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venerdì 26 gennaio 2018

Terremoto in casa Forza Italia. Di Donna, suocero del Sindaco Landella, indagato dalla Procura di Foggia per appalti ATAF

di Nico Baratta

A poco meno dell’apertura ufficiale della campagna elettorale per le politiche 2018, dove il cognome “Di Donna” è tra quelli che potrebbero essere inseriti nelle liste elettorali di Forza Italia per la candidatura di Michaela, cognata dell’attuale sindaco di Foggia, Franco Landella, la Procura di Foggia ha aperto un fascicolo a carico anche di Massimino, padre della probabile candidante e suocero del Sindaco. Difatti, in un articolo comparso questa mattina sul quotidiano “Repubblica”, nella pagina dell’edizione di Bari, a firma di Antonello Cassano e Giuliano Foschini, si parla di “Un gruppo di potere che farebbe da padrone nel Comune di Foggia, gestendo parte degli appalti pubblici della città. Per esempio quelli della società Ataf”.
L'ATAF -Azienda Trasporti Automobilistici Foggia- è l'azienda cittadina che si occupa del trasporto pubblico, divenuta nell'anno 2001 una S.p.A., a totale partecipazione del Comune di Foggia.

La notizia ha scosso la città e soprattutto la forza politica di appartenenza di Landella, Forza Italia, poiché sarebbe una mannaia sulla figlia di Massimino, ovvero Michaela, che avrebbe espresso la volontà di candidarsi alla elezioni politiche del 4 marzo prossimo. Ma sarebbe anche, e in particolare, un colpo duro all’attuale amministrazione comunale, Sindaco in primis, giacché i Di Donna sono i familiari di Landella. Ovviamente tutto è ancora in fase di indagine, dove non vi sono colpevoli ma solo indagati, perciò non condannati, sia chiaro. Sembra l’ennesimo colpo duro, a fronte delle imminenti elezioni, contro una parte di una classe politica e in particolare contro Michaela Di Donna e, per consequenzialità familiare, contro il Sindaco Landella. Resta inteso che nel procedimento investigativo in corso non compaiono i nomi di questi ultimi due soggetti, pertanto è doveroso non assoggettare loro affinità legali.

Entrando nel vivo dell’articolo di Repubblica, si legge a proposito dell’Ataf: “La Procura di Foggia sta infatti indagando su alcuni esponenti del centrodestra pugliese di Capitanata: tra loro Massimino Di Donna, suocero del sindaco Franco Landella….” Pare ovvio, secondo quanto riportato da Repubblica, la centralità ricoperta da Massimino Di Donna, tant’è che La Procura foggiana nella giornata di ieri ha disposto, come prassi, la perquisizione dell’abitazione dello stesso Massimino e di altre persone iscritte nel registro degli indagati, ovvero del Direttore Generale dell’Ataf, Massimo Dicecca, del Presidente del CDA Ataf, Rosario Raffaele Ferrantino, di un funzionario dell’Ataf, Leonardo Ciuffreda, di Giovanni Longobardo, Michele Di Maio, Sergio Giannini, Massimo Rendinella e Marco Damiano. A loro è contestata la turbativa d’asta.
Il ruolo del Di Donna, come detto, pare centrale. Infatti, e sempre quanto riportato su Repubblica e nel decreto di perquisizione, c’è scritto che: “…dagli atti di indagine appare in grado di influire sulle procedure di gara, avvalendosi dei suoi stretti rapporti con il sindaco di Foggia, suo affine…”. Inoltre, nel decreto di perquisizione è ben definita la motivazione: ”…questo gruppo avvalendosi di mezzi fraudolenti, avrebbe gestito tutto, dall’acquisto di autobus, alle polizze assicurative fino al noleggio degli spazi pubblicitari sui mezzi… Alla luce delle indagini svolte vi è infatti il fondato motivo di ritenere che i suindicati indagati abbiano gestito illecitamente le procedure di gara…”.

La turbativa d’asta contestata riguarderebbe aggiudicazioni di gare per la stipula della polizia assicurativa RC Auto dei mezzi aziendali utilizzati dall’Ataf, quella del contratto di vendita di dieci autobus urbani a gasolio e quella degli spazi pubblicitari presenti sugli autobus dell’azienda. Ed è qui che la Procura di Foggia punta il dito contro Massimino Di Donna, affermando, come riportato nell’articolo di Repubblica: “…è lui che rivestirebbe il ruolo di istigatore per l’affidamento illecito del servizio in favore della società di Giannini, predisponendo insieme l’avviso pubblico. In cambio le imprese di Giannini e Damiano avrebbero effettuato lavori di ristrutturazione nella casa di Di Donna…”. Insomma, secondo gli inquirenti e ciò che riporta Repubblica il Di Donna sarebbe il cardine per l’aggiudicazione delle gare di appalto, come per esempio quella che riguarderebbe il servizio di manutenzione degli impianti antincendio dei parcheggi gestiti dalla stessa ATAF, nello specifico quelli del Ginnetto, il Russo e lo Zuretti.

Immediatamente con una email indirizzata agli organi di stampa è giunta la ferma risposta dell’Avvocato Michele Curtotti, tra l’altro anche legale di Michaela Di Donna, Raffaele Ferrantino, Marco Damiano e Sergio Giannini, che stigmatizza la scelta della redazione di Bari di Repubblica nel comporre un articolo che accosta l’indagine a nomi estranei, tuonando che, nel precipuo caso politico, sarebbe una strumentalizzazione politica. Di seguito la nota stampa dell’Avv. Curtotti.

