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lunedì 11 febbraio 2019

Un nuovo modello di banca per la tutela del risparmio e del lavoro: le idee a confronto proposte da First e Cisl

(Comunicato Stampa)  - Le politiche commerciali, l’organizzazione del lavoro, il manifesto AdessoBanca! e le buone pratiche sinora intraprese: sono questi i temi al centro della tavola rotonda promossa dalla FIRST Cisl e dalla Cisl di Foggia. Appuntamento per martedì 12 febbraio presso l’auditorium Santa Chiara a Foggia, con inizio alle ore 14:30. All’evento, aperto alle lavoratrici e ai lavoratori di banche, agenzie di riscossione, assicurazioni e authority, oltre che al pubblico, parteciperanno: Mauro Buscicchio Direttore Generale della Banca Popolare Pugliese, Alessandro Maria Piozzi Amministratore Delegato e Direttore Generale della Banca Popolare di Puglia e Basilicata, Elisabetta D'Apolito docente di ‘Economia degli intermediari finanziari’ presso l'Università di Foggia e Riccardo Colombani Segretario Generale FIRST CISL, Giulio Romani Segretario Confederale CISL.

L’incontro sarà introdotto da Lucia Schiraldi Coordinatrice responsabile della zona di Foggia di FIRST CISL Puglia ed ospiterà gli interventi di Pasquale Berloco Segretario Generale FIRST CISL Puglia e di Carla Costantino Segretario Generale CISL Foggia.

Moderatore del confronto sarà Sebastiano Barisoni, vicedirettore esecutivo di Radio 24 e conduttore della trasmissione radiofonica ‘Focus economia’.

Le banche possono svolgere un ruolo importantissimo nel tessuto sociale - afferma Carla Costantino, Segretario Generale della CISL di Foggia - e rappresentare un sussidio strategico per l’avvio di molte Strat Up, soprattutto giovanili, incentivando il lavoro. Non solo, possono risultare determinati nell’indicare le migliori strategie per garantire la piena applicazione dei principi di etica bancaria”.

Il tema della tavola rotonda è più che mai attuale - dice Lucia Schiraldi, Coordinatrice della zona di Foggia della FIRST CISL - La nostra funzione è di formare ed informare i colleghi. Proponiamo l'assemblea con una formula innovativa per sensibilizzare lavoratrici e lavoratori ad una maggiore consapevolezza del proprio ruolo professionale e sociale".

domenica 10 febbraio 2019

Sanremo 2019. Tra fischi e pollici in giù vince Mahmood. Bertè vincitrice morale


Sarà ricordata come una delle poche edizioni, dove il pubblico dell’Ariston non ha gradito. La 69esima edizione del Festival della Canzone Italiana di Sanremo 2019 è stata vinta dalla canzone ”Soldi” interpretata da Mahmood.

Ha vinto un testo di attualità, intrisa dalla politica sull’immigrazione, interpretato da chi sa cos’è l’immigrazione, seppur nato in Italia ma da padre emigrato dall’Egitto, per cui per Mahmood vissuto da racconti.

Seconda canzone classificata “I tuoi particolari” interpretata da Ultimo, terza “Musica che resta” de Il Volo.

A deciderlo è stata una giuria, la demoscopica, quella della sala stampa e la giuria d’Onore, composta da più persone e con diverse tipologie di preferenza.

Il pubblico ha fischiato, ha posto il pollice in giù, dopo che il Direttore Artistico, Claudio Baglioni, coadiuvato dai due co-conduttori, Virginia Raffaele e Claudio Bisio, ha letto la classifica finale fino al quarto posto. Difatti la platea voleva Loredana Bertè vincitrice, ma classifica quarta, contestando anche il quinto posto della bellissima e profonda canzone “Abbi cura di me” interpretata con commozione da Simone Cristicchi, che ha vinto il premio “Sergio Endrigo” per la migliore interpretazione. Il premio della critica “Mia Martini” è andato a Daniele Silvestri e Rancore, con il brano “Argento Vivo”.

Ritornando alla giuria in realtà quella demoscopica dopo le prime due serate è stata sostituita da quella d’Onore, non molto gradita dal pubblico fin dall’inizio per i nomi che la componevano. Personaggi del mondo della musica, dello spettacolo e della cultura, rispondenti ai nomi di Mauro Pagani, presidente, e come componenti Ferzan Ozpetek, Camila Raznovic, Claudia Pandolfi, Elena Sofia Ricci, Beppe Severgnini, Serena Dandini e Joe Bastianich.

