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lunedì 7 gennaio 2019

Atti intimidatori contro commercianti. Le dichiarazioni del Sindaco di Foggia Landella sugli attentati nel capoluogo

 
Di seguito si riporta la nota stampa del Sindaco di Foggia, Franco Landella (nella foto), in merito agli ultimi due atti intimidatori, primi dell'anno 2019, nei confronti di due attività commerciali, una friggitoria e una profumeria.

«Le intimidazioni criminali sono un fenomeno che non può più essere tollerato. –dichiara il Sindaco di Foggia Franco Landella, in relazione agli attentati alla friggitoria “Mordi e Gusta” e alla profumeria “Gattullo” del capoluogo.- Esprimo indignazione, oltre che la più sentita solidarietà ai proprietari egli esercizi commerciali, per questa vergognosa condizione di esposizione alla prepotenza della malavita cui molti imprenditori sono costretti a sottostare. I gesti in sé sono inaccettabili, ma lo è ancor di più l’arroganza di ripeterlo –nel caso dell’incendio alla friggitoria- poche ore dopo che il primo era stato sventato. Un episodio che -salvo risultanze contrarie- attesta la recrudescenza del fenomeno estorsivo e che deve far concentrare su questo aspetto gli sforzi della Magistratura e delle Forze dell’Ordine già notevoli e spesso coronati da importanti successi. Dobbiamo cancellare un fattore criminale che ostacola lo sviluppo del nostro territorio e contribuisce in maniera determinante a farci stazionare nelle posizioni più basse di alcune classifiche sulla qualità della vita nelle province italiane. In questi giorni, chiederò al Prefetto un incontro per studiare le strategie di intervento più efficaci e determinare l’apporto che l’Amministrazione può dare in una lotta che, oltre che riguardare la legalità, riguarda il grado di civiltà di una società moderna e delle sue comunità cittadine».

lunedì 30 aprile 2018

Un boato sveglia Foggia. Forse una bomba carta a una scuola di ballo [FotoGallery]

di Nico Baratta


Foggia, ore 01:15 circa, un forte boato ha svegliato la città. Le cause sono ignote. Presumibilmente una bomba (carta) è stata fatta esplodere all'interno di un locale adibito a sala da ballo in via Goffredo Mameli, zona stadio. Sul posto si sono recate immediatamente le FF.OO e Vigili del Fuoco che hanno perimetrato l’intera area, mettendola in sicurezza e acquisendo le prove del caso. Da una prima ricostruzione fatta dagli inquirenti, sembra palese la mano della malavita locale. Difatti la saracinesca del locale da ballo era divelta, un segno tangibile di un ordigno esplosivo collocato per far quel danno. L’area interessata è ubicata in un piccolo cortile che da accesso secondariamente al cortile della parrocchia di San Giuseppe Artigiano. Sul locale, per fortuna, non ci sono abitazioni. Un particolare importante ai fini della sicurezza in quanto, a detta dei proprietari interpellati questa mattina, il soppalco avrebbe subito qualche danno. Ovviamente nessuno parla di tentata estorsione, ma il sentore è quello poiché la dinamica dell’attentato è similare ad altri per mano del racket. Oltre al locale la deflagrazione ha danneggiato anche due auto parcheggiate all'esterno, mandando in frantumi parabrezza e danneggiando parte della carrozzeria. Gli inquirenti hanno, tra l’altro, acquisito le immagini dell’impianto esterno di videosorveglianza del locale. Per voce di alcuni residenti il boato è stato fortissimo, tant’è che è stato avvertito in diverse zone della città. Già da stamani i proprietari sono all’opera pe ripulire il locale, che non avrebbe subito danni agli arredi. 