«In relazione alle notizie di stampa sulle perquisizioni effettuate per presunti illeciti nella gestione di gare d’appalto della società Ataf SpA, ritengo opportuno, in qualità di difensore, tra gli altri, del presidente dell’azienda, avvocato Raffaele Ferrantino, e del signor Massimo Di Donna, precisare quanto segue:
L’unico atto, allo stato, notificato agli indagati, è un provvedimento di perquisizione finalizzato alla ricerca di elementi di prova. È chiaro, quindi, che si tratta di doverosi accertamenti d’indagine, disposti dalla Procura della Repubblica di Foggia con apprezzabile e prudente scrupolo investigativo. Far diventare tale attività, peraltro coperta da segreto, una “notizia da prima pagina” – strumentalizzando per fini evidentemente politici una notizia di cronaca giudiziaria – è un malvezzo a cui non è possibile abituarsi. È appena il caso di ricordare che, allo stato, non vi è una imputazione cristallizzata, bensì soltanto una ipotesi investigativa che meriterebbe maggior rispetto da parte di quanti sono chiamati al doveroso ma delicato compito di informare l’opinione pubblica. A tal proposito, nell’evidenziare che tutti gli indagati attendono serenamente gli esiti di tali accertamenti e sono pronti, quando e se sarà necessario, a chiarire le proprie posizioni, devo fortemente stigmatizzare la scelta dell’edizione di Bari del quotidiano La Repubblica – ripresa poi da altre testate giornalistiche locali – di accostare ad una indagine, lo si ribadisce ancora nelle sue fasi iniziali, l’esponente di Forza Italia Michaela Di Donna, del tutto estranea ai fatti.»

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mercoledì 10 agosto 2016

Piemontese, sindaco e amministrazione comunale di Foggia bocciati dallo stesso consiglio di amministrazione dell’ATAF

Di seguito pubblichiamo la nota di Raffaele Piemontese (nella foto), Assessore al Bilancio della Regione Puglia e dirigente del PD, in merito alle dichiarazioni del Sindaco Landella sulla vertenza ATAF.

“Se il sindaco di Foggia e la giunta di centrodestra manderanno gambe all’aria l’ATAF si assumeranno una responsabilità storica imperdonabile e non servirà a nulla continuare a rinvangare i fantasmi del passato”. Il segretario provinciale del Partito Democratico fog-giano, Raffaele Piemontese, commenta così gli allarmi dei sindacati dei lavoratori rispetto ai tagli agli stipendi dei dipendenti dell’azienda di trasporto urbano, che oscillerebbero tra i 300 e i 600 euro al mese.
“L’Amministrazione Landella sta innescando una vera e propria bomba sociale – continua Piemontese – e lo sta facendo coprendo le proprie scelte scellerate con motivazioni as-surde, insensate e paradossali". Secondo il segretario del PD di Capitanata, “questo giu-dizio non è esagerato se solo si tiene conto che lo stesso consiglio di amministrazione di ATAF, nominato dall’Amministrazione in carica, ha tratteggiato un quadro a tinte fosche il 24 giugno scorso in un’allarmata raccomandata trasmessa al sindaco, all’assessore alla Mobilità, al consigliere comunale delegato ai rapporti con le aziende partecipate, ai diri-genti dei Settori Partecipate e Mobilità e al collegio sindacale dell’azienda”.

La valutazione che emerge nel documento del CdA di ATAF si apre con giudizio lapidario: «Si ritiene che le tariffe della sosta stabilite con DCG (Delibera di Giunta Comunale) porteranno con ogni probabilità ad un’ulteriore rilevante flessione dei ricavi della sosta su strada (lungi invece dal rispettare l’impegno preso da codesta Spett.le Amministrazione Comunale, la quale si era prefissa, con il nuovo regolamento della sosta, di garantire maggiori introiti per ATAF)…». Con la conseguenza, prevista sempre dallo stesso consi-glio di amministrazione, che ATAF «non è in grado di garantire il completo svolgimento del servizio di TPL» e paventa «la riduzione dei servizi alla cittadinanza».
"Quali iniziative - prosegue Raffaele Piemontese - ha intrapreso o intende intraprendere il sindaco e l'Amministrazione comunale per affrontare le pesanti problematiche che i com-ponenti del Cda da loro stessi nominati, e non certo esponenti dell'opposizione, hanno evidenziato? Fino ad ora nessuna".


Il riferimento è agli effetti della delibera della Giunta foggiana che ritocca le tariffe della sosta a pagamento dal 1° settembre: “Il sindaco si è gloriato degli sconti a commercianti e studenti universitari – sottolinea Piemontese – senza tenere conto degli effetti di quella decisione che affossa l’ATAF condannandola a perdite tra il milione e il milione e mezzo di euro e mette a rischio il futuro di circa 250 lavoratori. È assurdo far ricadere le perdite dell'azienda sulle famiglie dei dipendenti”.
“Anche il centrosinistra si trovò a valutare la scelta di favorire studenti e commercianti – ricorda il segretario del PD – ma ci fermammo perché avremmo provocato un buco irre-cuperabile che si sarebbe anzitutto rovesciato sui servizi ai foggiani e, quindi, avrebbe messo a rischio gli stipendi dei lavoratori, fatti negativi che evidentemente a questo sin-daco e a questa Amministrazione interessano meno”.
“I commercianti si aiutano aumentando il numero di clienti dei loro negozi – continua il segretario del PD – magari disponendo tariffe scontate per soste che non superino le ore necessarie allo shopping o investendo, come l’Amministrazione di centrosinistra era in procinto di fare con il progetto “InfoMobility” integrato nel più grande progetto ‘3esse’, in programmi tecnologici smart che consentano di combinare il pagamento nelle strisce blu con gli scontrini della spesa effettuata”.
“Ma sono proposte che avrebbero un qualche significato solo con politici e amministratori che non abbiano scelto di vivere alla giornata – osserva Piemontese – consumando ine-sorabilmente il patrimonio comunale con scelte insensate, come dimostrano sia le perdite registrate da ATAF a causa  delle centinaia di auto in quotidiana sosta vietata che il Co-mune non è in grado di multare che il degrado dei mezzi”.

 “In questo scenario, il PD sarà al fianco dell’ATAF e dei 250 lavoratori, elaborando e so-stenendo a ogni livello istituzionale – conclude il segretario del PD di Capitanata – soluzioni in grado di dare una prospettiva strategica a un’azienda patrimonio della città e di lanciarla verso le grandi opportunità che in tema di mobilità si stanno aprendo a livello europeo, nazionale e regionale”.