Il regolamento del Festival di quest’anno, per l’assegnazione del primo premio prevedeva che negli ultimi due appuntamenti della manifestazione canore, la giuria d’Onore avrebbe influito sulla classifica per il 20%, mentre il televoto avrebbe inciso per il 50%; il restante 30% dato dalle preferenze dei giornalisti della sala stampa. E solo dopo l’annuncio della classifica finale, conseguita con la media tra le percentuali di voto ottenute durante la serata e quelle ottenute nelle precedenti, esclusi i primi tre posti, i primi tre brani rimasti in gara avrebbero subito una nuova votazione che poi avrebbe stabilito il vincitore di Sanremo 2019. Così è stato, del resto, ma non gradito dal pubblico che anche durante la proclamazione del vincitore, Mahmood, ha continuato, con meno incisività, a fischiare e chiamare “Loredana, Loredana, Loredana…” come loro vincitrice.

Ora saranno gli ascolti e le vendite dei brani a decretare il vero vincitore della canzone, poiché alla fine è il pubblico che decreta con gli acquisti dei brani chi è davvero entrato nel loro cuore e nelle classifiche delle radio.


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sabato 9 febbraio 2019

Da febbraio, Rotaract e Rotary Foggia presentano "Disamorex" nelle scuole

Dopo la compagna di sensibilizzazione del mese di novembre, portata avanti dai giovani rotariani guidati dal praticante avvocato Andrea Idea, il Rotaract ed il Rotary Club Foggia si preparano a portare nelle scuole il “farmaco” salva vita per le donne a rischio violenza.

Disamorex è un prodotto innovativo, realizzato da “Donne in rete” in collaborazione con la rete interassociativa “R.I.V.I.VI.”, l’associazione “logos” il Comitato per le Pari Opportunità dell’Ordine degli Avvocati di Foggia e la Casa Editrice “Matilda”, per informare e prevenire la violenza contro le donne. 

In foto: i rappresentanti di Rotary e Rotaract Foggia
Si presenta come un “farmaco”, con tanto di bugiardino all’interno della confezione, che contiene sei bustine con all’interno dei cartoncini di colore diverso in ognuno dei quali sono riportate delle semplici domande per aiutare le donne a prendere coscienza delle manifestazioni di violenza delle quali sono o possono diventare vittime con la indicazione delle informazioni utili per richiedere e ottenere aiuto.

L’iniziativa prenderà il via entro il prossimo mese di febbraio e si articolerà in una serie di incontri con gli studenti delle scuole secondarie e anche di quelli universitari, ai quali sarà presentato e distribuito gratuitamente il “farmaco”.” Spiega il Presidente, Andrea Idea: “Minacce, percosse, umiliazioni, non sono altro che gesti che denotano una condizione di disagio di uomini frustrati dalle loro stesse paure di fallimenti, poiché vittime della loro stessa incapacità nel relazionarsi, non solo alla vita sociale ma anche alla donna stessa. Le istituzioni, gli enti e le associazioni di servizio devono, oggi più che mai, essere uniti per dar voce a quei silenzi assordanti di ogni donna che subisce o che teme di poter subire atti di violenza, sia fisica, che psicologica, contrastando senza timore questi fenomeni, che nel 90% dei casi vengono messi in atto dai propri fidanzati, mariti, amici, parenti e conoscenti.”

Presto, le date degli incontri ed i nomi delle scuole presso le quali si svolgerà la lodevole iniziativa dei giovani rotariani. Conclude il Presidente Andrea Idea: “La donna è il punto di riferimento della società civile e deve essere tutelata, senza vivere nella paura di poter sorridere ed essere felice.”

venerdì 8 febbraio 2019

Da incursori a ospiti d'onore. Pio e Amedeo star a Sanremo 2019 [VIDEO]

Ventuno minuti e cinquanta secondi scanditi attimo per attimo nel segno della gloria. È stata questa l’apoteosi della seconda puntata della 69esima edizione del Festival della Canzone Italiana di Sanremo 2019. Pio e Amedeo protagonisti di una performance che ha sancito, per chi non ancora l’avesse compreso, l’iscrizione nell’albo dei grandi di una manifestazione che fa tremare i polsi perfino a chi ha calcato il palcoscenico dell’Ariston per molti anni.
Da incursori a ospiti d'onore, il duo foggiano, è entrato in punta di piedi ed è uscito da star. È questo il passo da gigante che i due poliedrici cabarettisti, attori, comici, Pio e Amedeo, hanno compiuto quest'anno a Sanremo. L'anno scorso si intrufolarono nella sala stampa per poi essere allontanati irrisi. Oggi sono entrati dalla porta principale, con tanto di invito, applausi, e usciti (a fatica per il calore del pubblico) con la standing ovation.
In un festival spesso ingessato ma sdoganato da un Baglioni ironico e artisticamente inarrivabile, i due “irriverenti” foggiani hanno dato sfoggio della loro innata comicità teatrale con un lessico, di nome e di fatto, italico-foggiano e di matura fattezza. Una prova di grande maturità artistica, sfoggiando un repertorio che nelle battute miste di attualità, politica e salutare autoironia sulla loro esperienza da emigrati al nord, al Festival ha incastonato come un diamante il nome dell’intramontabile Claudio Baglioni.
Il palco è stato loro, padroni assoluti della scena. 

