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martedì 26 marzo 2019

È sul tetto d'Europa. Il foggiano Romano Baratta Lighting Studio insignito del prestigioso premio "Designer Awards"


Per la categoria "Lighting Designer of the Year 2019" for Northern Italy il Lighting Studio di Romano Baratta, foggiano D.O.C., ha ricevuto il prestigioso premio che colloca il giovane ligthting designer e light artist sulla vetta d'Europa.

Il premio è indetto dalla nota rivista inglese di settore LUXlife che analizza il lavoro e la qualità progettuale degli studi di lighting design nelle varie nazioni. Lo studio suddetto è stato giudicato il migliore nel Nord Italia ed essendo risultato primo tra quelli analizzati in tutta Europa, figura il migliore nel continente.

«Questo progetto ci onora e ci premia per l’immensa dedizione che dedichiamo al miglioramento dell’illuminazione negli spazi - ha affermato Romano Baratta, contattato dalla Redazione -. La continua ricerca è alla base del nostro modo di operare. Per noi la luce non è solo tecnica ma è soprattutto benessere e identità. La nostra volontà è di offrire sempre nuovi modi di intendere lo spazio e aprire nuove frontiere dell’esperienza ambientale. Comunicare e rendere lo spazio un luogo dove l’eleganza e la bellezza si manifestano - ha chiosato il giovane lighting designer e light artist -».

#orgogliofoggiano

LIFE.   LIGHT
light art ‘n lighting design

Romano Baratta Lighting Studio
light art & lighting design

worldwide selected Study

International Lighting Design Survey 2017 and 2018.
Arc magazine. UK

40underForty. Lighting Magazine. UK
Among the best 40 lighting designers in the world

venerdì 22 marzo 2019

“Accogliere l’altro come dono”, [VIDEO] Il messaggio a Foggia di Mons. Pelvi per la Festa Patronale

Di seguito il messaggio alla città per la Madonna dei Sette Veli, l'Iconavetere, dell'Arcivescovo Metropolita di Foggia - Bovino, mons. Vincenzo Pelvi, in occasione della Festa patronale di Foggia

“Accogliere l’altro come dono”
«A nessuno sfugge che respiriamo aria di paura: paura dell’altro, del diverso, dello straniero, di chi ha la pelle nera. Sembriamo soddisfatti se possediamo un’arma per difenderci, se si chiudono i porti ai poveracci; se consideriamo moralmente cattive le persone che salvano vite umane, se si svuotano i centri di riferimento per i rifugiati.

Lo scontro, la rabbia, la diffidenza e persino l’odio prendono sempre più forma e continuano ad inquinare il senso di umanità delle nuove generazioni (ad esempio, i nostri ragazzi e giovani – a scuola tre alunni su cinque – vengono etichettati islamici, rumeni, gay, poveri).
Sembra non ci spaventino episodi di brutalità e di violenze, generati da quella cultura del benessere che porta a pensare a se stessi, vivendo in bolle di sapone, che sono belle ma sono nulla.
Come pure, ci stiamo abituando a linguaggio volgare, violenze urlate, gesti offensivi, rivalità istituzionali. Serpeggia, così, in maniera subdola la discriminazione, una malattia spirituale da cui si può guarire solo con la convinzione che siamo tutti persone e che bisogna anteporre la vita di ogni uomo e donna alla sicurezza di una Nazione.


A riguardo, celebrandosi oggi la Giornata Internazionale per l’eliminazione della discriminazione razziale, il Presidente della Repubblica così si esprime: «Il veleno del razzismo continua ad insinuarsi nelle fratture della società e in quelle tra i popoli. Crea barriere e allarga le divisioni. Compito di ogni civiltà è evitare che si rigeneri: le libertà, le pari dignità, il rispetto per l’altro, la cooperazione, l’integrazione e la coesione sociale sono le migliori garanzie di un domani di armonia e progresso».
Forse oggi, più che sulla diversità, occorre riflettere sul fatto che ci viene tolta la dignità, perché ci sono investimenti senza progettualità; mercato senza responsabilità; tenore di vita senza sobrietà; efficienza tecnica senza coscienza; politica senza società; privilegi senza ridistribuzione; sviluppo senza lavoro. Di qui l’urgenza di inaugurare la stagione dell’accoglienza che non è frutto di buonismo, ma per noi credenti è scegliere di testimoniare lo stile di Dio nel vissuto quotidiano. Il cristiano è colui che cerca di far sempre posto all’altro, considerando che i propri modi di essere e di pensare non sono i soli esistenti, ma si può accettare ad imparare, relativizzando i propri comportamenti.
Accogliamo la cultura, la religione e l’etica degli altri senza pregiudizi e senza misurarla con la nostra, mettendoci in ascolto di una presenza che esige una risposta; ascolto che instaura una confidenza reciproca. Chiediamoci: chi è l’altro? Alla domanda Sartre rispondeva: “o è l’inferno o un dono a cui mi dono”. Ognuno è destinatario di doni: dal dono della vita, che non noi ma altri hanno deciso, al dono della parola alla quale altri ci hanno iniziato; al dono dell’amicizia che molti non ci fanno mancare. Inoltre gli oggetti, i beni, la terra e i suoi frutti: tutto abbiamo ricevuto.
Accogliere l’altro come dono costruisce la fraternità umana, a partire dalla diversità. La scelta difronte alla quale ci troviamo è fra la fiducia dell’altro o il sospetto, tra il consegnarsi come Cristo all’umanità o l’armarsi per negare un posto all’altro. Se cerco Dio passando sulla testa degli altri […] sbaglio strada. Ogni volta che la diversità mi aggredisce, Dio è là che m’impone di superare il mio orizzonte.
Per concludere vorrei lasciare la parola alla Sacra Scrittura e poi a un teologo del Concilio, Padre Ernesto Balducci. Il testo biblico: «Vi sarà una sola legge per il nativo e per lo straniero che soggiorna in mezzo a voi. Quando uno straniero dimorerà presso di voi, nella vostra terra, voi non potete opprimerlo. Lo straniero residente fra voi lo tratterete come colui che è nato tra di voi» (Es 12); «Tu l’amerai come te stesso perché anche voi siete stati stranieri in terra d’Egitto» (Lv 19). Già nella Bibbia si dice che lo straniero dimorerà, lo tratterete con i diritti come colui che è nato fra di voi, a maggior ragione se è nato fra di voi.
Ispirandomi, poi, a qualche scritto di padre Balducci ne riporto alcune considerazioni elaborate dal Card. Ravasi in forma di decalogo:
1. Non rassegnarsi ma lottare. 2. Non odiare ma amare. 3. Non reprimere lo sdegno ma esprimerlo in forza costruttiva e servizio (lo sdegno è una virtù, è l’ira che è un vizio capitale!). 4. Non calcolare troppo ma rischiare. 5. Non servire i potenti ma i deboli. 6. Non cedere ma credere. 7. Non ripetere ma pensare (pensate a certa propaganda populista: pensare è l’ultima delle attività che fanno alcuni politici!). 8. Non restare soli ma pregare. 9. Non intristire ma godere l’amicizia. 10. Non chiudere i confini ma aprire gli spazi dello spirito.
Queste parole affido alla vostra meditazione, convinto che l’intercessione della Vergine santa ci farà scoprire la fraternità come abbraccio del Signore per l’intera umanità».

