Prima Questore, ora scrittore, ma sempre poliziotto, Piernicola Silvis è al suo quinto libro. Con “La Lupa”, che uscirà nelle librerie il 4 ottobre 2018, Silvis mette a segno l’ennesimo colpo da quiescente, senza mai dimenticare il suo passato, ricco di soddisfazioni e riconosciuto dalla comunità come prezioso servizio per la legalità e giustizia.
Ad annunciarlo con un post sul suo profilo facebook è lo stesso autore, indimenticato dai foggiani che lo rivorrebbero in città, da scrittore, perché oggi la sua essenza e testimonianza è questa.
«Si parte con "La Lupa", il mio quinto romanzo, il secondo che vede protagonista Renzo Bruni, il poliziotto dello SCO di Formicae –scrive Piernicola Silvis sul suop profilo facebook-. SEM, con grande signorilità, vuole aprire anche questa volta con un pre-lancio dalla Puglia. Perciò le danze iniziano a Foggia, la città in cui si ambienta il libro, lunedì 24 settembre ore 19.00 all'auditorium Santa Chiara, via Arpi, dove converserò con la giornalista di FoggiaToday Giovanna Greco»
Ancora una volta Silvis premia i suoi lettori più affezionati, presentando in anteprima “La Lupa”.
Poi, il libro sarà presentato in altre città, rispettivamente il 25 settembre, alle ore 18:30, a Polignano a Mare, presso il caffè letterario "Il Libro Possibile", dove converserà con Rosella Santoro, definita dallo stesso Silvis “un'istituzione della letteratura in Puglia”.
Il 26 settembre sarà la volta di Bari, presso la Feltrinelli, in via Melo, cui, oltre alla moderatrice giornalista Giovanna Greco, si unirà il Magistrato Giuseppe Gatti, PM della Procura Distrettuale Antimafia di Bari.
Mentre il 27 settembre, sempre presso la Feltrinelli, Piernicola Silvis, farà tappa a Lecce, in compagnia della giornalista Paola Moscardino, de “La7”.
I prossimi appuntamenti vedranno Silvis impegnato a presentare “La Lupa” a Milano e in molte parti della Lombardia.
Dal 21 al 23 settembre prossimi il Comune di Casalvecchio di Puglia ha organizzato la seconda edizione di “Vëllazëria”, la festa della fratellanza tra il centro arbëreshe del Subappennino Dauno e l’Albania, terra di origine dei Casalvecchiesi. L’evento è finanziato dall’ente in collaborazione con la Regione Puglia, l’Agenzia “Puglia Promozione” e il Ministero per i Beni e le Attività Culturali, e patrocinato dalla Provincia di Foggia, dall’Associazione “Borghi Autentici d’Italia”, dall’Associazione “Comunità Ospitali”, dall’Unione dei Casali Dauni (che riunisce i Comuni di Casalnuovo Monterotaro, Casalvecchio di Puglia e Castelnuovo della Daunia) e dal Gal “Meridaunia”. Dopo il successo della edizione inaugurale, lo scorso anno, il sindaco di Casalvecchio Noè Andreano, con il supporto organizzativo della Pro Loco “Arbëreshe” di Casalvecchio di Puglia, dell’Associazione Culturale “Tallandishat” e del Centro Studi e Tradizioni Arbëreshe “Skander”, ha programmato la nuova “tre giorni” all’insegna dello scambio culturale e folclorico tra la comunità albanofona locale e ospiti provenienti dal “Paese delle Aquile”. L’Ensamble “Miquesia” proveniente da Gramsh (Albania), darà vita in costume tradizionale a rappresentazioni di canto e danza tipici albanesi, mentre l’insegnante albanese di danza Brunilda Lato darà ai visitatori lezioni gratuite di balli tipici del paese d’oltre-Adriatico: un “mini-corso” utile a prendere parte attiva ai momenti musicali in cui i visitatori verranno coinvolti nelle danze. «Oltre ad essere un momento di recupero delle radici storiche e dell’identità culturale della nostra comunità -ha sottolineato il Sindaco Andreano- è una occasione di divulgazione della specificità arbëreshe di Casalvecchio di Puglia. L’Amministrazione sta intensificando i rapporti istituzionali con l’Albania proprio per operare una conservazione delle tradizioni del paese ma anche per creare opportunità di intese anche economiche con le realtà territoriali ed amministrative della nostra terra d’origine». Un appuntamento particolare è in programma venerdì 21, quando sarà celebrato un convegno sulla vita e le opere di Giorgio Castriota Skanderbeg, il famoso condottiero del XV secolo, eroe nazionale dell’Albania e degli Albanesi d’Italia, di cui ricorre il 550° anniversario della morte. Non mancheranno le occasioni di conoscenza dell’arte albanese, in particolare la pittura, e dell’evoluzione delle tradizioni musicali degli Arbëreshë italiani, oltre ad appuntamenti con la cucina tipica di Casalvecchio. A seguire, il programma.
