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lunedì 31 luglio 2017

“Affitti in nero”, la Guardia di Finanza contrastano 105 abusi in Puglia

Nei giorni 26 e 27 u.s. il Comando Regionale Puglia ha disposto l’esecuzione di un piano straordinario di interventi finalizzato a prevenire e reprimere il fenomeno degli “affitti in nero”.
Il citato piano di interventi si colloca nell’ambito della missione istituzionale del contrasto all’illegalità economica e finanziaria, con lo scopo di scoprire le locazioni “in nero” di seconde/terze case in luoghi a più spiccata vocazione turistica, come nel caso delle località di villeggiatura e delle città d’arte, dove talvolta, alcuni proprietari degli immobili non dichiarano i compensi percepiti sfruttando la limitata durata dei contratti.
Sono stati eseguiti ben 305 interventi, nel corso dei quali sono state registrate 105 irregolarità che hanno consentito di accertare una base imponibile recuperata a tassazione ed un’imposta di registro evasa per complessivi euro 220.000.
L’attività ispettiva, condotta trasversalmente ha evidenziato numerose situazioni meritevoli di ulteriori approfondimenti; al riguardo, specifica menzione meritano i controlli eseguiti nel comune di Gallipoli, dove è stata riscontrata anche la violazione dell’ordinanza del Sindaco che mira alla prevenzione delle condizioni igienico sanitarie degli alloggi nei casi di sovraffollamento ad uso abitativo, fenomeno definito “case pollaio”; oppure, i controlli eseguiti nel Comune di Andria che si sono concentrati all’interno di un autoparco di circa un ettaro di estensione nel quale sono stati irregolarmente concessi in locazione 89 box e 39 posti auto; infine i controlli eseguiti nel Comune di Bitonto in cui è stato individuato un soggetto con la disponibilità di nr. 40 locali affittati “in nero”.

venerdì 9 settembre 2016

Proroga della scadenza per la presentazione della domanda di contributo d’affitto

Con Determinazione dirigenziale del servizio di Politiche Abitative del Comune di Foggia, è stata prorogata al 14 settembre prossimo la scadenza per la presentazione delle domande di assegnazione dei contributi per il sostegno all’accesso alle abitazioni in locazione previsto dall’Art. 11 della Legge n. 431 del 9/12/1998 – annualità 2014.

I conduttori di immobili per uso abitativo, in possesso dei requisiti previsti dal bando (http://www.comune.foggia.it/download/procedimenti/politiche_abitative/contributi_locativi_2014/02-Allegato-A-Avviso-Pubblico-2014-ok.pdf), possono presentare domanda per la concessione di contributi ad integrazione dei canoni di locazione versati nell’anno 2014.
La domanda di partecipazione, in carta libera, dovrà essere compilata su appositi moduli che sono in distribuzione presso il Servizio Politiche abitative -Via Gramsci, 17- ma possono essere scaricati anche dal sito web del Comune, al link http://www.comune.foggia.it/download/procedimenti/politiche_abitative/contributi_locativi_2014/03-Allegato-B-Domanda-2014-ok.pdf.

Sempre dal sito si possono scaricare anche i moduli per le autocertificazioni e il modello di dichiarazione della fascia di reddito:
- Autocertificazione 01

- Autocertificazione 02

- Modello Reddito

- Autocertificazione 03

La domanda deve essere presentata con una delle seguenti modalità:
- a mano direttamente all’Ufficio di Protocollo Generale del Comune di Foggia sito in C.so Garibaldi, n. 58;
- spedita a mezzo posta al seguente indirizzo: Sindaco del Comune di Foggia – C.so Garibaldi, n. 58 – 71121 Foggia;
- inviata tramite posta elettronica certificata (PEC) all’indirizzo: protocollo.generale@comune.foggia.it.