mercoledì 15 agosto 2018

Foggia, con OBERTY GROOVE AND VIALANZA LIGHTSCAPE, il Ferragosto Light Art è targato Romano Baratta

Le città necessitano di una luce migliore, di una regia capace di esaltare le caratteristiche urbane e architettoniche e permettere alle persone di viverle meglio, godendo delle bellezze, della cultura e della storia. Tutte le città hanno qualcosa da raccontare. Tutte hanno una identità che è fondamentale far emergere. Un mezzo, quello della luce, che può essere veicolo di marketing e quindi anche motore economico.

Oberty Groove e Vialanza Lightscape sono due installazioni di lighting design volute dall’amministrazione comunale in particolar modo dall’assessore Anna Paola Giuliani e del dirigente Carlo Dicesare per esaltare il paesaggio visivo della città per la giornata del 15 di agosto. Un regalo alla cittadinanza in questo giorno di festa.

Oberty Groove vuole evidenziare un monumento importante della città che non è percepito come tale nonostante sia uno dei simboli di Foggia. Si propone quella che potrebbe o meglio dovrebbe essere l’illuminazione di questo monumento. Un intervento di lighting design basato sulla lettura architettonica e storica del monumento, tale da far emergere delle informazioni poco note agli stessi foggiani. Un omaggio ad un grande progettista neoclassico, Luigi Oberty, che Foggia ha avuto l’onore di vedere all’opera.

Vialanza Lightscape, come già dimostrato il 26 luglio, è un nuovo modo di concepire l’illuminazione per le aree pedonali, dove la luce rende il percorso più attraente, conviviale e accogliente. Facilita le relazioni umane e il pensiero positivo. E’ il primo esempio di percorso pedonale di questo genere. Il 27 luglio molti cittadini e commercianti, durante il disallestimento, hanno palesato la loro volontà di mantenere questa illuminazione come permanente. Un evidente segnale che la luce è una forma di comunicazione semplice e diretta, di cui non è necessario conoscere le regole e ne essere dei tecnici per comprenderne i messaggi, ma basta viverla.

Durante i giorni di Light Art il servizio fotografico e video sarà curato dall’Artistic Photographer Vincenzo Baratta.

La luce può migliorare il territorio e permettere alle persone di vivere meglio nelle città. Romano Baratta per il 15 agosto darà un esempio di come è possibile.

Passeggiavo nella solita giungla e
nel solito frastuono di luci.
Ad un tratto una melodia visiva mi invadeva e
mi rendeva leggero in una partitura luminosa.
E’ stato come viaggiare.

15 agosto 2018. Foggia. Puglia.
#obertygroove #vialanzalightscape #pronaofoggia

Romano Baratta Lighting Studio

www.romanobaratta.com

venerdì 10 agosto 2018

1943 di Romano Baratta. Il video del Light Art. Foggia. Giornata della Pace.

[ "1 9 4 3 bomb" di Romano Baratta - foto Vincenzo Baratta]

22 luglio 1943. Una data indelebile nella storia di Foggia. Annus Horribilis il 1943, che ha visto decimare la popolazione foggiana e polverizzare una intera città sotto i bombardamenti anglo-americani. Una città tra le più importanti del meridione annientata. L’anno zero, da cui ricominciare.

Il video dell'installazione:


Foggia è come una fenice, risorge dalle sue ceneri. E’ questo il messaggio che questo intervento di Light Art vuole comunicare. Non è possibile distruggerla. Non è stato possibile nel seicento e nel settecento per azione del terremoto. Non è stato possibile nella seconda guerra mondiale e non lo sarà per mano di nessuno in futuro. La memoria è un valore e Foggia vuole ricordare questo avvenimento per non dimenticare.

1 9 4 3 è una installazione di light art, voluta dall’amministrazione comunale in particolar modo dall’assessore Anna Paola Giuliani e del dirigente Carlo Dicesare, che narra alla comunità le qualità di cui è portatrice. La capacità di non piegarsi mai nonostante le alti fiamme, e risorgere dalle proprie ceneri, eleganti e vigorosi. Storia, emozioni e identità alla base dell'intervento. Un racconto storico tramite la luce. Light art come recupero storico e veicolo di marketing per far emergere l’identità di un territorio.

Il punto focale dell’intervento sono le emozioni collegate a quell’anno funesto:

Tomento, angoscia, dolore.

Un intervento, che per due giorni vuole far meditare sull’accaduto per non dimenticare. Non nascondere quella profonda cicatrice che è parte di tutti della propria identità. Il Teatro Giordano assurge ad emblema della città. L’interno come una anima tormentata e dolorante, mentre l’esterno come corpo restaurato, vigoroso ed elegante, dalla quale ripartire.

Giornata della Pace. 22 luglio 2018. Foggia. Puglia.
#1943bomb #pernondimenticare

ad un tratto mille bagliori colpiscono il cuore,
ricordi profondi che non svaniscono al tramonto.
Indelebili lampi assordanti.
il giorno rinasce, ma ora la luce si staglia sui volti 
nell’eleganza splendente del nostro avvenire.

sabato 21 luglio 2018

"1 9 4 3 bomb", così Foggia con Romano Baratta commemora quel tragico bombardamento del 22 luglio

Dopo Libando, Romano Baratta farà affiorare i profondi sentimenti che ci portiamo dietro da quel mai lontano e orribile 1943.