Con preghiera di pubblicazione. PROGRAMMA
VENERDI 21 SETTEMBRE ORE 10 – 12 - Ex scuola Celozzi- Largo Santa Maria delle Grazie - Accoglienza e sistemazione dei gruppi e degli ospiti ORE 13 - Piazza Libertà - Convivium di benvenuto ORE 16 / 17 - Piazza Libertà - Stage di danze tradizionali dell’Albania, condotto da Brunilda Lato ORE 16.30 - Teatro Parrocchiale – Chiesa Santa Maria delle Grazie - Mostra collettiva di pittura a cura del Centro Studi “Skander” di pittori italiani e albanesi ORE 17 / 17.30 - Piazza Padre Pio - Inaugurazione e apertura ufficiale della Vëllazëria - Saluto ufficiale ORE 17.30 - Piazza Padre Pio - Convegno su cultura e tradizioni arbëreshe - Con la partecipazione del giornalista Loris Castriota Skanderbegh e del prof. Fatos Daci, dell’Accademia Albanese-Statunitense delle Scienze e delle Arti - Modera Mario A. D’Arcangelo ORE 19 - Piazza Municipio (Centro Storico) - Rievocazione storica ORE 20.30 - Sfilata in costume per le vie cittadine ORE 21 - Parco Linda - Cena Buffet ed esibizione dei gruppi con musica e danze tradizionali arbëreshe con la partecipazione dell’Ensamble “Miquesia” di Gramsh (Albania)
SABATO 22 SETTEMBRE DALLE ORE 10 - Centro Storico - Estemporanea di pittura a cura del Centro Studi Skander sul tema “Colori di storia: 550 sfumature di memoria” con la partecipazione di pittori italiani e albanesi ORE 13 - Piazza Libertà - Pranzo ORE 16 / 17 - Piazza Libertà - Stage di danze tradizionali dell’Albania, condotto da Brunilda Lato ORE 17.30 - Piazza Padre Pio - Incontro con ospiti ed istituzioni ORE 18.30 - Piazza Municipio (Centro Storico) - Incontro con il regista Salvo Cuccia, presentazione e proiezione del docufilm “Rockarbëresh” - Conduce il giornalista Loris Castriota Skanderbegh ORE 20.30 - Piazza della Libertà - Sfilata in costume per le vie cittadine ORE 21.30 - Parco Linda - Concerto Musica Rockarbereshe con i “PEPPA MARRITI BAND”
DOMENICA 23 SETTEMBRE ORE 9.30 - Castelnuovo della Daunia: Visita alla Chiesa di San Nicola - Santa Maria della Murgia - Chiesa Convento – A seguire, Casalnuovo Monterotaro: Visita alla Chiesa di Santa Maria della Rocca – Torre di Monterotaro ORE 13 - Piazza Libertà - Convivium
Prossimo appuntamento: domenica 30 settembre 2018 in tutte le piazze italiane.
Continuano le iniziative promosse nell’ambito del progetto “Diamoci una scossa!” che vede schierati in prima linea ingegneri ed architetti nella diffusione della cultura della prevenzione sismica. Si è inserito in questo filone il convegno “Promuovere la cultura della sicurezza”, svoltosi lunedì 17 settembre presso l’Auditorium della Camera di Commercio di Foggia. Un evento dedicato agli addetti ai lavori che ha avuto la partecipazione straordinaria di alcuni dei rappresentanti degli enti nazionali coinvolti nella promozione dell’iniziativa.
In tutta Italia ingegneri e architetti uniscono forze e competenze per favorire la cultura della prevenzione sismica con le iniziative accomunate dallo slogan “Diamoci una Scossa!” e organizzate da Fondazione Inarcassa, Consiglio nazionale degli Ingegneri e Consiglio Nazionale degli Architetti con il supporto scientifico del Consiglio Superiore dei Lavori pubblici, del Dipartimento della Protezione Civile, della Conferenza dei Rettori delle Università Italiane e della Rete dei Laboratori Universitari di Ingegneria Sismica.
A pochi minuti dalla sentenza che ha condannato R.L.A. per l’omicidio del giovane montanaro 23 Felice Fischetti (nella foto), la sig.ra Ermelinda Santoro ha fatto giungere presso lo scrivente un chiaro messaggio: «Non ho avuto nessuna giustizia…solo 10 anni. Non si può sentire».
Stiamo parlando dell’omicidio avvenuto a Monte Sant’Angelo il 16 luglio 2017, dove il giovane Felice fu accoltellato da R.L.A. perché credeva che avesse urinato sotto il suo uscio.
Questa mattina, 13 settembre 2018, come anticipato da un altro articolo, presso il Tribunale di Foggia si è celebrato il processo con rito abbreviato secco. L’imputazione presentata è stata di omicidio con l’aggravante di «aver commesso il fatto per futili motivi» ma la sentenza è stata tutt’altra. Difatti all’omicida R.L.A. gli son stati conferiti 10 anni di reclusione, pur sapendo che il PM aveva chiesto almeno 12 anni dopo il cambio di imputazione a omicidio preterintenzionale.