 
Come detto da alcuni cittadini a Foggia ritorna la paura del racket, alla vigilia della Festa del Lavoro del Primo Maggio. Sembra quasi una prassi, una bomba sempre nei giorni antecedenti di un evento o di una festa. Foggia ricorda ancora le due esplosioni del 15 marzo scorso, prima del 21, giorno della Marcia della Legalità, che hanno interessato un bar in pieno centro cittadino, Piazza Cavour, e un’agenzia scommesse, in Viale Pinto. L’ultima, prima di questa notte, invece risale al 2 aprile, che ha devastato un ristorante cinese.






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lunedì 31 ottobre 2016

Operazione “Ariete”. I Carabinieri di Foggia sgominano banda criminale ed estorsiva garganica [Video]

FOGGIA: Dopo quasi un anno di serrate indagini condotte dai Carabinieri della Compagnia di Manfredonia e coordinate dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Foggia, i Carabinieri del Comando Provinciale hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di applicazione di misure cautelari emessa dal G.I.P. di Foggia nei confronti di 19 persone, quasi tutte appartenenti alla malavita garganica.
Con l’esecuzione di detto provvedimento, infatti, si è neutralizzata l’azione posta in essere da un importante gruppo criminale attivo nei Comuni di Manfredonia, Mattinata e Vieste, conducendo in carcere il 34enne F.S. di Mattinata, il 49enne M.L.R. di Manfredonia (già sottoposto alla detenzione domiciliare per altra causa), ritenuti elementi di spicco del gruppo, il 48enne P.F.G. di Mattinata, il 41enne A.Q. di Mattinata, il 28enne M.S. di Monte Sant’Angelo, il 37enne L.F. di San Marco in Lamis, il 27enne A.Q. di Mattinata (già sottoposto agli arresti domiciliari per altra causa), il 30enne D.P.D.M. di Vieste (già sottoposto agli arresti domiciliari per altra causa), il 30enne G.I. di Vieste (già detenuto in carcere per altra causa), il 32enne H.H. di Vieste (già detenuto in carcere per altra causa), ed il 50enne C.C. di Manfredonia, Assistente Capo della Polizia Penitenziaria in servizio presso la Casa Circondariale di Foggia.
Agli arresti domiciliari invece sono finiti il 34enne P.L.T. di Manfredonia, il 32enne A.G. di Manfredonia (già sottoposto all’obbligo di presentazione alla P.G. per altra causa), il 50enne A.D.N. di Manfredonia, il 45enne M.M.D. di Vieste, il 49enne G.T. di Manfredonia, il 29enne A.F. di Manfredonia (già sottoposto agli arresti domiciliari per altra causa), il 43enne G.C. di Cerignola (già sottoposto agli arresti domiciliari per altra causa), ed il 46enne G.C. di Manfredonia (già detenuto in carcere per altra causa). 
Tre le persone denunciate in stato di libertà in ordine a diverse fattispecie criminose.
Le indagini, condotte principalmente dall’Arma di Manfredonia con l’ausilio del personale del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Foggia, hanno consentito di raccogliere un pesante compendio indiziario a carico degli indagati in relazione alle ipotesi delittuose contestate.
In particolare nove di loro rispondono del tentato assalto ad un furgone portavalori nel novembre 2015. A capo del gruppo vi è uno dei rappresentanti della famiglia ROMITO, nota in area garganica per i fatti di sangue che l’hanno riguardata soprattutto nel corso di quella che è stata denominata la “faida del Gargano”. Gli stessi infatti, avevano meticolosamente pianificato una complessa rapina ai danni di un furgone “IVRI” con le seguenti modalità: avevano individuavano il luogo dell’assalto, controllato che non vi fosse segnale telefonico, definito le modalità dell’assalto, procurato diverse autovetture, ipotizzato  l’uso di mezzi pesanti con il posizionamento di un camion sulla carreggiata ed il taglio del blindato con una motosega, effettuato numerosi sopralluoghi per individuare le vie di fuga e preparato i mezzi da utilizzare, in particolare una pala meccanica modificata a mo’ di ariete per capovolgere il blindato medesimo e procedere al taglio. Avevano anche effettuato numerose “prove in bianco” su altri automezzi. A tale scopo, gli indagati, avevano previsto anche l’uso di esplosivi e di armi da fuoco. In definitiva, tutte le fasi dell’assalto erano state analizzate e programmate con cura anche pianificando la fuga. Erano poi assai guardinghi ed attenti ai controlli dei Carabinieri avvisandosi reciprocamente in caso di posti di blocco, di presenza di Carabinieri in borghese, di eventuali controlli subiti anche in merito alle auto utilizzate. L’assalto, non fu portato a termine soltanto per cause indipendenti dalla volontà degli indagati ed in particolare grazie ad un energico spiegamento di forze, anche con l’ausilio dell’elicottero, messo in campo dall’Arma che presidiò nella circostanza il tratto individuato quale teatro dell’evento (SS 89 tra Mattinata e Vieste –località Vignanotica). Nel corso delle attività, sono stati sequestrati numerosi veicoli provento di furto nonché diverse armi da sparo con relativo munizionamento.