A Foggia, il 22 luglio 2018, si commemora la “Giornata della Pace”. Romano Baratta, Light Artist e Light Designer, curerà la scenografia luminosa dell’evento, delle vie limitrofe e del Teatro, in particolare il palco dove la famosa cantante Ornella Vanoni, con le sue canzoni, in piazza Cesare Battisti davanti al Teatro Giordano, ricorderà questo evento. “1943 bomb” sarà l’intervento artistico ideato e curato da Romano Baratta, #pernondimenticare ciò che Foggia vuol ricordare e proporre ai posteri, perché la storia è un valore culturale, denso di avvenimenti che hanno caratterizzato Foggia. Le fotografie artistiche che immortaleranno la scenografia saranno curate dall'Artistic Photographer Vincenzo Baratta.

22 luglio 1943. Una data indelebile nella storia di Foggia. Annus Horribilis il 1943, che ha visto decimare la popolazione foggiana e polverizzare una intera città sotto i bombardamenti anglo-americani. Una città tra le più importanti del meridione annientata. L’anno zero, da cui ricominciare.

Foggia è come una fenice, risorge dalle sue ceneri. E’ questo il messaggio che questo intervento di Light Art vuole comunicare. Non è possibile distruggerla. Non è stato possibile nel seicento e nel settecento per azione del terremoto. Non è stato possibile nella seconda guerra mondiale e non lo sarà per mano di nessuno in futuro. La memoria è un valore e Foggia vuole ricordare questo avvenimento per non dimenticare.

1 9 4 3 è una installazione di light art, voluta dall’amministrazione comunale in particolar modo dall’assessore Anna Paola Giuliani e del dirigente Carlo Dicesare
, che narra alla comunità le qualità di cui è portatrice. La capacità di non piegarsi mai nonostante le alti fiamme, e risorgere dalle proprie ceneri, eleganti e vigorosi. Storia, emozioni e identità alla base dell'intervento. Un racconto storico tramite la luce. Light art come recupero storico e veicolo di marketing per far emergere l’identità di un territorio.
Il punto focale dell’intervento sono le emozioni collegate a quell’anno funesto:
Tomento, angoscia, dolore.
Un intervento, che per due giorni vuole far meditare sull’accaduto per non dimenticare. Non nascondere quella profonda cicatrice che è parte di tutti della propria identità.  Il Teatro Giordano assurge ad emblema della città. L’interno come una anima tormentata e dolorante, mentre l’esterno come corpo restaurato, vigoroso ed elegante, dalla quale ripartire.

#1943bomb #pernondimenticare

ad un tratto mille bagliori colpiscono il cuore,
ricordi profondi che non svaniscono al tramonto.
Indelebili lampi assordanti.

il giorno rinasce, ma ora la luce si staglia sui volti
nell’eleganza splendente del nostro avvenire.


Romano Baratta Lighting Studio

www.romanobaratta.com

venerdì 8 giugno 2018

CHANGE, Ciacianella’s Story, la perfomance light di Romano Baratta al Street Sound 2018 di Lucera


Nella suggestiva Stretta di Ciacianella nel centro storico di Lucera, questo anno Street Sound, ha inaugurato con CHANGE. Ciacianella’s Story  di Romano Baratta, un lightscape che ha illuminato la strada più stretta del mondo. Un’opera urbana dove la luce ha dialogato con l’architettura, le pietre, la storia e le leggende che avvolgono questo angolo di città.

Storia, cultura e tradizione alla base dell'intervento per dar la giusta importanza ad uno dei luoghi più intriganti di Lucera. Un lightscape capace di far emergere l’identità di questo luogo e una storia che pochi conoscono. La strada più stretta del mondo è avvolta da racconti, storie e atmosfere che sono andate perse e che sono anche sconosciute agli stessi abitanti di Lucera.


CHANGE è un progetto di light art che modifica il paesaggio visivo urbano, comunica e fa emergere gli elementi basilari di un angolo centrale nella vita passata della città. Il punto focale dell’intervento è il nome stesso del Vico: Stretta di Ciacianella. La domanda è scontata: Chi è Ciacianella? Perché è rimasta nella memoria cittadina il suo soprannome? Ciacianella era un cantiniere che qualche secolo fa amava intrattenere i suoi clienti con chiacchiere, pettegolezzi e piaceva circondarsi di viveur con cui stare e passare il tempo. Perché quindi il soprannome Ciacianella? La sua origine è da rifarsi al termine latino “iacere”, poi a “iaciare” fino ad arrivare a “ciaciare” da cui Ciacianella, ovvero, colui che ciacia. Colui che parla, chiacchiera ma anche colui che fa godere e piace godere e giacere nella goduria. Il vino, il prodotto tipico di Lucera, è, dopotutto, sorgente di piaceri e di chiacchiere.

Il rosso del vino è il colore assunto per caratterizzare questo lintervento di light art. La stretta è stata investita totalmente da una intensa luce rossa. Un varco, una porta verso il vino, verso l’antica cantina. Il varco per la conoscenza di una storia andata perduta. Il varco per un cambiamento per chi lo oltrepassa. Un bagno, quindi, di luce rossa alla quale sottoporsi per ricevere un battesimo di cambiamento: vedere differentemente la propria storia, quella cittadina e dei proprio monumenti e luoghi del cuore. Vederli con occhi nuovi e attenti.


L’installazione era composta da tre scritte. Una didascalica, che introduceva il visitatore ad immergersi nell’ambiente che una volta contraddistingueva la stretta, ovvero la Cantina. Le altre due scritte invece rendevano visibile l’origine delle parole Ciacianella e Lucera.


IACERE > IACIARE > CIACIARE > CIACIANELLA

LUX > LUXERI > LUXERA > LUCERA

La notte giunge lenta e oscura per lestradine della città,
mentre si ode un vociare lontano che pian piano aumenta.
Un intenso bagliore rosso affiora da una strettoia
come varco di un tempo antico.

Rassicuranti riflessi che ci raccontano momenti
passati di svago dove il riposo e le parole nutrivano i cuori.
Storie perse che emergono dal buio attraverso
la convivialità di una luce che fu.



CHANGE è, quindi, un racconto storico mediante la luce, nella città della luce, dove la narrazione viene vissuta attraverso le sensazioni che sprigiona il lightscape nonché attraverso la lettura delle scritte, le atmosfere e le emozioni che avvolgono l’interno intervento urbano.

Un intervento che ci ha fatto tornare dietro nel tempo alla scoperta di momenti vissuti.
Un’opera urbana dall’impatto teatrale che vuole far cambiare l’approccio alla città e alle persone, attraversando un semplice varco stretto. Attraversando la stretta illuminata.