A fine sentenza c’è stato sgomento nei volti dei presenti della famiglia Fischetti, e dolore e rabbia in quella della mamma di Felice, la sig.ra Ermelinda Santoro.
Al momento non si conoscono le motivazioni formali che hanno portato alla sentenza predetta. Bisognerà attendere le carte e particolarmente le dichiarazioni della sig.ra Santoro, che giustamente, per ora, non ha voluto rilasciare dichiarazioni. Comprendiamo il momento e il dolore.
Tuttavia c’è da fare una riflessione, non a giustificare i 10 anni conferiti a R.L.A, bensì per ricostruire le dinamiche del diritto processuale penale che tiene conto di vari fattori, pro e contro. Ciò solo per come ci è possibile essendo non tecnici in materia giurisprudenziale. Da quanto c’è dato sapere, e per come abbiamo anticipato, l’aggravante di omicidio volontario per «aver commesso il fatto per futili motivi» dal Tribunale di Riesame di Bari, subito dopo l’arresto, è stata impugnata, riqualificando il reato in omicidio preterintenzionale, facendo notare fattori non scatenanti la volontà di uccidere.
Ovviamente appena si potranno leggere le carte potremo comprendere quali sono stati i vari fattori suddetti.
Ora è il momento di rispettare il dolore di una famiglia tragicamente privata di un suo caro, un affetto reciso per futili motivi. E’ il momento di abbracciare la sig.ra Ermelinda, mamma di Felice, di darle conforto e starle vicino. Il resto non conta, per ora.
Riscoprire se stessi e il mondo ascoltando, ad occhi chiusi, i versi declamati dai poeti. Sentire echeggiare la vita, l’amore, il dolore. Condividere emozioni e stati d’animo con gli altri in piazza, nel centro storico di Foggia. Lo scorso weekend è accaduto qualcosa di magico a Foggia con “La voce del mare”, la rassegna di belle parole organizzata e promossa da Comune di Foggia – Assessorato alla Cultura in collaborazione con Casa d’Arte – Casa D’E e ideata da Daniela d’Elia (pittrice, illustratrice, scenografa, attrice, autrice di sceneggiature, di racconti e filastrocche).
«Ho voluto fortemente organizzare questa rassegna perché credo davvero che in questo momento storico fare poesia significhi fare politica. Fare poesia è rivoluzione, contrasta l’inerzia», ha affermato con convinzione Daniela, che ha chiamato a raccolta in città tantissimi poeti, musicisti ed artisti provenienti da tutta Italia.
Mariano Doronzo, Rossella Tempesta, Edoardo Sant’Elia, Alfonso Graziano, Enrico Fraccacreta, Salvatore Ritrovato, Antonio Bux, Gennaro Tedesco, Pasquale Vitagliano, Maria Del Vecchio, Elina Miticocchio, Rosanna Spezzati, Mariella Cuoccio, Paolo Polvani, Maria Luigia Troiano, Lucio Toma, Lorenzo Trigiani, Giusi Fontana, Canio Mancuso e Vincenzo Mastropirro. Ad accompagnarli le musiche di Tullio Taffuri, Annamaria Bartoccioli, Antonio Solimine, Franco Fasano, Fabio Silvis, Angelo De Cosimo e la performance artistica “Contemporaneamente” dell’illustratrice Luisa Nascosto, che ha trasformato le parole dei poeti in immagini.
Per due giorni il centro storico del capoluogo dauno è stato inondato di meraviglia e stupore. La rassegna si è aperta con la suggestiva Passeggiata, un Corteo Poetico Itinerante che partendo dall’Epitaffio, monumento simbolo della transumanza, ha condotto i presenti in Piazza Purgatorio, luogo che ha ospitato gli incontri. Un piccolo viaggio alla scoperta di poetiche sorprese in compagnia della guida Franca Palese, delle studentesse del Liceo Classico “Lanza” di Foggia, giovani “sirene” pronte a donare poesie a tutti, e delle note del sax di Giuseppe Valzano. Attraversare il cuore della città percorrendo via Liceo e piazza Mercato, passando dalla Chiesa dell’Addolorata e da via Arpi per continuare nei vicoli – Solitario e La Porta – facendo una sosta in piazza Baldassarre e avanti alla Cattedrale, per poi incanalarsi in vico Annunziata, via Campanile, piazza Mascagni e giungere infine in piazza Purgatorio. Quattordici “stazioni”, ognuna contrassegnata da una strofa del componimento “La Passeggiata” di Daniela d’Elia, a cui hanno dato voce Claudio Mione e Roberta Paolini.
Un mare di poesia ha invaso la città di Foggia, rendendola non solo più bella ma anche più consapevole (in occasione della rassegna gli Ipogei e la Chiesa detta del Purgatorio o dei Morti hanno osservato aperture straordinarie).