Nell’ambito dello stesso contesto investigativo poi, sono stati raccolti pesanti indizi di colpevolezza in capo a H.H. e G.I. in ordine ad un delitto di rapina aggravato consumato dagli indagati in concorso, travisati ed armati, ai danni del supermercato  “Simply” di Vieste in data 11 dicembre 2015. La rapina fruttava ai due autori un bottino di euro 5.000 circa. 
A carico di alcuni arrestati, poi, sono emerse responsabilità penali per violazioni della sorveglianza speciale di P.S., ricettazioni, furti, detenzione illegale di un’arma clandestina e del relativo munizionamento. Quest’ultima rinvenuta durante una perquisizione posta in essere dai Carabinieri il 22 gennaio 2016 in Manfredonia. E’ stato contestato anche il furto aggravato in concorso commesso in Manfredonia il 14 marzo 2013 allorquando si impossessavano di 300 litri di gasolio sottraendoli alla cisterna servente il distributore Agip sito sul molo di levante di Manfredonia, previa effrazione del lucchetto posto sulla cisterna medesima.
L’assistente della Polizia Penitenziaria in servizio presso la Casa Circondariale di Foggia, risulta gravato da un’ipotesi di corruzione poiché, con più atti esecutivi del medesimo disegno criminoso al fine di compiere un atto contrario ai propri doveri d’ufficio, dietro promessa di una somma imprecisata di denaro, si è adoperato per l’illecita introduzione all’interno dell’istituto penitenziario di un telefono cellulare. Nella circostanza, a suo carico, sono emerse anche responsabilità per gli accessi abusivi ai sistemi informatici ed a condotte di rivelazione di segreto d’ufficio. 

lunedì 24 ottobre 2016

Coisp Napoli: miti e falsi eroi. Il caso di Pietro Parisi

Pubblichiamo la nota stampa del Coisp Napoli  - coordinamento per l'indipendenza sindacale delle forza di polizia- in merito che esprime il suo punto di vista sui fatti di Palma Campania e Pietro Parisi (nella foto).