Foggia, vertenza Ataf: la risposta del Sindaco Landella all’ultima presa di posizione dei sindacati

Hanno suscitato sorpresa il tono e i contenuti del comunicato stampa diffuso ieri dai sindacati dei trasporti in relazione al presunto scarso impegno di questa Giunta nei confronti dell’azienda Ataf.

«Alcune sigle sindacali aziendali di ATAF SpA –ha dichiarato il Sindaco Franco Landella- lanciano l'allarme sullo stato dell’Azienda a fronte di una situazione critica che dura da ormai lungo tempo. Appena qualche giorno fa il Consiglio comunale ha votato il provvedimento per il completamento del ripiano delle perdite maturate dall'azienda di trasporto pubblico cittadina nell'esercizio del 2014, ovvero questa Amministrazione ha provveduto a coprire le perdite prodotte in passato! Ma allora i sindacati erano forse distratti o facevano finta di non vedere la gestione fallimentare di quegli anni. O vi erano altri obiettivi che facevano girare la testa dall'altra parte a chi oggi trova il coraggio -o la convenienza- per alzare la voce.
L’Amministrazione ha fatto notevoli sacrifici economici per risollevare le sorti dell’Azienda. È appena il caso di ricordare che questo è il governo comunale che più di ogni altro si è esposto in termini economico-finanziari in favore dell’Ataf, con il riconoscimento dell’adeguamento inflattivo del contratto di servizio (con un impegno in bilancio di circa 2.3 milioni di euro), il ripiano totale delle perdite per l’esercizio 2014 (con un impegno di circa 700mila euro) e l’acquisto di nuovi autobus (con una spesa di circa 200mila euro). Per non parlare del fatto che CDA e Presidente dell’Ataf, di concerto con il Sindaco, hanno internalizzato servizi per oltre 700mila euro.
Sacrifici che vengono da molto lontano: da una gestione politica e aziendale che si è dimostrata palesemente fallimentare conclusasi con un piano di ristrutturazione del debito che, nei fatti, si è dimostrato del tutto inefficace –producendo più perdite che utili- al punto che è stato necessario rivederlo e, con il mese di agosto, ne è partito uno nuovo.
In questo contesto, è chiaro che ognuno, anche in Azienda -dal livello apicale a quello più basso-, è chiamato a fare la propria parte con senso di responsabilità per assicurare un servizio efficiente all’utenza, pur puntando alla massima salvaguardia possibile delle prerogative dei lavoratori.
La Delibera di Giunta ha previsto una serie di attività finalizzate a venire incontro ad alcune istanze che, sin dall’inizio della consiliatura, erano state sollevate dagli studenti universitari e dagli operatori del commercio: una fetta importante, cioè, del tessuto sociale ed economico della città. In quest’ottica, non si comprendono le critiche dei sindacati sulle modalità operative, in quanto queste sono oggetto di incontri e riflessioni che si stanno susseguendo in questi giorni, sulla scorta anche delle indicazioni date dall’Azienda e che puntano a migliorare il sistema della sosta ricomprendendo proprio le esigenze storiche di queste categorie di cittadini.
Relativamente ai colloqui intercorsi con i vertici di Ferrovie del Gargano, sono stati individuati alcune attività che possono migliorare il servizio di trasporto integrato a beneficio di una buona fetta di abitanti dei centri della provincia che lavorano nel capoluogo.
Chiaramente, i termini discussi devono essere oggetto di ulteriore analisi da parte dei vertici di Ataf e Ferrovie del Gargano per trovare le migliori modalità di attuazione.
A fronte di tutti gli sforzi compiuti dal Comune a favore di Ataf per salvare una azienda in grave difficoltà finanziaria, i sindacati non stanno assumendo posizioni costruttive. Sarebbe stato molto più semplice e produttivo, dal punto di vista politico e gestionale, da parte mia, al momento dell’insediamento, portare i registri in tribunale e dichiarare che il piano di ristrutturazione del debito –come era evidente- era destinato a fallire. Ho voluto evitare in ogni modo, con la piena collaborazione dell’Amministrazione e della proprietà, esiti che sarebbero stati disastrosi per la città e per i dipendenti. E’ per questo che ritengo le chiusure riscontrate nelle posizioni dei sindacati un atteggiamento irresponsabile, strumentale e irriconoscente verso chi si impegna per contemperare le esigenze della cittadinanza e quelle dei lavoratori».

lunedì 4 luglio 2016

“Trovo capziose e irrispettose e diffamatorie le dichiarazioni di Antonio Zenga, segretario Fismic”

Pubblichiamo il comunicato stampa del Consigliere Comunale di Foggia e capogruppo Lavoro e Libertà, Luigi Buonarota (nella foto).

