che le promesse fatte erano solo un palliativo per appropriarsi del progetto e trasformarlo al maschile. Cosicché lasciai tutto, spiegando la verità alle ragazze e a malincuore andai via. Soffrii tanto. Avevo tutte le carte in regola, finanche l'ok della federazione. La Spagna fu l'ancora di salvataggio, dove alle Isole Canarie ritrovai serenità e soprattutto il calcio, come passione e soprattutto lavoro.

D: Da quanto hai detto la finalità oltre che sportiva sarebbe sociale. In altre parole ti piacerebbe far praticare sport a ragazze con difficoltà motorie, diversamente abili, con problemi inclusivi, che lo sport fa superare. Giusto?

R: Mi piacerebbe che il calcio non sia solo un ritrovo dove ragazze e ragazzi possano giocare e divertirsi. Vorrei che il mio progetto con una società sportiva sia il punto di riferimento a chi piace lo sport, la casa di tutti, di chi è meno fortunato non solo fisicamente per problemi motorii e diversamente abili, anche per chi non ha possibilità economiche. Voglio una società sportiva inclusiva a 360°. Mi piacerebbe fosse anche un riferimento per quei ragazzi con problemi familiari legati alla mafia e ala droga, che invece di delinquere possano imparare una disciplina sportiva, per trasformarla prima lontananza dalla criminalità, poi in opportunità e infine in lavoro. Il sociale rende e ti rende una persona migliore e libera.

D: Nel racconto fatto prima di questa intervista, è stato colto un particolare, quello delle difficoltà nel fondare la società, ottenere fondi. Ha chi ti sei rivolta per chiedere questo sostanziale aiuto? E qual è stato il risultato?

R: A Mattinata avevo preso contatti. Ma l'esistenza di solo società di calcio maschile limitava il tutto, anche perché qui il calcio è solo giovanile. Con il mio progetto volevo dare la possibilità al mio paese di ritornare a credere nello sport come volano per un'esistenza migliore dei giovani. Al tempo ne avevo parlato con tutte le figure istituzionali, con gli imprenditori cui avevo chiesto un semplice e piccolo aiuto economico, con una quota mensile e non le solite richieste di migliaia di euro. La proposta fu anche quella che chi aderiva diventava socio e dirigente della società calcistica femminile. Purtroppo io con il mio umile lavoro da barista non avrei potuto finanziare tutto, ma avrei contribuito con una mia quota, oltre qualche sponsor. All'inizio le persone contattate erano favorevoli, poi quando dovevano concretamente finanziare, cacciare i soldi, son sparite. Rimasi sola e delusa. Lì capii che non avrei realizzato nulla. Spero davvero a cuore aperto che Mattinata possa cambiare, migliorarsi e crescere su queste tematiche. Un paese, come del resto tanti altri e non solo della Capitanata, dove vanno avanti sempre le solite persone, i figli di importanti personaggi, nel bene e nel male. Chi mi conosce bene io sono una persona determinata, non mollo mai e farò di tutto affinché il mio sogno diventi realtà.

D: Simona, forse di ritorno in Italia per realizzare il tuo sogno, che è quello per aiutare tante ragazze, dovrai metter mano alle tue tasche. Vorresti lanciare un appello, nella speranza che venga letto e colto da chi è impegnato nelle istituzioni che lavorano per il sociale, il welfare, l’inclusione?