I poeti presenti, come piccoli granelli di sabbia che creano una spiaggia, hanno dimostrato che la poesia può migliorare il mondo. Poesia come condivisione, come strumento per cambiare, come nutrimento, come veicolo di idee. Perché la poesia aiuta a conoscere se stessi, a riscoprire la propria anima. E lo fa con tutti, grandi e piccoli, come hanno dimostrato le attività svoltesi nell’area “bambini felici”. Uno spazio che ha ospitato il “Cantiere delle Parole Bambine”, un laboratorio poetico di scrittura e lettura creative a cura di Raffaele Niro e il Laboratorio di Metodo Caviardage® “Poetar(t)e” con Angela Pia Fuscaldi. Dedicate ad adulti e piccini anche le presentazioni di “Perché mio nonno ha i capelli bianchi” di Mauro Scarpa e “Siate ribelli, praticate gentilezza” di Saverio Tommasi. “La voce del mare” si è chiusa all’insegna dell’umorismo con Nicola Vicidomini e Mario Marenco, che ha festeggiato il suo 85esimo compleanno e al quale il Comune di Foggia ha conferito una targa.
La rassegna ha dato voce anche a Luca Gaudiosi, Stella N’Djoku e l’anonimo S.28 Movimento per l’Emancipazione della Poesia, selezionati attraverso la call dedicata ai giovani poeti dai 14 ai 25 anni, che hanno avuto la possibilità di leggere in pubblico i loro versi.
«Tra i vanti dell’Amministrazione che ho l’onore di presiedere -ha dichiarato il sindaco di Foggia Franco Landella– c’è una particolare attenzione alla promozione della Cultura e dello spettacolo. Nel nostro impegno, non sono mancate collaborazioni con istituzioni e associazioni dirette al mondo letterario, ma mancava una specifica iniziativa dedicata alla Poesia. Con l’Assessore Giuliani abbiamo voluto fortemente che venisse colmata questa lacuna e, pur non avendo potuto partecipare all’evento per contemporanei impegni, abbiamo sostenuto con tutte le nostre forze e con le risorse a disposizione l’organizzazione e lo svolgimento de “La Voce del Mare”. E dato che, come diceva Calvino, “La poesia è l’arte di far entrare il mare in un bicchiere”, siamo orgogliosi di aver dato voce a questo mare». https://www.facebook.com/rassegnadibelleparole/
Comunicato stampa - Dopo il successo delle prime due edizioni, la Resto al Sud Academy è pronta per una nuova ed entusiasmante sfida a caccia di talenti digitali nei quartieri “più disagiati” del Sud Italia. L’obiettivo resta quello di offrire una opportunità di alta formazione sul marketing digitale e sui nuovi media ad un gruppo di fortunati che potrà sfruttare i contatti e le nuove competenze acquisite per progetti di ricaduta economico/sociale sul proprio territorio di riferimento. Tutto questo grazie anche alla Ninja Academy, la più grande scuola specializzata nel Marketing Digitale in Italia, che fornirà ai ragazzi selezionati la propria piattaforma di e-learning ed un percorso didattico di Alta Formazione dedicato. Ninja Academy ha già formato oltre 50.000 professionisti.
Due mesi fa ricorreva il drammatico anniversario della morte del giovane Felice Fischetti (nella foto di E.S.), il 23enne di Monte Sant’Angelo perito dopo tre giorni in seguito ad alcune ferite inferte con un coltello dall’allora 60enne. R.L.A., accusato di aver urinato, in compagnia di un suo amico, G.P., sotto l’uscio dell’abitazione del suo esecutore. Era il 16 luglio del 2017 quando la vita di Felice, e dei suoi cari, fu tragicamente “violata” da un atto inconsueto, troppo violento per una banale causa, tra l’altro tutta da verificare, secondo le testimonianze raccolte dagli inquirenti e poi confermate dallo stesso omicida. Difatti nella richiesta di giudizio immediato del GIP, R.L.A. si legge che «dopo aver visto passare dinanzi a casa sua (riferendosi ai due giovani, ndr.), pensando che volessero ivi urinare, scendeva dall’abitazione colpendo Felice Fischetti in regione inquinale con un coltello della lunghezza di cm 30… (con lama da 18 cm, ndr.) con conseguente e immediata abbondante perdita di sangue che faceva entrare il ragazzo in uno stato di coma… con conseguente decesso, avvenuto due giorni dopo nell’ospedale Casa Sollievo della Sofferenza».
Da allora son trascorsi quattordici mesi e oggi, 13 settembre 2018, a Foggia, alle ore 09:00 presso il Tribunale, si celebrerà la prima udienza del processo con rito abbreviato secco. L’imputazione è omicidio con l’aggravante di «aver commesso il fatto per futili motivi». Per la cronaca giudiziaria è bene ricordare che, come scritto nelle carte legali, «su opposizione delle sole parti civili, nonostante il parere favorevole del PM, sono state rigettate le richieste del difensore dell’imputato, tendenti ad acquisire una propria perizia di parte e che venisse esperita come condizione l’ascolto del proprio perito di parte, e della consulente del Pubblico Ministero sulle lesioni alle mani del ragazzo deceduto». Richieste «tendenti a dimostrare che la vittima non avesse aggredito l’autore dei fatti ma si fosse solo difesa».
