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mercoledì 9 gennaio 2019

A Vico del Gargano, rifiuti, dal 14 gennaio potenziato il nuovo porta a porta


Il servizio è stato esteso anche alle frazioni balneari di San Menaio e Calenella. Più giorni a disposizione per il ritiro di umido, vetro e ingombranti. Parte anche il servizio di vigilanza ambientale delle GEV

Nuovo anno, nuovo servizio di raccolta porta a porta: a Vico del Gargano, da lunedì 14 gennaio 2019, comincerà il nuovo servizio della raccolta differenziata dei rifiuti porta a porta. La prima novità è che, finalmente, il porta a porta riguarderà anche le frazioni balneari di San Menaio e Calenella. “Grazie a un ulteriore sforzo da parte dell’azienda dei rifiuti, concordato con l’Amministrazione comunale, il servizio è stato potenziato ed esteso senza alcun costo aggiuntivo per le casse comunali e, dunque, senza nessun altro onere per i cittadini”, ha spiegato Silvio Matano, presidente del Consiglio comunale e assessore all’Ambiente.

LE NOVITA’ IN SINTESI. Come detto, la novità più importante è l’estensione del porta a porta, finora previsto solo per Vico del Gargano, anche alle frazioni balneari di San Menaio e Calenella. I giorni dedicati alla raccolta dell’umido passano da 3 a 4 alla settimana: sarà ritirato anche il sabato. Gli ingombranti e il vetro saranno ritirati una volta la settimana e, non più, come avvenuto finora, ogni 15 giorni. La plastica sarà ritirata il giovedì, non più il sabato.
LA CAMPAGNA DI INFORMAZIONE. Con l’affissione dei manifesti, è da circa un mese che è partita la campagna di informazione rivolta ai cittadini. L’esigenza del nuovo servizio potenziato raccoglie proprio le tante richieste giunte all’Amministrazione comunale da parte dei vichesi. Sono due i principali obiettivi delle novità messe in atto: il raggiungimento del 65% di raccolta differenziata, per centrare la soglia utile a ottenere premialità; il miglioramento dei livelli di igiene e di decoro in tutto il territorio comunale.

ENTRANO IN AZIONE LE GUARDIE ECOLOGICHE VOLONTARIE.
Contemporaneamente alla partenza del nuovo calendario della raccolta differenziata, prenderà il via anche il servizio di vigilanza ambientale per contrastare l’abbandono dei rifiuti in paese e nel territorio comunale. Il servizio sarà svolto dalle Guardie Ecologiche Volontarie di Capitanata, con le quali, appena un mese fa, l’Amministrazione comunale ha stipulato una convenzione. Le Guardie Ecologiche di Capitanata GEV sono volontari giurati. Dopo un corso di specializzazione organizzato dalla Provincia di Foggia, hanno conseguito il titolo di polizia amministrativa, a tutti gli effetti di legge e con regolare rilascio della Prefettura di Foggia. Opereranno in collaborazione con la Polizia Municipale e potranno emettere sanzioni amministrative nei riguardi di chi compie reati contro l’ambiente. Le GEV di Capitanata sono normate dalla LEGGE REGIONALE 28 luglio 2003, n. 10 "Istituzione del servizio volontario di vigilanza ecologica" Regione Puglia. Il Comune di Vico del Gargano è il primo Comune della Provincia di Foggia ad adottare questo servizio di vigilanza ambientale a tutela dei propri cittadini, del territorio e della comunità tutta.

domenica 12 agosto 2018

L’INTERVISTA. E.R.A. Guardie Zoofile Ambientali, a Foggia e per Foggia. Ce ne parla il Comandante Nino Valenti

di Nico Baratta


Dovrebbe averla ogni città d’Italia. I suoi servizi, anno dopo anno, non solo ha migliorato la qualità della vita dei cittadini, bensì ha contribuito a rendere la città di Foggia più responsabile. Certo, tutti vorremmo che si faccia di più. Ma da un gruppo di volontari che lavorano come dipendenti comunali, senza retribuzione, solo per amore verso la città, la natura, gli animali, non possiamo pretendere ciò che non gli spetta. Eppure le Guardie Zoofile e Ambientali dell’E.R.A. di Foggia lo fanno. Sempre in mezzo alla gente, attenti a tutto e tutti, collaborando gomito a gomito con le Forze dell’Ordine e in particolare con la Polizia Municipale, sono quelle donne e quegli uomini vestiti in grigio-verde che vediamo laddove c’è un problema. La sezione di Foggia dell’E.R.A. Guardie Zoofile e Ambientali è nazionale ed è attiva 24 ore su 24 su tutto il territorio della Capitanata. Molte volte la vediamo adoperarsi per il servizio d’ordine di eventi cittadini, sempre attiva per il controllo e tutela degli animali e dell’ambiente. Ma sono anche Protezione Civile e Polizia Giudiziaria, perciò composta da personale addestrato a tal fine. L’ultimo intervento, in ordine cronologico, è la messa in sicurezza e bonifica di un’area cittadina interessata da rifiuti pericolosi. Difatti il 03 agosto 2018 l’E.R.A. è stata impegnata, congiuntamente con al Polizia Municipale di Foggia, a mettere in sicurezza alcuni pannelli di amianto abbandonati da ignoti in prossimità dei cassonetti dei rifiuti, precisamente in Via Giulio De Petra. Come al solito chi abbandona non si rende conto, o lo sa e fa finta di nulla, della grave gesto che compie. I pannelli di amianto sono pericolosi, nocivi per la salute pubblica ma solo dopo il loro sgretolamento, e non come spesso si legge quando sono compatti. Una precisazione che l’E.R.A. ha voluto fornire qualche giorno più in la sulla sua pagina social di facebook, dopo alcuni post allarmistici.

«I recenti ritrovamenti di lastre di eternit in città stanno provocando allarmismi tra i cittadini e, per questo motivo, riportiamo qui di seguito un articolo di ARPA Veneto che spiega in maniera molto semplice quando l'eternit può essere pericoloso e quando no - ha precisato l’E.R.A., di Foggia-. L’amianto è pericoloso solo quando le fibre di cui è composto possono essere inalate. Non emette radiazioni e gas tossici. Se l’amianto è COMPATTO: non esistono particolari rischi per la salute.
Il materiale è duro e può essere sbriciolato o ridotto in polvere solo con l’impiego di attrezzi meccanici (dischi abrasivi, frese, trapani..). Le fibre sono molto legate in una matrice stabile e solida per cui difficilmente si liberano. Se l'amianto è compatto, come nel caso di materiali in cemento amianto (eternit), le fibre sono legate in una matrice solida per cui difficilmente si liberano. Lo stesso D.M. 6/9/94 Min. Sanità al punto 7 riporta: “Le lastre piane o ondulate di cemento-amianto, impiegate per coperture in edilizia, sono costituite da materiale non friabile che, quando è nuovo o in buono stato di conservazione, non tende a liberare fibre spontaneamente”. Se l’amianto è FRIABILE: esiste il pericolo di inalarne fibre.
Il materiale che contiene amianto può essere facilmente sbriciolato o ridotto in polvere con la semplice pressione manuale. In tal caso le fibre di amianto sono libere o debolmente legate.
Le fibre che si liberano sono talmente sottili da rimanere in sospensione nell’aria anche a lungo e risultare facilmente inalabili. Anche i materiali contenenti amianto compatto possono diventare un rischio se abrasi o danneggiati».

Assodato ciò, abbiamo voluto incontrare il Comandante delle Guardie Zoofile e Ambientali dell’E.R.A. di Foggia, il sig. Nino Valenti, che gentilmente ci ha rilasciato un’intervista.

 D: Buongiorno Comandante Valenti, ci illustra cosa è l’ dell’E.R.A. Guardie Zoofile e Ambientali?

R: Mi fa piacere che alcuni della stampa si occupino delle nostre attività. La nostra associazione è prettamente costituita da Guardie Zoofile e ambientali, che fanno funzione di Protezione Civile e AIB -Campagna Antincendi Boschivi- per la Regione Puglia. Siamo un'associazione impegnata su molti fronti. Oltre a difendere i diritti degli animali, soccorrerli, aiutare loro e chi se ne occupa, siamo impegnati anche sul fronte ambientale. Per esempio questo è il periodo dove il nostro impegno è anche catalizzato dagli incendi boschivi come Protezione Civile. A tal argomento voglio rimarcare l'impegno dei colleghi del Salento che in collaborazione con la Regione Puglia che ogni giorno affrontano i problemi legati agli incendi dei boschi.

D: Operate solo su Foggia e provincia. Avete una convezione con gli Enti locali?

R: Sul territorio abbiamo una convenzione con il Comune di Foggia, in particolare per l'ambiente e gli animali, per l'esatta e corretta gestione degli animali domestici. Il nostro lavoro, e perciò impegno, credo -ma ne sono certissimo- conferisca lustro alla città di Foggia, al Sindaco Franco Landella che ha creduto e crede in noi, all'Assessorato all'Ambiente amministrato con dovizia da Francesco Morese. Ciò ci inorgoglisce, ci da fiducia e noi, altrettanto, lo facciamo per Foggia, i foggiani e chi amministra questa nostra bella città, rendendoci attivi H24 sul territorio, e per tutta la sua provincia.

D: Impegnati a tutela degli animali e dell’ambiente. Ma ci risulta che svolgete altri servizi, come per esempio controllo di alcune aree cittadine e extraurbane?

R: Vigiliamo il Parco dell'Incoronata che, come sappiamo, spesso è funestato da rifiuti abbandonati nelle aree pic-nic, otre che pericoli da incendi. Proprio in questo periodo di Ferragosto saremo impegnati con i Rom che sosteranno nell'area del santuario e noi vigileremo affinché vi sia legalità e rispetto del luogo, dei pellegrini. Come pure la nostra presenza è quotidiana nella Villa Comunale di Foggia, come voluto dal Sindaco Landella e l'Assessore Morese, in aiuto alle Guardie Giurate, per il decoro e la tutela del bene pubblico e i comportamenti di chi viola leggi e regole di buona educazione. Preciso che grazie a noi nella villa son state arrestate quattro persone per atti osceni in luogo pubblico.

