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martedì 21 aprile 2015

Foggia, amianto in città [Video]

di Nico Baratta

Non è uno scherzo. Il titolo dice tutto. A Foggia c’è l’amianto. Non è allarmismo, bensì presa coscienza di un problema che da giorni giace a terra, innanzi gli occhi di tutti e chi dovrebbe intervenire, non lo fa. In Viale Giotto, quel famoso o famigerato viale passato alla storia per il crollo di una palazzina, nel 1999, davanti al civico n° 190, giace indisturbato un rifiuto con su una scritta allarmante: “Attenzione Pericolo Amianto”. Un nastro giallo-nero perimetra quel rifiuto e un altro bianco-rosso lo sigilla in un cellophane.  I residenti sono preoccupati. Si lamentano, protestano e chiedono all’Amiu – l’Azienda municipalizzata locale che gestisce i rifiuti solidi urbani e speciali assimilati- di rimuovere al più presto quel rifiuto speciale e pericoloso. Dalle testimonianze raccolte da alcuni residenti, quel rifiuto sarebbe una vasca di eternit, forse una vecchia cisterna di un’autoclave che sarebbe stata buttata vicino i cassonetti dell’immondizia. Solo in un secondo momento, si presuppone che gli addetti dell’Amiu che provvedono a scaricare i cassonetti, avrebbero messo in sicurezza l’area perimetrandola con il nastro giallo-nero. Un passo è stato fatto, ma non è sufficiente e sicuro, poiché sappiamo bene che l’amianto è un materiale fibroso che si propaga nell’ambiente sotto forma di micro particelle polverose; se respirato, meglio dire inalato, provoca danni alla salute. Difatti la malattia più conosciuta per inalazione di amianto è  l’asbestosi. 

by Nico Baratta - © all rights reserved

Tuttavia bisogna anche dire che l'esposizione all’asbesto, appunto l’amianto, deve essere prolungata, e solo se si sgretola e arriva alle vie aeree, può dopo circa 20 anni di incubazione provocare l'orribile scempio della pleure con conseguente morte. Ma non creiamo allarmismi. Certo è che chi ha abbandonato quel rifiuto poteva responsabilmente farlo con le dovute modalità descritte dalla legge. Doveva farlo personalmente e di tasca propria. È giusto dire, per la bontà della cronaca, che non c’è l’obbligo di smaltirlo subito, a meno che non crei pericolo per l’ambiente e la salute a causa del suo stato di degrado. Questo è quanto prevede la legge 257/92. E giacché quel rifiuto è stato abbandonato in un’area pubblica, a pochi centimetri dal marciapiede dove ogni giorno transitano pedoni di ogni età, cui non si conosce il suo stato di conservazione, sarebbe giusto rimuoverlo. A farlo doveva essere l’irresponsabile cittadino che lo ha abbandonato, che ha pensato bene, secondo lui, demandare altri. 


Sicuramente all’apice di questa maldestra azione vi sono i costi di smaltimento, ancora alti. Ma non può diventare la scusante. Tanto per rendere l’idea di quanto costa smaltire uno o due mq di amianto, la spesa può arrivare fino a 1000 o 1500 euro. Naturalmente rivolgendosi a ditte specializzate e soprattutto autorizzate al conferimento di questo materiale a centri di trattamento apposito. Quello che fa riflettere è che in questi giorni chi ha provveduto allo svuotamento dei cassonetti, l’Amiu tanto per intenderci, non è ancora intervenuta a rimuoverlo. Con ciò l’esortazione è dovuta, e con essa quella a chi in primis deve garantire la sicurezza sanitaria dei cittadini, ovvero il Sindaco, congiuntamente alll’Asl e l'Arpa competente. Ma una nota, personalmente sarcastica, la devo rivolgere alle Forze dell’Ordine che non credo non abbiamo visto quel rifiuto. Tuttavia a Foggia, in pieno centro abitativo e molto affollato, c’è l’amianto.


Ad Maiora!

giovedì 7 novembre 2013

Milioni di persone sono sovraesposte a sostanze inquinanti

Milioni di persone sono sovraesposte a sostanze inquinanti. Mentre una bimba cinese di 8 anni  della provincia orientale cinese di Jiangsu, raggiunge il triste primato quale la 'più giovane ammalata di cancro ai polmoni'