Il video della performance di Pio e Amedeo a Sanremo il 6 febbraio 2019: 

Il pubblico ha applaudito, molto dalle prime fila, ed è importante, spesso interrompendo la performance, incitando i due a soffermarsi sui temi attuali che in queste settimane hanno creato diatribe sfociate in propaganda politica, piuttosto che in soluzioni fattive.
La formula artistica del direttore Baglioni, popolar nazionale, ha funzionato, sta funzionando, facendo accumulare numeri su numeri che superano i nove milioni di spettatori. Ma durante la performance del duo foggiano l'attenzione televisiva ha raggiunto i 12 milioni e 260mila spettatori, pari al 54,4% di share, il picco in assoluto più alto registrato fino a ora. Per questo successo c’è il contributo di Pio e Amedeo.
«Prima gli italiani» ha pronunciato Baglioni su richiesta dei due foggiani, in controtendenza di ciò che prima che la kermesse sanremese iniziasse attaccò il Governo sulla questione sbarchi.
Il pubblico ha gradito, ripagando il “made in Foggia” con applausi, sorrisi e risate, incitazioni e inviti a continuare. Pubblico arricchito dalla presenza dei genitori di Pio e Amedeo, così portando oltre a loro la sana foggianità.
Il finale è stato una sorpresa inattesa. Con un monologo che ha fatto riflettere, preso dal brano “Uomini persi”, di Claudio Baglioni, Pio e Amedeo hanno comunicato a chi li etichetta trash che recitare seriamente per loro non è un ostacolo, bensì un mondo che gli appartiene, quella frontiera finora inesplorata e che solo il palco dell’Ariston poteva far superare. E lo hanno fatto con successo, riconosciuto dalla stampa nazionale, tale da far intrattenere nei camerini i co-conduttori, Claudio Bisio e Virginia Raffaele.
Chissà, forse per Pio e Amedeo la serata del 6 febbraio 2019 sarà stata l’anticamera per una conduzione del prossimo Festival di Sanremo? Glielo auguriamo.
Il testo di “Uomini persi”, dal brano di Claudio Baglioni:
«Anche questi cristi, caduti giù senza nome e senza croci, son stati marinai dietro gli occhiali storti e tristi. Sulle barchette coi gusci delle noci. Anche questi occhi. Fame di nascere per morir di fame. Si son passati un dito di saliva sui ginocchi. E tutti dietro a un pallone in uno sciame. E dove sono i giorni di domani. Le caramelle ciucciate nelle mani. Di tutti gli uomini persi dal mondo. Di tutti i cuori dispersi nel mondo».
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sabato 26 gennaio 2019

Nei grovigli di ricordi e sentimenti: ecco ‘La Matassa’, Edoardo de Fillippo al Teatro della Polvere

Dopo il successo di ‘Eva contro Eva’, in scena a dicembre con tre date da tutto esaurito, il Teatro della Polvere di Foggia si prepara ad accogliere il primo spettacolo esterno della stagione teatrale ‘Cultura è Passione’. Si tratta della compagnia ‘Venicefresca Teatro’ di Avellino che presenterà, i prossimi sabato 26 e domenica 27 gennaio, lo spettacolo ‘La Matassa’, liberamente ispirato a ‘Filumena Marturano’, capolavoro di Eduardo de Filippo.

“È stato molto facile scegliere La Matassa per il nostro cartellone
”, spiega il direttore del Teatro della Polvere, Stefano Corsi. “È sempre difficile approcciarsi a spettacoli ispirati alle opere di Eduardo De Filippo; ma la proposta di Vernicefresca ispirata a Filumena Marturano ci ha colpito subito. Siamo certi - continua - che la semplicità dell’allestimento, unita alla la bravura e all’intensità dei due attori in scena, saprà colpire il nostro pubblico”.
LO SPETTACOLO. Domenico e Filumena sono due persone, un uomo e una donna, che hanno vissuto la loro vita. Domenico ha 52 anni e Filumena 48. Hanno vissuto insieme 25 anni. Sono due coscienze che cercano di comprendere il perché delle loro scelte; due persone non tanto diverse fra loro, legate da un filo sottile, quello dei ricordi e della nostalgia. Ricordi e nostalgia che si annidano in ogni parola detta e non detta. Parole pesanti. Parole che nascondono un pezzo del loro mondo, un pezzo di passato e anche di futuro. Parole che si mischiano tra loro, che si uniscono e che, a volte, si aggrovigliano. Ma è in questo aggrovigliarsi che si nasconde l’essenza di ogni parola, pensiero e momento vissuto. In ogni loro parola si nasconde un pianto, una risata. Si nascondono venticinque anni. Una vita vissuta insieme. Un nodo sottile che, nascosto tra le loro parole, è destinato a non sciogliersi mai. Sul palco, gli attori Nicola Mariconda, Rossella Massari. Lo spettacolo, produzione Vernicefresca Teatro, nasce da un’idea di Nicola Mariconda. La regia è di Massimiliano Foà.