D: Non solo da soli sul territorio, anche collaboratori molto attivi con le Forze dell’Ordine. A tal fine abbiamo saputo che svolgete anche funzione di Polizia Giudiziaria.

R: Infatti collaboriamo bene con la Polizia Municipale e le Forze dell'Ordine, avendo anche funzione di Polizia Giudiziaria per alcuni casi come quelli che rientrano nella Legge del 20 luglio 2004, n. 189, ovvero "Disposizioni concernenti il divieto di maltrattamento degli animali, nonché' di impiego degli stessi in combattimenti clandestini o competizioni non autorizzate. Un’attività che portiamo avanti con molto impegno perché la protezione degli animali, la cura della loro salute, della loro gestione, è un nostro punto fondamentale. Difatti siamo tra quelli che controllano se un animale domestico, per esempio il cane, ha il microchip. Lo stesso dicasi per l'Ambiente cui il Comune di Foggia ci ha conferito funzione di P.G. e ammnistrativa, con elevazioni di sanzioni.

D: Polizia Giudiziaria vuol dire anche arrestare chi viola le leggi oltre che sanzionare e svolgere indagini. Ce ne può parlare?

R: Un conferimento che ci onora quello di svolgere P.G. secondo la legge prestabilita, perciò anche con funzioni investigative che portiamo a termine. Una funzione che spesso ci porta a assolvere compiti delicati e pericolosi. Preciso che grazie a noi nella villa comunale di Foggia son state arrestate quattro persone per atti osceni in luogo pubblico.

D: Una bella soddisfazione quella pocanzi descritta. Ma non credete che il cittadino non sia tanto consapevole della vostra funzione, per la sua importanza e professionalità? Comandante vuol dire a tuti noi qual è la Mission dell’E.R.A. Guardie Zoofile e Ambientali?

R: Noi, come molti sanno e hanno compreso, siamo molto attivi sul territorio di Foggia e provincia. Preciso che non siamo guardie repressive ma educatrici del cittadino. Ciò significa che siamo attivi per qualunque suggerimento e, umilmente mi permetto di dire, di consiglio per come comportarsi nel conferimento dei rifiuti, anche per quelli edilizi risultanti da lavori spesso non con i dovuti permessi. Tutti sappiamo che tali rifiuti sono abbandonati in periferia sul ciglio stradale e altre zone nascoste, formando tante piccole discariche abusive, oltre che dannose per l'ambiente, pericolose per la salute pubblica. Si veda l'ultimo intervento avvenuto a Foggia in via De Petra dove venerdì 3 agosto 2018 ci è stata segnalata la presenza di pannelli di amianto abbandonati da ignoti in prossimità di cassonetti dei rifiuti. Ebbene noi, Guardie Zoofile E.R.A. con la Polizia Municipale, abbiamo provveduto a mettere in sicurezza i luoghi, sigillando ermeticamente le lastre in modo da evitare la dispersione di fibre nocive per la salute, in attesa dell'intervento della ditta preposta alla rimozione ed allo smaltimento. Ricordo che il danno maggiore lo fanno le polveri di fibre che si disperdono nell'aria e poi respirate da noi umani, animali compresi.

D: Siamo venuti a conoscenza che presso il Comune di Foggia avete depositato una proposta di delibera per migliorare la sicurezza ambientale, salutare e cittadina. Parlando con l’Assessore all’Ambiente, il dott. Francesco Morese, che ha speso belle parole per tutti voi e ciò che fate, ci è stato detto che la vostra proposta e molto interessante ma che deve essere vagliata anche e soprattutto dai vari organi di polizia poiché racchiude azioni precipuamente finalizzate al blocco della persona. L’Assessore si dice cautelarmente fiducioso e vi sostiene. Comandante Valenti ce ne vuol parlare?

R: Il nostro impegno è anche esteso alla, purtroppo, indecorosa attività che molti stranieri e concittadini indigenti svolgono rovistando tra i rifiuti. Tanto per intenderci siamo attenti a chi rovista nei cassonetti dell'immondizia. Questa è un’attività insalubre, nociva per noi umani, per gli animali e l'ambiente, perché veicolo di malattie. Una persona che raccoglie rifiuti poi li smista e una parte li abbandona laddove vive, mangia, dorme. Ciò porta a formare altre piccole discariche, spesso al chiuso, che destano l'attenzione di animali, insetti e diventano terreno fertile per la prolificazione di batteri, gli stessi che potrebbero trasmettere chi rovista tra i rifiuti, così infettando altre persone. Noi cerchiamo di attenuare il fenomeno, intervenendo e allontanando i soggetti rovistatori. Ma non è sufficiente perché ci vorrebbe una norma che disciplinasse ad hoc simil attività. C'è già ma noi abbiamo proposto al Comune di Foggia, all'Assessore Morese, una nostra proposta con un'Ordinanza sindacale che ci conferisca il mandato di togliere, a chi rovista, il materiale sottratto ai cassonetti, così da evitare quei pericoli pocanzi descritti. Noi siamo fiduciosi, attendendo la risposta del Sindaco e dell'Assessore. Inoltre, sarebbe un deterrente per chi si nasconde tra loro e in realtà potrebbe essere un potenziale criminale o una senza identità accertata. Infatti, molti di questi stranieri che rovistano, sono senza documenti e col nostro intervento, mediante quell'Ordinanza, potremmo segnalare alle Autorità Giudiziarie competenti tal soggetti. Un tesserino, per esempio quello del C.A.R.A. (Centro di accoglienza per richiedenti asilo) non è un documento valido di riconoscimento e molti di loro lo sanno.

D: Una proposta sostanziosa, che potrebbe far la differenza a Foggia. Speriamo bene. Comandante, allora, ci può riassumere dove oggi è presente la vostra associazione, che ricordo è no-profit, perciò volontaria, pertanto sorretta solo dall’impegno gratuito dei soci?

R: Siamo volontari. Noi Guardie Zoofile di E.R.A. Ambiente, del coordinamento provinciale di Foggia, cui la stessa città è sede nazionale, è presente in Italia con 135 sedi, credo che averne una nazionale a Foggia è motivo di orgoglio, oltre che sicurezza. Siamo dislocati su tutta la Capitanata. Le convenzioni stipulate con il Comune di Foggia servono esclusivamente per mantenere in essere le assicurazioni dovute, il mantenimento dei mezzi e strumenti in dotazione, carburante compreso, ovviamente.

D: Bene, siamo giunti alla fine. Comandante vuol dire qualcosa ai foggiani? Grazie per essere stato con noi.

R: Voglio rivolgere un appello a tutti i proprietari di animali domestici, in particolari i cani: non abbandonate il vostro fedele animale congiunto, perché lui è della vostra famiglia. Questo è il periodo più "caldo" sul fronte abbandono. Di segnalazioni, anche anonime, ce ne arrivano tante. Il nostro impegno a tal fine è esteso anche sulle strade urbane, extraurbane e autostradali, con controlli per l'abbandono degli animali, mettendole in sicurezza.

E.R.A. Guardie Zoofile e Ambientali - Foggia
Per informazioni, segnalazioni, denunce anche anonime rivolgersi a:
- Tutela Ambiente Animali, pronto intervento cell. +393703140603
- pagina Facebook: Guardie ERA Ambiente - Foggia Coordinamento Provinciale 


©NicoBaratta all rights reserved - Tutti i diritti sono riservati

sabato 16 giugno 2018

"Plastic Radar", Greenpeace contro l'abbandono della plastica in mare. Segnalalo su Whatsapp al +39 342 3711267 [VIDEO]

di Nico Baratta


Con "Plastic Radar" –segnala la plastica-, Greenpeace lancia la campagna contro l'abbandono della plastica in mare e lo fa invitando gli utenti di smartphone segnalandolo su Whatsapp al numero +39 342 3711267, messo a disposizione della stessa associazione.

Quanti di noi ogni giorno, in spiaggia o sugli scogli o in barca, mentre si gode il mare e il solleone, vede una bottiglia di plastica in mare? Credo molti!
E quanti di noi si adoperano raccogliendo quella bottiglia per conferirla nel giusto contenitore per l’immondizia?  Credo pochi!

Nel mare non ci sono solo bottiglie di plastica, bensì tanti oggetti della stessa materia. Senza elencarli tutti, e noi sappiamo quali sono (basterebbe elencare ciò che comperiamo ogni giorno per far un elenco dettagliato), quello che dobbiamo sapere e fare è tener pulito il mare.

Uno studio svolto da alcuni ricercatori, divulgato su scala mondiale dalla National Geographic e non solo, ha dichiarato che nell’Oceano Pacifico galleggia un’isola interamente composta da plastica.
Come riporta il web site della National Geographic Italia “La cosiddetta Isola di plastica del Pacifico (Great Pacific Garbage Patch, in inglese) è la più grande zona di accumulo di rifiuti galleggianti al mondo. È situata in corrispondenza del vortice oceanico subtropicale del Pacifico del Nord, in una regione dove le correnti superficiali formate dai venti creano una zona di convergenza dove si accumulano detriti naturali e di origine umana che possono rimanere intrappolati nel vortice  per vari anni. La maggior parte dei detriti sono frammenti di plastica di dimensioni microscopiche, ed escluse concentrazioni locali di rifiuti di grandi dimensioni, i detriti non sono visibili ad occhio nudo, tantomeno dallo spazio. Nel 2015 Ocean Cleanup lancia inoltre una grande campagna di raccolta dati nella zona centrale del vortice del Pacifico Nord: durante due mesi 18 imbarcazioni effettuano 652 campionamenti alla superficie dell'oceano, campionando sia micro che macrorifiuti (5-50 cm), e nell'anno successivo vengono svolte due campagne aeree che tramite 7.000 immagini offrono una stima della quantità di mega rifiuti  (> 50 cm) su 311 km2. I dati raccolti, pubblicati il 22 marzo scorso sulla rivista Scientific Reports, offrono la stima più robusta della massa di plastica accumulata nel vortice del Pacifico Nord, corrispondente a 79.000 tonnellate. Questo valore, calcolato con l'ausilio di modelli matematici di circolazione oceanica, è superiore di circa 16 volte rispetto ad una stima precedente (4.800 tonnellate) ottenuta da uno studio che aveva considerato solo le microplastiche, e 4 volte superiore rispetto ad uno studio (21.000 tonnellate) che aveva considerato micro e macroplastiche. Lo studio permette inoltre di stimare in 1,6 milioni di km2 la superficie del garbage patch, ossia 5 volte l'Italia e tre volte più estesa di uno studio precedente”.