La scadenza iniziale era stata fissata all’8 settembre, ma l’Amministrazione ha ritenuto utile concedere una proroga: il nuovo termine è stabilito per le ore 12 del giorno 14 settembre 2016.

lunedì 30 maggio 2016

Tutto quello che non sai sulla ristrutturazione: rinnova la tua casa con i consigli dell’ingegnere.

Ing. Lucia Viviana Pedone
Vuoi migliorare la qualità della tua vita? Parti da casa tua. Un ambiente bello da vedere ma anche funzionale da vivere apporta sicuramente dei benefici in fatto di tranquillità e comfort: quello che ognuno di noi dovrebbe trovare a casa propria! E poi diciamoci la verità: sicuramente anche a te piacerebbe avere un secondo bagno, oppure un angolo tranquillo in cui dedicarti ai tuoi hobby o ancora avresti semplicemente bisogno di più spazio perché la famiglia in pochi anni è cresciuta. Le esigenze possono essere le più disparate e di sicuro non occorre indebitarsi per ottenere la casa dei sogni: a volte bastano delle migliorie o semplici accorgimenti che solo un occhio esperto è in grado di notare. 

mercoledì 8 ottobre 2014

Condizionatori e caldaie: dal 15 ottobre novità

Scatta il 15 ottobre 2014 l’obbligo di compilare il nuovo libretto d’impianto per condizionatori e caldaie.

Mancano pochi giorni: chi deve adeguare la documentazione su controllo, manutenzione e ispezione degli impianti termini per la climatizzazione (sia invernale che estiva) degli edifici ha tempo fino al 15 ottobre.

L'obbligo di compilare il nuovo libretto d'impianto per condizionatori e caldaie, previsto dal D.M. 10 febbraio 2014, era stato fissato al 1° giugno 2014. Poi la scadenza era stata posticipata di 4 mesi.

Non tutti, comunque, sono tenuti a raccogliere le informazioni e compilare il modulo: solo quelli che installano sistemi di riscaldamento e raffreddamento con potenza superiore, rispettivamente, a 10 kW e 12 kW.

E se non si rispettano gli obblighi? Si incorre in sanzioni pecuniarie. A seconda che si tratti del proprietario o conduttore dell'immobile, dell'amministratore di condominio oppure del tecnico incaricato, le multe variano dai 500 ai 6000 euro.

Sul Energie Sensibili obblighi e sanzioni sono riassunti in dettaglio. E sempre sul medesimo magazine si possono trovare alcuni consigli su come scegliere i condizionatori più efficienti e su come utilizzarli al meglio per risparmiare energia e tagliare di conseguenza i costi in bolletta.

www.energiesensibili.it

martedì 7 ottobre 2014

Affittare una stanza di casa? Si arrotonda fino a 500 euro al mese

In tempi di crisi, soprattutto se manca il lavoro, ci si ingegna in tanti modi per guadagnare qualcosa. Uno di questi è affittare una stanza di casa propria. Per alcuni questo è diventato un business, soprattutto in città come Milano, Roma, Venezia, Firenze, dove i grossi eventi non mancano mai (pensiamo all’Expo che porterà stranieri da tutto il mondo). Ma quanto si guadagna? Dai dati di BedyCasa, piattaforma online che mette in relazione viaggiatori ed ospitanti di tutto il mondo, a Roma o Milano si arriva in media a 1250 euro all’anno, ma c’è chi arrotonda fino a 500 euro netti al mese.

“Se si ha una camera libera in casa perché non renderla disponibile mettendola in affitto a viaggiatori di passaggio, a studenti, a turisti, fare nuovi incontri, aumentando allo stesso tempo il proprio potere d’acquisto!” commenta Chiara Del Vecchio, country manager di BedyCasa. “Se si vive nelle città più grosse o in quelle in cui si svolgono fiere, mostre ed eventi importanti, le entrate possono davvero essere interessanti. Per esempio, per il Salone del Mobile di aprile, stiamo già da tempo ricevendo richieste di prenotazioni”.