Piombo, oli minerali, mercurio, o pesticidi: in tutto il mondo soffre la salute di circa 200 milioni di persone a causa dell'inquinamento.  Sono queste le cifre Questo è evidente del Rapporto ambientale sulle tossine del 2013, della Fondazione svizzera "Croce Verde", che è stato presentato in data odierna a Zurigo.
I dieci luoghi che sono più colpiti si trovano in otto paesi: Argentina, Bangladesh, Ghana, Indonesia, Nigeria, Russia, Ucraina e Zambia.
I residenti sono esposti al petrolio in maniera quasi inerme nel paese africano delta del Niger. Gli effetti sulla salute degli inquinanti sono circa la stessa di quella di AIDS, la tubercolosi e la malaria, secondo "Croce Verde".
Tutto ciò mentre dalla Cina arriva la notizia che una ragazza di otto anni, è diventata la più giovane ammalata di cancro ai polmoni, con i medici che accusano l'inquinamento come causa diretta della sua malattia.
La ragazza, il cui nome non è stato dato, vive vicino a una strada principale nella provincia orientale di Jiangsu, ha evidenziato Xinhuanet, il sito Internet della agenzia di stampa ufficiale cinese.
Un medico presso Jiangsu Cancer Hospital di Nanchino, il dottor Jie Fengdong, non ha  avuto dubbi nell’affermare che era stata esposta a particelle nocive e polveri per un lungo periodo di tempo.
I casi di cancro al polmone tra i bambini sono estremamente rari, con l'età media di diagnosi a circa 70 anni, secondo l'American Cancer Society.
Ma l'incidenza della malattia è salito alle stelle in Cina a causa del rapido sviluppo del paese che ha portato con sé un deterioramento della qualità dell'aria, in particolare nelle aree urbane.
I morti di cancro ai polmoni in Cina si sono moltiplicati più di quattro volte nel corso degli ultimi 30 anni, secondo il ministero della salute di Pechino. Il cancro è ora la principale causa di morte nella capitale.
Il rapporto sulla diagnosi della ragazza di otto anni viene dopo la grande nuvola di smog che due settimane fa ha avvolto la città nord-orientale di Harbin, portando i voli e trasporti di terra a un punto morto e costringendo le scuole a chiudere per diversi giorni, con la visibilità in alcune zone ridotte a meno di 50 metri.
Al culmine dello smog, i livelli della città di PM2.5 - il più piccolo e più pericoloso tipo di particelle trasportate dall'aria - hanno raggiunto 1.000 microgrammi per metro cubo, 40 volte gli  standard raccomandati dall'Organizzazione mondiale della sanità.
Alti livelli di PM2.5 sono stati collegati a problemi di salute tra cui il cancro ai polmoni e malattie cardiache.
Tali sconcertanti notizie, rileva Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, associazione che da anni si batte anche in difesa dell’ambiente e della salute, evidenziano come l’inquinamento e la qualità dell’aria e dell’acqua dovrebbero diventare la priorità assoluta nell’agenda dei governi e delle organizzazioni internazionali.
Ecco perché rivolgiamo un accorato appello al governo italiano affinché, dopo tali dati che sono la punta dell’iceberg di un problema globale, porti istanze della lotta a tali problemi e  per un nuovo tipo di sviluppo nei consessi internazionali.

lunedì 4 novembre 2013

Amianto nell'edilizia: rimozione e rischi per la salute

Lastre di amianto
Anche se invenduto da anni, l'amianto è ancora un pericolo odierno per la salute di chi vive o lavora in edifici costruiti prima dell'entrata in vigore della legge n°257 del 1992. Secondo una recente sentenza del Tribunale di Catania, va condannato per lite temeraria l’inquilino che, reiteratamente, illegittimamente e ingiustificatamente, si rifiuta di liberare l’immobile per consentire la rimozione dei materiali in amianto in esso presenti, costringendo l’attore a un lungo e costoso contenzioso per ottenere l’esecuzione coattiva del provvedimento cautelare La suddetta sentenza, condanna l’inquilino al pagamento di 5.000 euro, oltre alle spese processuali, per essersi immotivatamente e lungamente opposto all’ordine del Comune [...].

La pericolosità dell'amianto per la salute 
L'amianto è un minerale fibroso composto da singole fibre resistenti e di minuscole dimensioni: si parla di meno di mezzo millesimo di millimetro di diametro per 2-5 millesimi di millimetro di lunghezza. Piccolezza e leggerezza permettono alle particelle di essere inalate con facilità: nemmeno le ciglia che ricoprono l'epitelio delle vie aeree possono trattenere le particelle di amianto.

Questo vuol dire che l'amianto riesce a depositarsi  nei bronchi e nei polmoni fino a raggiungere la pleura, cioè la membrana che riveste esternamente i polmoni, danneggiandone irrimediabilmente i tessuti. Si distinguono tre gravi effetti dovuti all'inalazione di amianto: l'asbestosi, il mesotelioma e  rischio di carcinoma polmonare nei fumatori fino a 5 volte di più di chi non è esposto all'amianto.
 
Approfondisci su: http://www.lucazichella.it/

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