R: In verità questo progetto non è facile da realizzare. Non dobbiamo nasconderci dietro l'entusiasmo perché la realtà e altra e tortuosa, ma percorribile e superabile. In questi giorni ne parlavo con alcune mie colleghe e amiche spagnole per vedere la fattibilità del progetto qui in Spagna. Ma farlo nella tua terra, a Mattinata, è davvero il sogno realizzato, che ti rende orgogliosa per il bene di altri. Ma ho anche compreso che se un giorno ritornerò in Italia, e lo farò solo per realizzare il progetto perché qui sto bene, dovrò da sola affrontare sacrifici, mettendo mano alla mia tasca se voglio costituire una società sportiva di calcio femminile. Sarebbe anche meglio giacché nessuno si può intromettere, nessuno può dirti come e quando fare, nessuno ti potrà più illudere. Ovviamente dovrò sempre trovare degli sponsor e dirigenti assunti, ma questo è un aspetto puramente contrattuale. Perciò il mio appello è rivolto alle istituzioni locali, a quelle persone che con cariche importanti, sia politiche, sia istituzionali, sia imprenditoriali, possano dar seguito a questo progetto. Chiedo aiuto, una mano, che altro non è uno strumento per ridare speranze a giovani in cerca di futuro, quello sano, libero e nella totale legalità. Il mio è un progetto che valorizza le persone, le ragazze, lo sport, l'inclusione e la socializzazione. Il mio sogno è anche quello di giocare con la nazionale di calcio femminile, indossare la mitica e sempre desiderata maglia Azzurra. La Spagna mi ha dato tanto e sportivamente è diversa dall'Italia. Infatti, qui c'è chi ti osserva e sceglie, come avviene in Italia da Roma in su ma non da Roma in giù. E ciò è una falla in un sistema sportivo che permane da decenni, salvo che non ci sia una squadra del sud dell’Italia che milita nella massima categoria, altrimenti sei destinata a rimanere nell'ombra, pur avendo doti calcistiche eccellenti. È questione di mentalità, di agenti che non valorizzano le calciatrici, di società maschili che predominano. Auguro a tutti buona vita.

Bene Simona, altre parole diverrebbero superflue al fine preposto. Nell’attesa di vederti con la mitica maglia Azzurra e soprattutto presidente di una società di calcio femminile, ti ringraziamo per aver la fiducia accordata e per la nobile proposta in favore di chi è meno fortunata. L’augurio che qualche nostro rappresentante istituzionale prenda a cuore il progetto e ti aiuti a realizzarlo. Grazie di cuore.

lunedì 11 novembre 2019

Viale Giotto, vent’anni e sembrano ieri

Chi porta nel cuore questa sanguinante incurabile ferita, è unito dagli stessi sentimenti, dalle stesse emozioni, da ricordi che ti lacerano il pensiero, da quella sordida e latente rabbia dell’evitabile errore umano che non ha giustificazioni. [N. B.]

Vent’anni e sembrano ieri, e Foggia ricorda, e piange, ma vive.

19 secondi della nostra vita che si sono sbriciolati con i nostri cari. Quelle colonne di grigia polvere acre, che ha imbiancato i nostri volti, le nostre labbra paralizzate all’orrendo scenario cui non potevamo far nulla, otturando le narici inumidite dalle lacrime, ritornano in mente come fantasmi intrappolati da quel fragile cemento.

Sembra ieri, appunto, quando alle ore 03 e 12 minuti Foggia è stata ferita indelebilmente, dilaniata per la seconda volta dopo i bombardamenti. Ognuno di noi quell’11 novembre del 1999 ha perso qualcuno, anche qualcosa, soprattutto un parente o un amico o un conoscente. L’ha pianto.

Il ricordo è vivido, lacera il cuore di ogni foggiano straziato per sempre. L’inferno salì in Terra, portando la morte. Lamenti, urla, sangue, corpi martoriati tra lamiere contorte e fiamme gialle pallide, azzurre, blu e viola, di gas assassini si mescolavano alle grida di chi a mani nude cercava una vita da salvare e alle continue e assordanti sirene di ambulanze che affollavano viale Pinto e a quelle dei Vigili del Fuoco giunti da ogni dove. Un ricordo che ci induce a visitare quella piazza, che ci porta al cimitero per osservare dove son sepolti i 67 Angeli di Viale Giotto. Bambini, giovani, donne e uomini ricordati da 67 camelie che a novembre fioriscono come anime candide, che rivivono al civico 120.

Vent’anni e le unghie di molti di noi sembrano ricordare quelle terribili e interminabili ore, alla ricerca di sopravvissuti, sporche di terra, doloranti e sanguinanti, desiderose di rubare alla morte anche una vita inconsapevole di quell’errore umano.

Guardi la piazza e ricordi le macerie. E la mente ritorna a quel tempo; è inevitabile.