BedyCasa stima che la percentuale di coloro che sceglieranno di mettere in affitto una porzione del proprio immobile nei prossimi mesi crescerà del 50% rispetto allo scorso anno: “Già solo dai nostri numeri, stiamo notando che questo trend è in aumento. Stiamo, infatti, assistendo, in particolar modo in Italia, ad una considerevole crescita degli annunci inseriti sul nostro portale – continua Chiara Del Vecchio – Ogni anno il numero di nuovi iscritti raddoppia: dallo scorso anno ad oggi, le prenotazioni sono aumentate del 75%, l’offerta degli alloggi del 28%, gli iscritti del 145%”.

Ovviamente, tra i proprietari di casa che intraprendono questa strada non mancano dubbi su garanzie, contratti e sicurezza. A tal proposito, BedyCasa da qualche consiglio utile:

“Riguardo agli aspetti fiscali relativi alle locazioni brevi, se ad affittare l’immobile, in genere ammobiliato, è una persona fisica, non è necessario aprire la partita Iva – spiega Elena Marchetti, dottoressa commercialista titolare dello Studio Marchetti di Milano - Per gli affitti di breve periodo, cioè di durata complessiva nell’anno non superiore a 30 giorni, non c’è l’obbligo di registrazione in termine fisso, e ai fini della tassazione il locatore indica gli importi percepiti a titolo di canone di locazione (con esclusione quindi dei rimborsi per altre spese, ad esempio per le utenze) nella sua dichiarazione dei redditi. E’ possibile valutare, qualora ne ricorrano le condizioni, la convenienza di tassare tali redditi mediante l’applicazione della cedolare secca”.

Quali sono i criteri per mettere in affitto uno o più camere di casa propria?
  •     Proporre una parte della propria abitazione come alloggio temporaneo per il viaggiatore;
  •     Non avere precedente penali e civili;
  •     Assicurarsi che l’alloggio si trovi in una zona sicura;
  •     Offrire una o più camere ben tenute, pulite e confortevoli;
  •     Assicurarsi che il proprio alloggio sia conforme alle norme di sicurezza (in materia di   incendi) e di igiene;
  •     Includere la colazione;
  •     Ammobiliare la zona riservata al viaggiatore;
  •     Osservare le regole basilari di cortesia per il proprio ospite;
  •     Ogni prenotazione da diritto a chi prende in affitto la camera di ottenere una ricevuta da parte dell’ospitante.
www.helpconsumatori.it

venerdì 2 maggio 2014

Foggia, i "Fratelli della Stazione" interrogano I candidati sindaco per i problemi dei senzatetto

La domenica di Pasqua è chiuso il dormitorio d’emergenza, allestito, grazie all’entusiasmo e alla disponibilità di Padre Luigi Martella, presso la Parrocchia di Sant’Alfonso dai ‘Fratelli della Stazione’, con il sostegno della Fondazione Banca del Monte ‘Siniscalco Ceci’ e l’ausilio dell’ATAF. Sessanta le persone, tra cui anche alcuni cittadini italiani, che si sono alternate nei quindici posti letto messi a disposizione nei locali parrocchiali, e che hanno potuto beneficiare anche del servizio doccia e della colazione servita dagli instancabili volontari della Chiesa di Sant’Alfonso.

Sulla chiusura del dormitorio e sulla possibilità di una pronta riapertura con il sostegno (questa volta) dell’Ente comunale, nessun candidato a Sindaco ha sinora speso una parola, forse perché chi vive in stazione non vota, non ha pacchetti di voti da promettere, né ambisce ad una poltrona in Consiglio.
Si tratta di migranti, spesso irregolari, oppure di cittadini italiani che, avendo perso la residenza anagrafica, sono finanche privi dei diritti sociali e politici.

Di loro la politica, soprattutto in campagna elettorale, non si occupa quasi mai ed è per questo motivo che, cinque anni dopo la provocatoria candidatura virtuale di Antonio Barbone, i ‘Fratelli della Stazione’ tornano ad invocare l’attenzione di chi si candida a guidare la città sui problemi di chi vive all’addiaccio.