Lo spettacolo andrà in scena i prossimi 26 e 27 gennaio, sul palco del Teatro della Polvere, in via Nicola Parisi, 97. Ingresso ore 20.30, inizio spettacolo ore 21. Gli spettacoli saranno riservati ai soli soci del Teatro della Polvere (per partecipare è necessario tesserarsi). Prenotazione obbligatoria.


venerdì 18 gennaio 2019

Giosetta Fioroni sarà a Foggia con l’anima rosa della Pop Art presso la Contemporanea Galleria d’Arte


Circa venti opere tra oli su tela e tecniche miste su carta in mostra a Foggia dal 8 febbraio al 3 marzo 2019.

Giosetta Fioroni (Roma 1932) è tra i principali interpreti della Pop Art italiana ed esponente della Scuola di Piazza del Popolo a Roma.  Opere dei primi anni ’70, fino alle più recenti, renderanno il palcoscenico della CONTEMPORANEA GALLERIA D’ARTE sempre più importante, grazie alla presenza dell’opera di Giosetta Fioroni. In mostra: Cappello 10 (1970), la nuvola scura (2008), la bella e la bestia (2014), piccolo teatrino (2013), due pastelli pubblicati nel calendario as time gira by del 2008 edizioni d’arte lucaniaeventi e altre opere di notevole spessore.

Nel corso degli anni Sessanta prende parte alla compagine della Scuola di Piazza del Popolo, il gruppo di giovani artisti, che con ritrovo al bar Rosati, gravitava attorno alla galleria la Tartaruga di Plinio de Martiis. Raccontare l’opera di Giosetta Fioroni consente di parlare anche dell’arte italiana anni ‘60 sotto un profilo diverso, meno filo-americano e più autenticamente italiano. Consente di liberare l’immagine che abbiamo degli artisti romani dal pesante fardello della Pop Art americana, che è stata sicuramente importante, ma che risulta marginale se si mettono al centro le peculiarità del fenomeno italiano.

La biografia
Giosetta Fioroni nasce a Roma in una famiglia di artisti: il padre Mario è scultore e la madre Francesca dipinge ed è valente marionettista. Espone tra le prime volte nel 1956 alla Biennale di Venezia. Faranno seguito nel tempo innumerevoli personali e collettive in Italia e all’estero. Realizza, negli anni ‘60-‘70, un ciclo di tele con immagini d’argento che ottengono un’immediata attenzione. Nel 1968 Giosetta si allontana momentaneamente dalla pittura e realizza una performance, La Spia ottica, che inaugura il Teatro delle Mostre alla Galleria Tartaruga di Roma. Nel 1969 realizza anche il primo Teatrino, "giocattolo per adulti" in legno dipinto: attraverso una lente si può guardare all’interno un assemblaggio di oggetti miniaturati. Nel corso degli anni ‘70 Giosetta vive lunghi periodi in campagna, nel trevigiano, insieme allo scrittore Goffredo Parise. Il suo interesse si concentra sulle leggende degli spiriti di campagna, storie oniriche e visionarie, dalle quali nasce una serie di opere dedicate al mondo della Fiaba e alla riscoperta dell’infanzia. Negli anni ‘80 ricordiamo il ciclo pittorico "Il vero" a cui appartengono alcune tele qui esposte. Di quello stesso periodo è la serie di pastelli e oli dedicati a Gian Domenico Tiepolo. Oltre a proseguire nella pittura, alla quale Giosetta si dedica tuttora costantemente nel grande studio-laboratorio di Via San Francesco di Sales in Trastevere, l’artista approda nel 1993 alla ceramica, che inizia a lavorare presso la Bottega Gatti di Faenza e che l’impegnerà sempre di più nella creazione di importanti cicli scultorei. Sin dall’inizio del suo lavoro Giosetta ha avuto rapporti costanti con scrittori e poeti, tra cui Parise, Ceronetti, Arbasino, Zanzotto, Garboli e molti altri con i quali ha realizzato libri, edizioni di grafica ed opere su carta.

