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martedì 13 dicembre 2016

Il saluto dopo la debacle referendaria. Matteo Renzi lo fa su facebook

di Nico Baratta

Ormai è storia. La Repubblica Italiana ha un nuovo Presidente del Consiglio dei Ministri dopo le dimissione del tanto discusso Matteo Renzi. E' Paolo Gentiloni, 62enne, laureato, romano, giornalista e iscritto al PD. Tuttavia è giusto, per la cronaca, riportare le ultime dichiarazioni che Renzi ha voluto lasciare agli italiani, pubblicandole sul suo profilo facebook alle ore 02 circa del 10 dicembre 2016, sabato notte scorsa.

Matteo Renzi:

«Torno a Pontassieve, come tutti i fine settimana. Entro in casa, dormono tutti. Il gesto dolce e automatico di rimboccare le coperte ai figli, un'occhiata alla posta cartacea arrivata in settimana tanto ormai con internet sono solo bollette, il silenzio della famiglia che riposa.

Tutto come sempre, insomma.
Solo che stavolta è diverso.
Con me arrivano scatoloni, libri, vestiti, appunti. 
Ho chiuso l'alloggio del terzo piano di Palazzo Chigi. 
Torno a casa davvero.

Sono stati mille giorni di governo fantastici. Qualche commentatore maramaldo di queste ore finge di non vedere l'elenco impressionante delle riforme che abbiamo realizzato, dal lavoro ai diritti, dal sociale alle tasse, dall'innovazione alle infrastrutture, dalla cultura alla giustizia. Certo c'è l'amaro in bocca per ciò che non ha funzionato. E soprattutto tanta delusione per la riforma costituzionale. Un giorno sarà chiaro che quella riforma serviva all'Italia, non al Governo e che non c'era nessuna deriva autoritaria ma solo l'occasione per risparmiare tempo e denaro evitando conflitti istituzionali.

Ma quando il popolo parla, punto. Si ascolta e si prende atto. Gli italiani hanno deciso, viva l'Italia.

Io però mi sono dimesso. Sul serio. Non per finta. Lo avevo detto, l'ho fatto. 

Di solito si lascia Palazzo Chigi perché il Parlamento ti toglie la fiducia. Noi no. Noi abbiamo ottenuto l'ultima fiducia mercoledì, con oltre 170 voti al Senato. Ma la dignità, la coerenza, la faccia valgono più di tutto. In un Paese in cui le dimissioni si annunciano, io le ho date. Ho mantenuto l'impegno, come per gli 80 euro o per l'Imu. Solo che stavolta mi è piaciuto meno:-)

Torno semplice cittadino. Non ho paracadute. Non ho un seggio parlamentare, non ho uno stipendio, non ho un vitalizio, non ho l'immunità. 

Riparto da capo, come è giusto che sia. La politica per me è servire il Paese, non servirsene.

A chi verrà a Chigi dopo di me, lascio il mio più grande augurio di buon lavoro e tutto il mio tifo: noi siamo per l'Italia, non contro gli altri.

Nei prossimi giorni sarò impegnato in dure trattative coi miei figli per strappare l'utilizzo non esclusivo della taverna di casa: più complicato di gestire la maggioranza. 

Ho sofferto a chiudere gli scatoloni ieri notte, non me ne vergogno: non sono un robot. Ma so anche che l'esperienza scout ti insegna che non si arriva se non per ripartire. E che è nei momenti in cui la strada è più dura che si vedono gli amici veri, l'affetto sincero. Grazie a chi si è fatto vivo, è stato importante per me.

Ai milioni di italiani che vogliono un futuro di idee e speranze per il nostro Paese dico che non ci stancheremo di riprovare e ripartire. Ci sono migliaia di luci che brillano nella notte italiana. Proveremo di nuovo a riunirle. Facendo tesoro degli errori che abbiamo fatto ma senza smettere di rischiare: solo chi cambia aiuta un Paese bello e difficile come l'Italia.