«In una realtà dove pizzo e ricatto sono quasi nella quotidianità cresce una generazione nuova capace di ribellarsi al racket e alle angherie di affiliati al crimine organizzato o presunti tali.
Dalle cronache di questi ultimi giorni si apprende di Pietro Parisi chef di fama internazionale che ha denunciato un presunto estortore alle forze dell'ordine e persino sui social. "A volte è difficile restare qui, anche se amo questa terra. Continuano a bussare alla mia porta." Quando finirà questa storia”... sono queste le parole del coraggioso chef di “ Era Ora” sulla realtà campana.
“Ribellarsi al pizzo è possibile anche in Campania il fatto di cronaca deve essere un esempio positivo per tutti i cittadini” dichiara Giulio Catuogno segretario generale Coisp Napoli.
“Da sempre Napoli e territorio vivono la piaga del taglieggiamento. Il crimine organizzato si nutre grazie a questo, se un cittadino si ribella va sostenuto e deve diventare di esempio per gli altri. Combattere il pizzo è possibile se ogni vittima trova il coraggio di segnalare i fatti, esistono metodi a tutela dei cittadini che rendono possibile persino la segnalazione anonima.”
“A chiedere il pizzo ormai non sono solo gli affiliati al crimine organizzato, un po' come in Gomorra chi non sa come sopravvivere si dedica a questo genere di azioni. Noi lo sosteniamo da sempre e non siamo i soli. Proprio nei giorni scorsi anche Pietro Parisi, lo chef di Palma di Campania, ha dichiarato “dalle mie parti hanno la camorra come modello e come aspirazione. Perciò ritengo Gomorra un esempio negativo. Perché fa credere a ragazzi come questo che si possa fare soldi senza lavorare, senza fatica.” “
“Pagare il pizzo, anche solo di 50 euro, assicura all'imprenditore la perdita della attività, la camorra, così le altre organizzazioni criminali, non hanno solo l'interesse a recuperare fondi in contati ma lavorano per il prelievo totale di una attività commerciale. I clan più imprese tengono sotto ricatto più sono forti.” “Combattere il racket diventa prioritario: l'immediata denuncia alle forze dell'ordine è necessaria, sia che si tratti di un episodio isolato non riconducibile ai clan, sia che invece sia inequivocabilmente firmato dalla camorra” sostiene Giulio Catuogno segretario generale Coisp Napoli.
“I giovani lo sappiamo, sono influenzabili, spesso capita che l'eroe negativo venga emulato maggiormente proprio perchè rappresenterebbe la forza ed il coraggio. La spavalderia dell'eroe proposto dalle fiction nella realtà, troppo spesso, diventa arroganza e bullismo, gang giovanili e violenza metropolitana. Occorre pertanto una azione di prevenzione e non solo di repressione. Una azione costante anche nelle scuole con progetti di educazione alla legalità è fondamentale, in questo la Polizia di Stato è operativa già da tempo, le fiction come Gomorra non solo mettono in risalto una Napoli negativa e tetra, cosa lontana dalla realtà, ma soprattutto rallentano un percorso migliore da tempo ormai intrapreso”».

giovedì 19 maggio 2016

Foggia, il racket torna in strada. Bomba alla “Marvin” in Via Manerba

di Nico Baratta

A quanto pare a Foggia presumibilmente riprende l’attività criminale legata al racket. Dopo una pausa durata qualche mese, dall’inizio di maggio sono due le attività commerciali che, ad oggi, hanno subito danni per incendio e deflagrazioni dolose. 

Ieri, 18 maggio 2016, intorno alle ore 21:40, a Foggia in Via Manerba –zona Largo Pantanella-, un ordigno rudimentale, presumibilmente una bomba carta, è stata fatta esplodere sotto la saracinesca di un noto negozio di giocattoli. “Marvin” il nome dell’attività commerciale colpita. Un botto che ha fatto sobbalzare molti residenti presenti nelle loro abitazioni, ubicate sopra il negozio, molti dei quali si sono riversati in strada. Sul posto sono giunte unità dei Vigili del Fuoco del capoluogo dauno e pattuglie dell’Arma dei Carabinieri, i quali dopo aver messo in sicurezza l’area interessata, hanno provveduto a bonificarla e raccogliere le prime testimonianze. La deflagrazione ha causato danni rilevabili all’interno dell’esercizio commerciale, mandando in frantumi i vetri e diversi giocattoli. Immediatamente son stati interrogati i proprietari del negozio negando di aver ricevuto intimidazioni da parte del racket. Fortunatamente non sono stati accertati danni a persone e cose e alla struttura dello stabile.

