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martedì 26 marzo 2019

È sul tetto d'Europa. Il foggiano Romano Baratta Lighting Studio insignito del prestigioso premio "Designer Awards"


Per la categoria "Lighting Designer of the Year 2019" for Northern Italy il Lighting Studio di Romano Baratta, foggiano D.O.C., ha ricevuto il prestigioso premio che colloca il giovane ligthting designer e light artist sulla vetta d'Europa.

Il premio è indetto dalla nota rivista inglese di settore LUXlife che analizza il lavoro e la qualità progettuale degli studi di lighting design nelle varie nazioni. Lo studio suddetto è stato giudicato il migliore nel Nord Italia ed essendo risultato primo tra quelli analizzati in tutta Europa, figura il migliore nel continente.

«Questo progetto ci onora e ci premia per l’immensa dedizione che dedichiamo al miglioramento dell’illuminazione negli spazi - ha affermato Romano Baratta, contattato dalla Redazione -. La continua ricerca è alla base del nostro modo di operare. Per noi la luce non è solo tecnica ma è soprattutto benessere e identità. La nostra volontà è di offrire sempre nuovi modi di intendere lo spazio e aprire nuove frontiere dell’esperienza ambientale. Comunicare e rendere lo spazio un luogo dove l’eleganza e la bellezza si manifestano - ha chiosato il giovane lighting designer e light artist -».

#orgogliofoggiano

LIFE.   LIGHT
light art ‘n lighting design

Romano Baratta Lighting Studio
light art & lighting design

worldwide selected Study

International Lighting Design Survey 2017 and 2018.
Arc magazine. UK

40underForty. Lighting Magazine. UK
Among the best 40 lighting designers in the world

mercoledì 7 novembre 2018

Genova, nuovo ponte. Per Romano Baratta è opportuna un’illuminazione eco-friendly per non dimenticare

Da un foggiano, Romano Baratta, Ligh Artist e Lighting Designer, un progetto innovativo per illuminare il nuovo ponte di Genova, quello da ricostruire al posto del "Morandi", sul torrente Polcevera. Nel comunicato sono ben descritte le installazioni, con foto e video.


«Semplice, evocativa e comunicativa: così sarà l’illuminazione del nuovo ponte di Genova che sostituirà quello crollato il 14 agosto» spiega Romano Baratta, Light Artist e Lighting Designer tra i migliori 40 al mondo under 40.

«Sarà un intervento ibrido tra light art e lighting design. Un nuovo skyline notturno di livello internazionale.
La luce può rendere monumentale un’area che lo richiede. Può dare identità a un luogo antico o a un altro che, seppur recente, è andato distrutto o crollato.
Un monumento leggero –continua Romano Baratta- per non appesantire ulteriormente l’anima di una città gravemente colpita.
Un monumento di luce che silentemente grida al mondo.
L’architettura del ponte che ci sarà non è rilevante. L’idea è adattabile a qualsiasi struttura».

 
«Una illuminazione che informa sul livello di qualità dell’aria: un ponte che smista e riduce il traffico, non può annullare l’inquinamento atmosferico –incalza Baratta-, ma può essere capace di informare la cittadinanza sul livello di bontà dell’aria. L’illuminazione sarà funzionale al benessere cittadino e farà aumentare il senso critico in merito alla tematica.

Il ponte fino alle 24.00 sarà un rilevatore dell’inquinamento dell’aria.
Luce azzurra per l’aria pulita.
Luce gialla per l’aria mediocre.
Luce rossa per l’aria inquinata. 



Dalle 24.00 si attiverà il ricordo. L’essenza del ponte Morandi, i piloni e gli stralli si manifesteranno con la luce per rievocare la loro presenza fisica. Elementi luminosi che sembreranno delle figure umane che allargano le braccia per unire due parti della città ferita.
Per non dimenticare.

Per non dimenticare i sacrifici di chi permise questa grande opera e chi ha perso la propria vita. 


Il ricordo è sterile se fine a se stesso; ma –conclude il Light Artist e Lighting Designer Romano Baratta- se il ricordo diventa un monito ma soprattutto azione per il miglioramento fattivo, allora le vite andate perse sono motivo di speranza».

#pernondimenticare #lightingpontegenova

 

mercoledì 15 agosto 2018

Foggia, con OBERTY GROOVE AND VIALANZA LIGHTSCAPE, il Ferragosto Light Art è targato Romano Baratta

Le città necessitano di una luce migliore, di una regia capace di esaltare le caratteristiche urbane e architettoniche e permettere alle persone di viverle meglio, godendo delle bellezze, della cultura e della storia. Tutte le città hanno qualcosa da raccontare. Tutte hanno una identità che è fondamentale far emergere. Un mezzo, quello della luce, che può essere veicolo di marketing e quindi anche motore economico.

Oberty Groove e Vialanza Lightscape sono due installazioni di lighting design volute dall’amministrazione comunale in particolar modo dall’assessore Anna Paola Giuliani e del dirigente Carlo Dicesare per esaltare il paesaggio visivo della città per la giornata del 15 di agosto. Un regalo alla cittadinanza in questo giorno di festa.

Oberty Groove vuole evidenziare un monumento importante della città che non è percepito come tale nonostante sia uno dei simboli di Foggia. Si propone quella che potrebbe o meglio dovrebbe essere l’illuminazione di questo monumento. Un intervento di lighting design basato sulla lettura architettonica e storica del monumento, tale da far emergere delle informazioni poco note agli stessi foggiani. Un omaggio ad un grande progettista neoclassico, Luigi Oberty, che Foggia ha avuto l’onore di vedere all’opera.

Vialanza Lightscape, come già dimostrato il 26 luglio, è un nuovo modo di concepire l’illuminazione per le aree pedonali, dove la luce rende il percorso più attraente, conviviale e accogliente. Facilita le relazioni umane e il pensiero positivo. E’ il primo esempio di percorso pedonale di questo genere. Il 27 luglio molti cittadini e commercianti, durante il disallestimento, hanno palesato la loro volontà di mantenere questa illuminazione come permanente. Un evidente segnale che la luce è una forma di comunicazione semplice e diretta, di cui non è necessario conoscere le regole e ne essere dei tecnici per comprenderne i messaggi, ma basta viverla.

Durante i giorni di Light Art il servizio fotografico e video sarà curato dall’Artistic Photographer Vincenzo Baratta.

La luce può migliorare il territorio e permettere alle persone di vivere meglio nelle città. Romano Baratta per il 15 agosto darà un esempio di come è possibile.

Passeggiavo nella solita giungla e
nel solito frastuono di luci.
Ad un tratto una melodia visiva mi invadeva e
mi rendeva leggero in una partitura luminosa.
E’ stato come viaggiare.

15 agosto 2018. Foggia. Puglia.
#obertygroove #vialanzalightscape #pronaofoggia

Romano Baratta Lighting Studio

www.romanobaratta.com

venerdì 10 agosto 2018

1943 di Romano Baratta. Il video del Light Art. Foggia. Giornata della Pace.

[ "1 9 4 3 bomb" di Romano Baratta - foto Vincenzo Baratta]

22 luglio 1943. Una data indelebile nella storia di Foggia. Annus Horribilis il 1943, che ha visto decimare la popolazione foggiana e polverizzare una intera città sotto i bombardamenti anglo-americani. Una città tra le più importanti del meridione annientata. L’anno zero, da cui ricominciare.

Il video dell'installazione:


Foggia è come una fenice, risorge dalle sue ceneri. E’ questo il messaggio che questo intervento di Light Art vuole comunicare. Non è possibile distruggerla. Non è stato possibile nel seicento e nel settecento per azione del terremoto. Non è stato possibile nella seconda guerra mondiale e non lo sarà per mano di nessuno in futuro. La memoria è un valore e Foggia vuole ricordare questo avvenimento per non dimenticare.