mercoledì 9 gennaio 2019

“Moro Professore”, il 16 gennaio il primo incontro all’Università di Bari

Mercoledì 16 gennaio 2019, alle ore 9.30, nell’Aula Magna del Plesso di Economia dell’Università degli Studi di Bari “Aldo Moro”, si svolgerà il primo incontro del progetto “Moro Professore”.
L’iniziativa, organizzata dal Consiglio regionale della Puglia, d’intesa con il Comitato Universitario Regionale di Coordinamento (CURC), si rivolge agli studenti delle Università pugliesi, al fine di mantenere viva la memoria e diffondere il pensiero di Aldo Moro, attraverso il racconto, documentato dagli atti processuali e delle Commissioni d’inchiesta, della sua vicenda umana, professionale, politica e drammatica, a partire dalla prima lezione all’Università di Bari del 3 novembre 1941 sino al 9 maggio 1978, data del ritrovamento del cadavere, tenendo sempre presente il quadro storico-politico italiano ed internazionale, che va dagli anni sessanta ad oggi.
Porteranno i saluti il Magnifico Rettore dell’Università degli Studi di Bari Antonio Felice Uricchio, il Sindaco di Bari Antonio Decaro, il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano, il presidente del Consiglio regionale della Puglia Mario Loizzo, il direttore del Dipartimento DEMDI Giovanni Lagioia, il presidente dell’Ordine degli Avvocati di Bari Giovanni Stefanì. Introdurranno i professori dell’Università di Bari Vincenzo Garofoli, Giuseppe Riccio, Piero Logroscino e Francesca Jole Garofoli.
La relazione sarà curata dall’on. Gero Grassi, proponente la Commissione parlamentare d'inchiesta sul Caso Moro.
Il progetto “Moro professore” è attuato dall’Assemblea legislativa della Puglia attraverso la Sezione Biblioteca e Comunicazione Istituzionale, unitamente ai progetti “Moro Vive”, “Moro: martire Laico” e “Moro: educatore”.
Per maggiori informazioni sul progetto e sulle modalità di adesione, consultare il bando nella sezione dedicata del sito del Consiglio Regionale della Puglia.

San Severo, in rete l’App “CUORE NOSTRO” con la mappa di 25 defibrillatori in città e tante altre nozioni


Il Sindaco avv. Francesco Miglio e l’Assessore alla Sanità dr. Raffaele Fanelli informano la cittadinanza che è attiva una app denominata CUORE NOSTRO creata da MG Comunication scaricabile su cellulari e tablet molto utile per tutta la collettività in caso di emergenze.
Nella app è possibile trovare la mappa della città di San Severo con indicati i punti di collocazione dei defibrillatori nel territorio urbano che sono in totale 25: 5 di questi sono stati donati dalle imprese che hanno partecipato al progetto CUORE NOSTRO che ha trovato il suo culmine con una cerimonia nella Biblioteca Comunale Alessandro Minuziano nello scorso mese di dicembre.
“E’ un servizio davvero utile per tutti – dichiarano il Sindaco Miglio e l’Assessore Fanelli – una app che permette in maniera veloce ed agevole di avere nozioni utili in caso di emergenze sanitarie. Consigliamo tutti i nostri concittadini di tenerla a portata di clic!”.
Nella app CUORE NOSTRO anche l’illustrazione del progetto, nozioni di primo intervento accessibili a tutti, l’indicazione dei comuni e delle aziende che sostengono il progetto.

A Vico del Gargano, rifiuti, dal 14 gennaio potenziato il nuovo porta a porta


Il servizio è stato esteso anche alle frazioni balneari di San Menaio e Calenella. Più giorni a disposizione per il ritiro di umido, vetro e ingombranti. Parte anche il servizio di vigilanza ambientale delle GEV

Nuovo anno, nuovo servizio di raccolta porta a porta: a Vico del Gargano, da lunedì 14 gennaio 2019, comincerà il nuovo servizio della raccolta differenziata dei rifiuti porta a porta. La prima novità è che, finalmente, il porta a porta riguarderà anche le frazioni balneari di San Menaio e Calenella. “Grazie a un ulteriore sforzo da parte dell’azienda dei rifiuti, concordato con l’Amministrazione comunale, il servizio è stato potenziato ed esteso senza alcun costo aggiuntivo per le casse comunali e, dunque, senza nessun altro onere per i cittadini”, ha spiegato Silvio Matano, presidente del Consiglio comunale e assessore all’Ambiente.

LE NOVITA’ IN SINTESI. Come detto, la novità più importante è l’estensione del porta a porta, finora previsto solo per Vico del Gargano, anche alle frazioni balneari di San Menaio e Calenella. I giorni dedicati alla raccolta dell’umido passano da 3 a 4 alla settimana: sarà ritirato anche il sabato. Gli ingombranti e il vetro saranno ritirati una volta la settimana e, non più, come avvenuto finora, ogni 15 giorni. La plastica sarà ritirata il giovedì, non più il sabato.
LA CAMPAGNA DI INFORMAZIONE. Con l’affissione dei manifesti, è da circa un mese che è partita la campagna di informazione rivolta ai cittadini. L’esigenza del nuovo servizio potenziato raccoglie proprio le tante richieste giunte all’Amministrazione comunale da parte dei vichesi. Sono due i principali obiettivi delle novità messe in atto: il raggiungimento del 65% di raccolta differenziata, per centrare la soglia utile a ottenere premialità; il miglioramento dei livelli di igiene e di decoro in tutto il territorio comunale.

