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martedì 11 dicembre 2018

Foggia, "La philosophy for children", seminario educativo con il cortometraggio "Il mito della caverna"


Domani alle ore 17.00 presso l' aula magna della scuola Pascoli si terrà una tavola rotonda su: "La philosophy for children" e la sua valenza educativa.
Durante l'incontro, al quale parteciperanno Andrea Belardinelli, Giovanni Rinalfi, Alessia Paragone e Matteo Renzulli, sarà presentato e proiettato il cortometraggio "Il mito della caverna", realizzato dagli alunni dell' Istituto Comprensivo Santa Chiara Pascoli Altamura che hanno partecipato al progetto di philosophy for children.

lunedì 10 dicembre 2018

Privacy e fatturazione elettronica tra obblighi e opportunità. Incontro promosso dal C.U.P. Foggia.

Dopo l’evento formativo su “Trasparenza e anticorruzione”, svoltosi ad aprile scorso, continuano le attività del C.U.P. Foggia (Comitato Unitario Permanente degli Ordini e dei Collegi Professionali), associazione costituita fra le rappresentanze istituzionali di livello locale degli Ordini e Collegi professionali.

Il prossimo appuntamento è in programma martedì 11 dicembre, dalle ore 15.00 alle 19.00, presso Formedil (in via Napoli km 3.800) a Foggia e verterà su due temi attuali e importanti come la privacy (il decreto di adeguamento 101/2018) e la fatturazione elettronica.

L’incontro formativo esplorerà il tema della tutela dei dati personali regolata dal GDPR (General Data Protection Regulation) e dal nuovo codice privacy. Quest’ultimo è il decreto legislativo n.101 del 10 agosto 2018, entrato in vigore il 19 settembre scorso, con il quale l’Italia si è adeguata alla rivoluzione privacy voluta dall’Europa. Una norma che tocca tantissimi ambiti e che è di fondamentale importanza per tutti i professionisti.

Un’altra grande novità che sarà oggetto dell’evento è la fatturazione elettronica. Dal 1° gennaio 2019 infatti entrerà in vigore la fatturazione elettronica obbligatoria tra privati e verso i consumatori. Molte sono le domande e i dubbi di imprese e partite iva riguardo a questi nuovi obblighi, ma la fattura elettronica potrebbe essere un primo passo per un’evoluzione estremamente positiva del sistema fiscale e imprenditoriale italiano che oggi in Europa è pioniere in questo campo.

Si partirà alle 14.45 con la registrazione dei partecipanti a cui seguiranno i saluti del presidente del C.U.P. Foggia Massimiliano Fabozzi e del presidente della Camera di Commercio di Foggia Fabio Porreca.

Ad esplorare le novità per gli studi professionali dovute al Regolamento UE 679/2016 e al decreto di adeguamento 101/2018 sarà l’avvocato Antonio Valentini, di Opera Professioni srl.

Mentre il dott. Roberto Trezzi, Gruppo Centro Paghe, illustrerà gli obblighi e le opportunità della fatturazione elettronica.

Non mancherà uno spazio dedicato al dibattito, per chiarire dubbi e curiosità di tutti i professionisti.

Sono previsti 4 crediti ai fini della formazione obbligatoria per ciascuno degli ordini presso cui l’evento è accreditato.

L’evento è organizzato dal C.U.P. Foggia in collaborazione con Centro Paghe Puglia, Kronos, Opera professioni, Sinergia Imprese, Tecsial.

Il C.U.P. di Foggia è un’associazione costituita fra le rappresentanze istituzionali di livello locale degli Ordini e Collegi professionali. Non ha fini di lucro e rappresenta, in conformità alle norme istitutive degli enti associati e nel pieno rispetto dell’autonomia di ciascuno, le professioni liberali italiane. Attualmente aderiscono alla sezione foggiana i seguenti ordini professionali: architetti, ingegneri, avvocati, consulenti del lavoro, geometri, assistenti sociali, psicologi, notai, periti industriali, farmacisti, chimici, commercialisti, ostetriche e periti agrari.

Per info: tel. 0881.724632, mail cupfoggia@gmail.com.

https://www.facebook.com/cupfoggia/

mercoledì 5 dicembre 2018

“Sguardi” La seduzione del Disegno Italiano. La Contemporanea Galleria d’Arte propone Due opere del M° Omar Galliani


Inaugurata sabato 24 novembre 2018, la Contemporanea Galleria d’Arte propone la visione di due opere del M° Omar Galliani: nell'orine, Blu Oltremare - Pastello blu + pigmento rosso cm. 170x200 e Il sogno di Benerice - matita su tavola cm. 60x60 visionabile in galleria.

Il percorso espositivo comprende una ventina di opere sutavola, alcune delle quali di dimensioni monumentali, realizzate dagli anni Novanta ad oggi.
 
Questa mostra di Omar Galliani nasce da un desiderio antico, quanto contemporaneo, se consideriamo parole quali: introspezione, osservazione, esplorazione, profondità, vanità, estetica, fisiognomica,
bellezza.

Le opere nascono da un segno unico ed esemplare; un disegno che ha origine nella tradizione della storia dell'arte italiana e si reincarna oggi nella contemporaneità. In queste opere il solo uso della matita o del pastello su tavola indaga e cerca, tra palpebre e occhi, quell'istante in cui si cela un mistero o un invito ad un dialogo serrato fra voi e il soggetto disegnato, osservato. Il cielo, le stelle e le costellazioni occupano spesso lo spazio che aleggia attorno ai soggetti che posano silenziosi o mossi in queste tavole che appartengono ad un ciclo di opere di grande formato già esposte in diversi musei della Cina e in Europa.

«Galliani ventenne – ricorda Flavio Caroli – era perso principalmente in due ambizioni. In una ricerca di magia, di seduzione, di fascino che è l’ossessione primaria di ogni grande artista, in qualsiasi tempo, sia egli tragico (Caravaggio), classico (Ingres) o fondamentalmente realista (Degas). Tutto cambia e tutto corre, ma non c’è grande artista quando non ci sia ricerca di Bellezza; di qualche forma di Bellezza. La seconda ossessione di Galliani era infatti la qualità esecutiva, proprio tecnica nel senso antichissimo del termine, della pittura e dei suoi misteri: cosa non facile in un tempo in cui i balbettii e la cattiva pittura parvero la chiave della modernità. Galliani otteneva risultati straordinari grazie ai miracoli realizzativi di una matita forse veramente fra le più dotate del secondo dopoguerra. Nei trenta e più anni che ci separano da quei giorni, il miracolo non ha fatto che approfondirsi».