Noi siamo quelli che ci provano davvero. Che quando perdono non danno la colpa agli altri. Che pensano che odiare sia meno utile di costruire. E che quando la sera rimboccano le coperte ai figli pensano che sì, ne valeva la pena. Sì, ne varrà la pena. Insieme.

Ci sentiamo presto, amici.

Buona notte, da Pontassieve.»

[Nella foto Renzi con la valigia foto by Huffington Post]

martedì 26 aprile 2016

Michele Emiliano scrive a Renzi, chiede incontro per Patto per il sud

Il Presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano (nella foto) ha inviato oggi al presidente del Consiglio Matteo Renzi la seguente lettera:

«Signor Presidente del Consiglio, ritorno sul tema, già ampiamente dibattuto con il Sottosegretario De Vincenti, relativo al Masterplan per il Sud e, in particolare, al riparto delle risorse FSC 2014/2020. Come è noto, con l’articolo 1, comma 6, della legge di stabilità 2014 (legge 27 dicembre 2013, n. 147), furono stanziate risorse complessive per il Fondo di Sviluppo e Coesione 2014/2020, pari ad a 54,8 miliardi di Euro, di cui l’80% destinato alle Regioni del Mezzogiorno.

Senza che ci venisse comunicato in maniera formale, sembra che la disponibilità complessiva, al netto di una serie di prelievi effettuati dal Governo, delle risorse FSC si sia ridotta ad Euro 38.8 miliardi, di cui l’80% sempre destinato al Mezzogiorno, ovvero 31.4 miliardi di Euro. Della suddetta dotazione, sempre in via presuntiva e senza alcuna comunicazione ufficiale, sembrerebbe che la quota spettante alle Regioni del Sud ammonti ad Euro 12.9 miliardi, pari al 41% dei 31.4 miliardi suindicati.

Tale ammontare così ridotto è stato destinato interamente al finanziamento del c.d. Patto per il Sud. Quindi, quest’ultimo, utilizza risorse già originariamente destinate alle Regioni del Sud ma per un importo significativamente inferiore a quello che avrebbe dovuto essere. Inoltre, lo strumento attuativo degli interventi previsti nel Patto è il Contratto Istituzionale di Sviluppo, uno strumento che, come è noto, è stato progettato per accelerare la spesa di risorse pubbliche, in situazioni di incapacità di spesa da parte degli enti attuatori.

La Puglia rappresenta invece, nel panorama delle regioni italiane, una sicura eccellenza nella capacità di utilizzo delle risorse pubbliche, avendo speso nella scorsa programmazione il 100% dei fondi FESR e, al netto della certificazione ancora in corso, circa il 100% anche del FSE.

Tanto lo strumento di attuazione del Patto, quanto, soprattutto, la dotazione finanziaria, appaiono quindi prive di giustificazione e lesive dei diritti della Puglia. Come le sarà stato certamente riferito, la Regione nel mese di Novembre 2015, ha inviato una dettagliatissima proposta di interventi, completi di schede progettuali, relativi al Patto per la Puglia, rispondendo, prontamente, alla prima richiesta pervenuta dal Governo. La suddetta proposta elencava interventi per circa 6 miliardi di Euro. All’invio della prima proposta, seguì un incontro interlocutorio con il Sottosegretario De Vincenti.

In tale occasione il sottoscritto chiarì che, una volta indicata da parte del Governo la dotazione disponibile, la Regione avrebbe provveduto a selezionare, nell’ambito degli interventi contenuti nella prima bozza, quelli ritenuti dalla stessa Regione prioritari. Inoltre, sempre nella riunione con il Sottosegretario De Vincenti, il sottoscritto ebbe modo di chiarire la contrarietà delle Regione rispetto allo schema di attuazione attraverso il Contratto Istituzionale di Sviluppo. Successivamente ci venne comunicato che l’impostazione del Piano per il Sud, prevedeva l’individuazione di un numero limitato di progetti per una dotazione finanziaria molto ridotta, ma ancora non quantificata.