Organizzazione: Giuseppe Toziano
Service Luci: Solanima – Carlo Giordano
Photo: Vincenzo Baratta
Si ringrazia per la collaborazione la famiglia Follieri e l'avvocato Intiso

Romano Baratta (nella foto)
25 maggio 2018. Lucera. Puglia.
#CHANGErb #ciacianellastory  #streetsound18

mercoledì 23 maggio 2018

CHANGE. Ciacianella’s Story di Romano Baratta a Lucera per Street Sound 2018

Dopo Libando, Romano Baratta farà emergere un pezzo di storia persa della città di Lucera.
Nella suggestiva Stretta di Ciacianella nel centro storico di Lucera, quest’anno Street Sound, inaugura con CHANGE. Ciacianella’s Story  di Romano Baratta, un lightscape che illuminerà la strada più stretta del mondo. Un’opera urbana dove la luce dialogherà con l’architettura, le pietre, la storia e le leggende che avvolgono questo angolo di città. L’installazione sarà immortalata fotograficamente da Vincenzo Baratta, che ha già consegnato alla storia le affascinanti immagini di Libando 18 svolto a Foggia.

Storia, cultura e tradizione alla base dell’intervento per dar la giusta importanza ad uno dei luoghi più intriganti di Lucera. Un lightscape capace di far emergere l’identità di questo luogo e una storia che pochi conoscono. La strada più stretta del mondo è avvolta da racconti, storie e atmosfere che sono andate perse e che sono anche sconosciute agli stessi abitanti di Lucera.

CHANGE è un progetto di light art che modifica il paesaggio visivo urbano, comunica e fa emergere gli elementi basilari di un angolo centrale nella vita passata della città. Il punto focale dell’intervento è il nome stesso del Vico: Stretta di Ciacianella. Chi è Ciacianella? Un uomo o una donna? Un abitante della via o un commerciante? Perché è rimasta nella memoria cittadina il suo soprannome?
CHANGE è quindi un racconto storico mediante la luce, dove la narrazione viene vissuta attraverso le sensazioni che sprigiona il lightscape nonché attraverso le atmosfere e le emozioni che avvolgono l’interno intervento urbano.

Un intervento che ci fa tornare dietro nel tempo alla scoperta di momenti vissuti.
Un’opera urbana dall’impatto teatrale che vuole far cambiare l’approccio alla città e alle persone, attraversando un semplice varco stretto.


La notte giunge lenta e oscura per le stradine della città,
mentre si ode un vociare lontano che pian piano aumenta.
Un intenso bagliore rosso affiora da una strettoia
come varco di un tempo antico.

Rassicuranti riflessi che ci raccontano momenti
passati di svago dove il riposo e le parole nutrivano i cuori.
Storie perse che emergono dal buio attraverso
la convivialità di una luce che fu.
 


Street Sound. 25 maggio 2018. Lucera. Puglia.
#CHANGErb #ciacianellastory #streetsound18

A Lucera il 25 maggio c’è STREET SOUND 2018



Storia, Cultura e Musica in strada. Stretta Ciacianella illumina la sua storia con Romano Baratta. Il 25 maggio, a partire dalle ore 18.00 – Lucera
#streetsound18 #CHANGErb #ciacianellastory

Tra i vicoli della storica e federiciana Lucera, in provincia di Foggia, il 25 maggio 2018 si svolgerà “Street Sound”. L’evento  è l’unione di molteplici stili musicali, durante una passeggiata culturale di fine maggio a Lucera, per aprire definitivamente le porte all’estate, attraverso la musica.
Differenti generi musicali per unire tutti in un momento di festa cittadina che vuole ergere Lucera a centro culturale e di movida serale.
Differenti locali proporranno musica e cibo a tema per tutti i gusti e palati, avvolgendo il centro storico in una serata di divertimento e intrattenimento.
La manifestazione, in collaborazione con il Comune di Lucera, nasce sia per movimentare la città, ma anche per raccogliere fondi per la realizzazione del mosaico di San Pardo, tramite la divulgazione dell’iban, prima, durante e dopo la manifestazione, del comitato “Lucera terra di Santi, Beati e Servi di Dio”:  IT73 T 05584 78440 0000000 13330


Quest’anno Street Sound avrà due Special Guest:
Romano Baratta, tra i migliori Light Artist e Lighting Designer al mondo – premiato tra i migliori 40 a livello mondiale – dopo Libando a Foggia effettuerà una installazione di luce urbana nella Stretta Ciacianella.
Storia, cultura e tradizione alla base dell’intervento per dar la giusta importanza ad uno dei luoghi più suggestivi e intriganti di Lucera. Un lightscape capace di far emergere l’identità di questo luogo e una storia che pochi conoscono. L’installazione sarà immortalata fotograficamente da Vincenzo Baratta, che ha già consegnato alla storia le affascinanti immagini di Libando 18 svolto a Foggia.
Si ringrazia Il Rotaract Club di Lucera e le seguenti attività commerciali: la fatina, personaggi e Lama Optical per il supporto.


Dopo Italia’s Got Talent a Mediaset, partecipazioni Rai, quest’anno sarà presente, direttamente dal Salento, il Batterista, percussionista, compositore, body percussion, mister Michele Baldassarre ‘Brino’ che per le vie del centro storico ci diletterà con i suoi colpi per una intera notte tutta da ricordare, all’insegna della buona musica, quella di strada che parte dal cuore.