«Trovo capziose, che dico, provocatorie le dichiarazioni del segretario del sindacato autonomo, perciò non confederato, Fismic di Foggia, Antonio Zenga, in merito ad un mio comunicato sulla volontà del Consiglio comunale di insediare, presso la stazione ferroviaria dell’Incoronata di Foggia, il tanto atteso servizio di bus navetta per i lavoratori pendolari dell’area industriale del capoluogo dauno. A fronte della “Proposta di mozione relativa alla Stazione ferroviaria dell’Incoronata”, presentata al Presidente Consiglio del comune di Foggia in data 03 novembre 2015 e messa agli atti in data 10 novembre 2015, frutto di un mio continuo lavoro, che ha le sue origini molti anni fa e che ha sempre trovato sinergie tra le varie istituzioni chiamate a tal compito, il 22 giugno 2016 la massima assise comunale, il Consiglio comunale di Foggia, all’unanimità ha votato a favore per tal servizio. In merito a questo dato importantissimo porgo all’attenzione che ciò che Zenga ha scritto e perciò dichiarato agli organi di stampa è diffamatorio verso tutto il Consiglio comunale foggiano. Mai nessuno di noi, in particolare il sottoscritto, ha voluto “… arrogarsi il merito di speculare sui problemi reali dei lavoratori, specialmente quando gli stessi sono vittime di atti di inciviltà e vandalismo” come dichiarato testualmente dal Zenga. Non comprendo l’acredine di Zenga nei miei confronti, a maggior ragione quando il sottoscritto nel comunicato inviato agli organi di stampa non ha mai menzionato il lavoro svolto dalla Fismic.. Tuttavia devo prendere atto che il comportamento assunto dal segretario della Fismic di Foggia è fuorviante verso i lavoratori stessi e nel contempo astutamente messo in atto cavalcando battaglie politiche e sociali contro chi da oltre un decennio, e non da un  po’ di tempo come lui e la sigla che rappresenta, sta portando avanti per migliorare la qualità della vita, la sicurezza, la legalità, nella zona ASI. 
Nel contempo devo prendere atto e far prendere atto al Consiglio comunale che nel comunicato stampa della Fismic di Foggia è stata riportata da Antonio Zenga una dichiarazione virgolettata del Presidente dell’ATAF S.p.A. di Foggia, Raffaele Ferrantino. Nel virgolettato –testuali parole- si legge “Il percorso per risolvere questa problematica che garantisca la sicurezza dei lavoratori - dichiara il Presidente dell'Ataf Raffaele Ferrantino - è stato già iniziato qualche tempo fa, proprio grazie a un incontro con la Fismic in azienda, che rendemmo pubblico con un comunicato stampa, per cui non credo proprio sia il caso che qualcuno conti di impostare la propria campagna elettorale su questo”. Fortunatamente, su alcune testate della stampa locale, il presidente Raffaele Ferrantino, ha smentito nettamente le dichiarazioni riportate dalla Fismic, precisando che: «Di non aver mai detto o rilasciato dichiarazioni denigratorie nei confronti di figure istituzionali, verso le quali, per mia formazione personale e professionale, ho avuto e continuo ad avere il massimo rispetto». Mi chiedo come mai un segretario di una sigla sindacale, Antonio Zenga, possa divulgare dichiarazioni a nome di un rappresentante istituzionale pubblico che merita rispetto. Voglio augurarmi  che le dichiarazioni rese da Zenga possa essere oggetto di valutazione ai fini dell’esperimento di eventuali azioni nelle sedi opportune, salva l’ipotesi di resipiscenza da parte dello stesso, a mezzo di formali e pubbliche scuse sia al presidente Ferrantino, sia al Consiglio comunale, sia alla mia persona.
Inoltre, ed è giusto ribadirlo, il percorso dell’attivazione del bus navetta in oggetto iniziato da me con la votazione unanime del Consiglio comunale è all’attenzione del presidente Ferrantino, il quale ha dichiarato pubblicamente che : «Desidero ringraziare il Consiglio comunale per l’attenzione posta in ordine alla questione inerente l’attivazione di un bus navetta di collegamento tra Foggia e la zona Asi, in modo da offrire ai lavoratori della zona industriale un servizio che in più occasioni avevano richiesto invano nel passato. L’impegno dell’Assemblea consiliare, infatti, si muove nella stessa direzione tracciata dal Consiglio di Amministrazione di Ataf SpA, sia pure come linea di indirizzo generale». 
Solo per un mera puntualizzazione sulla questione ricordo a me stesso che già nel mese di giugno 2010 chiesi all’allora Presidente Ataf Ing. Fiore Luigi, dopo essermi confrontato con lui sull’argomento, incontro con la struttura tecnica innanzi il sito Alenia Aermacchi, oggi Leonardo Aerostrutture spa per la valutazione di fattibilità; incontro, poi, avvenuto con il responsabile Ciampolillo Alfonso ed i due coordinatori Ruo Pietro e Gramazio Matteo. A quell’incontro seguì l’attivazione del bus navetta sperimentale per 15 gg ma, poi, a causa della scarsa partecipazione di utenza dovuta a reiterati ritardi, frequenti in quel periodo, dell’arrivo del treno, Ataf sospese il servizio. In quel periodo il sottoscritto non era Conigliere Comunale per cui non avevo ruolo istituzionale per far produrre alla massima assise cittadina atti di indirizzo come l’ultima mozione navetta votata all’unanimità. 
I cittadini ne prendano atto.

Luigi Buonarota
Consigliere Comunale di Foggia e capogruppo Lavoro e Libertà

«Il bus navetta stazione Incoronata – ASI è realtà. Approvata la mia mozione in Consiglio Comunale».

Pubblichiamo il comunicato stampa del Consigliere Comunale di Foggia e capogruppo Lavoro e Libertà, Luigi Buonarota (nella foto).

«Finalmente i lavoratori pendolari, e non solo, della zona industriale di Foggia, meglio conosciuta come ASI, potranno godere del servizio bus navetta che va dalla stazione dell’Incoronata ai vari stabilimenti presenti nell’area. È una vittoria sociale, che grazie alla buona politica messa in campo in primis dal sottoscritto quale primo firmatario, con l’ausilio di altri Consiglieri comunali cofirmatari della mozione a cui avevo posto la problematica annosa, garantirà un servizio atteso da anni assicurando legalità e sicurezza a chi prima parcheggiava la sua autovettura nell’area della stazione dell’Incoronata.

È cosa nota a tutti che da anni quell’area era, e lo è tuttora, interessata da atti vandalici e furtivi che prendono di mira le auto parcheggiate dai lavoratori pendolari che prestano la propria attività nelle varie aziende della zona industriale di Foggia. Chi non ricorda la data del 29 ottobre 2015, una fra tante ma di maggiore impatto vandalico, quando diverse autovetture parcheggiate presso la suddetta stazione furono rubate e tante altre vandalizzate. Una situazione denunciata più volte sia alle autorità giudiziarie competenti, sia alla “Rete Ferroviaria Italiana” (RFI), sia all’amministrazione comunale, che ad oggi ha visto pochi interventi e tante chiacchiere. Da anni sono in prima linea sul fronte sicurezza, legalità, occupazione che riguarda la zona ASI e ne sono altrettanti che sollecito formalmente le istituzioni competenti ad affrontare tal annoso problema. 