Da quanto sopra emerge la necessità di comprendere in che modo una parte delle risorse destinate dall’FSC alle Regioni del Mezzogiorno siano state utilizzate in prededuzione e, conseguentemente sottratte alla disponibilità delle stesse Regioni. Le chiedo pertanto di voler fissare con urgenza un incontro per definire il Patto per la Puglia.

Ossequi, Michele Emiliano».

domenica 17 maggio 2015

“L’inganno della Buona Scuola”, a Foggia se ne parla lunedì 18 maggio

Pericolo del blocco degli scrutini, insulti agli studenti, attacchi frontali ai sindacati, prese in giro sulla pelle dei precari, scuole pubbliche che crollano e quelle private che incassano i soldi destinati alle pubbliche, aziende pronte a speculare, tutti temi che chi è contro il Ddl #labuonascuola ha individuato nella riforma renziana. Lunedì 18 maggio, presso l’Auditorium Santa Chiara, a Foggia, a partire dalla ore 18, docenti, politici e persone interessate a rilanciare la lotta contro la riforma della scuola, si incontreranno per discutere e per fare una vera opposizione sociale al Governo Renzi. “Difendere la scuola non è un affare solo degli insegnanti o di qualche "indecente studente" (semicit. Faraone): tutte e tutti siamo coinvolte/i!” lo slogan che accompagna l’evento.

Di seguito pubblichiamo un video preso dalla pagina di facebook dell’On. Nicola Morra (M5S) che parla di tutti i punti contrari al Ddl #labuonascuola. Con #controlavagna, Morra smonta punto per punto le balle di Renzi sulla scuola. «La verità di un vero professore contro quella di uno finto», secondo Nicola Morra.


mercoledì 29 aprile 2015

L'Italicum squadrista

L'Editoriale di Nico Baratta

Punti di s...vista
Bagarre in aula, in quel Parlamento che dovrebbe essere il luogo più democratico per eccellenza. Ed invece si rivela la sede del più autoritario Capo di Governo dell'ultimo ventennio. Con Silvio, che ha tante colpe e imposizioni, Matteuccio rafforza la tesi che molti non dicono ma pensano. L'NWO sta mostrando i denti e qualcuno glielo sta contrastando. Bersani non voterà la fiducia ad un Italicum che è il figlio illegittimo di quel Porcellum che ha mietuto vittime nel mondo elettorale e non solo. E con Bersani si spera tanti altri. Forza Italia parla di squadrismo e detto da loro, col Silvio nazionale, fa sorridere, ma è una cruda reale verità. Qua si parla di una legge che stravolgerà il futuro di un Belpaese diventato Malpaese, e che muterà ancora una volta assetti politici, usi e costumi di una democrazia vituperata da sciocche persone che del potere ne fanno abuso, non uso responsabile. 

Il potere agli stolti non va dato. Il Popolo Italiano deve ritornare ad essere Sovrano col voto esercitato senza imposizioni e personaggi politici-partitici blindati da squadristi sotto le mentite spoglie di segretari di partito o capi di governo.

#puntidivista per #regole molto democratiche per un ritorno al Belpaese. No all'#Italicum e che sia #lavoltabuona.