Il percorso dello Street Sound 2018 che si terrà a Lucera il 25 maggio dalle 18 alle 24:

Via Federico II
il Bar monaco Giorgia Sax classica -pop (orario dalle18 alle 20)
Crema e cioccolato Dj Pedro ricio CUBAILANDO e Que viva la salsa latina-reggaeton-hip hop
(dalle 20 alle 24)


Via San Domenico
Casa Hemingway e Plato Fuerte Loca somos cubanos Cena cubana
(dalle 20 alle 24)

Via VI novembre
Lord Byron dj surprire 80-90- divertentismo-soft
(dalle 20 alle 24)

Piazza della Repubblica
Mercato 29 il sindacato dei suonatori dauni funky-blues-70
(orario dalle 22 alle 24)


Via Ardito Made in Naples cover Band di Pino Daniele
(orario dalle 20 alle 24)

Via Amicarelli
One Shoot dj Maverick techno-house
(dalle 20 alle 24 )

Gate Chillout- house
(dalle 20 alle 24 )

Cinaski Funky Piazza
(dalle 20 alle 24 )

Piazza Duomo
Cirasella-cremeria al Duomo -Martins pub. Big ball band cover band italiana
(dalle 21:30 alle 24)

Piazza Nocelli
N8 Madame Abernathy pop-rock
(dalle 20 alle 24)

Via Bovio
Bar Bovio Stefano Ant Deep house
(dalle 19 alle 24)

Piazza Ar
Hosteria Ar Manuel Battisti 100%vinyl wax
(dalle 22 alle 24)

Via d’Angicourt
Il mappamondo Sloth Machine italian rock
(dalle 20 alle 24)

Via De nicastri
Gola cena spettacolo Gianni Viola
(dalle 20 alle 24)

Comitato Lucera terra di Santi, Beati e Servi di Dio
Giuseppe Toziano
+39.320.1546186
giuseppe.toziano@gmail.com

martedì 1 maggio 2018

Foggia, Romano Baratta spiega “FFF Multiplicity Shape of Fire”, il Lightscape per Libando 2018 [FotoGallery]


Nel suggestivo centro storico di Foggia, Libando, viaggiare mangiando, la più importante rassegna di street food in Italia, questo anno ha inaugurato con FFF. Multiplicity Shape of Fire di Romano Baratta, un lightscape che ha vestito il centro di Foggia a nuova luce, e immortalato artisticamente con le fotografie di Vincenzo Baratta. Un’opera urbana totalizzante dove la luce ha dialogato con l’architettura in un percorso coinvolgente e conviviale, pieno di concetti sul mondo del cibo e sulla storia della città. Un’opera che unisce light art, lighting design, storia, arte contemporanea e tradizione. Il tema del Festival di quest’anno è stato “Cucina Madre” un omaggio alla cucina delle tradizioni.

Sul far della sera il riverbero del fuoco si diffonde nelle vie,
caldo e profondo e infonde al cuore l’antica
scintilla che accende e divampa.

La sua luce ravviva le antiche strade e ci nutre l’anima
come l’abbraccio di una madre. Fiamme generatrici
che ci raccontano la storia millenaria da dove
tutto ebbe inizio.


FFF (Fire – Foggia – Food) è un progetto di light art e lighting design che modifica il paesaggio visivo urbano, comunica e fa emergere gli elementi basilari di un territorio. Al centro dell’intervento c’è il fuoco come elemento simbolico e basico del festival: il fuoco è all’origine della cucina senza il quale non sarebbe stata possibile, della città di Foggia, la leggenda narra che nacque in seguito ad un miracolo, ovvero dopo il ritrovamento dell’icona della Madonna avvolto da Sette Veli  segnalato da tre fiammelle, ed è la prima fonte di luce artificiale utilizzata dall’uomo.
Il fuoco come focolare attorno al quale mangiare e stare assieme, viaggiando con i racconti e le proprie storie.
FFF è quindi un ‘racconto storico’ mediante la luce, dove la narrazione viene vissuta attraverso le sensazioni che sprigiona il lightscape e attraverso la lettura di parole sui palazzi antichi che pongono profonde riflessioni sulle tradizioni, sui legami, sull’attualità e sulla felicità.
Le scritte e i colori sono dislocati secondo una logica urbana di movimenti sociali e secondo una analisi artistica e storica delle architetture, di scorci e ricordi di eventi passati. Fondamentale è stata, quindi, la valorizzazione di parte del patrimonio artistico.
I colori sono stati usati in generale per esaltare visivamente il paesaggio urbano ma in particolare per rendere conviviali gli spazi agendo sulla psicologia della luce. Luce rossa sui punti focali architettonici e sui punti focali di ritrovo e stazionamento delle persone, in una sorta di ‘focolare urbano’ sotto la quale mangiare con gli altri confortevolmente. Luce blu per la verticalità delle architetture in modo da aumentare la dimensione degli spazi, tenuto conto dell’affluenza al festival, e per ottenere i giusti contrasti e valori prospettici.
In Piazza del Lago il colore ha assunto una connotazione descrittiva: le tre palme, che testimoniamo il luogo del ritrovamento della tavola dipinta della madonna, sono vestite di rosso a ricordare le tre antiche fiamme su una distesa d’acqua rappresentata dall’azzurro proiettato sulle facciate circostanti.
In via San Domenico l’intervento si è discostato dal concetto base legato al colore ed ha assunto una conformazione più popolare e festiva, in quanto lo slargo è nel cuore della città più autentica. Qui la luce si è manifestata come ‘tetto’ in tutta la sua potenza come mezzo di socializzazione, sotto la quale condividere con gli altri il piacere di stare assieme. CONVIVIeorUM.
Chicca di tutto l’intervento è l’aver ridato splendore alla vetrata dipinta del rosone centrale della Cattedrale, visibile alla cittadinanza dall’esterno. Un regalo personale di Romano Baratta ai suoi concittadini. Un regalo perché molti non sapevano neanche cosa fosse rappresentato: l’origine della loro città. Un segno visivo nodale per Foggia, che Baratta aveva già pensato nel 2012 nel lighting concept generale dell’esterno della Cattedrale, che quanto prima si spera di vedere realizzato.

Il lightscape si è basato su differenti livelli per creare un clima coinvolgente dal forte impatto emozionale sia sul piano visivo che del pensiero.

-       livello identificativo delle aree adibite al festival + segnaletica
-       livello d’ambientazione basico ma emozionale + segnaletica
-       livello simbolico
-       livello narrativo
-       livello spaziale
-       livello di scenario
-       livello di luce d’atmosfera e funzionale
-       livello artistico

Significato delle scritte e foto a cura di Vincenzo Baratta

MOTHER: SOUL FOOD
madre: anima della cucina, anima della casa e della famiglia, madre come generatrice di saperi che vengono tramandati ai figli. Questa scritta è frontale a quella di Filius e sta ad indicare che quest'anima viene tramandata alle nuove generazioni. Inoltre per Foggia la madre della città è la madonna e la scritta Mother è vicino alla Cattedrale, casa della Madonna dei Sette Veli e frontalmente è posta la scritta Filius ad indicare Gesù, suo figlio, in un rapporto quasi osmotico.  La distanza tra le due scritte e la loro frontalità riprende il "gioco" di avvicinamento e allontanamento della processione religiosa cittadina chiamata "Dei Misteri" che si fa il venerdì santo. Un richiamo ad un momento molto sentito dalla cittadinanza.