Ebbene, quale occasione migliore per dar una mano alla natura affinché possa essere liberata da un materiale che noi esseri umani abbiamo progettato e poi modellato, la plastica appunto, che tanto fa ma tanto distrugge se utilizzato male.

Greenpeace quest’anno ci chiama nuovamente in causa. Lo fa ricordandoci che oltre a rispettare la natura, non buttando in mare la plastica ma conferendola nei dovuti raccoglitori preposti, possiamo segnalare la plastica in mare con un semplice messaggio. Del resto chi di noi non trascorre minuti, anzi ore, “whatsappando”?
Greenpeace, inoltre, sul suo sito web ci ricorda che “dopo aver inviato la segnalazione, getta il rifiuto nell’apposito cestino. Il mare ringrazia! Invia la foto del rifiuto in plastica e la sua posizione via Whatsapp, insieme scopriremo quali sono gli oggetti che inquinano il mare e a quali marchi appartengono”.

Visita il web site di Greenpeace: http://www.greenpeace.org/italy/it/Cosa-puoi-fare-tu/partecipa/plasticradar/ .

FI Monte Sant’Angelo, “Attacco di lupi e cinghiali, l’Amm.ne d’Arienzo e il Pd si muovano velocemente”


"Nei giorni scorsi, la CIA (Confederazione Italiana Agricoltori) della provincia di Foggia si è fatta portavoce del grido di allarme di diversi allevatori e agricoltori del Gargano, molti dei quali di Monte Sant’Angelo, perché sembra che, negli ultimi quindici giorni, molte greggi e mandrie di animali, anche di grossa taglia, siano state attaccate e decimate da lupi e cinghiali, con l’aggravante che, in qualche caso, gli stessi allevatori, pur di difendere i propri animali, si sono trovati in grave pericolo.
Intanto, proprio nei giorni scorsi, il Centrosinistra alla Regione Puglia, non avendo i numeri, non ha approvato la proposta di legge sui danni provocati dalla fauna selvatica: l’ennesimo schiaffo ai problemi degli allevatori e degli agricoltori pugliesi! Peraltro, come la stessa CIA ha dichiarato, la Regione Puglia, cioè il PD ed Emiliano, sono sordi alle proposte fatte dagli agricoltori: la Regione parla solo di indennizzi, ma è chiaro che non servono gli indennizzi, ma i risarcimenti che coprano per intero l’ammontare del danno.
Forza Italia si chiede come mai, fino ad oggi, Rignanese, Assessore all’Agricoltura di “CambiaMonte”, non si sia fatto sentire e non abbia chiesto al Presidente della Regione un intervento a riguardo, visto che il fatto denunciato è avvenuto nel nostro territorio. È vero che Emiliano è impegnato a salvare la propria poltrona dalle grinfie del PD, ma ricordiamo che, in tempi non molto lontani, quando era stato relegato all’opposizione, Rignanese dichiarò ad un giornale che lui quotidianamente informava Emiliano sull’allora Amministrazione (non ci siamo mai spiegati cosa si dicessero; Emiliano era solo il Presidente della Regione che nulla aveva a che fare con le scelte dell’ex Amministrazione!). Non è riuscito a trovare neppure un minuto per una telefonata? Perché oggi non fa lo stesso per fatti certamente seri e che stanno mettendo a dura prova gli allevatori e le loro famiglie? Rignanese, il PD e CambiaMonte non devono dimenticare che questa gente, oltre a perdere la loro fonte di guadagno, rischia anche la vita!
Forza Italia, consapevole che a Emiliano e al PD, evidentemente, non interessano i problemi della gente, già da subito chiederà ai propri referenti politici regionali e ai propri Parlamentari di proporre la modifica della Legge n. 394/1991, affinché venga riconosciuto il risarcimento e non l’indennizzo.
Allo stesso tempo, suggeriamo all’Amministrazione CambiaMonte e all’Assessore Rignanese di fare la stessa cosa con il Presidente Emiliano, perché in Conferenza Stato-Regioni venga portata la proposta di modifica di quella legge: la questione deve essere affrontata con urgenza e, soprattutto, deve essere trovata una soluzione definitiva.
Non è l’indennità per danno subìto, peraltro misera cosa rispetto al valore reale di ogni capo di bestiame, o solo il risarcimento che gli allevatori vogliono, ma la certezza di potere lavorare tranquillamente e senza pericolo per garantire alle proprie famiglie un sostegno economico duraturo".

(fonte: Forza Italia – Monte Sant’Angelo)

Foggia, abbattimento alberi di pino. Il WWF insorge contro l’Amm.ne Landella


"Continua inesorabile la distruzione dei pini di Viale Michelangelo.
Dopo l'abbattimento di gran parte degli alberi della pinetina all'altezza del civico n. 177 di viale Michelangelo (foto 1a e 1b) è arrivata, evidenzia il WWF Foggia, la distruzione completa e  repentina della pinetina all'angolo fra viale Michelangelo e viale Ofanto (foto 2a e 2b). 
Sgomenti i cittadini si chiedono: è il destino che aspetta tutti i pini di viale Michelangelo?
L'amministrazione comunale dal canto suo si giustifica riferendosi alla pericolosità degli alberi e ad un progetto di riqualificazione presentato da privati da realizzare in sostituzione dell'ultima area verde rasa al suolo.
Da quello che si conosce del progetto, evidenzia il WWF, del valore di 60 mila euro, emergono perplessità. Numerosi, e finalizzati al principalmente all'abbellimento, sono gli interventi edilizi: portali decorativi in cemento armato, una serie di sedute curve, fioriere di delimitazione, pavimentazione in gres porcellanato, materiale inerte di copertura, ciottoli bianchi, eccetera (foto 3).
Ma a parte i tre alberi metallici previsti per l'illuminazione a Led, il WWF si chiede su quanti alberi veri e rilevanti si potrà davvero contare per sostituire i pini abbattuti capaci di offrire considerevole ombra e ossigeno?
Sarebbe interessante sapere a proposito dei 60000 euro previsti, quanti sono destinati effettivamente alla messa in opera di nuova vegetazione e quanti saranno invece impiegati per le altre opere previste nel progetto. É da notare, infatti, che con una cifra preventivata così rilevante si potrebbero senza problemi acquistare alberi già di una certa dimensione in grado di fare molta ombra, caratteristica essenziale specialmente in una città caldissima come Foggia.
Per quanto è dato sapere, prosegue il WWF, anche l'iter che ha seguito il progetto suscita dubbi.
Mentre la relazione finale non è ancora pubblica, alla società "Foggia più verde" che gestisce il verde urbano è stato impartito l'ordine di abbattimento di tutti i pini, compreso quelli che la commissione esaminatrice del progetto aveva detto di salvare.


La valutazione e il controllo del progetto è stato affidato solo al Servizio lavori pubblici e al Servizio mobilità e non anche al Servizio ambiente e all'Ufficio gestione verde nonostante che il Regolamento comunale del verde urbano prevede che gli abbattimenti degli alberi devono essere autorizzati dai tecnici di questi uffici. Difficile appare anche la giustificazione del taglio dei pini, evidenzia il WWF, in quanto lo stesso Regolamento prevede espressamente che non possono essere considerate cause di abbattimento né la necessità di diradamenti per gruppi di alberi né motivazioni dettate da gusto estetico. Si arriva così dopo qualche mese dalla presentazione del progetto alla decisione di affidare ad un professionista esterno la valutazione statica delle piante. Le conclusioni che si leggono nella relativa perizia sono in sintonia con il progetto: "la cosa più auspicabile è sistemare l'intera piazza (in realtà è un marciapiede) con piante differenti e distanti l'una dall'altra ".
"L'indignata reazione dei cittadini in relazione alla distruzione delle aree verdi di viale Michelangelo - ha dichiarato Carlo Fierro, presidente del WWF Foggia - dimostra ancora una volta come sia cresciuta in questi anni la volontà di salvaguardare il patrimonio verde. Tale aspirazione deve essere, pertanto, rispettata e quindi l'unica strada percorribile è quella di procedere, senza se e senza ma, alla pronta piantumazione di nuove e importanti alberature, riconsiderando i progetti presentati per puntare, più che a cemento e interventi edilizi, a tanto verde e ossigeno che è il solo   obiettivo che sta a cuore ai cittadini."

Comunicato Stampa WWF Foggia.

giovedì 15 febbraio 2018

Il Fai di Foggia dialoga e propone soluzioni all’Amm.ne comunale sul tema rifiuti

I soci della Delegazione Fai di Foggia hanno incontrato l’assessore all’ambiente del Comune capoluogo, Francesco Morese, che ha illustrato i programmi dell’assessorato in materia di rifiuti.
I soci Fai hanno sollecitato l’adozione di misure che portino all’incremento della percentuale di raccolta differenziata, arrivata nel 2017 al 26%, partendo da valori molto più bassi, ma ancora molto lontana dall’obiettivo del 65% che la legge del 2006 poneva come obiettivo da raggiungere già alla fine del 2012. Hanno anche proposto l’adozione di misure sperimentali di raccolta “porta a porta” per la plastica e il vetro per gli esercizi commerciali (bar, ristoranti) e i grandi consumatori. Sempre nello spirito costruttivo di contribuire alla risoluzione di un problema che coinvolge l’intera comunità, hanno richiesto l’avvio di campagne di informazione sulle modalità di ritiro dei rifiuti ingombranti e di sensibilizzazione per la riduzione del volume dei rifiuti, pratica che costituisce la vera grande scommessa per il futuro. E’ stata sollecitata all’assessore Morese anche un’azione periodica di eliminazione delle discariche abusive che costellano il territorio comunale, oltre che un monitoraggio più diffuso della qualità dell’aria, chiedendo all’Arpa Puglia almeno un’altra centralina, dato che attualmente l’Agenzia Regionale ne tiene in funzione solo una.
Dopo aver ringraziato l’assessore per la sua disponibilità, i soci Fai hanno garantito il loro impegno sulle questioni sollevate, a partire dalla diffusione delle buone pratiche per la riduzione dei rifiuti.

mercoledì 15 novembre 2017

Monte Sant’Angelo, Festambiente Filosofia: buona la prima


E’ stato ricco di emozioni, e ha coinvolto un centinaio di partecipanti, il primo appuntamento della seconda edizione di Festambiente Filosofia, la rassegna ideata e realizzata dal circolo Legambiente FestambienteSud di Monte Sant’Angelo nell’ambito dell’avviso pubblico regionale “InPuglia365 Sapori e colori d’autunno”. 