Purtroppo, come detto, la “Marvin” è il secondo negozio probabilmente sottoposto all’attenzione della mala locale, quella delle estorsioni. Difatti ad inizio mese un’altra attività foggiana ha subito ingenti danni per un incendio doloso. Stiamo parlando delle “Due Torri”, nota attività commerciale che produce prodotti dolciari prevalentemente di cioccolato. In quell’occasione gli inquirenti trovarono sul posto le tracce del dolo, ovvero la tanica contenente liquido infiammabile.
Foggia, a quanto pare, sta ritornando sotto la non più tacita pressione del racket che potrebbe aver aumentato richieste e “richiedenti”. 

C’è da ribadire che nel capoluogo dauno molte son state le dimostrazioni anti racket e anti usura, con il diretto coinvolgimento di commercianti per volere delle istituzioni, delle associazioni, dei cittadini pro-legalità. Ma estirpare il cancro di tal sopruso pare non avere successo, allorquando chi deve denunciare latita a fronte anche di poche garanzie in materia di sicurezza. Convegni, sit-in, manifestazioni e cortei non sono la cura. 

martedì 17 maggio 2016

Foggia, estorsione, arrestati due aguzzini incastrati dalla vittima [Video]

di Nico Baratta

La notizia era già nota da ieri, 16 maggio 2016, quando la Questura di Foggia, con una nota stampa, ha comunicato agli organi d’informazione la cattura di due foggiani per il reato di estorsione. Stamani in conferenza stampa sia il Questore Piernicola Silvis, sia i poliziotti della Squadra Mobile di Foggia che hanno operato all’arresto hanno fornito i dettagli dell’operazione, coordinata dalla Procura della Repubblica di Foggia.

A finire con le manette ai polsi due foggiani già noti alle Forze dell’Ordine. Si tratta di L. F., 38 anni già in regime di sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno, e L. L. G. di 26 anni, con precedenti penali per reati contro il patrimonio.
I dettagli sembrano essere sempre gli stessi, pretesa di soldi a fronte di fornire la loro sicurezza, per non intercorrere in spiacevoli sorprese. Questa volta, però, c’è una variante. I due estorsori pretendevano settemila euro, rateizzati con quote da 500 euro. Il tutto poiché dicevano che erano “creditori” nei confronti della vittima, un credito immaginario pensando alla pretesa e poi al reato commesso. «Estorsione-rapina» come l’ha definita il Questore di Foggia, Piernicola Silvis, giacché a chi veniva “offerta” la protezione non era né un imprenditore, né un commerciante, come accade nelle dinamiche taglieggiatrici del racket. Difatti, la vittima taglieggiata è un lavoratore dipendente, che abita nell’area cittadina del suo stesso aguzzino che avendo un cognome noto nell’alveo della mala locale, ma non assoggettabile all’analogo panorama, credevano di ottenere “benefici”. «Si tratta di una operazione importante - ha spiegato il Questore – che bene evidenzia come, se le persone denunciano, le cose vanno in porto». 

Tutto parte dal lontano 2011, quando la vittima fu costretta a sborsare soldi estorti dopo minacce. L’attività estorsiva durò fino al 2014. Ma questa volta la vittima non ci stava più a rimpinguare le casse di una mala che al tempo fu una delle più cruente della famigerata “Società Foggiana”. La vittima ha avvisato le Forze dell’Ordine che subito hanno architettato la trappola ai danni dei due taglieggiatori. Prima i pedinamenti, poi le riprese con microcamere installate nel luogo pubblico dove avvenivano gli incontri con il malcapitato. E sabato 14 maggio 2016 è scattata l’operazione di arresto. Con a solita tecnica della simulazione per la consegna dei soldi, 500 euro, la vittima ha incontrato i due estorsori. Nel momento in cui avveniva la consegna e perciò con i soldi tra le mani, i poliziotti della Mobile di Foggia sono intervenuti, sorprendendo i due in flagranza di reato, arrestandoli.