ENTRANO IN AZIONE LE GUARDIE ECOLOGICHE VOLONTARIE.
Contemporaneamente alla partenza del nuovo calendario della raccolta differenziata, prenderà il via anche il servizio di vigilanza ambientale per contrastare l’abbandono dei rifiuti in paese e nel territorio comunale. Il servizio sarà svolto dalle Guardie Ecologiche Volontarie di Capitanata, con le quali, appena un mese fa, l’Amministrazione comunale ha stipulato una convenzione. Le Guardie Ecologiche di Capitanata GEV sono volontari giurati. Dopo un corso di specializzazione organizzato dalla Provincia di Foggia, hanno conseguito il titolo di polizia amministrativa, a tutti gli effetti di legge e con regolare rilascio della Prefettura di Foggia. Opereranno in collaborazione con la Polizia Municipale e potranno emettere sanzioni amministrative nei riguardi di chi compie reati contro l’ambiente. Le GEV di Capitanata sono normate dalla LEGGE REGIONALE 28 luglio 2003, n. 10 "Istituzione del servizio volontario di vigilanza ecologica" Regione Puglia. Il Comune di Vico del Gargano è il primo Comune della Provincia di Foggia ad adottare questo servizio di vigilanza ambientale a tutela dei propri cittadini, del territorio e della comunità tutta.

Forza Italia Monte Sant'Angelo: il Sindaco d'Arienzo (PD) assunto come Co.Co.Co. dalla Regione Puglia (PD). Perché altri disoccupati non hanno saputo nulla?


Si pubblica un comunicato stampa della sezione di Forza Italia di Monte Sant'Angelo.

"Perché ha tenuto nascosto un’opportunità di lavoro così importante per tanti altri laureati disoccupati? Il bando era rivolto a tutte le lauree, anche triennali.

Come ha “candidamente” comunicato lui con una lettera alla città, il Sindaco PD di Monte Sant’Angelo, d’Arienzo, è stato assunto come Co.Co.Co. dalla Regione Puglia (PD), pochissimi giorni prima della fine dell’anno.

Con Determina n. 294 del 20/12/2018 del Dipartimento Agricoltura (http://concorsi.regione.puglia.it/web/files/2018/D.A.G._n._294_del_20.12.18.pdf), la Regione Puglia ha pubblicato la graduatoria per assunzione di n. 30 Co.Co.Co., ma, così come previsto dal Bando (http://concorsi.regione.puglia.it/web/files/2018/Atto__2018_263_001_DIR.pdf), il numero degli assunti sarebbe potuto aumentare, cioè la graduatoria può scorrere (pag. 3, riga 10 del Bando). E cosa ha fatto la Regione Puglia (PD)? Ha fatto già scorrere la graduatoria, tanto da aver assunto d’Arienzo che ha riferito di aver già firmato il contratto di assunzione.

Fino a qui si potrebbe dire che tutto è normale, visto che il Sindaco d’Arienzo (PD) è un cittadino come gli altri; ciò che suscita perplessità, comunque, è il comportamento della Regione Puglia (PD) e di tutta l’Amministrazione CambiaMonte/PD.

A tal proposito FORZA ITALIA pone degli interrogativi:

1) PERCHÉ IL SINDACO D’ARIENZO (PD), CON UNA LETTERA ALLA CITTÀ, HA SENTITO IL BISOGNO DI GIUSTIFICARSI? PERCHÉ PARLA ALLA CITTÀ SOLO DOPO CHE LA NOTIZIA È STATA PUBBLICATA DA UN NOTO QUOTIDIANO CARTACEO E DA UN BLOG E NON HA PARLATO QUANDO QUESTA OPPORTUNITÀ È STATA RESA NOTA DALLA REGIONE, CIOÈ A NOVEMBRE 2018?

2) Perché il Sindaco d’Arienzo non si è preoccupato di informare altri laureati disoccupati di questa opportunità, offerta non da un privato, sia chiaro, ma da un Ente pubblico, dalla Regione Puglia, con la quale egli istituzionalmente dialoga tutti i giorni?

3) Perché nessuno dell’Amministrazione CambiaMonte/PD – che sicuramente sapeva di tale procedura altrimenti il Sindaco PD d’Arienzo non avrebbe presentato domanda – non ha sentito l’esigenza di informare i tantissimi giovani laureati di questa città – anche solo con un post su Facebook? (Sono così bravi a fare i selfie e a “postare” ogni cosa!).

4) Sa il Sindaco PD d’Arienzo che, oltre a lui, ci sono altre centinaia di giovani disoccupati a Monte, con laurea e specializzazioni varie, che avrebbero potuto partecipare a quel bando?

5) Come mai oggi il PD ha cambiato atteggiamento verso l’esigenza di crescita professionale e lavorativa di un cittadino (stranamente, del Sindaco!), mentre in altri casi crocifigge e invoca quasi la pena capitale?

6) I cittadini sanno che l’incarico cui sarà chiamato il Sindaco d’Arienzo (PD) potrebbe pregiudicare i finanziamenti PSR per Monte, a causa dell’incompatibilità tra il suo ruolo di Sindaco e quello di dipendente della Regione?