Quasi settanta i partecipanti, sabato sera al simposio su Kierkegaard, divenuto un evento d’eccezione svoltosi presso la Casa della Carità, dove Legambiente e Caritas diocesana di Manfredonia hanno organizzato anche un significativo incontro tra Gargano e Siria. L’abbraccio tra i due popoli e le due culture è avvenuto a tavola, sotto l’egida dell’olio nuovo, prodotto di origine mediorientale e la cui messa a coltura è avvenuta proprio in territorio siriano, coi prodotti tipici della Montagna del sole e alcune pietanze tradizionali cucinate dalle famiglie siriane ospiti a Manfredonia e San Giovanni Rotondo grazie al progetto “Protetto. Rifugiato a casa mia”. “La Casa della carità è un luogo di frontiera e di accoglienza, cui abbiamo chiesto ospitalità. Sono molti i legami che ci uniscono alla Siria, da cui abbiamo avuto in eredità l’olio, le prime civiltà, il monachesimo, l’eremitaggio. Nella stessa comunità monastica dell’abbazia di Pulsano, il cui nome è probabilmente di origine siriaca, c’era fino a pochi anni fa un monaco siriano”, ha spiegato Franco Salcuni, direttore di Legambiente FestambienteSud. “Abbiamo accolto con tutto il cuore la possibilità di collaborare con Legambiente e di ritrovarci tutti attorno allo stesso tavolo per riflettere insieme”, le parole di don Luciano Vergura, direttore della Caritas diocesana. Angela Cosenza, coordinatrice del progetto di accoglienza, ha spiegato come ognuna delle sei famiglie siriane giunte nel Gargano abbia un malato grave al proprio interno, curato presso l’ospedale Casa sollievo della sofferenza di San Giovanni Rotondo. Adulti e bambini sottratti alla morte e a condizioni di vita inaccettabili, tornati a sorridere e vivere in terra garganica, in piena integrazione con la comunità locale ma animati sempre dalla speranza di poter tornare un giorno nella propria terra d’origine. Una serata ricca di sapori, dove l’olio di Macchia, il pane e il caciocavallo di Monte Sant’Angelo e le fave del tavoliere si sono incontrati con l’hummus, i falafel, il pane e i gustosissimi dolci preparati dai rifugiati. 

Ma la cena è stata anche l’occasione per un interessante simposio su “Kierkegaard: vita estetica, etica e religiosa”, un autore la cui attualità e contemporaneità sono state ben evidenziate dai docenti di filosofia Alessandra d’Errico, Michele Illiceto e Franco Salcuni, e che ha stimolato un vivace dibattito a tavola, nello spirito degli antichi simposi filosofici descritti dalle opere di Platone e Senofonte.

Frequentato anche l’evento dedicato ai bambini che, nella libreria Nella Pancia della Balena, hanno partecipato attivamente a un laboratorio ludico ispirato al gioco dell’oca, che ha avviato i piccoli ai principi della riflessione filosofica.

Un nuovo modo di conoscere il territorio e far incontrare culture differenti è stato anche l’idea alla base dell’appuntamento, l’escursione filosofica svoltasi domenica mattina tra Manfredonia e Monte Sant’Angelo, con la guida di Andrea Stuppiello e una lezione all’aperto sul misticismo e la filosofia medievale, lungo il sentiero naturalistico che conduce da Tomaiuolo alla splendida abbazia di Pulsano, tra i luoghi più importanti del patrimonio culturale del Gargano.

Il programma di Festambiente Filosofia continuerà nei prossimi weekend, fino al 31 dicembre, coinvolgendo 5 Comuni con varie iniziative: simposi, con cibo e dialoghi a tavola con i filosofi; escursioni filosofiche alla ricerca dei paesaggi culturali; attività specifiche per i più piccoli. La partecipazione è gratuita, ma sono obbligatorie le prenotazioni al numero 320 2785853. 

Legambiente FestambienteSud dà appuntamento a sabato 2 dicembre, quando a Manfredonia alle ore 19.00 nel teatro comunale “Lucio Dalla” si terrà il simposio dedicato a “Judith Butler e i guai del genere”, con Stefano Ciccone, Antonio Giardino e Francesca Brancati (dialogo, degustazione e incursioni teatrali a cura della Bottega degli Apocrifi). Mentre domenica 3 dicembre l’escursione filosofica si svolgerà a Mattinata, alle ore 9.00, protagonista “Il mare d’autunno”, con riflessioni e letture sulle culture del mediterraneo tratte dalle opere di Pedrag Matvejevic e Fernand Braudel, negli splendidi scenari di Baia dei Mergoli e Baia dei Gabbiani. 

Le escursioni filosofiche sono a cura di Andrea Stuppiello e Franco Salcuni, con Claudio Costanzucci a Cagnano Varano. Contact center e organizzazione: Feliciana Taronna e Anna Maria Rinaldi. Direzione scientifica: Franco Salcuni e Antonio Giardino. Attività con i bambini a cura della libreria per ragazzi Nella Pancia della Balena di Manfredonia.

E mentre continua la rassegna filosofica, fervono i preparativi per l’edizione invernale di FestambienteSud 2017, che si svolgerà dal 7 al 10 dicembre con la direzione musicale del grande trombettista italiano Paolo Fresu. 



Tutte le info su: www.festambientesud.it

Contact center e prenotazioni obbligatorie: 320 2785853





l progetto Festambiente Filosofia: pensiero, cibo e paesaggi culturali è finanziato nell’ambito del programma InPuglia365 Autunno.
Programma operativo Regionale FESR-FSE 2014 – 2020 “Attrattori culturali, naturali e turismo”, Asse VI – Tutela dell’ambiente e promozione delle risorse naturali e culturali – Azione 6.8 Interventi per il riposizionamento competitivo delle destinazioni turistiche.

lunedì 30 ottobre 2017

Classifica “Ecosistema Urbano 2016” di Legambiente, il commento del sindaco di Foggia, Franco Landella

“La classifica generale di ‘Ecosistema Urbano’ 2017, stilata da Legambiente, vede un arretramento significativo della città di Foggia nella graduatoria rispetto alla posizione dello scorso anno. Un dato chiaro, che non va sottovalutato e che anzi è particolarmente utile per fare un’analisi delle politiche ambientali messe in campo in questo frangente.
Ovviamente anche questa classifica, come quella del 2016, va valutata analiticamente, guardando ad ogni singolo indicatore preso in esame. Da questo punto di vista, non può sfuggire come Foggia, sia pure in presenza di un robusto scivolamento, resti il capoluogo pugliese con il miglior piazzamento in graduatoria, confermando il primato già emerso con chiarezza lo scorso anno.
Scorrendo le singole classifiche legate agli indicatori settoriali, due sono gli elementi che hanno concorso in modo determinante all’arretramento: il dato ‘non valutato’ relativo all’indice di ciclabilità e quello ‘non disponibile’ inerente i ‘superamenti nocivi’, ossia la media del numero dei giorni di superamento della media mobile di ozono registrati da tutte le centraline presenti in città. Nel caso dei ‘superamenti nocivi’, è di tutta evidenza che la questione riguarda il numero esiguo di centraline presenti in città, di competenza di Arpa Puglia. Quanto all’indice di ciclabilità, invece, sono da approfondire i motivi della mancata valutazione, dal momento che Foggia possiede, anche se non in percentuale elevatissima, una porzione di piste ciclabili. In quest’ottica va rilevato come il lavoro dell’Amministrazione comunale, proprio negli ultimi tempi, si sia rivolto precisamente al miglioramento di questo deficit. Solo qualche settimana fa il Consiglio comunale ha infatti adottato – con Foggia prima città della Puglia a compiere questo passaggio – il Piano Urbano della Mobilità Sostenibile, che è appunto il documento di pianificazione utile ad incidere positivamente su questo versante ed anche su quello di un aumento della superficie stradale pedonalizzata, che l’attuale Amministrazione comunale ha comunque aumentato con l’interdizione al traffico di via Lanza. Naturalmente occorrono tempi medio-lunghi affinché il Piano possa dispiegare concretamente i suoi effetti.
Per quello che riguarda la qualità dell’aria, la presenza di polveri sottili colloca Foggia nella parte alta della classifica, mentre la presenza di biossido di azoto vede la nostra città tra le quattro con la più bassa percentuale in Italia.
Sul fronte della produzione dei rifiuti, il piazzamento di Foggia è tutt’altro che negativo, sebbene non lo sia altrettanto quello che riguarda la capacità di recupero. Una forbice che va accorciata, avendo una migliore e maggiore attenzione per la raccolta differenziata, cresciuta molto dal momento del nostro insediamento, con Foggia che ad oggi ha abbandonato l’ultima posizione in Puglia – a settembre il dato della nostra città è stato pari ad oltre il 27%, con una media annuale di circa il 25% – ma non ancora attestata su percentuali importanti. Straordinariamente positivo, invece, il dato che riguarda la dispersione di acqua, che vede Foggia tra i due migliori Comuni italiani, a dimostrazione della capacità di un uso responsabile delle risorse idriche.
Complessivamente si tratta di una classifica che rivela più luci che ombre. Lo scivolamento verso il basso in graduatoria, in ragione delle modalità di assegnazione dei punteggi, è dunque essenzialmente il frutto delle due voci non valutate e non disponibili, che hanno di fatto impedito a Foggia un piazzamento che, diversamente, sarebbe stato sicuramente migliore”.

martedì 22 agosto 2017

Laurito (SA), 3a edizione Scuola Estiva di Idro-Geomorfologia - 27 Agosto - 2 Settembre

"La Gestione delle Risorse e dei Rischi Ambientali nella prospettiva dei Cambiamenti Climatici: Implicazioni professionali interdisciplinari": è questo il tema della terza edizione della Scuola Estiva di Idro-Geomorfologia (2017 3rd "Hydro-geomorphological Summer School") che si terrà dal 27 agosto al 2 settembre 2017 a Laurito (SA), nella prestigiosa sede del Geoparco Globale UNESCO del Cilento. L'evento è organizzato dall'Ordine dei Geologi della Regione Campania, dall'Ordine degli Ingegneri della Provincia di Salerno, d'intesa col Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano e Alburni - Geoparco Globale UNESCO - e il  Comune di Laurito, con il patrocinio della Regione Campania (DG Gestione del territorio e DG Ambiente e Tutela delle Acque), dell'Agenzia Regionale della Campania per la Protezione dell'Ambiente ARPAC, del Consorzio degli Acquedotti del Cilento (CONSAC) e con la partecipazione della  Comunità Montana Bussento, Lambro e Mingardo e del Consorzio di Bonifica "Velia".