1 9 4 3 è una installazione di light art, voluta dall’amministrazione comunale in particolar modo dall’assessore Anna Paola Giuliani e del dirigente Carlo Dicesare, che narra alla comunità le qualità di cui è portatrice. La capacità di non piegarsi mai nonostante le alti fiamme, e risorgere dalle proprie ceneri, eleganti e vigorosi. Storia, emozioni e identità alla base dell'intervento. Un racconto storico tramite la luce. Light art come recupero storico e veicolo di marketing per far emergere l’identità di un territorio.

Il punto focale dell’intervento sono le emozioni collegate a quell’anno funesto:

Tomento, angoscia, dolore.

Un intervento, che per due giorni vuole far meditare sull’accaduto per non dimenticare. Non nascondere quella profonda cicatrice che è parte di tutti della propria identità. Il Teatro Giordano assurge ad emblema della città. L’interno come una anima tormentata e dolorante, mentre l’esterno come corpo restaurato, vigoroso ed elegante, dalla quale ripartire.

Giornata della Pace. 22 luglio 2018. Foggia. Puglia.
#1943bomb #pernondimenticare

ad un tratto mille bagliori colpiscono il cuore,
ricordi profondi che non svaniscono al tramonto.
Indelebili lampi assordanti.
il giorno rinasce, ma ora la luce si staglia sui volti 
nell’eleganza splendente del nostro avvenire.

sabato 21 luglio 2018

"1 9 4 3 bomb", così Foggia con Romano Baratta commemora quel tragico bombardamento del 22 luglio

Dopo Libando, Romano Baratta farà affiorare i profondi sentimenti che ci portiamo dietro da quel mai lontano e orribile 1943.

A Foggia, il 22 luglio 2018, si commemora la “Giornata della Pace”. Romano Baratta, Light Artist e Light Designer, curerà la scenografia luminosa dell’evento, delle vie limitrofe e del Teatro, in particolare il palco dove la famosa cantante Ornella Vanoni, con le sue canzoni, in piazza Cesare Battisti davanti al Teatro Giordano, ricorderà questo evento. “1943 bomb” sarà l’intervento artistico ideato e curato da Romano Baratta, #pernondimenticare ciò che Foggia vuol ricordare e proporre ai posteri, perché la storia è un valore culturale, denso di avvenimenti che hanno caratterizzato Foggia. Le fotografie artistiche che immortaleranno la scenografia saranno curate dall'Artistic Photographer Vincenzo Baratta.

22 luglio 1943. Una data indelebile nella storia di Foggia. Annus Horribilis il 1943, che ha visto decimare la popolazione foggiana e polverizzare una intera città sotto i bombardamenti anglo-americani. Una città tra le più importanti del meridione annientata. L’anno zero, da cui ricominciare.

Foggia è come una fenice, risorge dalle sue ceneri. E’ questo il messaggio che questo intervento di Light Art vuole comunicare. Non è possibile distruggerla. Non è stato possibile nel seicento e nel settecento per azione del terremoto. Non è stato possibile nella seconda guerra mondiale e non lo sarà per mano di nessuno in futuro. La memoria è un valore e Foggia vuole ricordare questo avvenimento per non dimenticare.

1 9 4 3 è una installazione di light art, voluta dall’amministrazione comunale in particolar modo dall’assessore Anna Paola Giuliani e del dirigente Carlo Dicesare
, che narra alla comunità le qualità di cui è portatrice. La capacità di non piegarsi mai nonostante le alti fiamme, e risorgere dalle proprie ceneri, eleganti e vigorosi. Storia, emozioni e identità alla base dell'intervento. Un racconto storico tramite la luce. Light art come recupero storico e veicolo di marketing per far emergere l’identità di un territorio.
Il punto focale dell’intervento sono le emozioni collegate a quell’anno funesto:
Tomento, angoscia, dolore.
Un intervento, che per due giorni vuole far meditare sull’accaduto per non dimenticare. Non nascondere quella profonda cicatrice che è parte di tutti della propria identità.  Il Teatro Giordano assurge ad emblema della città. L’interno come una anima tormentata e dolorante, mentre l’esterno come corpo restaurato, vigoroso ed elegante, dalla quale ripartire.

#1943bomb #pernondimenticare

ad un tratto mille bagliori colpiscono il cuore,
ricordi profondi che non svaniscono al tramonto.
Indelebili lampi assordanti.

il giorno rinasce, ma ora la luce si staglia sui volti
nell’eleganza splendente del nostro avvenire.


Romano Baratta Lighting Studio

www.romanobaratta.com

venerdì 8 giugno 2018

CHANGE, Ciacianella’s Story, la perfomance light di Romano Baratta al Street Sound 2018 di Lucera


Nella suggestiva Stretta di Ciacianella nel centro storico di Lucera, questo anno Street Sound, ha inaugurato con CHANGE. Ciacianella’s Story  di Romano Baratta, un lightscape che ha illuminato la strada più stretta del mondo. Un’opera urbana dove la luce ha dialogato con l’architettura, le pietre, la storia e le leggende che avvolgono questo angolo di città.

Storia, cultura e tradizione alla base dell'intervento per dar la giusta importanza ad uno dei luoghi più intriganti di Lucera. Un lightscape capace di far emergere l’identità di questo luogo e una storia che pochi conoscono. La strada più stretta del mondo è avvolta da racconti, storie e atmosfere che sono andate perse e che sono anche sconosciute agli stessi abitanti di Lucera.


CHANGE è un progetto di light art che modifica il paesaggio visivo urbano, comunica e fa emergere gli elementi basilari di un angolo centrale nella vita passata della città. Il punto focale dell’intervento è il nome stesso del Vico: Stretta di Ciacianella. La domanda è scontata: Chi è Ciacianella? Perché è rimasta nella memoria cittadina il suo soprannome? Ciacianella era un cantiniere che qualche secolo fa amava intrattenere i suoi clienti con chiacchiere, pettegolezzi e piaceva circondarsi di viveur con cui stare e passare il tempo. Perché quindi il soprannome Ciacianella? La sua origine è da rifarsi al termine latino “iacere”, poi a “iaciare” fino ad arrivare a “ciaciare” da cui Ciacianella, ovvero, colui che ciacia. Colui che parla, chiacchiera ma anche colui che fa godere e piace godere e giacere nella goduria. Il vino, il prodotto tipico di Lucera, è, dopotutto, sorgente di piaceri e di chiacchiere.

Il rosso del vino è il colore assunto per caratterizzare questo lintervento di light art. La stretta è stata investita totalmente da una intensa luce rossa. Un varco, una porta verso il vino, verso l’antica cantina. Il varco per la conoscenza di una storia andata perduta. Il varco per un cambiamento per chi lo oltrepassa. Un bagno, quindi, di luce rossa alla quale sottoporsi per ricevere un battesimo di cambiamento: vedere differentemente la propria storia, quella cittadina e dei proprio monumenti e luoghi del cuore. Vederli con occhi nuovi e attenti.


L’installazione era composta da tre scritte. Una didascalica, che introduceva il visitatore ad immergersi nell’ambiente che una volta contraddistingueva la stretta, ovvero la Cantina. Le altre due scritte invece rendevano visibile l’origine delle parole Ciacianella e Lucera.


IACERE > IACIARE > CIACIARE > CIACIANELLA

LUX > LUXERI > LUXERA > LUCERA

La notte giunge lenta e oscura per lestradine della città,
mentre si ode un vociare lontano che pian piano aumenta.
Un intenso bagliore rosso affiora da una strettoia
come varco di un tempo antico.

Rassicuranti riflessi che ci raccontano momenti
passati di svago dove il riposo e le parole nutrivano i cuori.
Storie perse che emergono dal buio attraverso
la convivialità di una luce che fu.



CHANGE è, quindi, un racconto storico mediante la luce, nella città della luce, dove la narrazione viene vissuta attraverso le sensazioni che sprigiona il lightscape nonché attraverso la lettura delle scritte, le atmosfere e le emozioni che avvolgono l’interno intervento urbano.

Un intervento che ci ha fatto tornare dietro nel tempo alla scoperta di momenti vissuti.
Un’opera urbana dall’impatto teatrale che vuole far cambiare l’approccio alla città e alle persone, attraversando un semplice varco stretto. Attraversando la stretta illuminata.