Un luogo caldo e accogliente dove sostare la notte, un altro dove ricominciare un percorso di vita, dei bagni e delle docce pubbliche per mantenere una dignità e presentarsi puliti a un colloquio di lavoro, un rappresentante dei cittadini stranieri che partecipi alle decisioni che li riguardano: queste le esigenze che i migranti e i senza dimora ricordano ogni sera ai volontari dell’associazione foggiana e che i ‘Fratelli della Stazione’ intendono far presente a chi ambisce a rivestire la carica di Sindaco di Foggia.

Di conseguenza, i ‘Fratelli della Stazione’, gli ‘Avvocati di Strada’ e la redazione del giornale di strada ‘Foglio di Via’ invitano tutti i candidati a Sindaco di Foggia a prendere contatti con l’Associazione, inviando un’e-mail all’indirizzo info@fratellidellastazione.com, per visitare i luoghi in cui i poveri sono costretti a vivere nella nostra città, ma soprattutto per ascoltare le loro istanze e raccogliere le loro proposte.

A chi vive per strada non interessa il colore politico della giunta comunale, a loro preme unicamente che le eventuali promesse che i candidati faranno siano realizzate nel corso della consiliatura. I volontari si assumono la responsabilità di vigilare sul rispetto di queste promesse, denunciando le eventuali mancanze, sia pure con la consueta disponibilità a collaborare con quanti, nelle Istituzioni, comprendono che il livello di civiltà di una città si giudica da come vengono accolti gli ‘ultimi’.

Ai politici viene data, dunque, la possibilità di rendersi conto personalmente delle condizioni di vita dei senza dimora, per programmare interventi pubblici di contrasto alla povertà estrema, che non siano lasciati al solo buon cuore del volontariato. In alternativa, chi oggi apre comitati elettorali in ogni angolo della città, potrebbe impegnarsi a tenere aperti questi locali anche dopo le elezioni, come ricovero d’emergenza per i senzatetto. Sarebbe un bell’esempio di politica ed un vero gesto cristiano.
[nb]

martedì 1 aprile 2014

Acquistare casa in costruzione. I consigli di Luca Zichella.

di Dalila Campanile 
 
Nonostante la tassazione e le polemiche dell’ultimo periodo, gli italiani sognano ancora di acquistare una casa. Chi sceglie di comprare un immobile in costruzione dovrebbe prestare particolare attenzione, per evitare che il sogno di una vita rischi di trasformarsi in un incubo. L’acquisto di un appartamento in costruzione si caratterizza per essere una “promessa”: sulla carta infatti il progetto potrebbe soddisfare gli ideali dell’acquirente ma una volta ultimato, potrebbe mandarli anche in frantumi. Non solo perché l’immobile non corrisponde a quanto descritto nel progetto ma anche perché, prima di occuparlo, potrebbero passare anni nonché non giungere mai alla realizzazione. 
 Sino al 2005 inoltre ci sono state segnalazioni da circa 250 mila famiglie truffate da imprese edili. Per contrastare questa situazione, la normativa è stata resa più stringente. 
 
Nonostante questi avvenimenti, acquistare una casa in costruzione resta una delle scelte per chi vuole diventare proprietario di un immobile. Come comportarsi allora se la decisione è quella di rivolgersi ad un costruttore? Lo abbiamo chiesto a Luca Zichella, amministratore di condominio con esperienza ventennale: «Consigli e informazioni sull’acquisto di una casa in costruzione sono alcune delle richieste più frequenti che ricevo da parte dei miei condòmini – dichiara Zichella – informarsi adeguatamente sulla situazione e sulle condizioni di vendita è il primo passo per fare un acquisto in sicurezza». Il primo segnale per verificare se l’acquisto di una casa da quel costruttore conviene oppure no, lo si ottiene con la richiesta della fideiussione bancaria: con questo documento viene tutelata la garanzia di risarcimento delle somme versate dall’acquirente in caso di mancata ultimazione dell’edificio. Il rilascio della fideiussione è una delle novità poste a tutela del compratore con il Decreto Legislativo n°122 del 20 giugno 2005. «Se il costruttore non dovesse portare a termine l’edificio – continua l’amministratore – la banca  o l’assicurazione restituiscono al potenziale acquirente tutte le somme versate, ecco perché non bisogna mai sottovalutare questo documento». Il suddetto decreto tuttavia ha reso obbligatorio il rilascio della fideiussione anche se il compratore dichiara di rinunciarvi.