"La mission della Scuola - afferma il geologo Domenico Guida, docente di Idro-geomorfologia presso l'Università degli Studi di Salerno nonché responsabile scientifico della Scuola - è quella di essere un tentativo di interdisciplinarietà: un'esperienza che mette assieme geologi e ingegneri su aspetti timely (tempestivi, ndr), come la gestione delle risorse idriche e dell'uso del suolo alla luce dei continui cambiamenti climatici. Un vero e proprio esperimento interdisciplinare - spiega Guida - organizzato in un periodo come quello attuale di grave emergenza idrica al fine di formare i professionisti coinvolti e renderli consapevoli dei nuovi scenari che dovranno affrontare".

Lo scopo principale che la terza edizione della Scuola estiva di Laurito si propone di raggiungere, in continuità con le edizioni precedenti, è quello di contribuire ad aumentare la consapevolezza del mondo tecnico verso i problemi di gestione dei processi idro-geomorfologici alle diverse scale e a 360°: dal singolo sito alla scala di bacino, analizzando i problemi e le criticità sotto diverse ottiche di intervento [es. misure win-win]. Il Corso intende fornire ai partecipanti il quadro generale di tale problematica, in maniera tale da consentire ai professionisti di affiancare le pubbliche amministrazioni nella predisposizione ed attuazione di Piani di Area Vasta riguardanti la gestione del rischio idro-geomorfologico, dove con rischio si fa riferimento sia a problemi dei massimi (alluvioni e frane) che dei minimi (siccità, crisi idrica ed incendi) degli eventi idro-geomorfologici. L'obiettivo della Scuola non è tanto quello di creare esperti sulle singole problematiche, cosa che risulterebbe impossibile, considerata l'ampiezza dei problemi coinvolti ed il tempo a disposizione, bensì di aiutare le figure professionali che agiscono sul territorio a comprendere, dialogare e collaborare con gli esperti dei singoli settori.

Oltre al tema principale, una giornata della Scuola sarà dedicata all'approfondimento di temi specifici; questi sono distinti in un tema comune relativo alle tecniche di rilievo con drone e in due temi specifici, differenziati tra geologi ed ingegneri: rilievo di campo con applicazione delle tecniche IDRAIM per geologi, mentre per gli ingegneri saranno approfonditi gli aspetti legati all'invarianza idraulica.

I responsabili scientifici della Scuola sono: l'Ingegnere Vittorio Bovolin, docente di Idraulica, DICIV- CUGRI UniSa e il Geologo Domenico Guida, docente di Idro-geomorfologia, DICIV- CUGRI UniSa. Il Comitato Scientifico e Didattico sarà composto: dall'Ingegnere Paolo Villani, DICIV-CUGRI UniSa (Presidente); dall'Ingegnere Antonia Longobardi, DICIV-CUGRI UniSa; dal Geologo Alessio Valente, UniSannio; dal Geologo Michele Palmieri, Direttore Generale Regione Campania; dal Presidente del Consiglio Nazionale dei Geologi, Francesco Peduto; dal Presidente dell'Ordine Regionale dei Geologi della Campania, Egidio Grasso; da Francesco Russo, Componente CdA EPAP; dal Presidente del Consiglio Nazionale degli Ingegneri, Armando Zambrano; dall'Avv. Stefano Sorvino, Commissario ARPAC; da Michele Brigante, presidente dell'Ordine degli Ingegneri della Provincia di  Salerno.

La scelta di confermare Laurito come sede per la terza edizione della scuola estiva di idro-geomorfologia risiede in una serie di fattori concorrenti e concomitanti. Il Geoparco Globale UNESCO del Cilento ha assunto, nell'ambito del Network dei Geoparchi Globali, il ruolo di soggetto promotore dell'incremento della consapevolezza delle popolazioni locali e degli stakeholders nei confronti dei cambiamenti climatici, delle pericolosità geologiche e relativamente uso sostenibile delle risorse. Un altro motivo è l'avviamento di attività di ricerca scientifica coordinata tra il CUGRI-UNISA ed il Parco, collegata ad attività didattiche anche di livello internazionale, nell'ambito dei bacino idrografici dei F. Mingardo, Bussento e Calore Salernitano, quale bacini sperimentali e significativi appenninico impostati in gran parte sulle successioni carbonatiche dell’Unità Alburni-Cervati, quelle terrigene arenaceo-conglomeratiche del Gruppo del Cilento e quelle pelitico-marnose dell'Unità Nord Calabrese.  

Per info, programma e accreditamenti: http://www.geologicampania.it/ - www.ordineingsa.it

mercoledì 19 aprile 2017

LIPU: Attesa, in un contesto territoriale compromesso su vasta scala

Un territorio umiliato dalla più estesa speculazione territoriale dagli anni ’60. Enormi croci hanno sfregiato a migliaia il Mezzogiorno e arricchito gruppi di potere in un contesto privo di controlli (assente perfino un’anagrafe degli impianti, invocata dalla Lipu da 15 anni), un quadro normativo deregolamentato, spesso criminogeno (come emerge da studi internazionali sulle rinnovabili all’italiana (1)), una analisi energetica impietosa, con circa 1,4% di contributo energetico sul totale del fabbisogno nazionale.

In tale scenario, le norme esistenti, sono state spesso eluse, aggirate, infrante.E infatti presso il Tribunale di Foggia il prossimo 21 Aprile si celebrerà l’ultima udienza del procedimento penale sulla realizzazione di varie centrali eoliche industriali in agro di Rocchetta S. Antonio e Biccari, aree di primaria importanza per rapaci a rischio come il Nibbio reale, tra cui una IBA (Important Birds Area, equiparate alle ZPS dalla giurisprudenza comunitaria).Nel procedimento penale, partito nel 2015, e scaturito da vari esposti della LIPU negli anni precedenti, sono contestati, ad Amministratori pubblici e rappresentanti della holding Fortore Energia, i reati di abuso d’ufficio per i primi e di abuso edilizio per i secondi, per aver realizzato impianti eolici violando le normative di settore.

Oltre alla LIPU, sono costituiti parte civile anche la Regione Puglia, il GSE (Gestore dei Servizi Elettrici), deputato alla erogazione degli incentivi e quindi a tutela degli interessi economici dello Stato, il dr. Tilli, cittadino di Biccari, in luogo dell’Amministrazione Comunale, non costituitasi analogamente a quella di Rocchetta S. Antonio.

La “spinta” a realizzare detti impianti ammonta ad oltre 250 mln di euro complessivi, pur stimati solo per i primi 15 anni di produzione incentivata.Intuibile, dunque, perché in tutti questi anni si siano calpestate le politiche di tutela e di pianificazione fino ad abortire sul nascere, proprio in queste zone, quello che doveva diventare il Parco Regionale dei Monti Dauni: trasformato in un immenso cimitero con centinaia di pale, con lucrosi affari a danno dei contribuenti e buona pace delle aspettative di riscatto delle aree interne.

Vi è molta attesa ora tra Associazioni, Comitati e Società civile per gli esiti del procedimento, tra i più importanti tra quelli emersi per irregolarità rilevate nel settore delle rinnovabili. Una delegazione sarà presente in udienza in ossequio al motto “I Care, mi sta a cuore”, in antitesi con la storica indifferenza della politica.

LLIPU Onlus – coordinamento della Puglia

venerdì 27 gennaio 2017

Questione Energas Manfredonia, Gianni Lannes scrive a Michele Emiliano

di Nico Baratta

Di seguito pubblichiamo la lettera che Gianni Lannes, già giornalista Rai e nazionale che da anni si occupa di inchieste principalmente del territorio di Capitanata, ha inviato al Presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano. Il testo integrale, di seguito riportato, è stato pubblicato sul blog di Lannes al link http://sulatestagiannilannes.blogspot.it/2017/01/gianni-lannes-scrive-al-presidente.html#more

[*lettera inviata per posta elettronica giovedì 26 gennaio 2017, alle ore 17,04, presso la Redazione giornalistica di Stato Quotidiano].