Oggi la redazione, su richiesta della sig.ra Ermelinda Santoro, mamma di Felice, che ha contattato il giornalista Nico Baratta, pubblica una sua “Lettera Aperta”, in attesa di conoscere l’esito dell’odierno dibattimento, cui divulgheremo notizia.
«VOGLIO GIUSTIZIA PER MIO FIGLIO FELICE FISCHETTI». LETTERA APERTA DELLA MAMMA
«È arrivato il fatidico giorno. Vi sarà giustizia? Finirà in carcere il tuo assassino?
Ho aspettato 1 anno e 55 giorni per la sua condanna perché, credimi, non ho mai tollerato il fatto che lui stesse iniziando a pagare la pena con gli arresti domiciliari. Oggi spero di trovare un giudice, che sia una madre o un padre, perché solo un genitore può capire questo tremendo dolore.
Mi sveglio ogni mattina credendo che sia solo un brutto sogno. Invece mi tocca affrontare questa terribile realtà. Ho imparato a vivere di immaginazione perché tu sei ovunque io guardo.
Percorrerò la strada verso il tribunale chiedendoti di starmi vicino, per darmi la forza di non crollare fino al momento della sentenza. Io non potrò e non voglio capire che la mano di un uomo, anzi no, non può essere definito tale quell’essere spregevole che ti ha tolto la vita, ti abbia portato via da me.
Avrei voluto trovarmi lì: sarei stata il tuo scudo, la tua salvezza. Avresti potuto continuare a vivere e a essere felice.
Oggi sarò la tua guerriera. Voglio che tu sappia che ci hai lasciato un vuoto incolmabile, una cicatrice indelebile e che da quel giorno ci tocca vivere, anche se dentro ci sentiamo morire».
Comunicato stampa - Si è svolta la conferenza stampa di presentazione dell’iniziativa “Diamoci una scossa!” rientrante nell’ambito della Prima Giornata Nazionale della Prevenzione Sismica a cui hanno aderito l’Ordine degli Ingegneri e l’Ordine degli Architetti della Provincia di Foggia.
“Si tratta di un’iniziativa nazionale alla sua prima edizione da cui l’Ordine degli Ingegneri, insieme all’Ordine degli Architetti della Provincia di Foggia, non poteva assolutamente esimersi – ha dichiarato la Presidente dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Foggia Maria Rosaria De Santis – per promuovere la cultura della Sicurezza sismica informando adeguatamente e correttamente il Cittadino sul tema del rischio sismico e un concreto miglioramento delle condizioni di sicurezza sul patrimonio immobiliare del Paese, la manifestazione ha inoltre lo scopo di informare il Cittadino sulle opportunità offerte dal Sisma Bonus”.
Con l’adesione da parte degli ordini professionali anche Foggia sarà tra le oltre 500 Piazze della Prevenzione Sismica presenti in tutta Italia per fornire ogni informazione utile sulle variabili che incidono sulla sicurezza delle abitazioni e sulle agevolazioni fiscali esistenti per realizzare interventi migliorativi delle stesse a costo quasi zero.
“In provincia di Foggia infatti sono stati attivati una decina di info point in 10 piazze, di cui 3 a Foggia e 7 in provincia, presso cui presenzieranno circa 70 professionisti che daranno informazioni in merito alla prevenzione sismica e al Sisma Bonus – ha spiegato Roberto Salice, referente per il progetto “Diamoci una scossa!” per l’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Foggia – seguirà poi un secondo evento che vedrà la disponibilità di circa 50 professionisti per effettuare delle visite tecniche gratuite, un’ opportunità per il cittadino nonché per favorire lo sviluppo della prevenzione sismica anche nella nostra Provincia.”
Alla conferenza stampa – dopo i saluti istituzionali di Carmine Pecorella, Capo Ufficio Stampa della Provincia di Foggia e Francesco d’Emilio, Assessore all’Urbanistica del Comune di Foggia – sono intervenuti anche l’architetto Antonio Lauda, in qualità di vicepresidente dell’Ordine degli Architetti Pianificatori Paesaggisti della Provincia di Foggia e l’architetto Nicoletta Vinci in qualità di referente su Foggia dell’Ordine degli Architetti per il progetto “Diamoci una scossa!”, a testimonianza di come il tema della sicurezza debba essere affrontato dal duplice punto di vista architettonico ed ingegneristico nell’ambito di una collaborazione sinergica e proficua tra i due ordini professionali.