7) Perché d’Arienzo, oggi, dice che ha necessità di continuare a formarsi professionalmente e di pensare al suo futuro? Quando si licenziò da Mattinata, in più occasioni anche pubbliche, d’Arienzo disse che lo fece perché voleva seguire con attenzione i problemi della città, e questo gli faceva onore. Cosa è cambiato da allora? Oggi la città, i suoi problemi, il suo sviluppo non sono più priorità per d’Arienzo?

Inoltre, FORZA ITALIA pone degli interrogativi alla Regione:

1) Come mai di questa procedura concorsuale sapevano poche persone? La Puglia è abitata da circa 4.000.000 cittadini e di questi circa il 15% sono laureati: ebbene, con questi numeri, solo 327 (avete letto bene, solo 327!) hanno presentato domanda! È mai possibile che in Puglia ci siano così pochi laureati disoccupati con la voglia di lavorare? Va precisato che, oltre alla laurea in Scienze Agrarie o Scienze Forestali, si poteva partecipare anche con altre Lauree, pure con quelle Triennali (Giurisprudenza, Economia, Scienze Politiche ecc.).

2) Perché tutta la procedura e soprattutto le assunzioni sono state fatte nel periodo natalizio, quando pochi sono attenti a certe decisioni?

3) Come mai la Regione Puglia ha sentito l’esigenza di indire una procedura concorsuale in maniera urgente, non dando la massima informazione a tutti? Infatti, il concorso è stato indetto in data 28/11/2018, è stato pubblicato sul BUR Puglia in data 29/11/2018 e indicava al 10/12/2018 la data ultima per presentare la domanda di partecipazione!

4) Come mai la Regione Puglia prima definisce un numero di assunzioni e poi, per magia, allunga la lista dei Co.Co.Co. da assumere?

5) Come mai per questa procedura concorsuale la Regione è stata miracolosamente veloce, quando invece ha sempre impegnato tempi biblici?

6) Come mai il mentore di d’Arienzo, cioè l’Assessore Regionale Piemontese (PD), che quattro anni fa aveva promesso di aprire una sua segreteria nella nostra città proprio per avvisare sulle opportunità di lavoro, anche in questa occasione non ha sentito il bisogno di informare i tanti giovani laureati disoccupati di Monte su questo concorso bandito proprio dalla Regione?

Quanto accaduto non è certamente esempio di trasparenza e di partecipazione, argomenti tanto a cuore (solo a parole!) a Emiliano e al PD.

FORZA ITALIA ritiene che, se da un lato la città si aspetta risposte ai dubbi sollevati, dall’altra è arrivato il momento che la trasparenza e la partecipazione diventino veramente il faro della Politica e delle Amministrazioni a guida PD".

(Fonte: Forza Italia, Monte Sant’Angelo)

lunedì 7 gennaio 2019

"Sguardi", la mostra del Maestro Omar Galliani prorogata al 31 gennaio 2019

Ha conseguito un grande successo "Sguardi", la personale del Maestro Omar Galliani, in mostra presso la Contemporanea Galleria d'Arte di Giuseppe Benvenuto, a Foggia, in Viale Michelangelo, 65, dal 24 novembre 2018.
L'affluenza, i complimenti e i molteplici inviti ricevuti hanno indotto il gallerista e curatore della mostra, Giuseppe Benvenuto, a prorogare la chiusura di "Sguardi".

La seduzione del disegno italiano: Omar Galliani  a Foggia la sua mostra “Sguardi”

Conosciuto e apprezzato a livello internazionale per l’uso monumentale del disegno e per i volti femminili ombreggiati, Omar Galliani sarà a Foggia fino al prossimo 31 gennaio 2019 con “Sguardi”, la personale allestita presso la Contemporanea Galleria d’ Arte di Giuseppe Benvenuto.  L’allestimento è aperto al pubblico, in viale Michelangelo n. 65, dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 17.00 alle 20.30 tutti i giorni, inclusi i festivi, fino al 31 gennaio 2019. L’ingresso è gratuito.

Il percorso espositivo comprende venti opere su tavola, alcune delle quali di dimensioni monumentali, realizzate dagli anni Novanta ad oggi. “Per disegno si intende, solitamente, una serie di tratti realizzati con diverse tecniche su fogli di carta – dichiara Giuseppe Benvenuto, che ha ideato e progettato mostra -. Galliani invece appone i suoi segni su una tavola di legno che ha un suo proprio modo di reagire alla pressione della mano dell’artista, capace di offrire una particolare texture molto originale. Ed è proprio da vicino che si possono apprezzare le tracce della fibra e del lavoro di levigazione effettuato dall’artista che restano ben visibili, creando una ragnatela sottile, seducente, fatta di linee spesso parallele”.