Con la deliberazione da parte del Consiglio comunale di Foggia della “Proposta di mozione relativa alla Stazione ferroviaria dell’Incoronata”, presentata al Presidente Consiglio del comune di Foggia in data 03 novembre 2015 e messa agli atti in data 10 novembre 2015, chiedevo testualmente l’impegno del “Sindaco e della (sua) Giunta Comunale a porre in essere ogni utile iniziativa per arginare il fenomeno dei furti delle autovetture parcheggiate presso la stazione ferroviaria dell’Incoronata e, in particolare, solleciti, mediante i necessari atti di indirizzo, la società ATAF SpA, quale azienda di trasporto pubblico locale, ad istituire un bus navetta che accompagni i lavoratori pendolari, previo regolare abbonamento con la società di trasporto, dalla suddetta stazione ferroviarie alle aziende della zona industriale Incoronata dove prestano la loro attività”.

Ebbene, il 22 giugno 2016, appena qualche giorno fa, durante la seduta del Consiglio comunale finalmente la mozione è passata con voto unanime; ai colleghi Consiglieri va il mio ringraziamento che non è altro e soprattutto quello delle migliaia di lavoratori che hanno riposto fiducia in me conferendomi tal responsabilità. Ora il passo successivo lo deve compiere il Sindaco/giunta con ATAF SpA che dovrebbe organizzarsi per il trasporto dei dipendenti con un bus navetta che va dalla stazione Incoronata alla zona industriale di Foggia e viceversa, rispettando gli orari di lavoro organizzati su tre turni con in canonici orari, compreso quello del giornaliero. In tal modo si instaurerebbe un servizio intermodale ferro/gomma presso la stazione Incoronata che oltre a diminuire pericoli celati in strada, avrebbe un impatto ambientale meno inquinante e decongestionante del traffico veicolare di per se presente in quantità notevole per le decine di autotrasportatori che si recano nelle aziende della zona ASI, per il bacino di utenza che percorrerà tale arteria all’apertura del centro commerciale e per l’apertura a breve del casello autostradale».

Luigi Buonarota
Consigliere Comunale di Foggia e capogruppo Lavoro e Libertà

lunedì 20 giugno 2016

«Sulla questione ATAF prevalga il buon senso su decisioni collettive, non quelle privatistiche»

Di seguito si riporta una nota stampa di Luigi Buonarota (nella foto), Consigliere Comunale di Foggia e capogruppo Lavoro e Libertà.

«La città di Foggia non può subire ritorsioni da chi chiede giustizia per ottenere diritti sanciti dalla Costituzione Italiana, frutto di anni e lotte sindacali e che si chiama lavoro. Certo, i dipendenti che hanno scioperato hanno commesso un atto forzato che ha bloccato un’intera città. E questo è ciò che è accaduto qualche settimana addietro e che oggi vede i lavoratori Ataf nuovamente al lavoro, ma le rispettive controparti contendersi una posizione pur di addivenire a soluzioni migliori. Ma migliori per chi, è la mia domanda? Da una parte, quella aziendale, si cerca di risanare conti pubblici intervenendo sulle remunerazioni dei lavoratori, dall’altra, sindacalmente forzata, obbligando il Comune di Foggia a versare nelle casse della partecipata la somma dovuta. 
A dir il vero il Comune di Foggia, con la manovra di bilancio approvata dalla maggioranza dell’assise, avrebbe scelto di versare in Ataf solo 400mila euro, a fronte dei 690mila richiesti per pareggiare i conti. 
Ed il resto chi se lo deve accollare? I dipendenti con nuove contrattazioni economiche e normative che vedrebbero cambiarsi indennità –ordinarie e straordinarie- aziendali e contributi vari, parametri di valutazione sull’efficienza e assenteismo? O sarebbero i cittadini il salvacondotto per un’azienda, che per scelte non felici in un CDA politico di maggioranza comunale, dovrebbero accollarsi ulteriori oneri oltre quelli già versati e in procinto di aumentare con le nuove tariffe della sosta a pagamento? 
Se si analizza nella sua completezza l’azione messa in campo dai vertici Ataf ne consegue che è la risultante di tanti comportamenti attuati da un’azienda che ha al suo apice un CDA fortemente condizionato da un sindaco che crede di gestire tutto, anche chi nomina per gestire. Per far comprendere l’entità delle azioni svolte in Ataf, negli ultimi sei mesi si è scioperato tre volte; erano più di vent’anni che non accadeva un blocco così forte dei mezzi pubblici, allorquando la mobilitazione ha coinvolto quasi la totalità dei dipendenti. La scelta che il CDA ha assunto nell’assumere i 18 dipendenti ex Apcoa con l’intento di pagarli con la rivisitazione degli emolumenti straordinari bloccati, fa ben comprendere le dinamiche di svolgimento che l’Ataf vuole assumere: meno costi a parità di lavoro che inevitabilmente si tradurrebbero in inefficienza e che si ripercuoterebbero sulle prestazioni ai cittadini. Non è un segreto che l’Ataf sta organizzando un nuovo piano industriale dove integrerà le 18 unità lavorative “scaricate” da Apcoa. Tal decisione inevitabilmente cambierà alcune organizzazioni  per i lavoratori con più sacrifici e meno soldi. Decurtazione degli stipendi –di per sé già ridotti negli ultimi anni-, più lavoro e cambio mansioni saranno all’ordine del giorno e con una tal organizzazione è evidente che il lavoratore si preoccupa e manifesta. Vorrei vedere chi di voi a fronte di tal chiamiamoli sacrifici  e riduzione degli stipendi –per me indotti da politiche organizzative e gestionali unilaterali nel CDA senza l’ascolto da buon padre di famiglia delle organizzazioni sindacali- non si preoccuperebbe; io si. E ciò è avvallato anche dalle cifre che nelle settimane scorse sono uscite da Via Motta della Regina, dove le decurtazioni in busta paga che si vorrebbero adottare non rispondono alle esigenze richieste. I sindacati hanno parlato di 200-400 euro pro-capite al mese, l’Ataf di soli 80 euro. La discordanza è palese e credere all’uno piuttosto che all’altro non produce trasparenza, anzi inquina ancor di più una vicenda che credo debba essere portata in Consiglio comunale e decidere.
Nelle ultime ore, tuttavia, si è fatto un passo in avanti nella chiarezza delle informazioni. Oltre alle note dichiarazioni di alcuni colleghi della minoranza supportati dal relativo partito maggioritario, il sottoscritto, da solo,  si è recato in Ataf ed è riuscito a ottenere informazioni dettagliate, avallate da documenti cartacei, che fanno ben comprendere le intenzioni assunte da Ataf SpA, nonché dal suo CDA. Il “Piano 2016-2018 a supporto del nuovo Accordo di ristrutturazione del debito di Ataf Spa”,  piano approvato dal Consiglio di Amministrazione il 03 Marzo 2016, prevede un risanamento di circa 15 mln/€ attraverso l’acquisizione di beni immobili comunali già avvenuti con Delibera del Consiglio Comunale di Foggia n. 90 dell’11 Settembre 2012 e dalle previsioni dell'andamento dei ricavi delle attività della sosta e del TPL –Trasporti Pubblici Locali- e dalle previsioni di riduzione e ottimizzazione dei costi aziendali. Queste, tutte azioni messe in campo ma con risultati improduttivi giacché le previsioni dell'andamento dei ricavi delle attività della sosta e del TPL, nel tempo trascorso, hanno prodotto una forbice rispetto ai dati sui ricavi effettivamente realizzati, determinando una situazione di insostenibilità nell’eliminare il debito che “declinato” in soldi è pari a circa 2,4mln/€, ovvero lo sbilancio di cassa del cash-flow previsionale relativo all’anno 2016. 