”Al presidente della regione Puglia Michele Emiliano*
Le scrivo, innanzitutto, per richiamare la sua doverosa attenzione umana ed istituzionale, sulla necessità di stimolare un serio processo di sensibilizzazione riguardo all’improprio sfruttamento delle risorse ambientali, al degrado, all’inquinamento ed ai rischi ad essi associati per la salute umana. La tutela concreta dell’ambiente chiama in causa valori e beni fondamentali come la qualità della vita, il rispetto per la comunità biotica, la tutela effettiva della salute umana. La politica in uno Stato di diritto ha e deve mantenere un ruolo prioritario in quanto la sua ragion d’essere è data proprio dalla tutela dei diritti e valori umani, per i quali non è ammissibile alcuna forma di negoziazione. Il diritto ad un ambiente non inquinato va considerato ormai parte integrante del diritto alla salute in quanto quest’ultimo è evidentemente pregiudicato dalla violazione sistematica dell’equilibrio ambientale.
Colgo l’occasione per metterla al corrente se ancora non lo sapesse, della mancata bonifica dell’area di Manfredonia dall’inquinamento provocato dall’Eni – come si evince dai documenti ufficiali – che seguita ad avere gravissime ripercussioni sulla salute dell’ignara popolazione, in particolare di nascituri, neonati, bambini e adolescenti. Il 10 gennaio 2000 il ministro dell’ambiente con apposito decreto ha perimetrato le aree inquinate sulla terraferma e in mare, in particolare una zona marina prospiciente l’ex petrolchimico che ingloba il porto industriale di 8,5 chilometri quadrati, dove l’Ispra nel 2008 tra gli altri micidiali veleni sedimentati, ha rinvenuto sui fondali anche il mercurio, proprio dove è in atto da anni un impianto di maricoltura (finanziato dalla Regione) e dove l’Energas/Kuwait Petroleum intende far attraccare le navi gasiere.
Mi rivolgo a Lei, dopo aver ascoltato la registrazione di alcuni incontri pubblici a Manfredonia, dopo aver sentito la sua reiterata promessa (novembre 2016), per chiederle di revocare in autotutela la delibera di giunta regionale numero 1361 datata 5 giugno 2015, azione da lei stesso annunciata, a firma del governatore uscente Nichi Vendola. Un atto che ha espresso notoriamente la compatibilità dell’operazione speculativa targata Energas/Kuwait Petroleum, su cui, peraltro, è basato il decreto ministeriale numero 295 del 22 dicembre 2015, sottoscritto dai ministri Galletti e Franceschini. Recentemente, il 22 e 29 dicembre 2016, numerosi tra i cittadini e le cittadine più sensibili della città fondata da re Manfredi, hanno indirizzato al presidente della Repubblica, all’attuale presidente del Consiglio nonché ai ministri Calenda e Delrio, la motivata richiesta di arrestare l’iter autorizzativo per l’impianto del suddetto impianto di gas a petrolio liquefatto, definito dalle direttive Seveso, “a rischio di incidente rilevante”.
Nel congedarmi fiducioso da Lei per il suo fattivo interessamento, e nel comunicarle di essere a disposizione per qualsivoglia chiarimento, prendo a PRESTITO le parole di don Tonino Bello, mio maestro di etica, incastonate nel libro Sud a caro prezzo (La Meridiana, Molfetta, 2003, pagina 55):
«Nel Meridione d’Italia si vive ancora l’età degli schiavi. Prima di tutto è impazzita la legge (nomos) che regola la conduzione della casa (oikia). E’ saltata, cioè, l’eco-nomia. Si è stravolta l’eco-torah. Le regole di condotta, indispensabili in ogni ordinata società, sono state soppiantate da altre regole che privilegiano la forza sulla giustizia, l’arbitrio sul diritto, il “faidate” sugli articoli di legge, il “self-service” normativo sulle istanze del bene comune legittimamente codificate. Assistiamo, insomma, all’eclisse della legalità».
Cordiali saluti!
Gianni Lannes

venerdì 21 ottobre 2016

Concessione coltivazioni idrocarburi Gorgoglione nella Valle del Sauro, Bolognetti dice la sua e mostra le carte

di Nico Baratta

A Potenza, nella sede del Tourist Hotel ieri 20 ottobre, Maurizio Bolognetti (nella foto), Segretario regionale del Partito Radicale Nonviolento transpartito transnazionale e Giornalista, ha tenuto una conferenza stampa per illustrare l’annosa situazione che da un anno e mezzo si trascina in Basilicata, nella Valle del Sauro, in merito al "Monitoraggio Ambientale di Baseline (Punto Zero)" condotto da Total Italia tra il 2014 e il 2015 nell'area della concessione di coltivazione idrocarburi Gorgoglione. La conferenza si è resa necessaria poiché, e a seguito di documenti che lo confermano, ha fatto emergere una contaminazione di pozzi e sorgenti nella Valle del Sauro. Dai documenti in possesso da Bolognetti si evidenzia una sconcertante e allarmante situazione contaminate delle falde acquifere presenti nel sottosuolo, che nel dicembre 2014, primo campionamento per conto di Total, si sono riscontrati in 12 casi dei superamenti delle concentrazioni solide di contaminazione in una serie di pozzi, con sforamento di solfati, nitriti, alluminio, boro, ferro e manganese. A Marzo 2015 superamenti in 4 pozzi e una sorgente di solfati, nichel, ferro, nitriti, benzoadilene e benzoperilene. E così via fino ad oggi. 
In sintesi, giacché di seguito riportiamo il video integrale della conferenza, Bolognetti trova inaccettabile che dopo un anno e mezzo, a fronte di comunicazioni ufficiali inviate da Total e da Arpab ad alcune istituzioni che trattano la materia ambiente e ad altre che amministrano i territori locali, in base all'articolo 244 del Decreto Degislativo 152/2006, ovvero il Codice dell'Ambiente, che un amministratore locale ed altri che governano i paesi della Valle del Sauro si rifugiano nella scusa che in merito alla vicenda c'è la privacy. 
C’è da precisare che concomitanza della conferenza negli uffici della Regione Basilicata, ieri giovedì 20 ottobre, si stava svolgendo una riunione in merito al problema. Al momento non si conoscono i risultati dell'incontro istituzionale presso la Regione Basilicata e Bolognetti, dopo tante "peripezie", ha deciso di dir la sua. 
Con ciò riportiamo fedelmente il testo di presentazione che il Partito Radicale Nonviolento transpartito transnazionale, per mezzo di Radio Radicale, ha pubblicato sul portale web www.radioradicale.it 
"A proposito della concessione di coltivazione idrocarburi Gorgoglione e del sedicente Punto Zero" - Conferenza Stampa di Maurizio Bolognetti.
«Il "Monitoraggio Ambientale di Baseline (Punto Zero)" condotto da Total Italia tra il 2014 e il 2015 nell'area della concessione di coltivazione idrocarburi Gorgoglione, ha fatto emergere una contaminazione di pozzi e sorgenti nella Valle del Sauro.
Nonostante l'allarme sia giunto dalla compagnia petrolifera, che ha effettuato i controlli dando finalmente in parte seguito a quanto previsto nel 2011 dall'Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA) relativa al "Progetto Interreggionale Tempa Rossa", ad un anno e mezzo di distanza nessun provvedimento è stato preso dagli Enti coinvolti, con la sola eccezione della Provincia di Potenza che ha aperto un procedimento ai sensi dell'art.244 del Codice dell'Ambiente.
Ad oggi non solo non è stato identificato con certezza il responsabile dell'inquinamento, ma non si è nemmeno giunti all'apertura di procedimenti per sito inquinato previsti dallo stesso Codice dell'Ambiente.
La mancanza di trasparenza che ha caratterizzato questa ennesima vicenda di inquinamento made in Basilicata e il fatto che il cosiddetto "Punto zero" venga rilevato con grave e colpevole ritardo rispetto alle attività connesse alla ricerca e coltivazione idrocarburi, fa si che anche nella Valle del Sauro vada materializzandosi lo scenario già visto in Val d'Agri.
Total sta completando nella valle lucana la costruzione di un Centro Olio dove verranno trattati 50mila barili di greggio al giorno, provenienti dai cinque pozzi perforati dalla compagnia francese».

Di seguito il link del video integrale della conferenza in oggetto.

giovedì 11 febbraio 2016

Isole Tremiti, trivellazioni in Adriatico: dietrofront della Petroceltic. Esulta la Fondazione Vassallo

Dario Vassallo, presidente della Fondazione Vassallo: “Motivo di soddisfazione, continueremo a lavorare per la tutela del mare”.

La società Petroceltic ha presentato al Ministero dello Sviluppo Economico un'istanza di rinuncia in merito al permesso di ricerca e ispezione dei fondali del mare Adriatico meridionale, a largo delle isole Tremiti. Ad annunciarlo è la stessa società, che sottolinea come "essendo trascorsi 9 anni dalla presentazione dell'istanza, periodo durante il quale si è registrato un significativo cambiamento delle condizioni del mercato mondiale, Petroceltic Italia ha visto venir meno l'interesse minerario al predetto permesso". Il Mise accoglie "con rispetto" la rinuncia della Petroceltic, spiegando che si tratta "di un passo indietro che risponde ad esigenze industriali strategiche della società di cui il ministero prende atto".
Appena dieci giorni fa eravamo a Foggia per ribadire il secco NO alle trivellazioni. Con il motto "siamo tutti cittadini del mare" e in particolar modo grazie all'impegno di Antonio Fentini, sindaco delle Tremiti, Franco Tavaglione, sindaco di Peschici, Rosario Cusmai, vice presidente della provincia di Foggia, ci siamo ritrovati a Palazzo Dogana, uniti in una mobilitazione civile ed istituzionale che ha visto la partecipazione di oltre quaranta sindaci, di numerosi amministratori locali, del governatore della Puglia, Michele Emiliano, dei presidenti delle province di Foggia, Isernia, Campobasso, Lecce, Brindisi, del presidente del Parco del Gargano, Stefano Pecorella, del vice presidente della Regione Puglia, Giandiego Gatta, del referente delle associazioni No-triv, Raffaele Vigilante, dei rappresentanti delle associazioni e di tantissimi cittadini. 
"La notizia - commenta Dario Vassallo, presidente della Fondazione Angelo Vassallo Sindaco Pescatore - del dietrofront della Petroceltic ci fa tirare un sospiro di sollievo ed è motivo di soddisfazione per quanti hanno creduto con noi nella mobilitazione civile ed istituzionale alla quale abbiamo voluto dare voce lo scorso 31 gennaio a Foggia. Senza dubbio non abbasseremo la guardia e continueremo a lavorare per la tutela del mare per difenderne la ricchezza e la bellezza."

lunedì 11 gennaio 2016

Ambiente. "Trivellare il nostro mare è una vergogna ed una follia", lo dice Emiliano