È come un film che ti rimane impresso, dove le scene più cruente sovrastano quelle più dolci, le stesse che ti martellano la testa, che a volte ti fa impazzire perché eri lì e non potevi far più nulla. Ti sforzi di pensare ad altro, ma i volti di chi quel giorno ha marcato le nostre menti, quelli che scavavano con le mani e di chi cercava un sospiro e un lamento, si rincorrono nei ricordi, gli stessi di corpi martirizzati, mutilati, inermi. Non puoi farne a meno.

Poi osservi il grande bronzeo cuore e leggi i nomi dei 67 Angeli, e ti vien in mente un parente, un amico, un conoscente. Le lacrime ti ribagnano quelle narici e quelle labbra vent’anni fa impolverate e paralizzate, che oggi si chiedono «perché?», che gridano ancora giustizia.

Ma bisogna andar avanti. La vita continua. E con essa la memoria, per non dimenticare, perché erano, sono e rimarranno nostri fratelli e nostre sorelle, 67 Angeli, quelli di Viale Giotto.

#VialeGiotto #pernondimenticare #GliAngelidiVialeGiotto

Ad Maiora!

©NicoBaratta all rights reserved - Tutti i diritti riservati

domenica 7 aprile 2019

Foggia. “Desiderata”, il “concerto in versi” delle poesie di Nino Abate


Nella splendida e fastosa Sala Fedora, presso il Teatro Umberto Giordano a Foggia, venerdì 12 aprile 2019, alle ore 17:30, andrà in scena “Desiderata”, sonata per sax soprano e orchestra, con letture poetiche dei componimenti di Adolfo Nino Abate.

Organizzata dalla Fidapa BPW Italy, sez. Foggia Capitanata, e dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Foggia, la serata sarà offrirà uno spettacolo tra cultura, musica e poesie.

L’introduzione è affidata a Rosa D’Onofrio, Presidente Fidapa BPW Italy, sez. Foggia Capitanata, mentre i saluti saranno a cura della dott.ssa Anna Paola Giuliani, Assessore alla Cultura del Comune di Foggia.  Maria Teresa Infante, poetessa  e scrittrice, curerà la presentazione critica delle poesie proposte, che verranno lette da Rosa D’Onofrio con brani musicali eseguiti al pianoforte dal M° Andrea Di Napoli.

La serata sarà l’occasione per ascoltare poesie, dove l’autore illustrerà la struttura dei diversi componimenti del “concerto in versi”.

©NicoBaratta all rights reserved

martedì 26 marzo 2019

È sul tetto d'Europa. Il foggiano Romano Baratta Lighting Studio insignito del prestigioso premio "Designer Awards"


Per la categoria "Lighting Designer of the Year 2019" for Northern Italy il Lighting Studio di Romano Baratta, foggiano D.O.C., ha ricevuto il prestigioso premio che colloca il giovane ligthting designer e light artist sulla vetta d'Europa.

Il premio è indetto dalla nota rivista inglese di settore LUXlife che analizza il lavoro e la qualità progettuale degli studi di lighting design nelle varie nazioni. Lo studio suddetto è stato giudicato il migliore nel Nord Italia ed essendo risultato primo tra quelli analizzati in tutta Europa, figura il migliore nel continente.

«Questo progetto ci onora e ci premia per l’immensa dedizione che dedichiamo al miglioramento dell’illuminazione negli spazi - ha affermato Romano Baratta, contattato dalla Redazione -. La continua ricerca è alla base del nostro modo di operare. Per noi la luce non è solo tecnica ma è soprattutto benessere e identità. La nostra volontà è di offrire sempre nuovi modi di intendere lo spazio e aprire nuove frontiere dell’esperienza ambientale. Comunicare e rendere lo spazio un luogo dove l’eleganza e la bellezza si manifestano - ha chiosato il giovane lighting designer e light artist -».