Organizzazione: Giuseppe Toziano
Service Luci: Solanima – Carlo Giordano
Photo: Vincenzo Baratta
Si ringrazia per la collaborazione la famiglia Follieri e l'avvocato Intiso

Romano Baratta (nella foto)
25 maggio 2018. Lucera. Puglia.
#CHANGErb #ciacianellastory  #streetsound18

mercoledì 23 maggio 2018

CHANGE. Ciacianella’s Story di Romano Baratta a Lucera per Street Sound 2018

Dopo Libando, Romano Baratta farà emergere un pezzo di storia persa della città di Lucera.
Nella suggestiva Stretta di Ciacianella nel centro storico di Lucera, quest’anno Street Sound, inaugura con CHANGE. Ciacianella’s Story  di Romano Baratta, un lightscape che illuminerà la strada più stretta del mondo. Un’opera urbana dove la luce dialogherà con l’architettura, le pietre, la storia e le leggende che avvolgono questo angolo di città. L’installazione sarà immortalata fotograficamente da Vincenzo Baratta, che ha già consegnato alla storia le affascinanti immagini di Libando 18 svolto a Foggia.

Storia, cultura e tradizione alla base dell’intervento per dar la giusta importanza ad uno dei luoghi più intriganti di Lucera. Un lightscape capace di far emergere l’identità di questo luogo e una storia che pochi conoscono. La strada più stretta del mondo è avvolta da racconti, storie e atmosfere che sono andate perse e che sono anche sconosciute agli stessi abitanti di Lucera.

CHANGE è un progetto di light art che modifica il paesaggio visivo urbano, comunica e fa emergere gli elementi basilari di un angolo centrale nella vita passata della città. Il punto focale dell’intervento è il nome stesso del Vico: Stretta di Ciacianella. Chi è Ciacianella? Un uomo o una donna? Un abitante della via o un commerciante? Perché è rimasta nella memoria cittadina il suo soprannome?
CHANGE è quindi un racconto storico mediante la luce, dove la narrazione viene vissuta attraverso le sensazioni che sprigiona il lightscape nonché attraverso le atmosfere e le emozioni che avvolgono l’interno intervento urbano.

Un intervento che ci fa tornare dietro nel tempo alla scoperta di momenti vissuti.
Un’opera urbana dall’impatto teatrale che vuole far cambiare l’approccio alla città e alle persone, attraversando un semplice varco stretto.


La notte giunge lenta e oscura per le stradine della città,
mentre si ode un vociare lontano che pian piano aumenta.
Un intenso bagliore rosso affiora da una strettoia
come varco di un tempo antico.

Rassicuranti riflessi che ci raccontano momenti
passati di svago dove il riposo e le parole nutrivano i cuori.
Storie perse che emergono dal buio attraverso
la convivialità di una luce che fu.
 


Street Sound. 25 maggio 2018. Lucera. Puglia.
#CHANGErb #ciacianellastory #streetsound18

A Lucera il 25 maggio c’è STREET SOUND 2018



Storia, Cultura e Musica in strada. Stretta Ciacianella illumina la sua storia con Romano Baratta. Il 25 maggio, a partire dalle ore 18.00 – Lucera
#streetsound18 #CHANGErb #ciacianellastory

Tra i vicoli della storica e federiciana Lucera, in provincia di Foggia, il 25 maggio 2018 si svolgerà “Street Sound”. L’evento  è l’unione di molteplici stili musicali, durante una passeggiata culturale di fine maggio a Lucera, per aprire definitivamente le porte all’estate, attraverso la musica.
Differenti generi musicali per unire tutti in un momento di festa cittadina che vuole ergere Lucera a centro culturale e di movida serale.
Differenti locali proporranno musica e cibo a tema per tutti i gusti e palati, avvolgendo il centro storico in una serata di divertimento e intrattenimento.
La manifestazione, in collaborazione con il Comune di Lucera, nasce sia per movimentare la città, ma anche per raccogliere fondi per la realizzazione del mosaico di San Pardo, tramite la divulgazione dell’iban, prima, durante e dopo la manifestazione, del comitato “Lucera terra di Santi, Beati e Servi di Dio”:  IT73 T 05584 78440 0000000 13330


Quest’anno Street Sound avrà due Special Guest:
Romano Baratta, tra i migliori Light Artist e Lighting Designer al mondo – premiato tra i migliori 40 a livello mondiale – dopo Libando a Foggia effettuerà una installazione di luce urbana nella Stretta Ciacianella.
Storia, cultura e tradizione alla base dell’intervento per dar la giusta importanza ad uno dei luoghi più suggestivi e intriganti di Lucera. Un lightscape capace di far emergere l’identità di questo luogo e una storia che pochi conoscono. L’installazione sarà immortalata fotograficamente da Vincenzo Baratta, che ha già consegnato alla storia le affascinanti immagini di Libando 18 svolto a Foggia.
Si ringrazia Il Rotaract Club di Lucera e le seguenti attività commerciali: la fatina, personaggi e Lama Optical per il supporto.


Dopo Italia’s Got Talent a Mediaset, partecipazioni Rai, quest’anno sarà presente, direttamente dal Salento, il Batterista, percussionista, compositore, body percussion, mister Michele Baldassarre ‘Brino’ che per le vie del centro storico ci diletterà con i suoi colpi per una intera notte tutta da ricordare, all’insegna della buona musica, quella di strada che parte dal cuore.

Il percorso dello Street Sound 2018 che si terrà a Lucera il 25 maggio dalle 18 alle 24:

Via Federico II
il Bar monaco Giorgia Sax classica -pop (orario dalle18 alle 20)
Crema e cioccolato Dj Pedro ricio CUBAILANDO e Que viva la salsa latina-reggaeton-hip hop
(dalle 20 alle 24)


Via San Domenico
Casa Hemingway e Plato Fuerte Loca somos cubanos Cena cubana
(dalle 20 alle 24)

Via VI novembre
Lord Byron dj surprire 80-90- divertentismo-soft
(dalle 20 alle 24)

Piazza della Repubblica
Mercato 29 il sindacato dei suonatori dauni funky-blues-70
(orario dalle 22 alle 24)


Via Ardito Made in Naples cover Band di Pino Daniele
(orario dalle 20 alle 24)

Via Amicarelli
One Shoot dj Maverick techno-house
(dalle 20 alle 24 )

Gate Chillout- house
(dalle 20 alle 24 )

Cinaski Funky Piazza
(dalle 20 alle 24 )

Piazza Duomo
Cirasella-cremeria al Duomo -Martins pub. Big ball band cover band italiana
(dalle 21:30 alle 24)

Piazza Nocelli
N8 Madame Abernathy pop-rock
(dalle 20 alle 24)

Via Bovio
Bar Bovio Stefano Ant Deep house
(dalle 19 alle 24)

Piazza Ar
Hosteria Ar Manuel Battisti 100%vinyl wax
(dalle 22 alle 24)

Via d’Angicourt
Il mappamondo Sloth Machine italian rock
(dalle 20 alle 24)

Via De nicastri
Gola cena spettacolo Gianni Viola
(dalle 20 alle 24)

Comitato Lucera terra di Santi, Beati e Servi di Dio
Giuseppe Toziano
+39.320.1546186
giuseppe.toziano@gmail.com

giovedì 19 aprile 2018

Foggia, "FFF. Multiplicity Shape of Fire di Romano Baratta al Festival Libando"

Da oggi, in fase di allestimento, inizia l'avventura della quinta edizione di Libando, viaggiare mangiando, la più importante rassegna di urban e street food in Italia. Di seguito si pubblica il comunicato stampa di Romano Baratta, light artist e lighting designer, che "illuminerà" artisticamente la rassegna, un gioco di luci che sorprenderà tutti.


FFF. Multiplicity Shape of Fire di Romano Baratta al Festival Libando
La rassegna di street food che si svolge a Foggia è immerso in un lightscape avvolgente.