Il prossimo appuntamento è previsto per lunedì 17 settembre alle ore 15 presso l’Auditorium della Camera di Commercio dove si svolgerà un convegno, rivolto agli addetti ai lavori, per lanciare l’iniziativa nel Sud Italia. Per l’occasione saranno a Foggia l’ing. Zambrano – Presidente del Consiglio Nazionale degli Ingegneri, i consiglieri nazionali D. Perrini e M. La Penna e il Presidente della Fondazione Inarcassa l’ing. E. Comodo.
La Giornata Nazionale della Prevenzione Sismica si svolgerà invece domenica 30 settembre: nelle piazze sarà possibile anche fissare una visita tecnica informativa che il professionista effettuerà durante il mese di novembre, nell’ambito del programma di prevenzione attiva “Diamoci una scossa”. Architetti ed ingegneri appositamente formati, potranno fornire senza alcun costo per il cittadino, una prima informazione sullo stato di sicurezza delle abitazioni nonché illustrare le possibilità di interventi di riduzione del rischio sismico finanziabili con l’incentivo statale Sisma Bonus.
Il Sisma Bonus consente oggi di detrarre dalle imposte sui redditi fino all’85% dei costi sostenuti per gli interventi di miglioramento della sicurezza delle abitazioni e di poter trasferire l’agevolazione fiscale a chi esegue i lavori o a terzi senza dover anticipare le relative spese.
Per prenotare una visita tecnica o individuare la piazza più vicina:
www.giornataprevenzionesismica.it
Per info e contatti: https://www.facebook.com/ordineingegnerifoggia
Comunicato Stampa - Il terremoto è un evento imprevedibile i cui effetti sugli edifici e sulle persone oggi possono essere mitigati adottando misure che migliorino la sicurezza delle strutture. In un Paese straordinario ma ad alto rischio sismico quale è l’Italia, il grado di sicurezza della casa diventa la prima cosa da conoscere e, laddove necessario, migliorare attraverso adeguate misure antisismiche.
Comunicato Stampa - “Segni di RiConoscenza” è il tema scelto per la XVI edizione del Festival della Letteratura Mediterranea, ideato e curato dall’associazione Mediterraneo è Cultura, in programma dal 21 al 23 settembre a Lucera.
«Il dono, il sacro valore dell’ospitalità, il senso profondo del tendere verso l’altro. Le nostre comunità non possono dimenticarsene. Scambiarsi storie, mettere in comune racconti, sedersi alla stessa tavola e condividere acqua, pane, un po’ di ombra; questo movimento innato di apertura genera segni, segni positivi perché capaci di farci conoscere meglio, di farci riconoscere l’uno nell’altro. Il dono è un rito che, forse, vale la pena riconsiderare», sostengono gli organizzatori che presenteranno il Festival durante la conferenza stampa in programma giovedì 6 settembre alle 10.30 al Cineporto di Foggia (in via San Severo, KM 2,00).
Insieme a loro ci saranno la professoressa ordinaria di antropologia culturale all’Università degli Studi di Foggia Patrizia Resta, il Sindaco di Lucera Antonio Tutolo e l’assessore alla Cultura Carolina Favilla.
Durante la conferenza stampa sarà presentato il programma della tre giorni di settembre che vedrà protagonista non solo la letteratura ma anche linguaggi espressivi diversi.
E infatti la XVI edizione del Festival della Letteratura Mediterranea prevede due grandi novità: il contest dedicato all’Urban Art, a cui è possibile partecipare entro l’8 settembre e quello di freestyle chiamato “RapSodo”, perché i rapsodi nella Grecia antica erano coloro che recitavano, cantandole a memoria, i versi delle poesie epiche.
L’altra novità del XVI Festival è l’introduzione di una “direzione artistica diffusa”. Gli organizzatori infatti hanno scelto di affidare due diverse aree degli incontri di settembre a due esperti, che sono già stati ospiti del Festival negli anni scorsi e con i quali è nata una relazione costante e duratura.
A curare l’incontro in cui saranno protagonisti le narrazioni delle migrazioni, attraverso le chiavi del reportage e dell’attivismo politico, sarà Paola Caridi: giornalista, scrittrice ed esperta del mondo arabo, ideatrice e coordinatrice (insieme a Lucia Sorbera) della sezione “Anime Arabe” al Salone Internazionale del Libro di Torino.
Valerio Millefoglie, scrittore e giornalista culturale, performer e musicista, ex rapper, firma d’interessantissimi reportage sul Venerdì della Repubblica e altre testate, curerà invece un incontro a cavallo tra poesia, rap e traduzione letteraria.
A caratterizzare le giornate del Festival della Letteratura Mediterranea sarà “Favuríte!”, il suggestivo rito di scambio del dono. Un momento intimo e magico che fa rivivere le tradizioni antiche e invita a riflettere su temi attuali e urgenti. Il titolo del rito, in dialetto lucerino, nasce dall’espressione “Vuoi favorire?“, tanto antica quanto viva nei ricordi di tutti gli abitanti del Sud (oltre che di Lucera): l’invito ad assaggiare un cibo, a prendere parte ad una tavolata, a unirsi per condividere sorrisi e storie.