"Trivellare il nostro mare è una vergogna ed una follia. Trivellare al largo delle Tremiti o di Pantelleria, o nel Golfo di Taranto, poi, griderebbe vendetta se la notizia di oggi fosse confermata dal Governo. Non può essere che la volontà di ben dieci Regioni di tutelare il loro mare sia sbeffeggiata". Lo ha detto il presidente della Puglia, Michele Emiliano, a commento della notizia relativa al decreto ministeriale che autorizza la ricerca di petrolio al largo delle Isole Tremiti. "L'emendamento “natalizio” del Governo non può essere un trucco per ammansire le Regioni italiane, ed in particolare quelle del Sud, per poi trivellare ovunque come se niente fosse una volta superata l'emergenza della reazione dell'opinione pubblica. Resta il fatto che almeno un quesito dei sei sarà sottoposto a referendum. Quest'ultimo è sopravvissuto a questo emendamento natalizio alle norme dello Sblocca Italia. L'emendamento è stato formulato e approvato senza neppure uno straccio di dichiarazione politica di pentimento da parte del Governo e della sua maggioranza sulla intenzione di dare impulso alle ricerche petrolifere nei nostri mari. Così come è incredibile che il Governo non abbia pubblicamente spiegato la decisione di rilasciare le autorizzazioni al largo delle Tremiti.  È infatti di oggi la notizia che il Mise avrebbe rilasciato il 22 dicembre scorso altri permessi di trivellazioni a scopo di ricerca di idrocarburi al largo delle Isole Tremiti. Le Regioni proponenti i referendum non devono fare passi indietro. Dovranno elevare subito conflitto di attribuzione nei confronti dello Stato davanti alla Corte Costituzionale per alcune norme dell'emendamento natalizio che hanno scippato al popolo italiano la possibilità di esprimersi in sede referendaria sul punto di restituire o meno alla Conferenza delle Regioni il potere di decidere se e dove sia possibile trivellare a fini di ricerca petrolifera. Si dovrà inoltre iniziare subito la campagna referendaria valutando tutte le altre iniziative necessarie alla tutela del nostro mare".

venerdì 8 gennaio 2016

Trivellazioni, il tour 'Giù le mani dal nostro mare' toccherà anche il Gargano

Parte domani da Bari ma toccherà anche il Gargano il tour 'Giu’ le mani dal nostro mare! Un bene comune, risorsa di vita', l' impegno a tutela del mare e dell'ambiente. Sabato 9 Gennaio dalle ore 10,00 alle ore 13,00 l'Hotel Excelsior del capoluogo pugliese ospiterà il primo incontro-dibattito sul tema delle trivellazioni organizzato dal Movimento 5Stelle. L'incontro a Manfredonia si terrà il 12 marzo.
“L’evento – spiega il M5S - è rivolto a enti, associazioni di categoria, consorzi, aziende, in particolare alle realtà territoriali che operano in armonia con ambiente ed ecosistemi, e a tutte le persone interessate”. Sarà presente Giuseppe Brescia, Deputato M5S - Membro della VII Commissione Cultura, Antonella Laricchia, Consigliere M5S in Regione Puglia e Giampaolo Pennacchioni, Professore, Dottore Naturalista, Ricercatore in ecologia applicata e zoologo.
E parte così dalla Puglia la serie di incontri improntati sulla tutela del territorio organizzati dall’entourage del tour “Giù le mani dal nostro mare” giunto quest’anno alla III edizione e che ha visto il M5S impegnato in quattro regioni dell'Italia Meridionale per informare i cittadini sulle problematiche legate al nostro mare ed in particolar modo su quelle relative alle trivellazioni.

Questo il calendario degli incontri che partirà domani 9 gennaio 2016:
- 09/01 PUGLIA - BARI
- 16/01 PUGLIA – BISCEGLIE
- 23/01 CALABRIA - ROSSANO CALABRO
- 27/02 CALABRIA - CROTONE
- 05/03 PUGLIA - CASTELLANETA
- 12/03 PUGLIA - MANFREDONIA
- 19/03 PUGLIA – MANDURIA
- 09/04 CALABRIA - CORIGLIANO CALABRO
- 16/04 BASILICATA – PISTICCI

Tutti gli aggiornamenti sono disponibili sul sito: www.giulemanidalnostromare.it

mercoledì 19 agosto 2015

CNS: “Cosa sta accadendo al Torrente Cervaro?”

"Il Torrente Cervaro è uno dei corsi d’acqua più importanti della Puglia. Esso attraversa l’intero Tavoliere lambendo la periferia del Comune di Foggia dopo aver attraversato importantissime aree naturali come i Monti Dauni, il Parco Naturale Regionale del Bosco Incoronata per poi sfociare nel Comune di Manfredonia ma anche alimentando con le sue acque un’importantissima zona umida del Parco Nazionale del Gargano, l’Oasi Lago Salso. Data la sua importanza naturalistica è stato riconosciuto dall’Unione Europea, per la maggior parte del suo corso, come Sito d’Importanza Comunitaria mentre la Regione Puglia lo ha individuato come corridoio ecologico “modello” del Piano Paesaggistico Regionale (PPTR). Il Centro Studi Naturalistici ONLUS ha allertato gli organi competenti (CFS, ARPA etc.) in quanto il torrente che in questo periodo dovrebbe essere per sua natura in secca, trasporta in questi giorni di agosto (a valle della SS16 fino all’interno dell’Oasi Lago Salso del Parco Nazionale del Gargano) un liquido di colore brunastro e con odore a dir poco nauseabondo (difficilmente attribuibile ad acque di origine piovana o naturale). La scrivente Associazione preoccupata per la conservazione di questi ambienti naturali e della salute dei cittadini chiede alle autorità competenti di verificare l’entità di queste acque, la causa e l’origine di questo scarico, gli impatti sulla biodiversità e di porre tutte le procedure di tutela e prevenzione previste".

(comunicato stampa Centro studi naturalistici Foggia, 19 agosto 2015)

sabato 27 giugno 2015

Tratturi, si possono valorizzare in provincia di Foggia

Il quadro della situazione fotografata dalla guida ambientale escursionista Pietro Caforio

Si possono valorizzare e far rivivere i tratturi foggiani con una serie d’interventi che ripristino i luoghi lungo i quali si sono spostati per secoli uomini e greggi.Per questo, se in una precedente intervista  era emersa la situazione pugliese, questa volta Ambiente Ambienti ha voluto osservare quella della provincia di Foggia. Si tratta di un territorio privilegiato, nel quale è stata registrata una concentrazione piuttosto consistente (circa l’80%) di tratturi e che per secoli è stato il centro del fenomeno della transumanza. Basti pensare che la “Carta Generale dei Tratturi” del 1912, ancora oggi conservata presso l’Ufficio Parco Tratturi di Foggia ha censito 12 tratturi, dei quali quelli più importanti sono larghi circa 111 metri e denominati “Regi”.

Un occhio decisamente attento per fare un’analisi di questo tipo non poteva che essere quello di Pietro Caforio, guida ambientale escursionista, al quale abbiamo rivolto qualche domanda.

La provincia di Foggia ha il maggior numero di tratturi di tutta la Puglia. Quale è la consistenza di questo patrimonio?

«Certo, il territorio della provincia di Foggia registra la presenza di ben 4 tratturi regi. Prima di tutto c’è quello che univa L’Aquila a Foggia ed è anche denominato “Tratturo del Re” o “Tratturo Magno” e con i suoi 244 chilometri di lunghezza è il più lungo tratturo italiano. Poi il Tratturo Regio Celano-Foggia con i suoi 200 chilometri di lunghezza è il secondo dell’Italia meridionale. Il suo è il percorso più interno tra i principali tratturi, portandolo ad attraversare zone non densamente abitate. A Lucera riceve la confluenza di quello Castel di Sangro-Lucera, e quest’ultimo è interconnesso con il Pescasseroli-Candela. Il Tratturo Regio Castel di Sangro – Lucera  con la sua lunghezza di circa 130 chilometri si colloca tra i principali tratturi dell’Italia meridionale. Questo tratturo si interconnette con il Pescasseroli-Candela e nei pressi di Vigna Nocelli si raccorda con il Celano-Foggia. Questo sistema di vie verdi rappresenta un grande patrimonio naturalistico, storico e culturale»

Ma sono adeguatamente valorizzati?

«Attualmente i tratturi in molte zone risultano trasformati da coltivazioni agrarie, strade statali e provinciali realizzate sui tratturi e zone sdemanializzate».

La guida ambientale escursionista Pietro Caforio
La guida ambientale escursionista Pietro Caforio

Secondo lei, si possono valorizzare? Cosa si può fare? Sono apprezzati?

«E’ possibile valorizzarli ripristinando lo stato dei luoghi e creando dei percorsi alternativi alle zone che insistono su strade. E’ necessario collocare sul tracciato dei segnali indicatori, bacheche didattiche, stampare carte con l’indicazione del percorso, favorire la presenza di zone di sosta magari ristrutturando le antiche taverne».

Si possono mettere iniziative in cantiere?

«E’ possibile favorire il ripristino della transumanza, magari con una serie di accordi o convenzioni con gli allevatori, agevolare la pratica del trekking sui tratturi a piedi, a cavallo, in bici ed incentivare progetti didattici con le scuole».