#orgogliofoggiano

LIFE.   LIGHT
light art ‘n lighting design

Romano Baratta Lighting Studio
light art & lighting design

worldwide selected Study

International Lighting Design Survey 2017 and 2018.
Arc magazine. UK

40underForty. Lighting Magazine. UK
Among the best 40 lighting designers in the world

lunedì 4 marzo 2019

Forse… forse si volerà dal Gino Lisa. Il ministro Toninelli firma e sblocca lo stallo perdurante del fermo dello scalo foggiano

È notizia dell’ultima ora. Il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Danilo Toninelli, ha firmato lo sblocco della vertenza che bloccava l’ampliamento della pista dell’aeroporto civile di Foggia, il Gino Lisa.

«Dopo tanto tempo sprecato per carenze istruttorie da parte dei sottoscrittori dell’accordo, ovvero Regione Puglia e la società di gestione aeroportuale, si è finalmente arrivati a un punto di chiusura e la Direzione preposta del MIT ha dato l’approvazione a istituire nello scalo di Foggia un SIEG, Servizio di Interesse Economico Generale» è la dichiarazione rilasciata alla stampa da Toninelli subito dopo aver posto in calce la firma.
Una dichiarazione che mitiga i malumori diffusi in queste ore dopo l’annullamento della visita del Ministro in Terra di Capitanata per risolvere l’annosa vicenda che si protrae da anni, tanti anni.
«Sono soddisfatto del risultato raggiunto. Ora mi auguro che la Regione e la concessionaria si adoperino per raggiungere al più presto l’obiettivo dell’ampliamento prospettato, che darà all’aeroporto di Foggia possibilità di crescita sia in qualità di centro operativo della Protezione civile, sia per il rilancio del turismo del territorio circostante» la chiosa finale del Ministro.

Foggia Fencing 2019. Campionati Europei Giovanili. L’Italia chiude in vetta all’Europa

 Il manifesto dei campionati (foto Foggia Fencing 2019)

Buono l’inizio, ottima la fine. È così che per li azzurrini della scherma italiana si son chiusi i Campionati Europei Cadetti e Giovani Foggia Fencing 2019. In totale ha vinto ben 25 medaglie, con 9 ori, 6 argenti e 10 bronzi. Un palmarès di tutto rispetto, che inorgoglisce i nostri schermidori, la Federscherma, il Circolo Schermistico Dauno che ha contribuito con i suoi tre atleti a vincere medaglie in particolare quelle d’oro e chi a Foggia ha realizzato e collaborato ai campionati.

Nell’ultima giornata, del 03 marzo 2019, sulle pedane delle finali son salite altre tre squadre italiane, cui una ha vinto l’oro. Questa volta è stata la squadra di fioretto femminile, con Serena Rossini, Martina Favaretto, Marta Ricci e Serena Puglia, a imporsi sulla Russia con il punteggio di 45 a 34. E sugli spalti è stata celebrata l’ennesima festa, un tripudio di applausi, di incitamenti, gli stessi che hanno accompagnato per dieci giorni, presso la Fiera di Foggia, tutte le competizioni, in particolare quelle italiane.

Foggia Fencing 2019 ha vinto, non solo col medagliere colmo e per tecnica elevata di qualità, bensì nell’organizzazione e tra gli spalti, con affluenze alte e tanto calore degli spettatori.

Oltre 1200 atleti, per 41 nazioni europee, che di giorno in giorno hanno regalato allo sport italiano puro agonismo e un futuro vincente per le promesse nazionali assolute.

Tra le altre gare a squadre durante la giornata di chiusura si sono evidenziati quella della sciabola maschile, con il quartetto formato da Matteo Neri, Giacomo Mignuzzi, Michele Gallo e Lorenzo Roma, battuta in finale dalla Francia per 45 a 40, è medaglia d’argento. Secondo posto anche per la squadra di spada maschile, composta da Davide Di Veroli, Gianpaolo Buzzacchino, Daniel De Mola e Giacomo Gazzaniga, che in finale cedono alla Polonia per solo un punto, 40 a 39.

Un campionato chiuso con una cerimonia semplice ma molto significativa, con il passaggio di consegne tra Foggia e la città di Porec, in Croazia, prossima sede europea dedicata ai Campionati Cadetti e ai Giovani 2020.

Insomma, per Foggia “buona la prima”, e vuol dir tanto. Il «Siate accoglienti» rivolto dagli organizzatori ai foggiani all’inizio del campionato è stato rispettato. La Capitanata tutta ha vinto e con essa tutta l’organizzazione del Comitato foggiano con a capo il suo “deus ex machina” Renato Martino.