Nel suggestivo centro storico di Foggia, Libando, viaggiare mangiando, la più importante rassegna di street food in Italia, questo anno inaugura con FFF. Multiplicity Shape of fire  di Romano Baratta, un lightscape che vestirà il centro di Foggia a nuova luce. Un opera urbana totalizzante dove la luce dialoga con l’architettura in un percorso coinvolgente e conviviale, pieno di concetti sul mondo del cibo e sulla storia della città. Un’opera che unisce light art, lighting design, arte contemporanea e tradizione.

FFF è un progetto di light art e lighting design che modifica il paesaggio visivo urbano, comunica e fa emergere gli elementi basilari di un territorio. Al centro dell’intervento c’è il fuoco come elemento simbolico e basico del festival: il fuoco è all’origine della cucina, della città di Foggia ed è la prima fonte di luce artificiale. Il fuoco come focolare attorno al quale mangiare e stare assieme, viaggiando con i racconti e le proprie storie.


FFF è un racconto storico mediante la luce, dove la narrazione viene vissuta attraverso le sensazioni che sprigiona il lightscape e attraverso la lettura di parole sui palazzi antichi che pongono profonde riflessioni sulle tradizioni, sui legami, sull’attualità e sulla felicità.

Sul far della sera il riverbero
del fuoco si diffonde nelle vie,
caldo e profondo e infonde
al cuore l’antica scintilla
che accende e divampa.

La sua luce ravviva le
antiche strade e ci nutre
l’anima come l’abbraccio
di una madre.
Fiamme generatrici che
ci raccontano la storia
millenaria da dove tutto
ebbe inizio.


Libando. Dal 20 al 22 aprile 2018. Foggia. Puglia.
#FFFrb   #libando18 #cucinamadre
www.libando.com

sabato 14 aprile 2018

Foggia, Libando 2018, la quinta edizione nel segno della cucina madre e della cultura della luce [VIDEO]

di Nico Baratta


A partire dal 20 aprile e fino al 22, con un’anticipazione del 19, prenderà il via la quinta edizione di “Libando, Viaggiare Mangiando”, l’urban food, anche detto street food, tanto atteso nel capoluogo dauno, che nelle scorse edizioni ha riscosso successo.

Quest’anno il tema principale è la Cucina Madre, un chiaro richiamo all’anima e non al tecnicismo dell’arte culinaria, dove la trasmissione della cultura gastronomica passa di generazione in generazione attraverso la figura femminile. Sui social già spopolano gli hashtag #libando18 e #cucinamadre, indicazioni vincenti.

Già di successo da ben quattro edizioni, dal maggio 2014, quest’anno Libando sarà anche “Cultura della Luce”. Difatti le vie storiche della Foggia antica saranno illuminate da giochi di luci artisticamente studiate. Una performance in continua evoluzione, contemporanea, che conferirà calore e colori, atmosfere, sublimemente architettate dal Light Artist & Lighting Designer Romano Baratta, premiato con il “Lighting Design Award” tra i quaranta migliori light designer "under 40" del Mondo, a Londra presso la London Hilton Park Lane, nel maggio 2017. Romano Baratta è un foggiano DOC, ma vive a Gallarate, perciò per lui sarà un ritorno nella casa madre, nella sua amata città. Una performance voluta fortemente dal Comune di Foggia e precisamente dall’Assessore alla Cultura, Anna Paola Giuliani, e dal Dirigente Carlo Dicesare. Romano Baratta sarà supportato operativamente dal prezioso contributo dei ragazzi del 4° e 5° anno del Liceo Artistico G. Perugini di Foggia, che fruiranno di crediti formativi come “Alternanza Scuola Lavoro”, tra cui Vicenzo Baratta, al quarto anno del Liceo, che curerà la parte fotografica della performance di Romano Baratta.


“Libando, Viaggiare Mangiando” è il connubio tra il gusto vero del convivio e dello stare insieme. La manifestazione è promossa dal Comune di Foggia, Assessorato alla Cultura, in collaborazione con l’associazione “Di terra di mare” di Ester Fracasso e Maria Pia Liguori, con l'impresa creativa Red Hot, la Streetfood Italia, Le Mamme dei Vicoli e di Asernet. Inoltre vedrà la partecipazione di Fulvio Guerra responsabile dell’attività start-up “Velò”, un corriere su pedali che consegna tutto nel rispetto dell’ambiente, con l’obiettivo di ridurre al minimo l’emissione di CO2. Madrina dell’evento sarà la nota conduttrice di “Cotto e mangiato” Tessa Gelisio.

All’evento parteciperanno molte aziende locali e chef e cuoche locali e di fama nazionale, quali Faby Scarica, vincitrice di Top Chef con la seconda classificata Cinzia Fumagalli, ci saranno i foodblogger de 'La Cucina del Fuorisede' e Donna Nunzia, la signora dei bassi di Bari vecchia famosa per le sue orecchiette: Sarà anche quel prezioso contenitore per lanciare nuove sfide e nuovi temi, con altrettanti spazi culturali. Uno fra tutti “Librando, Leggere Mangiando” quella sezione di incontri letterari con il cibo, professionalmente curata dalle scrittrici Chiara Cesetti, Natalia Cattelani e Maria Gallo. E se c’è cultura, c’è anche l’arte. Difatti, oltre alla light performance, a Libando prenderà spazio quella fotografica, con il Foto Cine Club di Foggia che tratterà il tema Cucina Madre. Libando è anche spazi per i più piccoli, con “Vilaggio Libandino”, spazi per laboratori didattici con bambini e famiglie al seguito.

L’intuizione è vincente e anche quest’anno sortirà successo. Tutti a Foggia ne sono convinti perché di giorno in giorno cresce la voglia di partecipazione e, da parte dei protagonisti, di mettersi in gioco. Un successo acclarato poiché da tutta l’Italia stanno giungendo prenotazioni, chiamate, semplici informazioni per farne parte, da utenti. Ciò incoraggia organizzatori e cittadini a far bene. Del resto Libando oltre ad essere lo street food è diventato l’esempio tangibile di come fare economia, cultura, marketing territoriale; con il “Turismo ed enogastronomia, due leve per lo sviluppo”, seminari dedicati, si metteranno a confronto relatori importanti del settore e giornalisti.

 [Il video integrale della conferenza stampa dell'11 apr 2018, presso la Sala Fedora al Teatro Giordano di Foggia]

La manifestazione terminerà con una novità assoluta introdotta quest’anno, il Premio Libando.

Libando si articolerà nella Foggia antica, e precisamente a Piazza Purgatorio, Piazza De Sanctis (davanti la Cattedrale), Via Duomo e Piazza C. Battisti (davanti il Teatro Giordano), su Corso V. Emanuele e Piazza Marconi, inoltre sarà presente davanti al Museo Civico e al Circolo Daunia.

“Libando Viaggiare Mangiando” è patrocinato dalla Regione Puglia, da Puglia Promozione, dal Corpo Consolare Puglia Basilicata Molise, da Symbola - Fondazione per le Qualità Italiane, da Federturismo Confindustria, dal Distretto Produttivo Puglia Creativa, dalla Confcommercio Foggia.

E come ha scritto Romano Baratta nel LightScape, l’Urban Lighting Visual Landscape presentato al Comune di Foggia, Libando con le sue atmosfere di luci sarà “il giusto innesco creativo”.