“Questa mostra nasce da un desiderio antico, quanto contemporaneo, se consideriamo parole quali: introspezione, osservazione, esplorazione, profondità, vanità, estetica, fisiognomica, bellezza – prosegue Benvenuto -. Le opere nascono da un segno unico ed esemplare; un disegno che ha origine nella tradizione della storia dell'arte italiana e si reincarna oggi nella contemporaneità. In queste opere il solo uso della matita o del pastello su tavola indaga e cerca, tra palpebre e occhi, quell'istante in cui si cela un mistero o un invito ad un dialogo serrato fra voi e il soggetto disegnato, osservato. Il cielo, le stelle e le costellazioni occupano spesso lo spazio che aleggia attorno ai soggetti che posano silenziosi o mossi in queste tavole che appartengono ad un ciclo di opere di grande formato, già esposte in diversi musei della Cina e in Europa”.

Autorevoli critici d’arte e storici dell’arte hanno descritto le opere del maestro emiliano. «Galliani ventenne – ricorda Flavio Caroli – era perso principalmente in due ambizioni. In una ricerca di magia, di seduzione, di fascino che è l’ossessione primaria di ogni grande artista, in qualsiasi tempo, sia egli tragico (Caravaggio), classico (Ingres) o fondamentalmente realista (Degas). Tutto cambia e tutto corre, ma non c’è grande artista quando non ci sia ricerca di Bellezza; di qualche forma di Bellezza. La seconda ossessione di Galliani era infatti la qualità esecutiva, proprio tecnica nel senso antichissimo del termine, della pittura e dei suoi misteri: cosa non facile in un tempo in cui i balbettii e la cattiva pittura parvero la chiave della modernità. Galliani otteneva risultati straordinari grazie ai miracoli realizzativi di una matita forse veramente fra le più dotate del secondo dopoguerra. Nei trenta e più anni che ci separano da quei giorni, il miracolo non ha fatto che approfondirsi».

«La ricerca di Omar Galliani – sottolinea Teodolinda Coltellaro – affonda nelle densità figurali del passato, nelle estensioni storiche dell’arte, di cui evoca modelli culturali e motivi linguistici che coniuga in una originale sintassi espressiva. La sua sensibilità, pienamente contemporanea, sa cogliere gli aspetti di transitorietà e complessità del nostro tempo, gli scenari mobili che ne connotano la dimensione sistemica, ma li traduce in modi e forme che sollecitano lo sguardo a percorsi interpretativi più profondi che non si esauriscano nel “qui ed ora”, proponendo il ricorso alla memoria e alla citazione come processo di rinascita creativa nell’alchimia della forma. […] Per Galliani, l’opera è, in modo prioritario, disegno: dalla dimensione fisica del tracciare (di esercizio muscolare protratto fino allo stremo), del coprire di segni una superficie al suo essere fenomeno articolato, fluttuante, vivente, animato da una propria biologia memoriale che ne determina l’esistenza e in cui si compenetrano mirabilmente e dialogano mondi di tenebra e luce».

La Contemporanea Galleria d’Arte è aperta al pubblico tutti i giorni inclusi festivi con orario 10.00-13.00 e 17.00-20.30
Per informazioni: tel. 346 7334054 -
artebenvenutomail.com
Ingresso libero

Moro Vive, giovedì 10 gennaio appuntamento al Liceo “A. Einstein” di Molfetta

Nuovo appuntamento giovedì 10 gennaio 2019, ore 10.30, nel Liceo Scientifico “A. Einstein” di Molfetta (BA) per il progetto “Moro vive”, l’iniziativa del Consiglio Regionale che avvicina i giovani delle scuole superiori pugliesi al pensiero, al ruolo e alla figura del grande statista di Maglie.
L’iniziativa vede il racconto della vicenda umana, professionale, politica e drammatica di Aldo Moro con particolare attenzione al ruolo avuto da Moro alla Costituente, da Ministro della Giustizia, della Pubblica Istruzione, degli Esteri e da Presidente del Consiglio dei Ministri.
Si tratta di raccontare la persona e di far conoscere ai giovani studenti la storia d’Italia ancora non scritta nei libri di testo che vede Moro protagonista di un impegno che ruota sempre intorno alla persona.
La Costituzione Italiana, fortemente voluta da Aldo Moro, si basa sulla centralità della persona e sui diritti che sono riconosciuti dallo Stato e non più concessi, come nello Statuto Albertino.
Analogamente l’immagine di Aldo Moro nella Renault rossa, depositata in via Caetani, a Roma, non rende omaggio all’intera vita di Moro che non può esser ridotto ad un corpo inerme e martoriato.
Porterà i saluti la Dirigente scolastica Margherita A. Bufi, introdurrà il docente di storia e filosofia G. Pappagallo, interverrà l’on. Gero Grassi proponente la Commissione parlamentare d'inchiesta sul Caso Moro che svilupperà la relazione e risponderà alle domande degli studenti.
“Moro vive” è il progetto dedicato dall’Assemblea legislativa pugliese ad Aldo Moro, a cura della Sezione Biblioteca e Comunicazione Istituzionale, unitamente agli altri tre progetti “Moro: martire Laico”, “Moro: educatore”, “Moro: professore”.

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Luca Zichella
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