Alla conferenza stampa interverrà anche il maestro Salvatore Lovaglio che ha realizzato, insieme a Tonio Mansueto, il tavolo che sarà al centro della scena degli incontri del Festival.
Un tavolo unico e speciale – che sposa in pieno il tema scelto per questa edizione – costruito sulla base di un’opera del maestro Salvatore Lovaglio che s’intitola “Dare da bere agli assetati” ed è stata parte di una mostra collettiva del 2016 che raccoglieva rappresentazioni artistiche diverse delle 7 opere di misericordia corporali.
L’opera appare in piccolo anche nel visual e nel video-promo del Festival, totalmente autoprodotto dai ragazzi dello staff e visibile sul canale YouTube del Festival. A tal proposito in conferenza sarà svelata un’altra novità.
Un vertice durato ben oltre 5 ore quello che si è svolto ieri, 03 settembre 2018, a Foggia presso la Prefettura. A capo tavola c’era lui, il Vice Presidente del Consiglio dei Ministri Luigi Di Maio, in veste ufficiale di Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali. Un summit dove hanno preso parte oltre 60 persone istituzionali di ben 14 regioni d’Italia. Giunto a Foggia intorno alle ore 14 e accolto in Prefettura dal Prefetto dott. Massimo Mariani, Di Maio ha subito iniziato i lavori. La sala del vertice era gremita. Oltre alle istituzioni che hanno illustrato problemi e soluzioni che attanagliano la Capitanata per il fenomeno del caporalato, c’erano molti rappresentanti locali del mondo del lavoro, del sindacato, della politica, degli enti pubblici.
La parola d’ordine di Luigi di Maio è stata «Guerra al caporalato e al lavoro nero. La legge sul caporalato c'è e va fatta funzionare. Cominciamo ad applicarla bene prima di fare altre norme», come aveva già affermato il suo collega Matteo Salvini, durante il summit del 07 agosto 2018 «La lotta alla mafia, allo schiavismo e allo sfruttamento del lavoro in nero e dell’immigrazione clandestina –ha affermato un mese fa Salvini-, è una priorità mia e di questo Governo. Useremo tutte le armi legalmente permesse per mettere in condizioni di non nuocere, di non far lavorare questi delinquenti».
Stessa lunghezza d’onda tra i due Vice Premier, che sono fermamente decisi a portare avanti e vincere questa guerra, combattendo anche laddove si annidano fenomeni criminali che alimentano il caporalato, quei ghetti che vanno eliminati con una legge ad hoc. «Porteremo avanti anche un piano di sgomberi. Dovrà essere fatto senza creare disordini, accetterò i consigli delle istituzioni –ha detto Di Maio-».
I presupposti ci sono tutti, la volontà pure, mezzi e personale sono già operativi, ora si attendono risposte e soprattutto risultati, come dopo il vertice ha chiosato il Presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano «Dalle parole si passi ai fatti».
La conferenza stampa è stata aperta dal Prefetto Mariani: «Questa è stata una riunione lunga in cui i problemi che attanagliano non solo questo territorio ma anche altre regioni d'Italia sono stati esaminati in ogni aspetto –ha esordito il Prefetto di Foggia, il dott. Massimo Mariani, tra l’altro scusandosi anche a nome del Ministro Di Maio dell'attesa-. Credo di poter dire - ha proseguito Mariani- che da questa riunione riusciamo ad uscire con la volontà, confermata, di affrontare il tema del caporalato e tutti i temi che sono connessi, con grande determinazione. Come Prefetto di questa provincia sono particolarmente interessato al problema. Sapete bene che poche settimane fa ci sono stati due gravissimi incidenti dove sono morte sedici persone. Capiamo bene che questa tragedia richiama la nostra attenzione e la nostra coscienza professionale sull'esigenza di lavorare al massimo delle nostre possibilità. Come Forze di polizia le attività erano, sono e continueranno a essere molto incisive. Ho illustrato al sig. Ministro i risultati conseguiti non solo in queste settimane immediatamente successive alla tragedia pocanzi ricordata, ma anche quelli dei mesi precedenti perché per noi è un tema di grande importanza. Da ciò è emersa un'idea molto precisa, che non si può pensare che un fenomeno come questo sia esclusivamente un fenomeno di polizia. Certamente c'è un profilo di sicurezza che noi abbiamo il dovere di affrontare e che continueremo a farlo con grande determinazione. Ma ci sono anche altri temi che devono essere affrontati per tagliare alle basi le motivazioni di un fenomeno di questa portata. Questo è un inizio e non un punto di arrivo, che vedrà impegnati tutti gli uffici dello Stato e nel contempo le parti sociali, sindacati, datori di lavoro, il terzo settore, gli enti locali. Si tratta –ha terminato il Prefetto, passando la parola a Di Maio- di un impegno corale che io auspico possa portare i risultati desiderati con pazienza e determinazioni e grande volontà dei soggetti a vario titolo interessati».