martedì 21 aprile 2015

Punti di s...vista - L'ecatombe renzusconiana

L'Editoriale di Nico Baratta

L'inadeguatezza e l'incapacità di questo, chiamiamolo, governo è l'espressione di ciò che sta accadendo nel Canale di Sicilia. Siamo al limite del migliaio di morti in pochi risicatissimi minuti. E ve ne sono stati altri al largo di altre coste limitrofe. Le parole renziane sono l'ennesima prova tangibile della subliminale connivenza che da anni vige tra stati che allo specchio riflettono lo stesso volto per profitti economici transnazionali. Parole già ascoltate dal suo mentore, il Silvio nazionale, che con il palliativo accordo libico favorì altri sbarchi, non solo di persone ma di dubiti affari, e con tanto di tende berbere. La corsa al petrolio fatta di spalla con gli USA, lo scambio commerciale sulle infrastrutture dei gasdotti, la vendita di armi celata dal sempre scusante supporto a stati che hanno bisogno di democrazia, i vincoli commerciali dettati da una UE volta alla ghettizzazione dei prodotti locali a favore di un simil-libero mercato che favorisce "paesi vicini alla BCE", le perduranti spallucce su stragi che hanno segnato il nostro futuro non più democratico, il continuo silenzio sulle scie chimiche che maldestramente irrorano il nostro già instabile clima, la sciatta politica messa in campo per contrastare l'eco-mafia, e ne potrei elencare tante altre, dimostra l'onirica amministrazione di un simil-governo mutando il fu Belpaese in una società. Ormai l'Italia è gestita, non amministrata. Ha perfino la partita IVA. Ma come tanti, i soliti noti, riesce a produrre una dichiarazione dei redditi non soggetta alla furbata messa in atto con il nuovo mod. 730 precompilato, l'ennesimo furto a milioni di italiani lavoratori dipendenti. 
Se "Mare Nostrum" è diventato "Mostrum" (con i suoi 9,5 mln/€), "Triton" (con i suoi. 2,9 mln/€ e i suoi più di 1500 morti dall'inizio del 2015) sta mutando in "Tritol", quella bomba etnica-sociale che ha decuplicato in poche settimane lo sciame di morte di persone in un risicato fazzoletto mare. Un'operazione di polizia marittima che contrasta l'immigrazione a 30 miglia dalle coste italiane, delegando forzatamente Lampedusa a svolgere un lavoro che dovrebbe essere di tutti gli stati membri dell' UE. Come dice Giusi NicolinI, Sindaco di Lampedusa, l'isola è diventata "l'isola zattera" di un'Europa menefreghista. Il tutto sotto le mani, avide di umanità e democrazia, di Frontex, progetto europeo con il sottaciuto beneplacito di un NWO che mira a ridurre popolazioni. "Sono uomini e donne come noi" con solerzia ci ricorda Papa Francesco nel giorno dell'ostensione della Sacra Sindone. Ma se le orecchie da mercante di questa sciatta classe politica, senza attributi, sono colme di cerume merkeliano, come possiamo pretendere che ascoltino il Sommo Pontefice con almeno un po' di rispetto verso quel volto tanto conteso quanto offeso. Un tempo i disperati migravano da noi in cerca de "Lamerica", come ben descritto in un eloquente film del 1994. Oggi migrano in cerca di libertà e pace, consci della fame che faranno. 
Siamo diventati la facile preda di belve assetate di potere, pretendendo facili viatici con tanto di distese red carpet. Quei tappeti che nascondono, al posto della solita polvere, gli brogli di un Expo che oggi il Matteuccio merkeliano vuol mutare in azioni fraudolente della mafia, n'drangheta e camorra, pur sapendo che lo Stato, il suo e quello dei suoi predecessori, è colluso con loro. “Avoglia” a mettere il Cantone di turno, tanto quegli affari sono stati pianificati ad hoc da chi ha sempre avuto le mani nella marmellata e mai se le toglierà. Il dolce piace a tutti. Un affare, vasto territorialmente pari a180 campi di calcio, quale è l'Expo, in Italia non può non essere fagocitato dallo Stato nello Stato, che ha vertici paralleli, visibili tra loro e convergenti per il risultato finale. Un Expo che a breve taglierà il nastro è già ha quelli bianchi e rossi che delimitano aree incomplete e non mi meraviglierei sotto sequestro. Un Expo che sui quei tappeti rossi, quei red carpet che ricoprono brogli, saranno le vie predilette di quindicimila escort regolarmente ingaggiate. Un affare da milioni di euro e dollari poiché i conii convergono.
In Italia un grande scrittore un tempo scrisse che c'era il paese dei balocchi. Quel paese poi è stato trasformato da cialtroni corrotti in tangentopoli. Oggi qualcuno amareggiato lo considera fittiziamente  la Bengodi d'Europa, grazie anche a quell'etere menzognero. In realtà, e lo sanno, è l'avamposto di un'Europa che risponde supinamente ai dogmi di NWO, che attraverso scelte renzusconiane è la rivisitazione di un olocausto post-moderno dove l'ecatombe sociale si congeda in migliaia fosse ardeatine sparse qua e la in tutto il nostro ormai Malpaese. 
L'apocalisse l'abbiamo letta nei libri. Era un racconto, per molti fantastico. Oggi ne stiamo vivendo l'inizio.