 
©NicoBaratta all rights reserved - Tutti i diritti sono riservati.

venerdì 5 gennaio 2018

L’Intervista: Romano Baratta, Light Artist & Lighting Designer «Foggia deve farsi conoscere, sostenendo le sue eccellenze»



Qualche settimana fa pubblicammo un articolo, "«Che Villa Faragola diventi il rilancio per la Daunia» per Romano Baratta, lighting designer”, dove, appunto, Romano Baratta, noto Light Artist & Lighting Designer, foggiano D.O.C. ma residente a Gallarate, che da sempre segue e promuove il nostro territorio durante le sue opere, il suo lavoro, i suoi viaggi e lezioni universitarie, intervenne sul disastro che colpì uno dei centri archeologici più importanti della Capitanata. Il suo amore per il nostro territorio ha spinto il dott. Romano Baratta a non sottrarsi a dir la sua, anzi ha promosso, con un messaggio, la presa di coscienza e ripresa dei valori culturali e storici di chi può far ritornare al centro delle attenzioni istituzionali il tesoro della nostra bella Italia. Un tesoro spesso dimenticato da noi cittadini della provincia di Foggia, anche bistrattato dalle istituzioni locali che non riescono a far rete per rilanciare la nostra bellissima e unica Capitanata. Ciò lo testimonia soprattutto la storia, sempre lei, anche a distanza di oltre mille anni, che con Federico II di Svevia e dopo la rottura con la Chiesa, l'imperatore trovò le porte di Foggia chiuse, esclamando con dolore: «Fogia, cur me fugis, cum te fecit mea manus?», «Foggia, perché mi sfuggi, giacché la mia mano ti costruì?». E da lì si aprirono le porte ed i foggiani accolsero con entusiasmo e gratitudine l’Imperatore, lo “Stupor Mundi”. Un’apertura che tuttora c’insegna quanto sia importante aprirsi all’evolversi del tempo mantenendo intatti i valori, la storia, la cultura.

Premiato con il “Lighting Design Award” tra i quaranta migliori light designer "under 40" del Mondo, a Londra presso la London Hilton Park Lane, dalla rivista specializzata britannica “Lighting Magazine”, autorevole magazine del settore, per il lavoro svolto sul fronte del lighting design, la data del 04 maggio 2017 per Romano Baratta rimarrà quell’indelebile giorno che per la prima volta ha coronato con sacrifici, dedizione, studio, tanta passione e caparbietà, quel sogno tanto inseguito, ora raggiunto e trampolino di lancio per future soddisfazioni professionali e personali. Una notizia rimbalzata immediatamente su tutti i media locali, nazionali e internazionali, come testimoniano diverse recensioni su giornali, riviste e web site, del settore, destando interesse e soprattutto riconoscimento verso Romano Baratta per aver portato nel mondo il nome della sua città natale, appunto Foggia e la sua provincia. Romano Baratta da qualche settimana è ritornato da un interessante e formativo workshop tenutosi in terra sudamericana. Difatti dal 6 al 9 ottobre 2017 a San Gabriel Ixtla, Stato del Messico, è stato realizzato dal Brandi Institute for Light and Design un Master Class cui Baratta ha avuto l'opportunità di insegnare, rilasciandoci un’interessante intervista, lunga ma proficua, per rafforzare la conoscenza sulla luce e su quello che si potrebbe realizzare laddove il lighting design e la light art sono poco conosciuti nella loro interezza.

D: Buongiorno dott. Romano Baratta, innanzitutto grazie per aver accettato la nostra richiesta di conoscerla meglio e di poterle porgere alcune domande. Complimenti per il prestigioso riconoscimento e per aver portato nel mondo il nome di Foggia e provincia. Lei è un “Foggiano D.O.C., che nel corso della sua carriera ha sempre portato la Capitanata e le sue peculiarità. È tornato da poco da una Master Class sudamericana. Ce ne può parlare, a benefico anche di chi vorrebbe intraprendere la professione di Light Artist e Lighting Designer?

R: È stata una bella esperienza professionale e di vita. Sono stato invitato in Messico da un lighting designer messicano per insegnare ad un workshop sulla luce, organizzato dal Brandi Institute for Light and Design tedesco. Un workshop dove hanno partecipato professionisti della luce e dell’architettura. Il workshop verteva sul tema a me molto caro: la coesistenza della luce artificiale durante le ore diurne con quella naturale in luoghi aperti. Non si pensa mai alla luce artificiale come elemento per alterare il paesaggio visivo diurno, per alterare la visione di un monumento. È vero che non serve funzionalmente per vedere, ma può essere utile per narrare qualcosa che solo la luce naturale non può fare. 


D: Dal Messico cosa ha imparato e cosa Lei ha insegnato?

R: L’esperienza messicana è stata una totale immersione nei colori, nei paesaggi, nella natura, nei sapori del Messico. Una terra eccezionale che negli ultimi tempi è stata più volte colpita da terremoti violenti. È straordinaria la forza dei messicani di andare avanti nonostante le difficoltà. Dal punto di vista professionale è stato interessante vedere l’emozione che sprigionavano i miei insegnamenti e la visione dei miei progetti nei partecipanti. Ho avuto la conferma che quanto faccio ha un valore universale geograficamente. È bello vedere che le ricerche effettuate sono informazioni preziose anche per altri. Umanamente è stato bellissimo condividere con i partecipanti e gli altri insegnanti le ricerche, i progetti, le storie, le culture differenti, le lingue ma soprattutto il tempo. Il tempo per la colazione, il tempo per le riflessioni, il tempo per i progetti, il tempo per i pranzi, le passeggiate, i sorrisi.

D: Se dovesse consigliare questa esperienza a chi La segue, come lo comunicherebbe?
R: Partecipare ad un workshop con la modalità residenza è un valore superiore ai workshop normali, dove una volta finito le ore di corso si va tutti a casa. Si instaura anche la relazione umana con i partecipanti, si entra in sintonia con loro.

D: Lei è stato premiato come uno dei 40 migliori lighting designer under 40 a livello mondiale. Ci racconta le emozioni provate?

R: Sì, è stata una grande emozione e soddisfazione ricevere il premio a Londra dal vice presidente di Osram dr. Gernot Steinlesberger. Fa piacere sapere che oltre ai clienti anche gli addetti ai lavori apprezzano quello che fai, soprattutto quando a farlo sono gli inglesi che non sono per niente amorevoli con gli italiani e nell’ambito dell’arte e del design solitamente ci snobbano spesso. È quindi una doppia soddisfazione. È anche vero che nella giuria c’erano personalità anche di altre nazionalità: americani e tedeschi su tutti. 


D: Fra le tante realizzazioni artistiche e progettuali che ha compiuto quale lavoro le ha dato più soddisfazione artistica?

R: Ad oggi, tra i lavori completati, indubbiamente il False Sunset eseguito al Kursaal di Giulianova, dove ho ricreato il riflesso solare del tramonto identico a quello reale, dove però non è possibile, ovvero, sulle coste del Mare Adriatico, appunto dove il sole sorge. Il Sole, tramontando ad ovest dietro la catena montuosa appenninica, non riesce a riflettere la sua luce dorata sugli edifici fronte mare. Con questo intervento ho voluto offrire un momento magico: far vivere e vedere il riflesso di un tramonto sulla facciata del Kursaal. Produrre quell’emozione furtiva di luce dorata è stato come seminare gioia nelle persone. Con questa installazione chi ha potuto godere dell’opera ha visto un tramonto, nei suoi colori, nei tempi scrupolosamente studiati e attuati, nelle sfumature di quel sole che scendendo dapprima accarezza e poi lambisce il lido. Un’interazione tra luci naturali e artefatte che coniugandosi realizzano ciò che la natura compie da altre parti. Uno studio da me sempre intrapreso e in continua evoluzione. Tra quelli ancora non completati sicuramente c’è l’illuminazione della Lanterna di Genova dove l’illuminazione permetterà al monumento di far riemergere la propria storia e quella della città.

D: Una bella soddisfazione quella del “Fulse Sunset”, ma ancor di più un’aspettativa con il Lanterna che non tarderà a sortirne altre. Ora, entrando nel tecnico, secondo Lei, da esperto, quali sono le migliori fonti luminose: quelle ad incandescenza o a LED. E perché? 

R: Non esistono fonti luminose migliori di altre ma diventano migliori in base all’utilizzo che bisogna farne. Ogni sorgente ha delle proprie caratteristiche che se sfruttate permettono di ottenere ottimi risultati. Tutto è correlato al loro spettro luminoso e ai materiali dalla quale la luce viene ottenuta. Conoscendo queste informazioni è possibile ottenere il meglio.

LIGHT#20. sunmoonarchitecture. (False Sunset) versione integrale. Italiano from Romano Baratta Lighting Studio on Vimeo.