«La ricerca di Omar Galliani – aggiunge Teodolinda Coltellaro – affonda nelle densità figurali del passato, nelle estensioni storiche dell’arte, di cui evoca modelli culturali e motivi linguistici che coniuga in una originale sintassi espressiva. La sua sensibilità, pienamente contemporanea, sa cogliere gli aspetti di transitorietà e complessità del nostro tempo, gli scenari mobili che ne connotano la dimensione sistemica, ma li traduce in modi e forme che sollecitano lo sguardo a percorsi interpretativi più profondi che non si esauriscano nel “qui ed ora”, proponendo il ricorso alla memoria e alla citazione come processo di rinascita creativa nell’alchimia della forma. […] Per Galliani, l’opera è, in modo prioritario, disegno: dalla dimensione fisica del tracciare (di esercizio muscolare protratto fino allo stremo), del coprire di segni una superficie al suo essere fenomeno articolato, fluttuante, vivente, animato da una propria biologia memoriale che ne determina l’esistenza e in cui si compenetrano mirabilmente e dialogano mondi di tenebra e luce».

La Contemporanea Galleria d’Arte è aperta al pubblico
tutti i giorni inclusi festivi con orario 10.00-13.00 e 17.00-20.30 Ingresso libero.

Per informazioni: tel. 346 7334054 - artebenvenutomail.com

martedì 4 dicembre 2018

Con l'operazione “Santa Muerte 2” arrestati a Vico del Gargano i “venditori di morte”. Duro colpo alla criminalità garganica. Le intercettazioni


Nelle prime ore della mattinata odierna i Carabinieri della Compagnia di Vico del Gargano, con il supporto dello Squadrone Eliportato Cacciatori Puglia e del 6° Nucleo Elicotteristi di Bari, hanno dato esecuzione a un’Ordinanza di custodia cautelare, emessa dal GIP del Tribunale di Foggia su richiesta della locale Procura della Repubblica, che ha coordinato fin dall'inizio tutte le attività investigative, nei confronti di quattro persone, tutte residenti a Vico del Gargano, ritenute responsabili in concorso tra loro di spaccio di ingenti quantitativi di sostanze stupefacenti. L'Ordinanza cautelare in carcere è stata eseguita nei confronti di LIBERTI Leonardo, classe 1963, DELLI MUTI Alessandro, classe 1972, e GURLIACCIO Lorenzo, classe 1971, mentre è stata sottoposta all'obbligo di dimora CALABRESE Prudenzia Chiara, classe 1989.
Le indagini avevano preso le mosse da un'altra attività, già da tempo avviata, che nel febbraio del 2017 aveva portato all’arresto in flagranza di reato di MONACO Donato Elia, classe 1991, MONACO Paolo, classe 1993, DEL CONTE Michele, classe 1989, e TRICARICO Emilio, classe 1989. I quattro, anch'essi tutti di Vico del Gargano, dopo aver acquistato a San Severo, dal pregiudicato NARDINO Matteo Nazario grazie all’intermediazione di PALUMBO Carmine e SPARANERO Angelo, una pistola mitragliatrice Skorpion cal. 7,65 parabellum, completa di 2 caricatori e 30 cartucce, erano stati intercettati e bloccati dai militari dell’Arma mentre, a bordo della loro auto, la stavano portando a Vico. Nei loro piani la pistola mitragliatrice sarebbe dovuta servire per uccidere LIBERTI Leonardo, che non si era piegato alla loro pretesa di esclusività nel controllo della lucrosa piazza di spaccio, continuando a "lavorare" in proprio insieme ai suoi complici.
Le indagini al tempo effettuate nei confronti di MONACO  Donato Elia e del suo gruppo, quando erano impegnati alla ricerca di un’arma per liberarsi dello scomodo rivale, insieme alle loro inequivocabili intenzioni aveva infatti portato alla luce l'esistenza a Vico del Gargano di un secondo gruppo criminale dedito allo spaccio su larga scala di sostanze stupefacenti, in netta contrapposizione a quello già indagato. La scoperta aveva quindi consentito di espandere il quadro investigativo che, sempre con il coordinamento della Procura della Repubblica di Foggia, attraverso numerosi sequestri e riscontri aveva rapidamente confermato l’esistenza della seconda fazione criminale, facente capo al LIBERTI. Questi, infatti, era emerso reggere le fila di un intenso e remunerativo spaccio di rilevanti quantitativi di cocaina, hashish e marijuana.
L’attività tecnica effettuata nell’ambito dell’operazione “Santa Muerte” aveva portato in evidenza la figura del LIBERTI come riferimento di questo secondo gruppo, e come suo braccio destro DELLI MUTI Alessandro, anche questi noto pregiudicato del posto. Un’attività fiorente che era favorita anche dalla personalità criminale dei due, che vengono così descritti dal Giudice per le Indagini Preliminari nell'Ordinanza: " ... Il Delli Muti manifesta una personalità incline alla violazione della legge e nelle conversazioni si manifesta anche propenso all'utilizzo della forza fisica per recuperare il denaro dovuto per le cessioni. Quanto al Liberti, i precedenti penali per reati contro la persona mettono in evidenza una propensione spiccata alla violenza ed un'indole predisposta all'uso della forza. ...".
GURLIACCIO Lorenzo, invece, inizialmente inseritosi nel gruppo grazie all’amico DELLI MUTI, a seguito dell'arresto in flagranza di quest'ultimo, il 21 luglio dello scorso anno per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti e di una pistola modificata, ne aveva "ereditato" la clientela, rifornendola anche direttamente nella propria abitazione, in concorso con la compagna convivente CALABRESE Prudenzia Chiara, che partecipava a pieno titolo nell’attività di spaccio. Ed era stata proprio lei, in occasione di una perquisizione domiciliare, a ritardare l’ingresso dei Carabinieri e a gettare lo stupefacente, poi recuperato, nel water. Tale circostanza aveva dimostrato come la stessa non solo fosse consapevole dell’attività di spaccio del compagno, ma che abbia anche concorso nella detenzione dello stupefacente.
Determinante nella ricostruzione delle dinamiche interne al sodalizio è stata poi la circostanza che gli assuntori che contattavano il GURLIACCIO risultavano essere contemporaneamente clienti anche degli altri indagati.
Nel corso delle indagini i Carabinieri e Procura hanno riscontrato oltre un centinaio di episodi di spaccio e sequestrato, complessivamente, 190 dosi di cocaina, 80 dosi di marijuana e 20 di hashish, rinvenuto e sequestrato una pistola scacciacani, modificata e resa perfettamente funzionante ed offensiva con munizionamento cal. 7,65.
La Procura della Repubblica di Foggia e i Carabinieri della Compagnia di Vico del Gargano, pertanto, hanno oggi stroncato l’ascesa di un pericoloso gruppo criminale in espansione, che poteva contare non solo sul potenziale delinquenziale dei correi, ma anche su una maggiore libertà nella loro azione, dovuta ai precedenti arresti operati in occasione della precedente operazione, la "Santa Muerte".
Vico del Gargano si è quindi confermato centro di approvvigionamento importantissimo, con un ruolo centrale nelle dinamiche criminali e delinquenziali del promontorio del Gargano, specie per ciò che riguarda la sua parte settentrionale, e sicuramente la più rifornita piazza di spaccio per tutti i paesi limitrofi.