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Nella foto c'è la testimonianza di quanto scritto. 
S.S. 16, confine naturale tra Abruzzo e Molise. Proprio in questo preciso punto c'è questo cartello che indica lo storico Tratturo L'Aquila - Foggia. Patrimonio inestimabile, spesso dimenticato, della cultura e storia della transumanza, questo tratturo con i suoi protagonisti, pastori, commercianti, pellegrini, viandanti, ha caratterizzato usanze, tradizioni, culture delle popolazioni abruzzesi, molisane e pugliesi lungo il suo percorso. Rivalutare i Tratturi significa preservare la storia e ricordarla e renderla fruibile ai nostri figli. [N. B.]

di Pierluigi De Santis - www.ambienteambienti.com

martedì 23 giugno 2015

Fenice-EDF-Rendine: aspettiamo che finisca in tragedia? Lo chiede il Presidente del Comitato Diritto alla Salute

di Nico Baratta

Un problema vecchio come il tempo se rapportiamo gli anni cui molti cittadini si battono per la loro salute e le istituzioni non intervengono adeguatamente. Il caso del termodistruttore Fenice-EDF (così mi piace definirlo, e non è un caso poiché ho vissuto in prima persona e sulla pelle di molti miei amici gli effetti di quel mostro…), costruito e attivo da oltre 20 anni nella zona Industriale di San Nicola di Melfi (Pz), è al centro di polemiche di molti residenti in terra Lucana. Non solo, poiché l’attenzione è arrivata finanche in Capitanata, in quanto parte dei territori confinanti sono pugliesi, specie quelli sul versante ofantino. Tutti sappiamo –lo dicono quelle poche carte che siamo riusciti a ottenere attraverso l’ARPAB e dal suo sito web, che ricordo è pubblico- che quell’impianto ha delle lacune, specie per i pozzi piezometrici. Negli anni precedenti alcuni pozzi furono al centro di polemiche per l’elevata presenza di metalli pesanti, di molto oltre i valori consentiti.

Dal sito istituzionale dell’ARPAB (http://www.arpab.it/fenice/) si legge che:

“La Giunta Regionale di Basilicata con la delibera n° 2584 del 3 Novembre 1999 ha approvato il “Piano di monitoraggio ambientale del melfese“ che è stato redatto secondo le prescrizioni del DEC VIA 1790/93 emanato dal Ministero dell’Ambiente dove veniva espresso parere positivo alla domanda di pronuncia di compatibilità ambientale concernente il progetto di “Piattaforma di termodistruzione di rifiuti industriali con recupero di energia” da realizzarsi nell’area industriale di San Nicola di Melfi, presentato dalla società Fenice nel 1992. Per adempiere puntualmente alle prescrizioni del piano di monitoraggio ambientale del melfese, la Giunta Regionale di Basilicata, con propria deliberazione n° 304/2002, ha provveduto a trasferire all’ARPAB la proprietà della rete di monitoraggio della qualità dell’aria del melfese e la competenza delle relative indagini sulle matrici ambientali. In data 14 marzo 2003, con sottoscrizione di specifico protocollo d’intesa tra il Dipartimento Ambiente e Territorio della Regione Basilicata e l’ARPAB si è data operatività alle attività previste dal piano di monitoraggio del melfese.  Dall’attuazione del piano di monitoraggio del Melfese si può evidenziare che sono stati registrati superamenti nelle acque sotterranee per mezzo della rete di piezometri esistenti nell’area dell’impianto FENICE.  I superamenti dei valori di Concentrazione Soglia di Contaminazione (CSC) stabiliti dalla tabella 2 dell’allegato 5 alla parte IV del D.Lgs. 152/06 hanno riguardato diversi parametri. Il perdurare della situazione di contaminazione delle acque sotterranee nell’area dell’impianto, ha indotto l’ARPAB, in data 3 marzo 2009, ad effettuare comunicazione ai sensi dall’art. 244 del D.Lgs. 152/06. Dopo la comunicazione della contaminazione sono seguite diverse conferenze di servizio. Il superamento dei valori soglia di contaminazione delle acque sotterranee ha mostrato l’inadeguatezza del piano di monitoraggio del melfese. Per questo motivo la Giunta Regionale di Basilicata, con propria deliberazione n° 2263 del 29/12/2010 (revocata dalla deliberazione n° 1856 del 28/12/2012), ha ammesso a finanziamento un ulteriore studio delle emissioni dell’impianto FENICE, affidandone all’ARPAB il compito.”

Oggi il problema permane, ma se ne aggiunge un altro che, secondo il Presidente del Comitato Diritto alla Salute, con sede a Lavello (PZ), è interno all’impianto, affermando che «Non è accettabile che la Regione avalli una situazione pericolosa come quella denunciata dai lavoratori solo perché si è incapaci di smaltire i rifiuti solidi urbani delle città di Potenza e Matera». 

Di seguito riporto integralmente e fedelmente le dichiarazioni del Presidente del Comitato Diritto alla Salute, inviate oggi, 23 giugno 2015, a molte redazioni giornalistiche.

«Il servizio del TGR Basilicata sullo sciopero dei lavoratori FENICE-EDF-RENDINA, andato in onda oggi, ha drammaticamente evidenziato ancora una volta i problemi di sicurezza interna all'inceneritore ed il vergognoso immobilismo delle Istituzioni.

Cosa aspettano le Istituzioni di questa regione ad intervenire in modo fermo e definitivo sulla questione inceneritore Fenice di San Nicola di Melfi? 
Come si fa a rimanere ancora indifferenti alle tante, troppe, denunce DOCUMENTATE degli stessi lavoratori sui problemi di sicurezza interna all'impianto? 
Come ha potuto la Regione rilasciare oltre un anno fa l'Autorizzazione Integrata Ambientale senza avere – a tutt'oggi – la certezza che siano rispettate le prescrizioni imposte? 
Perché non viene commissariato? 
Davvero dobbiamo aspettare che accada il peggio affinché qualcuno intervenga?

Non è accettabile che la Regione avalli una situazione pericolosa come quella denunciata dai lavoratori solo perché si è incapaci di smaltire i rifiuti solidi urbani delle città di Potenza e Matera.
Si preoccupi il Presidente Pittella, che dice di amare così tanto la sua terra, di bloccare definitivamente lo scempio ambientale che si sta consumando da oltre 15 anni nell'area di San Nicola di Melfi. La stessa area dove oggi affluiscono centinaia di giovani lavoratori.
Si preoccupi, Presidente, di ricollocare i lavoratori Fenice e soprattutto abbia il coraggio di imporre alle comunità che ancora non lo fanno,  il rispetto delle normative sulla corretta gestione dei rifiuti».

Ad Maiora! 

venerdì 5 giugno 2015

Porsi in gioco

L'Editoriale di Nico Baratta

Credo pienamente che il neo eletto consigliere regionale Antonella Laricchia, del M5S, non debba perentoriamente dire “No” alla proposta di Michele Emiliano per la guida dell'Assessorato all'Ambiente della Regione Puglia. Comprendo la sua posizione e quella dei consiglieri appena eletti, che è quella dell’assoluta opposizione, come del resto avviene in tutte le assise dove i pentastellati non sono maggioranza. Quel posto, anzi quella carica, la deve ricoprire un esponente di un movimento che dell’ambiente ne ha fatto un dogma di trasparenza e buona politica. Lo deve fare non per comando, bensì per dar seguito a quel loro programma tanto pubblicizzato, poco applicato e soprattutto per rivendicarne la genitorialità, giacché di copia/incolla se ne sono visti tanti per opera di altri politici e partiti al seguito. E non è detto che l’assessorato lo debba ricoprire la Laricchia; può essere tranquillamente gestito da uno degli eletti del M5S. Se donna è meglio, più razionale e meno intrisa nel sistema di caste e costumi “omo-politici”, motivo in più per arricchire una compagine rosa orfana. Se devo dirla tutta, anche per vicinanze territoriali, la nostra rappresentante, quella della Capitanata, Rosa Barone, potrebbe far molto bene.

L'operazione, secondo il mio modesto punto di vista scevro da legami politici, potrebbe portare benefici a una regione che dell'ambiente ne ha fatto un piedistallo durante i dieci anni trascorsi, dove si è investito molto ma che non ha fruttato il previsto. 

La Puglia, come ente, ha legiferato tanto in materia ambientale. Ha utilizzato fondi europei per migliorare il settore ambiente. Ma ha anche dovuto arrestarsi innanzi a veti “montecitorini e bruxelliani” che l’hanno obbligata a prendere posizioni contrarie, però senza mai  sbarrare strade a compiacenti onorevoli e ministri, spesso di parte politica. La Puglia è tra le regioni, se non proprio la regione, dove l’ambiente ha assunto una centralità nel modus operandi di vari enti. Qui in Capitanata l’ambiente ha un valore prioritario, dove aziende hanno investito tanto, anche troppo, producendo surplus energetico. Un di più che ha sortito anche effetti contrari. Pale eoliche che deturpano tuttora l’aspetto paesaggistico dei Monti Dauni. O distese di campi di grano ricoperte da pannelli fotovoltaici ricche di silicio, un componente che a lungo andare sterilizza i terreni. Ovviamente non mi prolungo su altri casi, come centrali di biomasse, inceneritori vari, raccolta differenziata, perforazioni ispettive per idrocarburi, dissesti idrogeologici, vicende giudiziarie su aziende che hanno lucrato sull’ambiente, e più a sud il caso Ilva, etc..., etc…

Il momento credo sia favorevole, almeno per la nostra regione. Porsi in gioco è, per me, quell'atto che risolverebbe una "vertenza" politica tra un PD assemblatori pur di governare e un M5S accentratore pur di mantenere la sua idea.

Io sono dell'opinione che Antonella Laricchia , con tutto il M5S, debba accettare. Con Assessore a 5 Stelle si metterebbe alla prova Emiliano. Come inizio, che potrebbe dare il “La” o decretare la fine del connubio amministrativo-politico, basterebbe un progetto importante e risolutivo, stabilendo tempi senza proroghe. Il tutto conoscendo a priori le risorse a disposizione e rivendicando la genitorialità della proposta e del programma, che è antecedente a quello del Sindaco di Puglia. È bene ricordarlo sempre questo particolare. Se poi il neo eletto Presidente non tiene fede agli accordi presi, l’Assessore del M5S si dimetterà passando, con tutto il Movimento, all'opposizione che da quel momento diverrebbe dura e martellante.  Almeno per una volta bisogna provare. Sarebbe un test per entrambe e un punto di forza per il M5S. E poi sarebbe un di più per entrare in maniera diretta in quegli incartamenti sventolati come pubblici ma molto privati, spesso dimenticati, a volte insabbiati o, ancor più grave, negati ai consiglieri.

Antonella Laricchia, comprendo che il M5S non fa accordi, né tanto meno prove “coniugali”, ma almeno per una volta fa che cammini con le gambe di chi il popolo ha scelto di rappresentarlo nominalmente e non solo con  la lista. 

Provaci. Poniti in gioco.  

Ad Maiora! 

[foto by makinsud.com]

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