D: Lei dice il meglio: si riferisce ai benefici di una buona luce, installata bene e secondo le necessità personali di chi la utilizzerà?

R: Il meglio è inteso sia dal punto di vista visivo che fisiologico e psicologico. Per vivere bene abbiamo bisogno di tutte le bande dello spettro anche di quelle UV (ultraviolette)e IR (infrarosse). Poi c’è l’aspetto esperienziale legato alla capacità di alcune sorgenti di creare particolari climi luminosi o di spostare sul piano emozionale dei ricordi apportando benessere, e su questo punto ahimè i LED ancora non riescono a raggiungere i livelli di quelle ad incandescenza.

D: Lo chiediamo a lei che è esperto: per vivere bene l’ambiente come deve essere illuminato? Luce soffusa, calda, fredda, con poca o tanta luce?


R: Tutto dipende di quale ambiente parliamo: domestico, lavorativo, ricreativo, ecc. In quello domestico la luce deve essere prettamente calda e soffusa, magari con alcuni colpi di luce per variare il mood, naturalmente in cucina dove bisogna fare attenzione si può utilizzare una luce più fredda e con flussi maggiori. In ambiti lavorativi per esempio è preferibile quantità alte di illuminamento con colorazione neutra o fredda, ma anche qui dipende dal tipo di lavoro che si esegue. Quanto detto va bene per ambiti operativi ma potrebbero non andare bene per un ufficio di rappresentanza o di un notaio.

D: Premettendo che la luce naturale è la migliore, qual è quella più consigliata?

R: È quella che vi fa stare meglio. Ma per saperlo è necessario affidarsi ad uno specialista. È come se ci chiedessero quale è il cibo che ci fa stare meglio: al 90% non lo sappiamo, ma potremmo saperlo affidandoci ad uno specialista. Che però deve essere un vero specialista e non uno dei tanti venditori di lampade. Maneggiare la luce non è cosa semplice e purtroppo pochi sanno veramente farlo. Quindi non fidatevi facilmente. Detto questo, posso dire che la luce in un ambiente non deve abbagliare, non deve stancare gli occhi, non deve alterare i colori degli oggetti, del cibo o dell’incarnato delle persone, non deve alterare lo spazio compromettendo la sicurezza oppure deve alterarlo per migliorarlo e renderlo fruibile. Comunque consiglio vivamente di stare molte ore alla luce solare perché è fondamentale per sintetizzare la vitamina D ed evitare la depressione e problemi alle ossa e al cuore.

D: Lei è di Foggia e non possiamo non chiederle cosa le piacerebbe illuminare nella sua città che le ha dato i natali. Lei ama la sua terra e lo evidenzia nel suo operato che mai dimentica l’origine. Ebbene, che ci dice?

R: Ehhh…, in primis mi piacerebbe lavorare per la Cattedrale di Foggia. Per esser franco il concept esiste già, in quanto fui contattato dalla precedente amministrazione comunale per occuparmene. Poi tra cambi e burocrazie il progetto non è più partito. Spero vivamente di realizzarlo sia perché ci tengo da foggiano ad illuminare il principale monumento cittadino, ma anche perché il concept stilato permette alla Cattedrale di emergere non solo visivamente dal torpore notturno attuale nel quale è avvolto il centro storico, ma anche culturalmente. L’illuminazione come l’ho concepita fa affiorare anche il passato della Cattedrale prima del crollo del terremoto del ‘600, ricordando il suo indiscusso legame con le “Tre Fiammelle” della Madonna dei Sette Veli e con Federico II di Svevia. È una illuminazione non banale, come purtroppo spesso si vedono per le chiese, ma che enfatizza il carattere e la convivenza tra il medievale e il barocco.

D: Ovviamente la Cattedrale di Foggia non è l’unico sogno nel cassetto. Ce ne sono altri?


R: Infatti non è l’unico! In teoria mi piacerebbe illuminare tutta la città con un lighting master plan per riequilibrare le connessioni e il modo di viverla. Però se devo scegliere dei luoghi, direi la Chiesa delle Croci, la Villa Comunale, la Stazione Ferroviaria, porta importante della città, dove ogni centro urbano dovrebbe riporre attenzione e investire per offrire a chi entra un luogo accogliente e ospitale.

D: Ma qui non c’è solo Foggia; abbiamo una provincia ricca di storia e testimonianze che andrebbero rivalutate e allestite per renderle appetibili e fruibili al turismo. Lei ha qualche sogno per realizzazioni in Capitanata?


R: Certo, la provincia è anche nei miei sogni e nei miei progetti, perché forse qualcosa si sta muovendo. Andando fuori città mi piacerebbe lavorare su Borgo Segezia, al Santuario di San Michele Arcangelo a Monte Sant’Angelo, presso la Fortezza Sveva Angioina e l’Anfiteatro Augusteo di Lucera, fare interventi di lighting sull’esterno della Cattedrale di Troia, per il Castello di Bovino dove tra l’altro ogni giorno va in scena lo spettacolare tramonto con il sole che pian piano scompare dietro i Monti Dauni. Poi c’è, seppur ridotto a un rudere, Castel Fiorentino dove morì Federico II. E lì avrei intenzioni, magari, di progettare e installare un’illuminazione che attragga il visitatore, tale da renderlo un indotto turistico d’eccellenza. Come pure, sempre per valorizzare la nostra storia e incrementare il turismo culturale, il cosiddetto “Castello dei Diavoli”, presso la masseria Ponte Albanito, che come citato dalle fonti del periodo di Federico II di Svevia era una residenza fortificata. Poi ci sono i monumenti medievali di Siponto e Manfredonia e un luogo sui generis, quelle Saline di Margherita di Savoia che offrirebbero spunti artistici luminosi che solo col sale possono essere realizzati.

D: Lei cita luoghi storici e culturalmente importanti del Sub-Appenino dauno. E per lo Sperone d’Italia che offre scorci e anfratti incantevoli, per altro perle incastonate nell’arido Monte Gargano, cosa e dove le piacerebbe lavorare, oltre alla già citata Monte Sant’Angelo?


R: Monte Sant’Angelo rimane il luogo d’eccellenza dove vorrei proporre e realizzare dei miei lavori; c’è un’affinità particolare mistico-religiosa che lega noi della pianura con la dimora dell’Arcangelo Michele. C’è Peschici, Vieste, Rodi, Vico del Gargano, e le loro spiagge ricche di faraglioni, cale e grotte. C’è l’ingresso per la Foresta Umbra e del bosco di San Matteo a San Marco in Lamis, dove con un master plan si potrebbe realizzare una illuminazione d’ambiente per interi paesi dove passeggiare di sera diventerebbe una esperienza sublime. Ovviamente ho citato solo alcuni dei paesi garganici, tutti meritevoli di attenzione per una migliore vivibilità luminosa.

D: Bene, siamo giunti quasi alla conclusione, e chiediamo ai nostri lettori un po’ di pazienza. Ma una domanda è d’obbligo. A Foggia abbiamo saputo che lei fin da piccolo era innamorato dell’arte e della sua storia e cultura. Sappiamo che girovagava per campi, in particolare dove un tempo c’erano infrastrutture e manufatti antichi: vedi Arpinova, Masseria Pantano, la chiesa di San Lorenzo in Carmignano. E girovagava per studiare ritrovamenti. Ma è vera questa storia? Su Masseria Pantano e la chiesa di San Lorenzo in Carmignano si potrebbe intervenire o è tardi? Infine voci dicono che la Tomba della Medusa potrebbe essere ricoperta. Cosa ne pensa lei dopo che son stati investiti fior di quattrini senza mai realizzare ciò che si avrebbe voluto?