Alcuni frammenti di intercettazione utili a comprendere la spregiudicatezza degli indagati.

-    Relativa al tipo di sostanza: A:”la coca che ho pigliato ultimamente… Cavolo era buona! Pulita! Precisa!
-    Relativa al confezionamento dello stupefacente: B:”Te la dovevi far dare tutta in un pezzo! Poi te la dovevi aggiustare tu! Perchè a bustine già fatte?
-    Relativa ad un riscontro effettuato, per sviare le indagini: C: “Non ho niente in casa! Noi siamo puliti, giusto? Noi siamo puliti, cioè tu sai che io non ho niente, no?

"La difesa personale: aspetti giuridici, psicologici e pratici degli scontri a fuoco", seminario a Foggia della Polizia


Il 6 dicembre c.a. presso L’Aula Magna del Dipartimento di Giurisprudenza dell'Università di Foggia si terrà un evento organizzato dalla Polizia di Stato Questura di Foggia e dal Dipartimento di Giurisprudenza dell'Università di Foggia: un incontro sul tema "LA SOPRAVVIVENZA FISICA, MENTALE E GIUDIZIARIA NEL CORSO DEI CRIMINI VIOLENTI” durante il quale verranno affrontati gli aspetti giuridici, psicologici e pratici degli scontri a fuoco e dei crimini violenti.
I lavori, introdotti dal Questore di Foggia dr. Mario Della Cioppa e dalla la prof.ssa Donatella Curtotti Direttore del Dipartimento di Giurisprudenza rappresentano un opportunità unica rivolta a tutti coloro che sono interessati a comprendere che cosa accade nello sviluppo dei Crimini Violenti e degli Scontri a Fuoco che avvengono in Italia. Un occasione per analizzare accuratamente casi di cronaca accaduti, per poter tracciare le caratteristiche dei crimini violenti, giungendo, infine, a trovare diverse soluzioni per imparare a sopravvivere alle varie tipologie di incidente critico. Si intende, con questo evento, costruire un percorso di crescita finalizzato ad aiutare chiunque possegga un’arma a non diventare violenti ma cittadini migliori, consapevoli e responsabili.
Per la prima volta a Foggia il dr. Alessio Carparelli, ideatore del metodo di insegnamento di tirooperativo.it, ed autore del libro “l’Atteggiamento Mentale e la Gestione della paura nella Dinamica degli Scontri a Fuoco” presenterà il primo studio realizzato in Italia sulle modalità con cui si sviluppano le aggressioni, i crimini violenti, le invasioni domestiche e gli scontri a fuoco che riguardano le forze dell’ordine ed i privati cittadini. Il dr. Carparelli ha analizzato oltre 80 incidenti critici individuando innovativi elementi di comprensione circa:
-le caratteristiche e le modalità attuative con le quali si sviluppano gli scontri a fuoco, i crimini violenti e le invasioni domestiche che avvengono nel nostro Paese;
-gli effetti, le modificazioni e le alterazioni della mente e del corpo che si scatenano durante il processo della paura;
Gli esiti di questa analisi, grazie anche ai molteplici anni trascorsi a contatto con questa singolare realtà, hanno consentito di delineare le criticità legate alla sopravvivenza fisica, mentale e giudiziaria delle persone che sono chiamate a fronteggiare e gestire una carica di violenza intensità inimmaginabile.
Un evento unico, rivolto a tutti i cittadini che posseggono un arma o che siano interessati all'argomento, ed agli appartenenti alle forze di Polizia e Forze Armate.   
Nell’occasione verranno inoltre approfonditi importanti  temi giuridici riguardanti la difesa personale e le norme che giustificano l’uso della forza  grazie all'intervento della dr.ssa Del Vecchio Francesca Dottore di ricerca in Diritto processuale penale.
Gli aspetti psicologici relativi all'aggressività e all'impulsività verranno trattati dalla prof.ssa Grazia Terrone docente di Psicologia della persuasione del Dipartimento degli Studi Umanistici. Affronterà l'argomento relativo alla gestione delle emozioni nelle attività critiche dei servizi di Polizia il dr. Giovanni Ippolito, psicologo della Polizia di Stato, fornendo una spiegazione di ciò che avviene nella mente degli operatori di Polizia allorquando combattono per difendere se stessi, i propri colleghi o i cittadini.

Scacco alla mafia garganica. “Stirpe Criminale” l’operazione messa a segno dallo SCO, Polizia di Foggia, Manfredonia e Bari [NOMI e VIDEO]


Perchè continuarlo a chiamare "clan dei montanari" quando questo è stato smembrato da anni. Oggi è mafia garganica (ndr.)