Ora, tra mancati adeguamenti inflattivi dei Contratti di servizio TPL e minori ricavi della sosta tariffata, concause anche della scarsa manutenzione dei mezzi e parcometri, nonché della difficoltà di pagare i fornitori, ed anche della possibile revoca da parte dei creditori - Agenzia Entrate, Inps , BNL- della concessione della rateazione e quindi con la decadenza dello stesso Accordo di ristrutturazione del debito che potrebbe comportare il fallimento dell'azienda, l’Ataf, dopo alcuni incontri con il Comune, in data 03 marzo 2016, ha deliberato un nuovo Piano di azioni 2016-2018 a supporto del nuovo Accordo di ristrutturazione del debito di Ataf Spa. In sintesi il piano prevedrebbe:
- La prosecuzione del processo di riduzione e ottimizzazione costi aziendali e incremento ricavi diversi da TPL e Sosta.
- La riduzione dei costi del personale dove sommariamente verrebbero introdotte azioni permanenti di contrasto all'assenteismo, con conseguente maggiore disponibilità di personale e relativo risparmio di costi per prestazioni straordinarie; l’eliminazione totale delle prestazioni straordinarie, pagate solo per forza maggiore quando vi è la prosecuzione del servizio o comandato e di quello tecnico; sospensione totale delle anticipazioni TFR, come previsto da un accordo di ristrutturazione dei debiti di cui all’art. 182-bis della legge fallimentare e dei prestiti aziendali; eliminazioni di contributi, erogazioni, Cral, borse di studio; sostituzione personale Autista utilizzato in Biglietteria con altro personale –per esempio gli ex operatori per la sosta; utilizzo n. 15 ex Operatori Sosta per pulizie autobus; esternalizzazione di alcuni servizi; modifica organizzazione uffici del magazzino; valutare l’esonero di ex L. 830/1961 del personale inidoneo.
- Incremento ricavi TPL.
- Incremento ricavi Sosta congiuntamente con  gli Impegni intrapresi in tal senso dal Comune, come descritto nelle diffuse comunicazioni che in questi giorni il Comune di Foggia ha inviato alle agenzie stampa.
- Ristrutturazione del debito con i creditori istituzionali - Agenzia Entrate, Inps , BNL- dilazionandolo da 5 a 7 max 8 anni, con l’aggiunta dellavalorizzazione del patrimonio aziendale ai sensi della DGC N. 112/2015 (Beni già in garanzia ipotecaria ai creditori).