R: Sì, è vero. Che ricordi! Ma come lo sapete? A questo punto deduco che siete degli ottimi giornalisti investigativi. Tutto iniziò quando avevo 14 anni e assieme all’amico Giuseppe ci armavamo di tanta buon volontà, passione, scarponi e bici per andare a visitare i luoghi nei dintorni di Foggia dove la storia di un passato glorioso era ancora visibile seppur avvolte difficile da scovare. Facevamo tanti chilometri in bici e non con le super leggere e dotate bici di oggi, ma con delle sgarrupate grazielle. Era sempre una grande emozione scovare e vedere antiche mura medievali, tombe romane, ceramiche federiciani e romane. È stata una grande scuola di storia dell’arte sul campo. Abbiamo avuto modo di comprendere le tecniche di lavorazione e costruzione nonché la grande creatività figurativa e coloristica. Nel 1993 pochi sapevano di luoghi come San Lorenzo in Carmignano, di Masseria Pantano ma anche del convento dei Cappuccini di via Ciano.

La chiesa di San Lorenzo in Carmignano è recuperabile. C’è stato qualche anno fa un accenno di sistemazione per renderlo un museo, ma poi tutto si è, come al solito, fermato. A San Lorenzo in Carmignano sarebbe bello riuscire anche a creare un polo museale più vasto che permetta di far affiorare i resti dell’antico Castrum medievale e del Palacium Pantani (Domus Solaciorum) federiciano. Un sogno sarebbe creare un polo più ampio lungo tutto l’asse che porta dal Palacium al Castrum ed arrivare all’altro Palacium federiciano, nei pressi del Bosco dell’Incoronata, se vogliamo rimanere in ambito medievale. Ma andando oltre si potrebbe includere sullo stesso asse le rovine di Herdonia. Masseria Pantano è già più complesso recuperarla, ma se ci sono i fondi è possibile. Tutto è possibile se lo si vuole. Masseria Pantano sorge poco distante da quella che doveva essere il Palatium Pantani di San Lorenzo. C’è chi pensa che il Palacium fosse più ampio e includesse quindi l’area della masseria con resti nelle strutture basse e chi indica che la masseria fu costruita con resti del Palacium stesso vicino. Ma magari la masseria era semplicemente una delle varie strutture rustiche adiacenti (masserie regie) alla Domus centrale. Questo perché non dobbiamo pensare che il Palacium fosse l’unica struttura esistente ma che ci fossero varie Domus per lo svago non solo dell’Imperatore ma anche della sua corte.

La storia della Tomba della Medusa è davvero l’ennesima brutta figura che facciamo rispetto al nostro patrimonio, ritrovato, recuperato per poi essere nuovamente abbandonato. Una struttura che potrebbe portare turismo sfruttando l’asse Manfredonia-Foggia, dove sorgono bei monumenti medievali e resti archeologici romani. Immaginate se tutti questi siti venissero recuperati creando dei percorsi turistici che sviluppo sarebbe per l’economia della provincia? Tanti stranieri conoscono il nostro mare e le nostre spiagge. Ma nessuno conosce la vastità culturale del foggiano. Foggia nella stessa Italia è vista come una città senza bellezza e spesso sento dire che non c’è niente da vedere. Ma non è vero. Il problema è che questi luoghi non sono visitabili. Come non sono valorizzate le chiese storiche della città, o gli antichi tratturi che sono gli unici esempi in tutta Italia di strade legate alla transumanza. Oggi potrebbero essere recuperate come dei sentieri per il trekking, per le passeggiate e come percorsi ciclabili. Non ci vuole tanto per farlo e i costi sarebbero minimi. La nostra zona potrebbe essere un ottimo luogo per passare delle vacanze e non lo penso solo io ma lo pensava proprio Federico II “Cum solatiis nostris Capitanatae provinciam frequentius visitemus et magis quam in aliis regni nostri moram sepius trahimus ibidem” Foggia purtroppo non si fa conoscere.

D: Siamo davvero alla fine. Sappiamo che qualche settimana fa è sceso a Foggia per lavoro. Ha avuto qualche offerta? Ce ne può parlare, se può, o almeno accennare? Sappiamo anche di un suo contatto a Londra dopo la premiazione. Ha in cantiere altre novità?

R: Sì, effettivamente sono sceso a Foggia per discutere di alcuni progetti che mi sono stati sottoposti sia in ambito privato che pubblico. Come dice il proverbio: se son rose fioriranno…

Grazie per la sua cordiale disponibilità.

NOTE INFORMATIVE

"La luce in sé è percepibile anche senza oscurità, come l'oscurità è percepibile anche senza la luce." Romano Baratta.

Romano Baratta, (Foggia, classe 1979), è un light artist e lighting designer italiano. Laureato all’Accademia di Belle Arti di Brera di Milano in scenografia con 110 lode e bacio accademico, ha conseguito un Master post-laurea in Lighting Design. Dapprima si è diplomato in Decorazione Pittorica presso l'Istituto Statale d'Arte Perugini di Foggia, per poi trasferirsi a Milano dove ha conseguito tutti gli altri titoli di studio.
Nel 2017 è stato premiato e annoverato tra i 40 miglior Lighting designer under 40 del mondo. Le sue installazioni di luce, visionarie e surreali, sono frutto di ricerche e sperimentazioni costanti e assidue. Si occupa solo di luce a 360° dal 2004 effettuando conferenze, docenze, pubblicazioni e progettazione della luce. Ha teorizzato i concetti di Antropologia della Luce, Filosofia della Luce e Clima Luminoso. Docente di Lighting Design dal 2014 presso l’Accademia di Belle Arti di Novara. Nel 2008 ha fondato Lighting Now! Il sito di cultura e riflessioni sull’illuminazione contemporanea. Nel 2011-2012 è stato membro del direttivo dell'Accademia della Luce. Direttore artistico del Contemporary Lighting Context, primo festival di Lighting Ambient in Italia. Ha esposto in gallerie d'arte e musei. Selezionato e premiato in concorsi e mostre internazionali, tra cui La Biennale di Venezia, Premio Codega, Luminale, Milano (fonte Design Week, Darc Awards).
Tra le esperienze artistiche e lavorative di Romano Baratta troviamo, oltre a quella come light artist e lighting designer, quella come costumista e scenografo per il film cinematografico Goliath diretto da Ettore Pasculli e come assistente alla direzione della fotografia alla RAI. Attualmente, oltre a quello già scritto, è direttore del web site di cultura della luce Lighting Now! (come già detto) e moderatore del più importante gruppo social professionale sulla luce. Inoltre è stato citato in un libro “L’Emigrante laureato. 100 eccellenze di Capitanata”, scritto da Ettore Braglia ed edito da Bastogi libri, a testimoniare della sua professionalità che potrebbe far ritorno in terra natia se si avesse consapevolezza e la volontà di chi è preposto a tal fine che le eccellenze sono patrimonio inestimabile da non fa emigrare. I nostri cervelli non devono fuggire, bensì rimanere.
È corretto affermare, a beneficio del lavoro svolto dal dott. Romano Baratta, che il “Lighting Design Award” per l’anno 2017 è stata una scelta compiuta per lavori artistici e progettuali, con pubblicazioni importanti e dopo un’attenta e approfondita analisi dei suo curriculum, cui però il “False Sunset”, ritenuto il suo attuale capolavoro, ha contribuito a tal scelta. Romano Baratta non è nuovo a queste tipologie di installazioni. Difatti è riconosciuto nel mondo dell'arte contemporanea per le sue installazioni spesso visionarie dove la poesia applicata alla luce. La finalità della sua arte è la ricerca e la pura sperimentazione nel campo luminoso e il suo palmares lo testimonia inequivocabilmente. Pertanto è corretto affermare, se non proprio obbligato, che l’osmosi tra luce e architettura in essere o progettata all’occorrenza è un dogma i suoi studi e poi per le sue realizzazioni.

Info Romano Baratta:
- www.romanobaratta.com
- www.lightinglab.it
- www.lightingnow.net
- http://facebook.com/romano.baratta

martedì 25 agosto 2015

Light #20 Sunmoonarchitecture, l’arte della luce in proiezione al Kursaal di Giulianova

Le sere del 28 e 29 agosto si terrà a Giulianova l’evento di arte contemporanea LIGHT UP. 