martedì 29 dicembre 2015

Foggia, il bilancio 2015 dei Carabinieri: meno delitti, tanta omertà per estorsioni, più furti di auto

di Nico Baratta

I dati presentati dal Comando Provinciale dell’Arma dei Carabinieri di Foggia parlano chiaro. L’attività di controllo e repressione dei crimini ha dato i suoi frutti, anche se si sperava in meglio giacché i delitti sono diminuiti, i furti nelle abitazioni pure ma quelli di auto sono aumentati. Di pari in passo v’è l’annosa “patologia” criminale che affligge tutta la Capitanata, il racket. Difatti abbattere il muro omertoso di chi subisce l’intimidazione con bombe e distruzione parziale dell’attività commerciale non smuove le coscienze, anzi le rende ancora più silenziose pur se qualcuno ha iniziato a denunciare. Il Comandante della Stazione Provinciale di Foggia, il Colonnello Antonio Basilicata, nel corso della conferenza stampa del consuntivo di fine anno ha illustrato nello specifico, e con dati alla mano, le attività svolte. 

Complessivamente il 2015 ha registrato un calo del 3% dei delitti e una diminuzione del 6% per le rapine, seppur si sente ancora parlare di molte rapine a supermercati, tabacchini e attività commerciali varie. Di controcanto si è avuto un sensibile aumento di furti di automobile, registrando un picco del +16,99%. 

Foggia e Capitanata omertosa? Questo è il dato che i Carabinieri registrano, contestualmente a quello detto poco meno di un mese fa dal Questore di Foggia, perciò un dato che ha fondamenta, anche se le denunce sono aumentate. Secondo i Carabinieri di Foggia le estorsioni, in confronto all’anno precedente, sono diminuite del 13,84%. Un dato che va letto con duplice lettura giacché la diminuzione di cotanta attività criminale è dovuta anche alle denunce sporte e che riducono l’effetto estorsivo facendo aumentare quello dei reati estorsivi cosiddetti “spia”, ovvero bombe carta che danneggiano saracinesche di negozi e incendi dolosi di auto di commercianti che collaborano con la giustizia.  Il dato presentato per quest’ultimo reato è del +15% ed è considerevole poiché lascia ben intendere che dall’altra parte, quella criminale, l’attività si rigenera anche dopo arresti. 


domenica 3 maggio 2015

Foggia, Sveglia col botto. Bomba alla Pizzeria Leonardo in centro

di Nico Baratta

È proprio così. Foggia questa mattina, domenica 3 maggio 2015, si è svegliata col botto. Una la pizzeria “Leonardo in centro”, in Piazza Siniscalco Ceci, di fronte al Comune di Foggia, è stata nuovamente vittima di un attentato estorsivo. Un ordigno, presumibilmente la solita bomba carta è stata posta in terra sulla saracinesca del locale. Non vi sono state vittime né fiamme, per fortuna, in quanto nel momento in cui è esploso l’ordigno, seppur rudimentale ma di media potenza (più deflagrante dei soliti utilizzati fino a  ora), l’edicolante che ha l’attività a non più di 5 metri dal posto dell’attentato, stava scendendo dall’auto per aprire l’edicola. Il boato e lo spostamento d’aria lo hanno sobbalzato da terra, stordendolo. Poteva finir peggio. Per fortuna tanta paura. Sul posto si sono recate tre pattuglie dei Carabinieri del Comando provinciale di Foggia, un automezzo dei Vigili del Fuoco e un’unità del 118 che ha prestato soccorso all’edicolante stordito e impaurito. La zona, fortunatamente, è coperta da impianti di videosorveglianza sia del locale in oggetto, sia da una telecamera posta sull’edificio del Comune che dovrebbe funzionare.