Insomma tutte azione che seguono un preciso percorso, quello precipuamente voluto solo dall’Ataf, e perciò da questa Amministrazione comunale di maggioranza poiché è l’artefice univoca dei componenti del CDA dell’azienda dei trasporti foggiana. Decisioni del CDA, per dirla tutta, di un Consiglio di Amministrazione monocolore politico e partitico che è stato rimesso in auge da un Sindaco che del controllo personale ne fa un dogma gestionale. CDA che nella precedente amministrazione comunale, ed è bene ricordarlo, erano stati eliminati sia per non gravare sulle tasche pubbliche dei cittadini, sia per esautorare organi politici da decisioni attinenti ad aziende partecipate, che devono godere di piena autonomia e non soggiogata a quella politica. E giacché la politica di maggioranza di questa amministrazione comunale vuol la sua parte, è bene, e lo ripeto, che tal problema venga affrontato nell’assise preposta, anche per aver un valore con cui regolarsi e comunicare ai cittadini eventuali responsabilità. 
Tuttavia se si ascoltano le voci dei lavoratori, spesso “taciute” da sequele di comunicati stampa costruiti ad hoc dai comunicatori degli organi politici di maggioranza del Comune di Foggia, questi sembrano avvallare ciò che da tempo si evidenzia sulle tratte dei mezzi di trasporto pubblico: autobus obsoleti, senza aria condizionata, in precarie condizioni manutentive, circolanti su vie cittadine non preferenziali spesso bloccate da auto in soste selvagge e mai sanzionate da chi dovrebbe provvedere non tempestivamente a chiamata, bensì ogni giorno per l’area assegnata. Basti vedere la via dove è ubicato il Comune e tutto è più chiaro. L’Ataf spesso si rifugia dietro scuse elementari come la mancanza del pagamento del biglietto di molti cittadini, senza sapere che il danno erariale in oggetto è la minima parte di quello causato da scelte aziendali preconfezionate dopo poco tempo dall’insediamento del sindaco Landella. Come ho potuto già rilasciare alla stampa, congiuntamente ai mie colleghi consiglieri, credo che la protesta debba essere rivolta alla Giunta comunale piuttosto che rendere difficili le già precarie condizioni dei foggiani. Se l’Ataf ha un CDA espressione unilaterale di un sindaco che s’improvvisa manager, senza averne le dovute attitudini, e che decide solo dopo averlo ascoltato, come si può pretendere che le decisioni vengano assunte trasparentemente da chi è nel CDA? 
Come sempre le responsabilità si scaricano su chi lavora e su chi protesta, mai su chi decide e amministra specie se lo scettro è impugnato dalla stessa politica che ha scelto amministratori e CDA. La Sosta Tariffata è diventata il capro espiatorio di una gestione fallimentare di un progetto che poteva e doveva essere la svolta di una città affogata dal traffico e caoticamente pericolosa, laddove da molti mesi gli impianti semaforici brillano di “giallo proprio” e le vie cittadine sono ritornate a doppio senso per dar luogo a zone pedonali personalistiche. In riguardo alla sosta tariffata l’Ataf, in data 08 gennaio 2015, con un’informativa protocollata n° 088/2, chiese al Sindaco Landella, al Consigliere De Martino e al Dirigente comunale Masciello,  un incontro urgente per discutere e chiedere un intervento deciso sulla gestione della stessa e delle conseguenze determinate. Nell’informativa è ben sottolineato un problema che affligge tal servizio, ovvero che su 100 auto paganti (esclusi i residenti e perciò aventi diritto) ben 60 sono auto parcheggiate illegalmente (con un ammanco di circa 1.200.000 €/annui) e 74 espongono permessi per disabili (in totale su 100 stalli, 134 non pagano). Per non parlare delle auto parcheggiate sugli scivoli per disabili, marciapiedi, incroci, strisce pedonali, nei giardinetti e davanti le fermate degli autobus. Tutte situazioni che gli Ausiliari al traffico non hanno competenze per intervenire, ma la Polizia Municipale si. Circostanze, quelle descritte, che in sostanza, oltre a confermare l’inciviltà del cittadino irresponsabile, determinano un livello di illegalità pari al 60% e che decretano mestamente il fallimento del Comune per quanto concerne politiche di decongestione del traffico, ripercuotendosi su quelle economiche e occupazionali messe in campo dall’Ataf. Appunto, fallimento comunale evidenziato anche nella suddetta informativa che l’Ataf ha indirizzato al Comune ponendo in rilievo che “355 permessi con tutta evidenza (sono) utilizzati illegittimamente” –come descritto nella nota Prot. n.0593/2 del 14 febbraio 2013, nota Prot. n.0740// del 26 febbraio 2013, nota Prot. n.1076/2 del 21 marzo 2013, nota Prot. n.1206/2 del 04 aprile 2013-. Ebbene, a distanza di più di un anno l’informativa ha conseguito il nulla e l’Ataf, con il suo personalissimo CDA, ha ritenuto opportuno riunirsi. In data 27 aprile 2016 il CDA suddetto ha redatto un verbale di riunione aventi due ordini del giorno “Comunicazioni urgenti sulla situazione aziendale e determinazioni conseguenti” e “Situazione debiti-crediti 2015 tra Ataf e Comune e determinazioni conseguenti”, dove, rispondendo al secondo ordine, evidenzia lo stato finanziario. In particolare risalta una nota inviata, a mezzo email con la formalità della raccomandata –pec, al Comune che dopo esser stata letta dal dirigente al Bilancio, dott. Di Cesare, ha prodotto solo la presa visione delle fatture in essere tra Ataf – Comune - Regione Puglia, senza ottenere una fattiva azione a tal bisogno. La nota sommariamente dice “…dalle risultanze contabili dell’Ente, riferite agli stanziamenti definiti dal Bilancio 2015 del Comune di Foggia, non si evidenziano crediti certi, liquidi ed esigibili al 31.12.2015 ovvero partite sospese tra Ataf SpA e il Comune di Foggia… Nel contempo si segnalano partite debitorie di Ataf SpA verso il Comune di Foggia al 31.12.2015 per €  734.325,00… Pertanto la società Ataf Spa ha l’obbligo di riconciliare le proprie partite debitorie e creditorie verso il Comune di Foggia, poiché, in osservanza di specifici titoli di credito, ai sensi dell’art. 191 del TUEL, non le è consentito mantenere gli importi rivendicati nel proprio bilancio (riferimento nota di Ataf SpA del 01.04.2016 prot. n.995/2)”. Mentre per il primo ordine del giorno dal Sindaco è pervenuta in Ataf una nota protocollata n. 40159 del 26 aprile 2016 dove si comunica che “alcuni consiglieri comunali hanno formulato una proposta operativa già trasmessa a codesta società…..(con) specifiche misure ritenute idonee e necessarie al fine di scongiurare lo stato di crisi della società già nel corso del 2016”. Il CDA valuta la nota bocciandola specificando che il piano aziendale “non aggredisce le cause costitutive che, per anni, hanno creato un’attività ordinaria del servizio di linea con l’utilizzo strutturale di ingente orario straordinario”, in quanto lo straordinario deriva dal rilevante tasso di assenteismo. Una netta risposta incalzata da Ataf quando fa presente ai consiglieri che in azienda vi sono anche dipendenti con problemi fisici e prossimi al pensionamento che sono oggetto di attenzione per probabili esodi con erogazione di idoneo trattamento previdenziale e perciò rilevante beneficio economico per l’azienda stessa. Con ciò si evidenzia ancora una volta che le istanze proposte dai consiglieri non contano per Ataf e che la medesima società potrebbe confrontarsi con esse solo se l’applicazione delle proposte decorrano dopo l’1 giungo 2016. Risposte dell’ex municipalizzata avallate anche dal fatto che il fallimento di Ataf ricadrebbe sui suoi amministratori, cariche politiche volute dal Sindaco l’indomani il suo volere di ricostituire i CDA. E tal risposta trova conferma anche in quella scritta nella nota Prot. n. 40159 del 26 aprile 2016 che il Sindaco Landella rimarca affermando che “Il CDA, valutati e confrontati i due piani, potrà assumere i provvedimenti giudicati più efficaci”. Insomma, il Consiglio comunale, nelle persone che lo compongono nella forza di minoranza a quanto pare per Ataf e per il Sindaco contano poco quando sul banco vi sono interessi comuni ma amministrati e gestiti da persone di fiducia del solo Primo Cittadino e della sua Amministrazione di maggioranza. Una verità sostenuta dalle risposte che Ataf ha fornito ai Consiglieri sulle 17 proposte contenute nella nota, definendo che le loro proposte hanno riscontri poco chiari, non concordanti con le politiche aziendali e che per la sosta tariffata Ataf si rimette alle volontà sindacali e comunali. Ed allora, con tal scenario come si può pretendere che un’azienda partecipata, ex municipalizzata, con tanto di CDA politico di maggioranza comunale, che è di primaria importanza per i cittadini  e per la citta di Foggia, possa essere risanata seguendo criteri che non pesino sulle spalle della collettività, come prefigurato?  