Tra le altre garanzie contenute nel decreto n.112 del 2005, rientrano anche la polizza danni e il fondo di solidarietà. La prima ha una durata decennale ed è stata prevista al fine di coprire gravi vizi di costruzione rilevabili solo in un secondo momento; il secondo è stato istituito per risarcire chi è stato truffato. E’ da precisare tuttavia che questa normativa non riesce a tutelare in maniera completa e capillare gli acquirenti: i rischi permangono e sono dovuti anche alle lacune del decreto legislativo stesso.  
 
Non sono precisate le conseguenze per quelle imprese che  decidano di non adempiere agli obblighi della normativa vigente. «Un modo per tutelarsi  è quello di applicare in maniera rigorosa le nuove regole che sono state introdotte da questa norma per la stipulazione del rogito e del compromesso – aggiunge Luca Zichella – e non sottovalutare una visura alla Camera di Commercio per ottenere tutte le informazioni legali ed economiche sull’impresa».
 
Fondamentale è anche stabilire in anticipo lo scadenziario del pagamento: la soluzione ottimale è quella di versare degli acconti a seconda della progressione dei lavori. «Di questi acconti – ricorda l’amministratore – è opportuno conservare tutte le ricevute e non versare mai somme troppo alte: la cifra maggiore infatti va versata a casa ultimata».  Non bisogna superare il 30% del totale del rogito che sarà stipulato solo quando la casa potrà essere consegnata.

Alla luce di questi dati è possibile comunque individuare delle ragioni positive per rivolgersi ad un costruttore. «Qualora la costruzione vada a buon fine, come accade fortunatamente nella maggior parte dei casi, si avrà comunque il vantaggio di abitare una casa che rispetti la normativa vigente, relativamente al settore edilizio e igienico nonché dotata di certificazione energetica – sottolinea Zichella – e sicuramente già fornita di impianti adeguati e di coibentazione: l’appartamento sarà già isolato senza intervenire in un momento successivo». 
 
E' possibile concordare preventivamente alcuni aspetti dell'appartamento in un immobile in costruzione,  a seconda delle esigenze: si può scegliere con il costruttore la suddivisione degli spazi e delle stanze e persino le finiture come gli infissi, i sanitari e i pavimenti. Qualora dovessero insorgere vizi di costruzione, questi sarebbero addebitati al costruttore. Inoltre chi acquista in cooperativa ha la possibilità di ottenere anche uno sconto sul prezzo: senza contare che la casa non dovrà essere sottoposta a ristrutturazione per un bel po’ di tempo! «Persino sulle spese notarili si può ottenere un risparmio modesto - suggerisce Luca Zichella – qualora tutti i nuovi inquilini decidano di rivolgersi allo stesso notaio».
 
Invece tra i principali svantaggi di un acquisto di questo genere c’è sicuramente il prezzo dell'appartamento: questo va denunciato interamente; inoltre le aliquote di tassazione su un immobile nuovo sono più alte rispetto a quelle di una casa usata. Anche i costruttori possono fallire: il rischio di perdere le somme versate per la casa è sempre in agguato. «Gli inconvenienti più frequenti riguardano sicuramente il mancato rispetto dei tempi di consegna e gli oneri fiscali che gravano su immobile nuovo – conclude l’amministratore – tuttavia si tratta di inconvenienti da mettere sempre in conto per non restare delusi».

Approfondimenti su: Luca Zichella


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