#puntidisvista per #regole democratiche. 

Ad Maiora! 

lunedì 13 aprile 2015

Gargano o Garganeistein?

punti di s...vista - di Nico Baratta

Il Gargano escluso dal Fondo di Solidarietà dell’Unione Europea. Intere colture, aree protette, coste e monti, vite spezzate, non riceveranno un soldo, un euro per la cronaca, per risalire la china.
È questo il drammatico epilogo messo in atto da un governo societario e non politico, se per politico ci riferiamo alla bontà del significato della Polis, del Bene Comune.

Ancora una volta, e chissà per quante altre, questo governo gestito e non amministrato da Matteo Renzi & Company riserverà sorprese e dinieghi per il Popolo Italiano, un tempo sovrano con la libertà del voto soggettivo.
“Renzi nemico del Sud. Un endogeno disinteresse nei confronti della Puglia e dei pugliesi ” tuona Stefàno. Tuono condiviso, anche se spesso non condivido scelte fatte dal suo capetto, eletto con i voti della Capitanata ma con lo sguardo rivolto oltre Ofanto (sempre meglio il meno peggio di questi tempi…).

Tuttavia sarebbe il caso che Renzi, oltre al tuono, incassi il fulmine, sperando che la scossa lo scuoti. Qualcuno folgori Matteo sulle vie francigene poiché quella di Damasco sono già ampiamente bombardate e folgorate. Spesso mi chiedo se la provincia di Foggia sia italiana o una terra annessa alla penisola ma di nazionalità diversa.

‪#‎puntidisvista‬ per ‪#‎regole‬ democratiche.

sabato 8 febbraio 2014

Italicumizzati

di Nico Baratta

Il bipolarismo perfetto sta prendendo corpo. Il Parlamento deciderà. Se bipolarismo arriverà il Belpaese, finalmente o purtroppo, sarà oggetto dell’alternanza, quella polarizzata non pienamente democratica. Così avremo modo di essere governati da entrambe le parti politiche. E forse, chissà, da un governo ambivalente, consapevoli dei continui cambi di alcune leggi che dovrebbero essere i piedistalli della nostra stabilità economica, finanziaria, di sviluppo, formativa e lavorativa. Insomma, anzi continueremo ad essere soggetti agli umori del premier di turno e non alla missione pagata col sangue di chi ha lottato per far scrivere la nostra Carta Costituzionale Repubblicana e democratica.
Se bipolarismo perfetto sarà, così come deciso al “Nazareno”, nascerà perfetto per loro, imperfetto per noi.
Non potremo decidere chi ci deve rappresentare.
Governerà chi ha cumulato più voti con il sostegno dei piccoli partiti non più presenti in Parlamento. Una decisione forse stabilizzatrice ma arrogante se pensiamo che i loro voti saranno decisivi, e che invece dovrebbero essere tolti in loro mancanza.
Avremo l’opposizione nell’opposizione a Montecitorio, rappresentata da chi non sarà italicumizzato.
È giusta l’Italia che vorremmo?
In quel Paese, ormai poco “Bel”,  a breve vigerà una legge elettorale per soli due leader politici e non per i loro partiti, figuriamoci per gli italiani.
Mi sa che la teoria “di padre in figlio” sta prendendo forma.

Ad Maiora!

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