Spero che il buon senso diventi parte attiva di questa Giunta e sindaco compreso e prevalga su decisioni collettive più che privatistiche e che la questione Ataf, almeno per i temi che ci compete,  venga portata al più presto nell’assise preposta e democraticamente decisionale, nell’aula consiliare di Palazzo di Città»

Luigi Buonarota
Consigliere Comunale di Foggia e capogruppo Lavoro e Libertà

giovedì 19 maggio 2016

Vertenza Ataf Foggia: riassunti i 18 ex parcheggiatori. Il sindacato rompe le trattative

di Nico Baratta

E terminato a “gamba all’aria” il tavolo di concertazione tra sindacati e Ataf. Ieri, 18 maggio 2016, presso la sede amministrativa della ex municipalizzata dei trasporti di Foggia, in via Motta della Regina, si è tenuto l’incontro tra CDA e rappresentanze sindacali sulla lunga vertenza in atto tra le parti. All’ordine del giorno, l’azienda ha posto in essere in primis la questione “ex parcheggiatori”.  Una scelta che i sindacati avrebbero voluto discutere con più calma e tempo. Esito finale voluto dall’Ataf il riassorbimento dei 18 lavoratori esclusi da Apcoa, la nuova società che gestisce la sosta tariffata. Scelta non approvata dai sindacati poiché alle maestranze avrebbero voluto offrire la disponibilità dei lavoratori in essere a rinunciare a benefici e straordinari a patto che l'Azienda rinunciasse all'idea di riassorbire i 18 ex parcheggiatori esclusi da Apcoa. Ed invece, a sorpresa, l’Ataf ha ribaltato il tavolo, riassumendoli ma con un contratto di somministrazione e con assunzione mediante agenzia interinale, pagati col taglio degli straordinari ai dipendenti ATAF. Il tutto avrà seguito entro 2 mesi quando sarà pubblicato il bando.
Nervi molto tesi e tavolo contrattuale a “gambe all’aria”, è il caso di dire giacché con tale scelta saltano tutte le concertazioni che i sindacati avrebbero voluto discutere. 
L’incontro doveva essere il primo di quattro programmati. Ora si dovrà attendere al 25 maggio prossimo, data del probabile prossimo incontro, per conoscere gli sviluppi della scelta intrapresa. Da porre in evidenza che tutto è accaduto l’indomani l'avvertimento "funebre" indirizzato al presidenze del CDA, Ferrantino.

martedì 17 maggio 2016

Foggia, necrologi come intimidazione al Presidente dell’ATAF, Raffaele Ferrandino

di Nico Baratta

Non terminano gli “avvisi” di morte al Presidente dell’ATAF di Foggia, Raffaele Ferrandino. Presso la sua abitazione, questa sera, mentre faceva ritorno a casa, Ferrandino ha rinvenuto due necrologi a firma dei dipendenti dell’azienda da lui presieduta. “Il funerale verrà celebrato in forma solenne nella cappella dell’azienda ATAF alle ore 16 del giorno 18/05/2015” le parole scritte sui due manifesti funebri. Come detto, Ferrandino ha già avuto atti intimidatori, ma questo pare essere più inquietante. L’azienda ATAF, come si sa in città, non gode di ottima salute. La crisi finanziaria cui è sottoposta costringe i dirigenti e il CDA a riformulare politiche lavorative atte a riorganizzare il personale, con proposte, secondo alcune indiscrezioni, a tagli economici percentuali sugli emolumenti dei dipendenti stessi. Ciò non è ben visto dai lavoratori e il 18 maggio è previsto un incontro tra sindacati e CDA che, a quanto pare, potrebbe essere l’ultimo tavolo di confronto e concertazione. Sull’accaduto ora indaga la Polizia che ha acquisito alcuni filmati di alcune telecamere di videosorveglianza presenti nelle adiacenze dell’abitazione del Presidente, telecamere di alcuni esercizi commerciali. Tuttavia c’è da ribadire che Ferrandino non è affatto intimidito ed è pronto ad andare avanti sia per far chiarezza sulla vicenda (come ha sempre fatto dopo le altre intimidazioni), sia per il risanamento dell’ATAF, sia quando ha dovuto licenziare in tronco due dipendenti sorpresi ad abusare di permessi. 

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