Tutte le info e il programma completo è visibile online al sito www.foggiafencing2019.it/it

MEDAGLIERE ASSOLUTO


NAZIONE Totale
ITALIA 9 6 10 25
Russia 5 11 7 23
Ungheria 5 3 5 13
Germania 2 0 1 3
Francia 1 2 4 7
Polonia 1 0 2 3
Turchia 1 0 0 1
Ucraina 0 1 1 2
Austria 0 1 0 1
Bulgaria 0 0 1 1
Croazia 0 0 1 1
Finlandia 0 0 1 1
Gran Bretagna 0 0 1 1
Svezia 0 0 1 1
Georgia 0 0 1 1

MEDAGLIERE CADETTI
NAZIONE Totale
ITALIA 4 1 7 12
Russia 3 5 3 11
Ungheria 3 3 3 9
Germania 1 0 1 2
Turchia 1 0 0 1
Ucraina 0 1 1 2
Francia 0 2 0 2
Polonia 0 0 2 2
Croazia 0 0 1 1

MEDAGLIERE GIOVANI
NAZIONE Totale
ITALIA 5 5 3 13
Russia 2 6 4 12
Ungheria 2 0 2 4
Francia 1 0 4 5
Germania 1 0 0 1
Polonia 1 0 0 1
Austria 0 1 0 1
Gran Bretagna 0 0 1 1
Svezia 0 0 1 1
Georgia 0 0 1 1
Bulgaria 0 0 1 1
Finlandia 0 0 1 1

©NicoBaratta all rights reserved - Tutti i diritti sono riservati

martedì 26 febbraio 2019

Foggia Fencing 2019. Campionati Europei Giovanili. Doppio oro con la sciabola e la spada. Ancora un oro foggiano targato Nardella

 L'Italia della sciabola e spada per doppio oro a Foggia Fencing 2019 - foto FederScherma -

Non si placa la fame di oro degli schermidori italiani, quelli giovanili. Il sanseverese Emanuele Nardella, dopo quella individuale, nella sciabola a squadre ha conquistato la seconda medaglia d’oro ai Campionati Europei Giovanili che in questi giorni, con Foggia Fencing 2019, sta avendo successo a Foggia.

Insieme ai suoi tre compagni Marco Abate, Giorgio Marciano e Pietro Torre, Nardella nella finale ha sconfitto la Russia con il punteggio di 45 a 3. Oro anche per la spada maschile a squadre. Quattro ori per i Cadetti italiani, che con un argento e sette bronzi, è al comando della classifica del medagliere.

Emanuele Nardella, tesserato per il Circolo Schermistico Dauno, pertanto orgoglio foggiano, non è l’unico ad aver conquistato l’oro nella giornata odierna.

Anche nella specialità della Spada maschile a squadre è stato portato a casa un oro. Dario Remondini, Simone Mencarelli, Filippo Armaleo ed Enrico Piatti, i quattro spadisti, battendo per 45 a 34 in finale l’Ungheria, ha ampliato il palmarès del medagliere azzurrino, portandolo in totale a dodici medaglie.

Il fioretto femminile a squadre, invece, si è dovuto accontentare del quinto posto, una squadra di prestigio composta da Matilde Calvanese, Margherita Lorenzi, Lucia Tortelotti e Giulia Amore, che si sono arrese, per ora, alla Francia nei quarti col punteggio di 37 a 36.

Tutte le info e il programma completo è visibile online al sito www.foggiafencing2019.it/it

©NicoBaratta all rights reserved - Tutti i diritti sono riservati

sabato 23 febbraio 2019

Foggia Fencing 2019. Campionati Europei Giovanili. Emanuele Nardella conquista l’oro. San Severo e la Capitanata in cima all’Europa

 Emanuele Nardella Foto Bizzi teamFederscherma
Apoteosi in casa foggiana. Il sanseverese Emanuele Nardella è campione europeo di sciabola nella categoria cadetti. Tesserato Circolo Schermistico Dauno, e buon sangue non mente, il Nardella si è imposto in finale per 16 a 6 sul connazionale Pietro Torre.