Il Ministro Di Maio, a inizio conferenza, ha subito illustrato le dinamiche che in tempi molto brevi saranno operative. Un piano triennale a step che contrasterà il gravoso e annoso fenomeno criminale del caporalato, dove alcuni saranno affrontati a Foggia, con nuovi vertici.
Il primo step che a giorni sarà operativo, ha confermato a sorpresa Di Maio, sarà la nomina del nuovo Direttore dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro. «Nei prossimi giorni conoscerete il suo nome –ha affermato Luigi Di Maio-. Sarà una nomina che farà parlare». Un annuncio che ha destato curiosità tra i giornalisti già a caccia del nome. Una decisione, quella del Ministro del MISE, che «…darà rispetto alla nuova mission dell’INL. Emanerò subito una direttiva all’INL affinché i Carabinieri del Nucleo Tutela del Lavoro siano utilizzati esclusivamente per questioni rilevanti nel contrasto al lavoro nero e al caporalato. È finita l’era dei numeri, delle tabelle da compilare –ha continuato Di Maio-, magari abbiamo tutte le carte a posto ma evidentemente c’è qualcosa che non va se i cittadini percepiscono un’illegalità diffusa e un’assenza di meritocrazia. Questo è un problema comune per tutte le regioni e sarebbe sbagliato localizzare il fenomeno».
Una manovra coraggiosa che in seno la mission pocanzi detta, avrà come protagoniste la repressione dal caporalato, e chi lo alimenta e lo pratica, e la prevenzione di tutto ciò che cagiona il fenomeno. E per farlo sarà primario iniziare dove si cerca il lavoro, presso quei Centri per l’Impiego, oggi malfunzionanti, e la rete che veicola i braccianti, quei trasporti, anche improvvisati, che in Capitanata hanno ucciso 16 persone in tre giorni. «Il caporale altro non è che un atroce e illegale Centro per l’Impiego che incrocia domanda ed offerta –ha affermato il Ministro Di Maio-. Se in Italia funzionano i Centri per l’Impiego il caporalato si attenua. Aggredire l’illegalità è fondamentale, tutelando così gli imprenditori che rispettano le leggi. Lavoreremo sul meccanismo trasporti con una serie di convenzioni tali da garantire servizi funzionali per raggiungere il posto di lavoro».
Di Maio, enunciando tali disposizioni, sta attuando il “programma del cambiamento”, garantendo, nel caso specifico, rifinanziamenti previsti nella Legge di Bilancio con risorse aggiuntive accompagnate da un piano di ristrutturazione, senza dimenticare chi legalmente conferisce lavoro. Il riferimento è al mondo imprenditoriale, quello sano, che ha bisogno di un respiro economico, di garanzie e tutela. “Dobbiamo riuscire nell’operazione e far sopravvivere il paziente. L’obiettivo è tutelare le imprese che si comportano correttamente e premiare quelle virtuose. Tutto ciò che arriva come fondi alle aziende deve cominciare ad ispirarsi alla meritocrazia. Purtroppo c’è un problema di chi s’iscrive nelle liste (di lavoro, ndr.). Dobbiamo entrare nell’ottica che chi lo fa, si smarca da un sistema criminale. Abbiamo il compito di far sentire le aziende protette e non esposte e indifese» –ha proseguito Di Maio con un chiaro riferimento al CETA (in inglese Comprehensive Economic and Trade Agreement), quell’accordo economico e commerciale globale di libero scambio tra UE e paesi da cui importiamo prodotti un tempo forniti dai nostri agricoltori, approvato dall’Europarlamento nell’anno 2017, in attesa di ratifica da parte degli Stati membri. «Se si fanno trattati come quello del CETA o come quelli tra UE e Marocco, tra UE e Tunisia, si continua a perseverare in un obiettivo che è quello di massacrare i nostri agricoltori. Poi si dirà che il saldo è positivo, ma solo per il secondario e terziario, mai per il settore primario. Ormai vale più la bottiglia che il contenuto all’interno. Con i prezzi attuali è impossibile stare sul mercato. Se i prezzi sono così bassi, è perché si sono consentiti trattati scellerati, come il CETA. Siamo convinti che il CETA o sia rivisto o sarà bocciato». Affermazioni dure di Di Maio ma molto chiare, già più volte dette “minacciando” gli stessi funzionari che difendono la partnership. Un “aut aut” che nei giorni scorsi ha fatto insorgere opposizione e imprese, pronte sul “piede di guerra” poiché preoccupate da un veto che rischierebbe di affossare una regola di scambio giudicata favorevole per l’Italia.
Ora si attendono gli effetti del vertice, azioni immediate per ridare fiato e poi ossigeno a una sana economia che cerca salubrità nel lavoro legale, sicuro, meritocratico e soprattutto incoraggiante nelle aree di pertinenza.