FILIUS
In latino Figlio.
Figlio come destinatario di una cucina che viene tramandata dalle madri.
Ma inteso anche come figlio della madonna.
La parola ha una scomposizione di ritmo dettata dalla conformazione dell’architettura che prevede gruppi di tre arcate. FILIUS viene scomposta in FIL – IUS: IUS giustizia / FIL felicità interna lorda.
Un messaggio che sta ad indicare quanto sarebbe giusto valutare la felicità e non il prodotto come fattore di crescita di uno stato o di una città.



TRAMA 'N' DARE
Tramandare le tradizioni, la cucina, tutto.
Tramandare è ‘Dare’ agli altri e alle nuove generazioni ma con una ‘Trama’, ovvero, con una regola, con una ricetta. La frase è posta appositamente nella zona adibita ai bambini, destinatari di questo dare.
La 'N' alla inglese è una congiunzione e la parola quindi diviene: ‘Trama e Dare’, ma ricorda anche il termine rock 'n' roll, nell’immaginario sempre collegata a qualcosa di energico, giovanile. Elemento innovativo che le nuove generazioni possono dare alle tradizioni che gli vengono tramandate.


CONVIVIeorUM
In latino sia ‘Convivium’ e quindi pasto da condividere assieme, che ‘Eorum’ - loro - ad indicare che il convivio del cibo andrebbe eseguito non solo tra amici, ma anche con gli altri, anche con gli stranieri e i diversi.

NOW I AM HERE
MUM

Questo testo è suddiviso in due parti e installato su due prospetti differenti dello stesso edificio, tale che la lettura completa venisse eseguita in un momento successivo.
La prima parte, Now I am here, è riferito a chiunque fosse presente lì in quel momento di festa, rendere consapevoli i fruitori del festival di porre attenzione alla loro presenza in questo momento di festa, di dare valore al loro esserci. Una rivisitazione della locuzione latina Hic et Nunc.
Leggendo però la seconda parte, Mum, la frase acquista un altro significato, “Ora sono qui, mamma” ed è dedicato a tutti coloro che ritornano a Foggia e dalle loro mamme e famiglie.


Tutte le frasi hanno anche un livello di significato autoreferenziale:
- Mother: soul food è un omaggio alla madre dell’artista, anima della sua famiglia d’origine.
- Filius: riferito a un figlio della città che ritorna per la città.
- Trama’n’dare: l’intervento artistico permette alla città di riscoprire elementi e trame storiche essenziali.
- Convivi eor um:  l’intervento artistico come momento di condivisione delle tradizioni e della storia nonché di felicità.
- Now i am here / mum: è riferito anche a Romano Baratta: ora sono qui, ma poi leggendo dietro mum, il significato assume sia il significato di, ‘mamma, ora sono qui da te’, ma mamma intesa non solo come madre naturale ma anche come città madre. Il ritorno nei luoghi di origine è sempre connesso al concetto di madre.

Libando, 20 - 22 aprile 2018. Foggia. Puglia.
#FFFrb   #libando18    #cucinamadre
Romano Baratta Lighting Studio
www.romanobaratta.com

sabato 14 aprile 2018

Foggia, Libando 2018, la quinta edizione nel segno della cucina madre e della cultura della luce [VIDEO]

di Nico Baratta


A partire dal 20 aprile e fino al 22, con un’anticipazione del 19, prenderà il via la quinta edizione di “Libando, Viaggiare Mangiando”, l’urban food, anche detto street food, tanto atteso nel capoluogo dauno, che nelle scorse edizioni ha riscosso successo.

Quest’anno il tema principale è la Cucina Madre, un chiaro richiamo all’anima e non al tecnicismo dell’arte culinaria, dove la trasmissione della cultura gastronomica passa di generazione in generazione attraverso la figura femminile. Sui social già spopolano gli hashtag #libando18 e #cucinamadre, indicazioni vincenti.

Già di successo da ben quattro edizioni, dal maggio 2014, quest’anno Libando sarà anche “Cultura della Luce”. Difatti le vie storiche della Foggia antica saranno illuminate da giochi di luci artisticamente studiate. Una performance in continua evoluzione, contemporanea, che conferirà calore e colori, atmosfere, sublimemente architettate dal Light Artist & Lighting Designer Romano Baratta, premiato con il “Lighting Design Award” tra i quaranta migliori light designer "under 40" del Mondo, a Londra presso la London Hilton Park Lane, nel maggio 2017. Romano Baratta è un foggiano DOC, ma vive a Gallarate, perciò per lui sarà un ritorno nella casa madre, nella sua amata città. Una performance voluta fortemente dal Comune di Foggia e precisamente dall’Assessore alla Cultura, Anna Paola Giuliani, e dal Dirigente Carlo Dicesare. Romano Baratta sarà supportato operativamente dal prezioso contributo dei ragazzi del 4° e 5° anno del Liceo Artistico G. Perugini di Foggia, che fruiranno di crediti formativi come “Alternanza Scuola Lavoro”, tra cui Vicenzo Baratta, al quarto anno del Liceo, che curerà la parte fotografica della performance di Romano Baratta.


“Libando, Viaggiare Mangiando” è il connubio tra il gusto vero del convivio e dello stare insieme. La manifestazione è promossa dal Comune di Foggia, Assessorato alla Cultura, in collaborazione con l’associazione “Di terra di mare” di Ester Fracasso e Maria Pia Liguori, con l'impresa creativa Red Hot, la Streetfood Italia, Le Mamme dei Vicoli e di Asernet. Inoltre vedrà la partecipazione di Fulvio Guerra responsabile dell’attività start-up “Velò”, un corriere su pedali che consegna tutto nel rispetto dell’ambiente, con l’obiettivo di ridurre al minimo l’emissione di CO2. Madrina dell’evento sarà la nota conduttrice di “Cotto e mangiato” Tessa Gelisio.