Agenti della Polizia di Stato del Servizio Centrale Operativo, delle Squadre Mobili di Foggia, Bari e del Commissariato di P.S. di Manfredonia (nella foto il "gruppo Gargano"), nella notte del 03 dicembre u.s., a Manfredonia hanno eseguito ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal G.I.P. di Bari su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Bari, nei confronti di PACILLI Francesco Pio, classe 96’, CAPUTO Libero, classe 77’, CAPUTO Matteo, classe 98’, PACILLO Salvatore, classe 63’, PACILLO Ciro, classe 97’, CONOSCITORE Valentino, classe 72’, alcuni contigui alla criminalità organizzata garganica del gruppo mafioso dei Montanari, ritenuti a vario titoli partecipi dell’organizzazione criminale operante a Manfredonia e capeggiata dal PACILLI Francesco Pio, figlio del noto PACILLI Giuseppe, detto “Peppe u muuntaner”, elemento di spicco della sanguinosa organizzazione mafiosa nota come “clan LI BERGOLIS”, catturato dalla Squadra Mobile di Foggia nel maggio 2011 a seguito di un periodo di latitanza di anni due e condannato per i reati di cui all’art. 416 bis, c.p.
Inoltre, con il medesimo provvedimento cautelare il G.I.P. ha disposto la misura degli arresti domiciliari a carico di GUERRA Antonio, classe 80’, e la misura dell’obbligo di dimora a Manfredonia nei confronti di QUITADAMO Raffaele, classe 96’, sodali intranei alla medesima organizzazione criminale, dediti, a vario titolo, all’approvvigionamento ed alla gestione dello spaccio al dettaglio dello stupefacente nella città di Manfredonia.
Il provvedimento cautelare del G.I.P. presso il Tribunale di Bari dott. Marco GALESI, che conferma in toto l’impostazione accusatoria rappresentata con riguardo all’intero gruppo criminale, ha portato alla disarticolazione della consorteria criminale che aveva di fatto monopolizzato lo smercio dell’hashish nella cittadina garganica, stroncandone il fiorente traffico.
L’ordinanza custodiale è stata eseguita alle prime luci dell’alba odierna a Manfredonia da personale del Servizio Centrale Operativo, della Squadra Mobile di Foggia, della Squadra Mobile di Bari e del Commissariato di Ps di Manfredonia, coadiuvati da personale dei Reparti Prevenzione Crimine “Puglia Settentrionale”, “Puglia Meridionale” e “Lucania” e del gabinetto provinciale di Polizia Scientifica della Questura di Foggia, che ha fatto irruzione nelle abitazioni degli indagati, traendoli in arresto.
In particolare, l'attività di indagine è stata totalmente condotta sul campo dagli investigatori della Polizia di Stato denominato “Gruppo Gargano”, composto da personale del Servizio Centrale Operativo, della Squadra Mobile di Foggia e Bari e del Commissariato di Ps di Manfredonia, fortemente voluto dal Questore di Foggia dr. Mario Della Cioppa e costituito lo scorso anno grazie al supporto del Servizio Centrale Operativo (S.C.O.) diretto dal dr. Alessandro Giuliano. L'attività in questione è stata coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Bari, diretta dal Procuratore Giuseppe Volpe e con i Pubblici ministeri direttamente impegnati, sostituti Procuratori dr. Pasquale Drago e dr. Ettore Cardinali. Essa ha permesso di delineare l’esistenza di un sodalizio criminale finalizzato al traffico di sostanze stupefacenti ex art. 74 D.P.R. 309/90 avente come base operativa la città di Manfredonia e dedito allo smercio di consistenti quantitativi di stupefacente del tipo hashish. 
Più nel dettaglio, le fondamentali risultanze emerse dalle attività tecniche, supportati da importanti riscontri, hanno permesso di accertare l’esistenza di una struttura organizzativa caratterizzata da un sistema verticistico facente capo a CAPUTO Libero, imprenditore nel settore del commercio a Manfredonia, e PACILLI Francesco Pio - figlio del noto PACILLI Giuseppe, detto “Peppe u muuntaner”, intraneo al sanguinoso clan dei montanari, catturato dalla Squadra Mobile di Foggia a seguito di un periodo di latitanza di anni due e condannato per i reati di cui all’art. 416 bis, c.p. – entrambi deputati alla gestione, in prima persona, degli acquisti delle forniture di consistenti quantitativi di stupefacente, sfruttando relazioni privilegiate con altre consorterie criminali della provincia, ed occupandosi della gestione contabile dei consistenti ricavi generati dalla vendita al dettaglio attraverso una collaudata e ben organizzata rete di spaccio composta dagli altri sodali sotto-ordinati con grado di pusher a cui il PACILLI Francesco Pio ed il CAPUTO Libero imponevano precise regole per lo spaccio al minuto.
L’attività investigativa ha permesso di accertare come proprio la caratura criminale del PACILLI Francesco Pio, che come detto vanta parentele importanti nel mondo criminale garganico, permetteva all’intera associazione di poter agire indisturbata nel Comune di Manfredonia, assumendo di fatto il monopolio della gestione e smercio al dettaglio dell’hashish.
Peraltro, ad ulteriore conferma della scaltrezza e dello spessore criminale del CAPUTO Libero e del PACILLI Francesco Pio, le attività tecniche hanno evidenziato il tentativo dei due di sbarazzarsi delle attenzioni rivolte loro dalle Forze di Polizia, sfruttandone la risonanza del gesto nel rapporto con i sodali e più in generale con gli altri concorrenti, dapprima incendiando l’auto di un appartenente alle forze di Polizia e successivamente arrivando addirittura a formalizzare una denuncia per atti persecutori nei confronti del medesimo per allentare i frequenti controlli di Polizia. 
Inoltre, la presente indagine ha dimostrato che gli interventi degli operatori di Polizia a carico dei vari esponenti di questa organizzazione criminale, caratterizzati da arresti e sequestri di consistenti quantitativi di stupefacente, comunque non interrompevano l’acquisto dello stupefacente ed il costante rifornimento delle piazze di spaccio.
Invero, in data 11.11.17 CAPUTO Libero, PACILLI Francesco Pio e PALENA Lorenzo venivano tratti in arresto da una volante del Commissariato di Manfredonia, che, sotto la direzione degli operatori del “Gruppo Gargano” di questa Squadra Mobile, simulando un casuale controllo di Polizia sulla strada provinciale che porta a Manfredonia, trovavano i tre in possesso di 5 panetti di hashish del peso complessivo di 1 kg.
Il tentativo di disfarsi dello stupefacente per sfuggire al controllo di Polizia ed al conseguente arresto era vanificato dalla prontezza degli operatori di Polizia che notavano il lancio dal finestrino dell’involucro contenente lo stupefacente, nonché cristallizzato dall’attività tecnica precedentemente installata da personale di questo Team investigativo a bordo dell’autovettura su cui i tre viaggiavano. In particolare, proprio le microspie ambientali ivi presenti permettevano di captare l’accordo tra i tre finalizzato ad addossare al solo PALENA l’eventuale responsabilità circa la detenzione del consistente quantitativo di stupefacente lanciato poco prima dal finestrino dell’auto, disvelando la reale motivazione del viaggio intrapreso dai tre verso Cerignola. 
Ad ogni modo, come detto, l’arresto di CAPUTO Libero, PACILLI Francesco Pio e PALENA Lorenzo non impediva alla consorteria criminale di proseguire i lucrosi traffici illeciti. Invero, a soli due giorni dal loro arresto, il PACILLI Francesco Pio ed il CAPUTO Libero, ristretti in regime di detenzione domiciliare, pianificavano l’ennesimo viaggio verso la città di Cerignola per l’approvvigionamento di un ulteriore consistente quantitativo di hashish volto a recuperare la perdita inflitta con il citato intervento degli operatori di Polizia.
Su esplicito incarico dei vertici dell’organizzazione, infatti, CAPUTO Matteo e QUITADAMO Raffaele, opportunamente istruiti dal PACILLI Francesco Pio, si procuravano un’auto a loro non riconducibile e intraprendevano il viaggio alla volta di Cerignola in visto di un nuovo approvvigionamento di hashish.
Pertanto, una volta assicuratisi la disponibilità di un altro chilogrammo di hashish, i due facevano ritorno a Manfredonia, stavolta percorrendo strade secondarie e di campagna proprio al fine di scongiurare un altro intervento di Polizia. Tuttavia, il servizio di osservazione e pedinamento efficientemente svolto dagli operatori del “Gruppo Gargano” della Polizia di Stato permetteva di documentare e accertare l’avvenuto approvvigionamento dello stupefacente. Difatti, in data 13.11.17 il CAPUTO Matteo veniva trovato in possesso di 1 chilogrammo di hashish e tratto in arresto in flagranza di reato proprio appena arrivato sotto l’abitazione del CAPUTO Libero, cui avrebbe dovuto consegnare lo stupefacente. 
Le attività investigative permettevano altresì di accertare che i vari sodali dell’organizzazione criminale erano particolarmente attenti nella scelta dei luoghi di stoccaggio dell’hashish, provvedendo, con cadenza quasi quotidiana, ad effettuare numerosi spostamenti dello stupefacente con il preciso obiettivo di scongiurare ed ostacolare un’eventuale intervento delle forze di Polizia, potendo contare sulla disponibilità di numerosi locali a loro non direttamente riconducibili in quanto intestati ad insospettabili prestanome.
Durante l’intera indagine, infatti, è stato accertato l’approvvigionamento e lo smercio di consistenti quantitativi di stupefacente, nella dimensione di decine di kg., che l’organizzazione riusciva a procurarsi agevolmente sfruttando proprio la caratura e le entrature criminali del PACILLI Francesco Pio e le capacità manageriali del CAPUTO Libero. I due, infatti, nel giro di qualche mese sono riusciti a conquistare l’egemonia dello smercio al dettaglio dell’hashish nella città di Manfredonia, impadronendosi di punti strategici quali “piazzetta Mercato” e più in generale alcuni luoghi di ritrovo dei giovani manfredoniani situati in zona Monticchio di Manfredonia.
Questa inchiesta ha altresì evidenziato l’attuale interesse della criminalità organizzata garganica nel traffico di stupefacenti e che la spartizione dei relativi ingenti profitti costituisce elemento di tensione tra i diversi gruppi che operano in quell’area.
La minuziosa e capillare attività investigativa ha altresì permesso di accertare e documentare numerosi episodi di spaccio al dettaglio dello stupefacente, appurando che la citata organizzazione criminale aveva di fatto egemonizzato il mercato dell’hashish nella città di Manfredonia, eleggendo la “piazzetta Mercato”, luogo frequentato dai giovani della “movida” manfredoniana e per questo motivo strategico per massimizzare i proventi della vendita al dettaglio dello stupefacente, quale base logista per il continuo e massivo rifornimento di stupefacente a giovani e meno giovani manfredoniani. 
Con questo provvedimento della Direzione Distrettuale di Bari si è quindi riusciti a disarticolare il gruppo criminale operante a Manfredonia, dimostratosi capace di trattare e smerciare consistenti quantitativi di hashish ed assumendone via via il monopolio della vendita nell’intera città di Manfredonia.
Il provvedimento eseguito oggi si inserisce a pieno titolo nell’azione corale portata avanti nel territorio garganico e più in generale nell’intera provincia di Foggia dalla Polizia di Stato, dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Bari e dalla Procura della Repubblica di Foggia, finalizzato ad annientare ogni forma di criminalità nell’intera area garganica e segue analoga operazione compiuta nei giorni scorsi a San Severo, quella denominata Agosto di Fuoco del settembre scorso e quella straordinaria denominata Decima Azione a Foggia.