Un podio tutto azzurro con Nardella sul gradino più alto, Torre d’argento e bronzo per Giorgio Marciano. Sabato da incorniciare quello che oggi a Foggia ha confermato che la scherma italiana è tra le migliori al mondo e quella foggiana al suo apice.
Meno fortunata l’azzurrina Gaia Caforio sconfitta dalla ungherese Buki.
Tutte le info e il programma completo è visibile online al sito www.foggiafencing2019.it/it

©NicoBaratta all rights reserved - Tutti i diritti sono riservati

Foggia Fencing 2019. Campionati Europei Giovanili. Due medaglie nel palmarès azzurro. La foggiana Carella conquista il bronzo

 - Gaia Pia Carella ph.pianetascherma.com -

L’avvio è stato tra i migliori. Dopo l’incantevole e coinvolgente, ben fatta, cerimonia di apertura dei Campionati Europei Cadetti e Giovani, che si stanno svolgendo a Foggia presso i padiglioni del quartiere fieristico, è arrivata la medaglia. Ne sono arrivate due, di bronzo, che aumentano il palmarès azzurro. A conquistarle sono stati due cadetti. La nostra amata conterranea Gaia Pia Carella nella disciplina della sciabola femminile Under 17 e quella del toscano Tommaso Martini, bronzo nel fioretto maschile.

Un esordio in Terra di Capitanata che augura agli “azzurrini” un fruttuoso campionato. Del resto la scherma italiana è stata sempre ai vertici mondiali dello sport, con una fucina di tutto riguardo messa in campo dal Circolo Schermistico Dauno.

La platea è stata molto calorosa, attenta e coinvolgente durante il match tra la Carella e la turca Nisanur Erbil che si è imposta nella semifinale per 15 a 5. La nostra atleta, tuttavia, ha sfornato colpi su colpi, arrivando in semifinale dapprima battendo bielorussa Alisiya Malazhavaya per 15 a 9, poi nei quarti battendo per 15 a 10 l’ucraina Sofiya Golovkina. Un dato da porre in evidenza: la Erbil poi ha vinto l’oro, così da avvalorare ancor più il terzo posto di Gaia Pia. Nativa di San Giovanni Rotondo ma sanseverese di vita trascorsa, la Carella è tesserata per la AD Champ Napoli.

Egual merito va all’azzurrino Tommaso Martini, terzo nel fioretto maschile contro al tedesco Arwan Borowiak, che in semifinale  si è imposto per 19 a 9. Anche qui Martini si è battuto contro chi poi ha vinto l’oro.

Tra le “azzurrine” che ieri hanno gareggiato ci sono anche Benedetta Fusetti, eliminata per 15 a 13 dalla russa Vlada Plekhanova negli ottavi di finale. Stessa sorte per Federica Guzzi Susini uscita ai sedicesimi per 15 a 13 contro la sciabola dell’ucraina Golovkina. Mentre Lucrezia Del Sal non è riuscita a superare la turca Tugce Kaya, dopo un avvincente duello ultimato sull’ultima stoccata.
Gli “azzurini” ieri impegnati sulle pedane foggiane, oltre al medagliato Martini erano tre, purtroppo eliminati. Si tratta di Giuseppe Franzoni uscito a un passo dal podio per 15 a 12 contro il croato Borna Spoljak, dopo aver superato negli ottavi un suo connazionale, Damiano Di Veroli, superandolo per 15 a 12. Giulio Lombardi si è fermato al primo turno contro il britannico William Lonsdale per 11 a 10.

Tutte le info e il programma completo è visibile online al sito www.foggiafencing2019.it/it

©NicoBaratta all rights reserved - Tutti i diritti sono riservati

Advert

Somblera Fitness

Seguici su FB

Advert

Somblera fitness

News Liquida

Powered by Blogger.

Culttime blog 2.0

Contatti Feed RSS Facebook Twitter pinterest Tumblr Facebook

Visite

free counters

Social

http://www.wikio.it
BlogItalia - La directory italiana dei blog
Personal-Journals blog