All’evento parteciperanno molte aziende locali e chef e cuoche locali e di fama nazionale, quali Faby Scarica, vincitrice di Top Chef con la seconda classificata Cinzia Fumagalli, ci saranno i foodblogger de 'La Cucina del Fuorisede' e Donna Nunzia, la signora dei bassi di Bari vecchia famosa per le sue orecchiette: Sarà anche quel prezioso contenitore per lanciare nuove sfide e nuovi temi, con altrettanti spazi culturali. Uno fra tutti “Librando, Leggere Mangiando” quella sezione di incontri letterari con il cibo, professionalmente curata dalle scrittrici Chiara Cesetti, Natalia Cattelani e Maria Gallo. E se c’è cultura, c’è anche l’arte. Difatti, oltre alla light performance, a Libando prenderà spazio quella fotografica, con il Foto Cine Club di Foggia che tratterà il tema Cucina Madre. Libando è anche spazi per i più piccoli, con “Vilaggio Libandino”, spazi per laboratori didattici con bambini e famiglie al seguito.

L’intuizione è vincente e anche quest’anno sortirà successo. Tutti a Foggia ne sono convinti perché di giorno in giorno cresce la voglia di partecipazione e, da parte dei protagonisti, di mettersi in gioco. Un successo acclarato poiché da tutta l’Italia stanno giungendo prenotazioni, chiamate, semplici informazioni per farne parte, da utenti. Ciò incoraggia organizzatori e cittadini a far bene. Del resto Libando oltre ad essere lo street food è diventato l’esempio tangibile di come fare economia, cultura, marketing territoriale; con il “Turismo ed enogastronomia, due leve per lo sviluppo”, seminari dedicati, si metteranno a confronto relatori importanti del settore e giornalisti.

 [Il video integrale della conferenza stampa dell'11 apr 2018, presso la Sala Fedora al Teatro Giordano di Foggia]

La manifestazione terminerà con una novità assoluta introdotta quest’anno, il Premio Libando.

Libando si articolerà nella Foggia antica, e precisamente a Piazza Purgatorio, Piazza De Sanctis (davanti la Cattedrale), Via Duomo e Piazza C. Battisti (davanti il Teatro Giordano), su Corso V. Emanuele e Piazza Marconi, inoltre sarà presente davanti al Museo Civico e al Circolo Daunia.

“Libando Viaggiare Mangiando” è patrocinato dalla Regione Puglia, da Puglia Promozione, dal Corpo Consolare Puglia Basilicata Molise, da Symbola - Fondazione per le Qualità Italiane, da Federturismo Confindustria, dal Distretto Produttivo Puglia Creativa, dalla Confcommercio Foggia.

E come ha scritto Romano Baratta nel LightScape, l’Urban Lighting Visual Landscape presentato al Comune di Foggia, Libando con le sue atmosfere di luci sarà “il giusto innesco creativo”.

 
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martedì 10 gennaio 2017

Le iniziative del Comune di Foggia per l’emergenza maltempo

“Desidero esprimere un ringraziamento, a titolo personale ed istituzionale, ai volontari della Croce Rossa Italiana che, in collaborazione con il servizio di Pronto Intervento Sociale dell’Amministrazione comunale, nelle notti del 5, 6, 7 ed 8 gennaio hanno prestato assistenza ai senzatetto ed ai viaggiatori in partenza dalla stazione ferroviaria di Foggia”. Così il sindaco di Foggia, Franco Landella, nel commentare il lavoro della Croce Rossa Italiana e del servizio di Pronto Intervento Sociale dell’Amministrazione comunale.
“Un’attività meritoria ed encomiabile, posta in essere in presenza del momento di maggiore rigidità delle temperature. Grazie all’impegno e alla generosità dei volontari della Croce Rossa coloro i quali, in particolare persone anziane, erano presenti all’interno della stazione, anche in ragione dei ritardi che si sono registrati sul fronte dei collegamenti ferroviari, sono stati assistiti con bevande e cibi caldi e con coperte ed indumenti utili a scongiurare il rischio di ipotermia – afferma il primo cittadino –. Ancora una volta la Croce Rossa Italia, nello specifico la sua Area Emergenza, e l’assessorato alle Politiche Sociali del Comune di Foggia hanno dimostrato sul campo senso di responsabilità ed attenzione per le fasce sociali più in difficoltà. Un grazie, a nome dell’intera comunità cittadina, va dunque al presidente della Croce Rossa Italiana della provincia di Foggia, Raffaele Disabato, al delegato della Croce Rossa Italiana per l’Area Emergenza, Giuseppe Rinaldi, a tutti volontari impegnati in queste notti e, ovviamente, a coloro i quali, per conto dell’assessorato comunale alle Politiche Sociali, si sono occupati di un servizio di straordinaria importanza e delicatezza”.
A questi interventi, inoltre, si aggiungono le iniziative che il camper del servizio Pronto Intervento Sociale dell’assessorato comunale alle Politiche Sociali sta mettendo in campo con cadenza quotidiana. Dalle 19.00 alle 24.00 di ogni giorno, infatti, il camper gira per le strade della città al fine di intercettare eventuali richieste di aiuto e in stretto collegamento con la Caritas Diocesana provvede a collocare la persona bisognosa.
Al momento sono in tutto 100 i posti letto: 50 presso la Caritas Diocesana; 15 presso la Parrocchia Gesù e Maria; 20 presso la Parrocchia S. Alfonso (finanziato dal Comune di Foggia); 8 presso la Parrocchia SS. Salvatore; 5 presso la Parrocchia S. Michele; 2 presso la Basilica Cattedrale. Attualmente ci sono 3 posti ancora liberi per uomini e 1 per donna. A coloro che rifiutano l’offerta di un posto letto, si cerca di far accettare almeno una coperta. 
In previsione di un peggioramento della situazione, si stanno allestendo altri 15/20 posti letto presso la parrocchia Spirito Santo ed anche la parrocchia di S. Antonio ha messo a disposizione dei locali, al fine di approntare un altro eventuale dormitorio d’emergenza. 
“L’attività che il Comune sta mettendo in campo – dichiara il vicesindaco di Foggia ed assessore comunale alle Politiche Sociali, Erminia Roberto – si sta sviluppando in stretta sinergia con la Caritas Diocesana, in modo da integrare i diversi interventi. È innanzitutto in situazioni come questa che occorre dare senso e valore alla parola solidarietà. In quest’ottica di fondamentale importanza, vista la portata dell’ondata di maltempo e le temperature rigidissime che si sono registrate e che continueranno a registrarsi, è la funzione svolta dal servizio di Pronto Intervento Sociale. Il presidio della città, assieme alle meritevoli azioni del variegato mondo dell’associazionismo, permette una costante vigilanza delle situazioni maggiormente a rischio e di fornire una prima ed immediata risposta”. L’appello rivolto ai cittadini è quello di contribuire a questa attività di assistenza, fornendo, laddove possibile, coperte, lenzuola, cuscini, materassi in ottimo stato, vestiti invernali, reti o brande in buono stato. È infatti possibile consegnarli tutti i giorni, anche domenica e festivi, dalle 07.30 alle 23.00 presso la Casa di Accoglienza Caritas ‘Santa Maria del Conventino’ in via Orientale 24 a Foggia”.