venerdì 30 novembre 2018

“Decima Azione” l’operazione antimafia contro la “società” foggiana con 30 affiliati detenuti con 416/bis [Nomi e Video]


Nel corso della notte Agenti della Polizia di Stato della Squadra Mobile di Foggia e del Servizio Centrale Operativo e Militari del Reparto Operativo Nucleo Investigativo dell’Arma dei Carabinieri di Foggia, hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di 30 persone, indagate, a vario titolo per associazione di stampo mafioso, estorsione, detenzione e porto abusivo di armi da fuoco e tentato omicidio.

L’indagine, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Bari, ha ricostruito la struttura organizzativa e le dinamiche criminali dell’associazione mafiosa denominata Società Foggiana, in continuità con altre precedenti indagini già cristallizzate in sentenze, molte delle quali passate in giudicato. E’ per questo che viene definita convenzionalmente “DECIMA AZIONE”, in quanto rappresenta appunto la decima (in ordine di tempo) delle più importanti operazione antimafia messa in campo dalla DDA di Bari nel capoluogo dauno, una operazione che ha documentato anche la contrapposizione tra le due c.d. “batterie” mafiose egemoni sul territorio (da una parte quella dei SINESI-FRANCAVILLA e dall’altra quella dei MORETTI-PELLEGRINO-LANZA), e purtuttavia il loro inquadramento in un unico contesto all’interno della Società Foggiana.



L’attività investigativa sulla “Società Foggiana”, sulle sue dinamiche interne e sulle sue proiezioni criminali esterne è stata portata avanti, senza soluzione di continuità, anche in epoca successiva ai fatti accertati nell’ultima indagine, chiamata “Corona”, e si è protratta fino all’attualità: in tal modo è stato possibile documentare come la predetta organizzazione mafiosa abbia continuato:

- a mantenere la sua fisionomia strutturale, caratterizzata da una suddivisione in batterie e da una forte connotazione a base familiare
- a ridefinire al suo interno, in maniera violenta e spregiudicata, gli equilibri di potere tra le diverse batterie, con una ulteriore sanguinosa guerra di mafia;
- a sviluppare processi di gestione centralizzata delle risorse economiche del sodalizio, soprattutto per garantire una regolare assistenza economica agli associati detenuti;
- a consolidare la sua capacità di controllo territoriale mediante l’intensificazione dell’attività estorsiva e lo sviluppo di altre forme di infiltrazione nel tessuto socio-economico.

