Vaccini, bene sociale da difendere. I genitori consultano il web prima di vaccinare
Roma. Vittime del loro stesso successo, perché i vaccini sono e resteranno in assoluto la più grande vittoria della ricerca e della sanità pubblica; al centro di polemiche e di critiche esasperate, collegati a torto a patologie come l’autismo che nulla hanno a che vedere, secondo avvalorati studi scientifici, con i vaccini.
Titoli strillati, articoli fondati sul sentito dire e su fonti non validate, “bufale” che ciclicamente appaiono sulla rete. Insomma, tanta cattiva informazione che poco si sofferma sugli straordinari successi ottenuti nel secolo scorso e in questo primo scorcio di terzo millennio con i vaccini e poco interessata alle brillanti prospettive che incoraggiano la ricerca a lavorare per contrastare altre devastanti malattie infettive: ultima in ordine temporale la meningite da meningococco B, per la quale nel 2014 in Italia è stato introdotto il vaccino.
L’impatto dei vaccini sulla spesa farmaceutica non raggiunge il 2%, un dato quasi trascurabile se confrontato con i milioni di vite che sono state o saranno salvate. Secondo un recente documento dell’OMS nel decennio 2011-2020 i vaccini eviteranno 25 milioni di morti, vale a dire che vaccinare salva ogni anno 2,5 milioni di persone, oltre ad incidere sui costi che i sistemi sanitari dovrebbero affrontare, inclusi quelli legati agli handicap correlati alle malattie infettive.
Per conoscerne il valore fino in fondo e la loro importanza in termini di vite umane salvate, di disabilità e mortalità evitate, giornalisti della carta stampata e online incontrano medici, infettivologi, ricercatori e esperti di salute nel Corso di Formazione Professionale Vaccini bene sociale: impatto sanitario e corretta informazione. Il “caso meningite”, promosso dal Master di I livello “La Scienza nella Pratica Giornalistica” (SGP) della Sapienza Università di Roma con il supporto incondizionato di Novartis Vaccines and Diagnostics srl (società del Gruppo GSK).
Quando si parla di vaccini il nodo cruciale è l’informazione. Come trasformare in cultura un bene sociale come le vaccinazioni? Come arrivare alle famiglie facendo loro comprendere che vaccinarsi e vaccinare i propri figli è un dovere sociale oltre che un obbligo morale?
«Informare secondo regole di trasparenza prima di tutto e limitando il più possibile gli allarmismi, questo è l’approccio giusto quando si parla di vaccinazioni e di malattie infettive – dichiara Marco Cattaneo, Direttore de Le Scienze – un esempio di cattiva informazione riguarda proprio la meningite e i casi che si sono avuti in Toscana recentemente, per i quali si è parlato in modo inesatto di epidemia. Il punto è dove attingere alle informazioni. La cosa migliore da fare è attenersi alle fonti ufficiali come il Ministero della Salute, l’Istituto Superiore di Sanità o la stessa OMS».
Comunicato Stampa Pro Format Comunicazione
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