[Foggia innevata gennaio 2017 - foto by Vincenzo Baratta]

lunedì 15 agosto 2016

Foggia è «Una città senza gioia», il monito di Mons. Pelvi

L'Editoriale di Nico Baratta

Nel pre-Ferragosto, nel giorno della festa più sentita dai foggiani, dopo quella del 22 marzo, e dopo la consueta e sempre attesa e partecipata processione del 14 agosto, Mons. Vincenzo Pelvi, Arcivescovo Metropolita dell’Arcidiocesi Foggia-Bovino, bacchetta la città. O meglio, nell’omelia della celebrazione eucaristica pomeridiana, svolta in Cattedrale, lancia un monito che pare essere una fustigazione.
Foggia è «Una città senza gioia».
Ad ascoltare il prelato, ex militare (era cappellano delle Forze Armate, ricoprendo il grado di Generale di Corpo d’Armata), vi sono le massime cariche politiche cittadine –Sindaco e qualche assessore e consigliere comunale-  e quelle istituzionali e militari (in realtà i loro sostituti in seconda, come accade sempre, d'altronde in queste occasioni liturgiche). 
Con «Una città senza gioia» tuona Mons. Pelvi che non si risparmia sui dettagli, imbastendo con sapiente e certosina pazienza un’omelia che pian piano diventa la tela della verità. Energicamente Sua Eccellenza descrive una Foggia sofferente, con profonde ferite e dilaniata dal consumismo. Punta il dito sui piaceri quotidiani e sul modus pensandi che la collettività locale da un po’ di anni ha adottato per far fronte alle veniali necessità non solo personali ma di chi gli chiede di trarne vantaggio. Un rimprovero che scuote i fedeli –per chi lo ha attentamente ascoltato- che annuiscono col capo ad ogni sua affermazione, spesso rivolgendo lo sguardo verso le cariche politiche, istituzionali e militari presenti alla celebrazione. Mons. Pelvi, uomo e prelato con indiscussa educazione cattolica e formazione militare, non le manda a dire. Incalza, e non sbaglia, asserendo che Foggia è pervasa da un clima d’indifferenza, che necessita di condivisione, di altruismo. 
Alla fine della celebrazione eucaristica, come di consueto, i fedeli presenti in Cattedrale si sono soffermati tra loro, per gli auguri e qualcuno per commentare le parole di S.E. Mons. Pelvi. Rivolgendo impavidamente l’orecchio oltre il rispettoso confine –è mestiere del giornalista…e non ce ne scusiamo- si son potuti “origliare” commenti non a suo favore: qualche fedele ha trepidamente bisbigliato che da quando si è insediato, pur avendo partecipato a incontri con i malati, non ha mai incentrato la sua “missione” sugli emarginati “riposti” nelle strutture medicali. Ora, non sappiamo se questo risponda a verità. Pertando invitiamo Mons. Pelvi a una smentita poiché a noi risulta che lui c’è e c’è stato.
Tuttavia, questo 15 agosto 2016 non verrà chiuso nel dimenticatoio, e Mons. Pelvi siamo certi che ricorderà al momento opportuno quanto oggi detto, sperando che chi lo ha ascoltato possa trarne spunto per migliori gestioni, amministrazioni, azioni, decisioni e responsabilità.
Foggia ne ha bisogno e un uomo può far la differenza.

Ad Maiora!

[Nella foto la Madonne dei Sette Veli in processione - ph Vincenzo Baratta]

mercoledì 13 luglio 2016

Il jazz onora il Giordano con il James Carter Organ Trio [Video]

di Nico Baratta

Ancora una volta Foggia offre grande musica. Con il “Giordano In Jazz 2016 – Summer Edition”, organizzato dal Comune attraverso l’Assessorato alla Cultura, in collaborazione con il Moody Jazz Cafè, sul palco di Piazza Cesare Battisti, dove risiede il Teatro Umberto Giordano, si è esibito il James Carter Organ Trio. Un successo che ha le sue origini nella musica, nella tradizione e conoscenza più profonda del jazz, nella poliedricità di James Carter e nella sua duttilità nel plasmare le note in funzione degli strumenti musicali utilizzati. Foggia ha gradito, e molto.
James Carter è una vera “leggenda vivente” del jazz. È “il polistrumentista” che suona tutti i sassofoni, da quello baritono a quello  soprano, con una preferenza per il tenore, e padroneggia ogni tipo strumento a fiato, clarinetti e flauti compresi, ma particolarmente quelli ad ancia (strumenti che hanno una sottile linguetta mobile la cui vibrazione fa suonare gli strumenti a fiato). Con ciò James ha un vastissimo repertorio di brani unici e spesso inediti. Degli strumenti ad ancia Carter è un vero conoscitore e ne possiede una vasta collezione. Pieno di talento sin da giovane età, ha esordito sul palcoscenico nel 1986, a 17 anni, con Wynton Marsalis entrando nello stesso anno del “New York Organ Ensemble” di Lester Bowie. Il suo primo album (1994) ne decreta immediatamente la fama: viene subito definito come uno dei migliori sassofonisti della sua generazione. Ciò che colpisce di più di Carter è l'eclettismo delle scelte musicali. Un’incredibile diversità che lo ha fatto esprimere in diversi generi, dagli standard classici al funk più elettrico,  dal bob al jazz anni ’20, dall’R’n B al funk.  Nel giugno 2004, James Carter incontra l’organista Gerard Gibbs e il batterista Leonard King Jr., nel corso di una session dal vivo, in uno dei jazz club più antichi di Detroit -città d'origine di Carter- il "Bakers Keyboards Lounge". Immediatamente, si crea fra i tre uomini un’alchimia speciale che stupisce il pubblico. Così, Carter propose la creazione dell’Organo Trio: l'inizio di una nuova, meravigliosa avventura musicale. In seguito, al posto di King, è entrato a far parte del gruppo il batterista Alex White.
Proprio nella definitiva formazione Carter-Gibbs-White il trio si è esibito a Foggia.

Ad Maiora! 


video and editing by 
Nico Baratta
photo by Vincenzo Baratta
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