L’esistenza e l’operatività della c.d. “Società Foggiana” è stata da ultimo sancita, proprio di recente, nel processo “Corona” dalla sentenza del GUP del Tribunale di Bari emessa in data 28.4.2016. Anche la Corte di Cassazione ha ultimamente confermato gli esiti dell’indagine Corona, sancendo, l’8.10.2016, la definitività della configurazione del reato di cui all’art 416 bis c.p. in relazione all’organizzazione mafiosa in questione e delle relative condanne inflitte ai soggetti che ne fanno parte.

Come emerge dai precedenti giudiziari in precedenza citati, la Società Foggiana si è fin da subito caratterizzata per due fattori fondamentali, talmente interdipendenti tra loro da rappresentare una sorta di binomio costitutivo:
− un’unica organizzazione a base familiare che, tuttavia, opera sul territorio magmaticamente, ripartendosi per “batterie”;

− la presenza di una ciclica forza centrifuga generatrice di scontri, talora anche armati, tra le stesse “batterie”. A tali fasi di turbolenta ridefinizione dei rapporti di forza hanno fatto puntualmente seguito fasi di ricerca della ricomposizione, in un andamento sinusoidale teso alla elaborazione di più efficienti modelli organizzativi, capaci di governare la complessità del processo espansionistico in atto mediante il recupero della coesione interna.

Più specificamente, la causa del nuovo conflitto armato è rappresentata dal conseguimento della primazia e della leadership all’interno della Società Foggiana che trova il suo inizio il 13 settembre 2015 quando viene ferito Mario PISCOPIA (convivente della figlia di Rocco MORETTI). Subito dopo questo grave fatto di sangue, il successivo 17 ottobre, avviene il tentato omicidio di Bruno Vito LANZA. Sono questi i 2 episodi che rappresentano la doppia offensiva lanciata alla famiglia “MORETTI-PELLEGRINO-LANZA”, cui è susseguita nel tempo una lunga scia di omicidi e tentati omicidi.

Nella sua proiezione esterna, il sodalizio ha operato in numerosi settori illeciti in forma quasi monopolistica.

E’ emerso che uno dei settori di maggiore interesse è rappresentato dalle estorsioni, realizzate a tappeto nei confronti di tutti gli operatori economici operanti nella città di Foggia: dalle agenzie funebri ai gestori di slot machine, passando per gli esercizi commerciali e gli imprenditori edili.

Si è registrato anche il tentativo di condizionamento della società calcistica del Foggia, all’epoca militante nel campionato di Lega Pro. Infatti In alcune intercettazioni telefoniche è emerso che, i membri della Società Foggiana hanno imposto alla società sportiva Foggia Calcio la stipulazione di contratti di ingaggio nei confronti di soggetti vicini all’associazione mafiosa, pur non disponendo di qualità sportive significative.

E’ emerso come l’attività di infiltrazione si realizzava anche imponendo l’assunzione delle persone indicate dagli appartenenti alla Società Foggiana, come nel caso dell’azienda Tamma.

E ancora l’attività estorsiva riguardava tutte le sale scommesse, anche quelle gestite da familiari e parenti …(“perché non ce ne frega niente … il giro delle macchinette quelli noi li dividiamo ogni tre mesi”) e i costruttori edili … (“devono pagare: ho detto se non stai vendendo, tu neanche costruisci. Comunque ho detto a noi non ce ne frega niente…ci devono pagare tutti quanti, tutti i costruttori”).

Relativamente alle estorsioni in danno delle agenzie funebri, l’attività captativa ha evidenziato come i membri della Società Foggiana hanno inquinato non solo i settori economico/produttivi della città di Foggia, ma anche quelli sociali ed amministrativi, potendo avere notizie riservate – evidentemente trasmesse da dipendenti comunali – relative al numero giornaliero dei morti.

Afferma il Giudice per le indagini preliminari che “… la Società Foggiana riesce ad inquinare tutti i gangli vitali della vita sociale, economica, amministrativa di Foggia”.

Gli esponenti della Società Foggiana nello svolgimento dell’attività estorsiva per conto del sodalizio mafioso dispongono di una famigerata “lista delle estorsioni”, in cui sono riportati i nomi degli imprenditori foggiani che sistematicamente pagano il “pizzo”.

Aggiunge ancora il Gip, che “L’attività d’indagine, altresì, ha evidenziato lo stato di omertà assoluta lo si rileva anche dal dato numerico delle denunce, che dimostra chiaramente un limitatissimo apporto all’accertamento di reati commessi in danno di cittadini, imprenditori, operatori commerciali, rispetto alla elevatissima percentuale di ipotesi che vengono colte durante le attività tecniche e investigative in corso. Che questi fatti-reato non siano denunciati è un’ulteriore conferma della totale soggezione di larghe fasce della popolazione, indotte a subire silenziosamente i torti e le angherie poste in essere da coloro che agiscono evocando l’appartenenza a questo determinato contesto criminale: la Società foggiana”.

Naturalmente La Società Foggiana è attiva anche nel settore della cessione di sostanze stupefacenti avendo la disponibilità di ingenti quantitativi di droga

La forza della Società Foggiana emerge anche dalla volontà di colpire le forze dell’ordine impegnate ad assicurare il rispetto delle leggi, per come risulta dai propositi di uccidere un ispettore capo presso la squadra mobile di Foggia

Altra fonte di guadagni illeciti è rappresentata dal progetto di infiltrazione nel settore delle scommesse truccate con alterazione dei risultati delle corse dei cavalli. Tale circostanza emerge dall’attività intercettiva che ha evidenziato come i membri della Società Foggiana avevano agganciato il vecchiarello, uomo di Napoli, in grado di truccare le corse tris, facendo vincere il fantino di volta in volta individuato, corrompendo gli altri fantini con 600,00 euro per non piazzarsi.

Comunque qualche segnale positivo di rottura del muro di omertà è stato registrato attraverso il contributo di alcune vittime di estorsioni che hanno consentito di assicurare alla giustizia i responsabili. E’ un segnale positivo che ci consente di guardare al futuro con maggiore ottimismo.