Patrocinato dal Comune di Giulianova, dall'Assessore alla Cultura e al Commercio Pierangelo Guidobaldi, a cura di Silvia Moretta e organizzato dalla società Share City, LIGHT UP è l’evento in cui saranno proiettate installazioni di luce sui monumenti più importanti del lido della città, che desteranno interesse artistico, ed incideranno nella sfera dell'intera collettività, rimanendo impresse nella memoria dei cittadini giuliesi e dei visitatori.

Lo storico KURSAAL, simbolo della cultura cittadina, cambierà veste con l'installazione “Light #20. Sunmoonarchitecture” del Light Artist e Lighting Designer Romano Baratta. Direttore e fondatore del portale dell'illuminazione contemporanea “Lighting Now!”, Baratta è docente di Lighting Design, è autore di numerose pubblicazioni tecniche e culturali sulla luce e ha teorizzato i concetti di Antropologia della Luce, Filosofia della Luce e Clima Luminoso. In “Light #20. Sunmoonarchitecture” gli spettatori vedranno sulla facciata del Kursaal un insolito tramonto: diverrà un nido del sole e pian piano la luce lunare si manifesterà per incorniciare e cullare il sole in riposo.

Il prospetto della scuola adiacente a piazza Fosse Ardeatine, sarà interessato dal videomapping “Metamorfosi” del giovane Light Artist romano Luca Ercoli. Attivo in importanti produzioni romane come tecnico luci, tecnico video,  Light Designer, si è specializzato come Light Artist  e Video Artist, fino a marzo 2015, quando si afferma nel panorama artistico partecipando al festival sulla luce “RGB Light Festival” di Roma, dove realizza un video mapping su un edificio storico. Il videomapping “Metamorfosi” sarà incentrato sul ciclo vitale di un albero, elemento naturale in relazione con un edificio, creazione artificiale, dove la trasformazione è l’elemento chiave.

La meravigliosa terrazza del Belvedere sarà illuminata e animata dalla video installazione “Fluida” del regista Enzo Francesco Testa. Originario di Lanciano (Ch), lavora principalmente a Roma come fotografo e  video maker. È autore di numerosi cortometraggi, prestigiose pubblicità e vincitore di importanti premi. Per la descrizione di “Fluida”, in cui compare la fotomodella Micaela Rossi, il regista si avvale di una poesia di Emilio Villa: “Ora petrosa e fredda/ora liquida e chiara/talvolta inconsistente/quasi vana/voglio anch'io/come te divenire/senza forma salire/verso cieli lontani”.

Light Up celebra l’anno internazionale della Luce e delle tecnologie basate sulla Luce (IYL 2015) secondo la proclamazione ricevuta dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite. Per festeggiare l'anno internazionale della luce la maggior parte delle metropoli ha accolto, soprattutto nelle zone periferiche, installazioni artistiche luminose. E' il fenomeno artistico contemporaneo della LIGHT ART.

Light Up a Giulianova, a cura di Silvia Moretta, è il primo evento realizzato in Abruzzo specificamente dedicato alla Light Art, una forma di ARTE VISIVA in cui il mezzo di espressione e il fine dell'opera è la LUCE.

Gli interventi di Light Art a Giulianova mirano a rivestire di luce colorata il tessuto urbano della città tramite gli allestimenti luminosi (in particolare proiezioni video, videomapping) degli artisti della Light Art e del Video mapping più affermati del territorio nazionale.

Al fine di unire idealmente tre diversi luoghi monumentali del litorale della città abruzzese, già attrattiva per turisti e visitatori, gli interventi saranno realizzati per creare dei punti di raccordo tra di essi, di modo che lo spettatore possa in un'unica passeggiata ammirare la terrazza del Belvedere, nella parte alta del paese, e della marina, dominata dal famoso KURSAAL.

Light Up si pone in linea di continuità con gli interventi di arte contemporanea realizzati alla fine degli anni 70, quando la città giuliese ha precorso tutte le altre nell'uso dell’illuminazione urbana in arte grazie all’evento Agorà (1978), che si prefiggeva di ritrovare un contatto diretto arte-società-cultura e agli interventi degli artisti Franco Summa, Maurizio Nannucci, Emilio Vedova Alessandro Mendini, Andrea Branzi.

Per informazioni.3282726733

lunedì 10 agosto 2015

Light #19, seconda performance di Romano Baratta al Capitanata Grand Tour

di Nico Baratta

2° Evento all'interno della programmazione espositiva.

Il primo è stato un successo. Luci, colori, emozioni, hanno letteralmente catturato chi ha condiviso momenti di pura arte visiva.
Martedì 11 agosto, sempre presso il Palazzetto dell’Arte di Foggia, nella sala “Andrea Pazienza” e al termine della mostra “Capitanata Grand Tour”, a partire dalle ore 20 e fino alle 24, si svolgerà la seconda estemporanea di Romano Baratta. Light #19. The Aesthetics and Importance of the Domestic Hearth, l'estetica e l'importanza del focolare domestico il tema dell’installazione di arte luminosa. Il tutto sempre organizzato da Antonio Scotellaro, che ha voluto fortemente proporre una mostra che ha messo insieme 30 artisti di ogni età ma rigorosamente della Capitanata.

Vi aspettiamo. 
See you later.

lunedì 19 gennaio 2015

Dualita' tra la Luce e l'Oscurita'. Metodi di applicazione e rappresentazione della luce

- L'editoriale tecnico di Romano Baratta - 

"Luce e Ombra" (foto R. Baratta) ndr
Spesso si parla della luce e dell'ombra come opposti o antitetici. Altri, soprattutto i fotografi, come due amanti in un continuo rapporto complementare. Ragionamenti alimentati dai tanti racconti tra l'alternanza del giorno e della notte e del loro impalpabile contatto e avvicendarsi.

Molti tengono per la luce e quindi vedono il buio come secondario o non necessario, altri sono più dionisiaci e tengono per il buio e il suo sapore oscuro e la luce viene considerata come disturbante.

È da tempo che avevo in mente di scrivere sul tipo di legame che c'è tra la luce e l'ombra.
L'occasione mi è stata data in un post su Facebook dove un utente ha pubblicato:
"La Luce non ha senso senza l'ombra."
A questa frase non potevo non rispondere e quindi......

lunedì 11 agosto 2014

Le città di luce: DAMPNUR

di Nico Baratta

Continuano i racconti sulla "Cultura della Luce" del Lighting Designer, Light Artist e Progettista della Luce, Romano Baratta, foggiano DOC ma operante a Gallarate presso Lighting Lab e Lighting Now.

DAMPNUR
Non è possibile rimanere per molto tempo a Dampnur. Non so come facciano i suoi abitanti a viverci. L’illuminazione pubblica di questa città è davvero pessima. Livelli di illuminamento elevati, colore della luce alterata, tendente al verdognolo, nessun senso estetico della distribuzione luminosa, abbagliamento, e altro ancora. Dampnur è l’esempio principe della mancanza di una regia di luce. Nessun piano urbano della luce. Nessun progetto.

La cosa assurda è che i suoi abitanti non si lamentano. I pochi che lo fanno spiegano che la colpa è dell’amministrazione cittadina che pur sapendo dei limiti di questo tipo di illuminazione non fa nulla per migliorarla.
Anche gli addetti ai lavori si lamentano. Si lamentano gli urbanisti, i lighting designer, gli ingegneri e gli architetti. Dicono che c’è poco da fare, visto che la scelta dei corpi illuminanti, delle aziende e dei presunti professionisti è fatta solo sulla base di interessi commerciali che vengono effettuate direttamente dall’amministrazione comunale.

Da una parte, quindi, c’è chi si rende conto dello stato in cui versa l’illuminazione pubblica ma non fa niente per cambiare le cose. Dall’altra la maggioranza: gente asuefatta, abituata al tipo di luce presente. Così asuefatta che non si accorge di vivere in modo limitato e dannoso.
Nessuno fa niente e la città rimane invivibile, soprattutto agli occhi di uno straniero che arriva da altre città.

info:
http://www.romanobaratta.com
http://www.lightinglab.it
http://www.lightingnow.net

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