I NOMI DEGLI ARRESTATI PER ASSOCIAZIONE DI STAMPO MAFIOSO EX ART. 416 BIS, TENTATO OMICIDIO, ESTORSIONI, ARMI

ABBRUZZESE Angelo, classe 1948;
ABBRUZZESE Francesco classe 1977;
ALBANESE Giuseppe classe 1980;
APRILE Alessandro, classe 1984;
BISCOTTI Luigi, classe 1976;
D’AMATO Emilio Ivan, classe 1973;
D’ANGELO Domenico classe 1993;
FRANCAVILLA Ciro classe 1974;
FRANCAVILLA Giuseppe classe 1978;
FRASCOLLA Gioacchino classe 1985;
GATTA Ernesto classe 1974;
LANZA Leonardo classe 1979;
LANZA Savino classe 1983;
LANZA Vito Bruno classe 1953;
MIRANDA Antonio classe 1957;
MORETTI Alessandro classe 1991;
MORETTI Rocco classe 1950;
PALUMBO Raffaele classe 1984;
PERDONO’ Massimo classe 1977;
PESANTE Francesco classe 1988;
RIZZI Fausto classe 1980;
SALVATORE Antonio classe 1991;
SINESI Cosimo Damiano classe 1985;
SINESI Francesco classe 1985;
SINESI Roberto classe 1962;
SPIRITOSO Giuseppe classe 1956;
SPIRITOSO Lorenzo classe 1981;
TIZZANO Fabio classe 1980;
TIZZANO Francesco classe 1972;
VILLANI Patrizio classe 1977;

La misura della custodia cautelare in carcere è stata eseguita nei confronti di tutti i suddetti, pertanto sono attualmente in carcere.

Comunicato Stampa DDA Bari, 30 Novembre 2018

Monte Sant’Angelo ha bisogno di un “Piano della luce” e di un impianto di illuminazione moderno


Riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa della sezione di Forza Italia di  Monte Sant'Angelo.

"Le bellezze artistiche e architettoniche della nostra città sono ormai note anche fuori dai confini nazionali.
Quando visita Monte, il turista è certamente ammirato dalla bellezza dei diversi luoghi, dall’incanto che essi trasmettono: dalle antiche chiese alle viuzze del Rione Carmine, dal Rione Junno alla Basilica di San Michele è tutto un susseguirsi di bellezze che solo mani sapienti hanno potuto plasmare.
È ormai evidente a tutti che l’illuminazione a servizio della città è datata e obsoleta.
Negli ultimi tempi sta prendendo quota l’illuminazione artistica, ossia una illuminazione che tiene conto della natura e della composizione del materiale di cui è fatto il bene artistico e che, al tempo stesso, risalta la bellezza dello stesso bene.
FORZA ITALIA auspica che l’Amministrazione comunale appronti un “Piano della luce” nuovo, moderno e artistico che risalti le tante bellezze che il turista, i visitatori, ma anche gli stessi abitanti di Monte, potranno ammirare anche di sera, passeggiando per le strade cittadine.
Monte può ambire, come tante altre città d’arte, a dotarsi di un “Piano della luce” e, di conseguenza, di un nuovo impianto di illuminazione: le disponibilità economiche ci sono perché in cassa, grazie ai risparmi operati dalle precedenti Amministrazioni, il Comune può contare su un gruzzoletto di svariati milioni di euro, soldi che, secondo quanto stabilito dal nuovo Governo nazionale, possono essere spesi senza più incidere sul Patto di stabilità che ha tenuto per dieci anni ingabbiate le Amministrazioni Ciliberti e di Iasio. Proprio con l’Amministrazione di Iasio venne avviato uno studio di fattibilità, con l’ulteriore fine di produrre risparmi sulle bollette pagate dal Comune; una spesa del genere va a tutto vantaggio della città, dei cittadini e degli operatori turistici e commerciali.
FORZA ITALIA è certa che l’Amministrazione comunale non sarà sorda a questa proposta".
(Fonte: Forza Italia, Monte Sant’Angelo)

domenica 25 novembre 2018

Mons. Farina omaggiato con le musiche sacre di Don Aldo Chiappinelli. A Foggia in Cattedrale

“Pastore generoso del suo gregge”: è questo il titolo dell’inedita cantata sacra che monsignor Aldo Chiappinelli (nella foto) ha composto in occasione del memorial in onore del vescovo Fortunato Maria Farina, organizzato dall’Arcidiocesi di Foggia-Bovino, che prevede la prima esecuzione assoluta lunedì 26 novembre, presso la Cattedrale di Foggia.

Il Festival dei Monti Dauni, ancora una volta, collabora con un importante compositore della Capitanata, don Aldo, sacerdote della diocesi di Foggia-Bovino e specialista di musica sacra che ha musicato i versi di monsignor Donato Coco.

Ad eseguire l'ultima fatica compositiva di monsignor Chiappinelli il coro e l'orchestra della Cappella Musicale Iconavetere di Foggia – fondata nel 1983 dal cardinale De Giorgi – con il soprano Ilaria Bellomo, la voce narrante di Luigi Caiafa e la direzione di Agostino Ruscillo, che si dichiara emozionato di essere il primo interprete di questa composizione, in particolare per l'affetto che lo lega a don Aldo. Inoltre, si eseguirà anche il bellissimo mottetto “Il Signore è la mia luce” per soprano, tenore e archi, che coinvolge il giovane tenore Francesco Canestrale.

Aldo Chiappinelli è nato a Bovino nel 1928, ex docente del Conservatorio Giordano di Foggia, ed è stato sempre accompagnato da una grande passione per la musica. Pregevoli sono i suoi due oratori: uno mariano, dedicato alla Madonna di Valleverde e l’altro dedicato a Padre Pio da Pietrelcina.

Torna così il Festival che ha animato l'estate nei luoghi più belli della Capitanata, dai Monti Dauni al capoluogo foggiano, con concerti e spettacoli di grande qualità e successo, tra prime assolute e spettacoli 100% made in Puglia. La direzione artistica è di Agostino Ruscillo, che recentemente ha presentato a Foggia un libro sulle opere e sulla musica di Umberto Giordano, di cui è profondo conoscitore ed erudito studioso, a 70 anni dalla scomparsa del compositore.

L'evento rientra nella XVI edizione del Festival dei Monti Dauni, tra i festival d’eccellenza riconosciuti dalla Regione Puglia, all'interno della Rete “D.A.M.A. “sostenuta dalla Regione Puglia – Patto per la Puglia - FSC 2014-2020”.

"Le Istituzioni locali si mobilitano", lo chiede Cataneo per la Vertenza Trasporti in Capitanata e Atto del Governo n.46

«Da molti Consiglieri provinciali e comunali di Foggia è stata richiesta la convocazione urgente e congiunta dei due Consessi allargata alla partecipazione dell’Assemblea dei Sindaci di Capitanata
Foggia, 24 novembre 2018. Dopo poco più di un anno dal primo treno no stop che, dopo oltre 150 anni, dalla Puglia ha bypassato Foggia e la Capitanata non fermandosi nella stazione dauna e collegando Bari a Roma la situazione non è affatto migliorata anzi risulterebbe peggiorata, sia dal punto di vista delle infrastrutture che non si realizzano ancora e sia per gli investimenti dedicati e, dalle prime avvisaglie, anche dal punto di vista dei servizi di trasporto, come si diceva prima, da/per la Capitanata, per i cittadini e le imprese foggiani ma con riverberi altrettanto non positivi estesi anche per la BAT e per la parte settentrionale della Basilicata. “A livello parlamentare è in discussione l’Atto di Governo n. 46, che è stato approvato con l’espressione di un parere favorevole dalla 8^ Commissione permanente del Senato, previa apposizione di cinque condizioni e circa una cinquantina di osservazioni relative ad alcuni aspetti ed argomenti rilevanti per le connotazioni infrastrutturali, soprattutto in ambito ferroviario, -sottolinea il consigliere provinciale e comunale di Foggia Pasquale Cataneo-  ma anche in collegamento con altre strutture puntuali di altre modalità quali ad esempio porti ed aeroporti, che riguardano poco o nulla, comunque in modo fortemente negativo, la Capitanata. Ciò assume i connotati di una vera e propria sperequazione e trattamento discriminatorio per i cittadini e per il sistema produttivo della provincia di Foggia, anche a seguito delle anticipazioni emerse in questi ultimi giorni sulle relazioni da e per la Puglia con Napoli/Roma.”
Eppure solo due settimane fa si è svolta a Foggia la scorsa settimana, presso la Prefettura, di una riunione di rappresentanti di Istituzioni, Enti locali ed Associazioni di categoria promossa dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri avente per oggetto un Programma di Sviluppo per la Capitanata nella quale un ruolo fondamentale nell’ordine del giorno è stato svolto dalle infrastrutture di trasporto.
“In merito a quanto sopra descritto e rilevando come sia prioritario rimuovere le criticità emerse dalla ricognizione dei progetti inseriti nel cd “Patto per la Puglia” e dalla riscontrata assenza di alcuni interventi, previsti dalle Delibere del Consiglio comunale (n. 13/2017) e del Consiglio provinciale (n.11/2018) sul tema dell’integrazione delle reti di trasporto e dell’Hub intermodale a Foggia, nel documento “ATTO del GOVERNO n.46”, in discussione in Parlamento, la maggioranza dei consiglieri comunali e molti consiglieri provinciali – precisa l’eletto Cataneo- hanno sottoscritto una nota da me inviata ieri al Presidente della Provincia Gatta e quello del Consiglio comunale, nonché al Sindaco di Foggia per la convocazione urgente e congiunta del Consiglio comunale e provinciale di Foggia, ai sensi dei vigenti statuti e regolamenti consiliari, allargata alla Assemblea dei Sindaci della Capitanata per fare il punto della situazione sulle problematiche sopra richiamate e per definire iniziative e azioni congiunte per giungere con gli altri livelli di rappresentanza politica ed istituzionale territoriale ad una posizione condivisa e coesa, da rappresentare ai nostri interlocutori sulla scorta di quanto definito per tempo dai due Consessi, ma non ancora attuato utile e proficuo a rappresentare prioritariamente e senza altri indugi la tutela e gli interessi dei cittadini e delle imprese della Capitanata ad avere una mobilità adeguata e del tutto simile a quelli di altre Comunità e con riverberi positivi anche per il resto dei pugliesi e dei lucani in esatta antitesi rispetto al cd. “foggianesimo”».

Consigliere provinciale e comunale
dott. Pasquale Cataneo

A Foggia la scuola fa formazione con il Seminario Regionale Formazione eTwinning


Si terrà  lunedi 26 novembre, sin dal primo pomeriggio, presso l'Aula Magna del  nostro Istituto, il Seminario Regionale eTwinning organizzato dall'USR Puglia nell'ambito del Piano di formazione eTwinning Italia 2018 e tenuto dalle Ambasciatrici Italiane per la Regione Puglia Brigida Clemente e Vincenza Armiento.

Saranno presenti all'evento: il Dirigente Ust di Foggia Maria Aida Episcopo, l'Assessore all'Istruzione del Comune di Foggia Claudia Lioia, la Dirigente Scolastica Mariolina Goduto, le Ambasciatrici eTwinning Vincenza Armiento e Brigida Clemente, i Dirigenti Scolastici degli Istituti San Pio X Foggia, Da Feltre Zingarelli ed Einaudi Grieco.

La Direzione Generale, Ufficio Scolastico per la Puglia, ha organizzato 3 eventi regionali di formazione eTwinning, destinati ai docenti delle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado, sia già iscritti alla piattaforma nei precedenti anni scolastici che alla loro prima esperienza, per conoscere e approfondire le finalità e le opportunità offerte da eTwinning nell’ambito del programma Erasmus Plus.

Ogni evento, gestito dal team degli Ambasciatori eTwinning Puglia, si articolerà in una fase in plenaria e in una fase a carattere laboratoriale.

Danni all'auto dell'Assessore Generoso Rignanese di Monte Sant'Angelo. La solidarietà di Forza Italia

 
La stupidità dei violenti non avrà il sopravvento

Abbiamo appreso con sgomento che qualche stupido - perché la violenza è solo degli stupidi - ha danneggiato la macchina dell'Assessore Generoso Rignanese.

La sezione di Forza Italia di Monte Sant'Angelo esprime all'Assessore Rignanese la massima solidarietà e la vicinanza.

Siamo certi che, dopo la sicura denuncia dell'Assessore Rignanese, le Forze dell'Ordine faranno di tutto per dare un nome e un volto a chi crede che la violenza debba prendere il posto della ragione e della civiltà!

(Fonte: FORZA ITALIA - Monte Sant'Angelo)

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