Per la cronaca erano le ore 06:18 quando un boato, avvertito in gran parte della città, ha fatto sobbalzare dai letti quanti stavano riposando in attesa della tanto attesa domenica di riposo. La deflagrazione ha distrutto parte della saracinesca e la grata sottostante dei box sotterranei. Inoltre ha mandato in frantumi i vetri dei balconi dell’appartamento soprastante, rompendo le relative persiane. Altri danni si sono avuti all’edicola posta a non più di 5 metri dall’esplosione, dove una parte della vetrata è andata in frantumi, e a un’auto parcheggiata vicino cui si sono frantumati i vetri della portiera posteriore sinistra. La deflagrazione ha causato uno spostamento d’aria che ha interessato parte degli edifici posti nelle vicinanze. Difatti i vetri dell’ultimo piano dell’Accademia delle belle Arti di Foggia si sono rotti cadendo in terra. Stessa sorte è toccata ad alcune finestre del Comune di Foggia. 
Tanta paura, pur essendo un orario poco trafficato, si è avuta da chi era nelle vicinanze. Tra questi, come detto,  c’era l’edicolante che fortunatamente sta bene. «Stavo scendendo dall’auto. Ero di spalle –ha dichiarato l’edicolante- e mentre stavo uscendo mi son sentito alzare e all’improvviso non ho visto più nulla. Quando mi sono ripreso ero stordito».

Nico Baratta © all rights reserved

Quest’attentato è il secondo che subisce la pizzeria. Precedentemente, e precisamente nello scorso febbraio, fu vittima di un altro attentato, un mese prima che iniziasse l’attività. Anche in quel caso, come ora, il proprietario ha dichiarato di non aver ricevuto alcun avvertimento. In quell’occasione, al primo attentato, come molti ricorderanno sul posto si recarono molti esponenti dell’attuale Consiglio Comunale, che ovviamente condannarono il vile e criminale atto estorsivo. Tra questi vi fu il Consigliere Comunale di maggioranza, Giuseppe Mainiero, che dopo aver atteso per circa mezz’ora l’allora Prefetto, S.E. la dott.ssa Luisa Latella, si recasse sul luogo, lo chiamò con il telefono, chiedendo la sua presenza. Tra i due insorse un diverbio acceso dove Mainiero chiedeva insistentemente e giustamente la sua imminente presenza, quello della figura apicale dello Stato. 

Foggia trema ancora, anzi si sveglia col botto. Ora non più di notte, bensì di giorno, il racket, perché di questo stiamo parlando, colpisce senza paura, mettendo in pericolo vite umane. Sarebbe ora che lo Stato, nella figura del Prefetto Maria Tirone, e il Comune di Foggia, nella figura del Sindaco, Franco Landella, insistano affinché a Foggia arrivi l’Antimafia, non la commissione, ma agenti di polizia specializzata. 

giovedì 30 aprile 2015

Foggia, un boato sveglia la città. Bomba a un panificio in via De Viti De Marco

di Nico Baratta - Ultim'Ora

Non sono trascorsi neanche dieci giorni che Foggia viene svegliata di soprassalto. Erano circa le ore 23:55 che un boato ha fatto tremare parte della città. L’ennesima bomba, presumibilmente di stampo estorsivo, ai danni di un panificio-biscottificio “Briciole di pane” in Via De Viti De Marco al civico n° 3 (dietro lo stadio comunale Pino Zaccheria). Sul posto si sono recate subito Polizia e Vigili del Fuoco. La deflagrazione ha danneggiato la saracinesca dell’attività commerciale che per fortuna non era operativa. Come è noto i panifici di notte impastano il pane. I danni, purtroppo, non sono stati solo per l’attività in oggetto. Anche due auto parcheggiate innanzi il panificio hanno subito il colpo della bomba carta. Ad un’auto si è rotto il parabrezza e parte del cruscotto, all’altra parti in plastica della carrozzeria posteriore. Mentre, da un primo rilievo dei Vigili del Fuoco, l’abitazione sopra il panificio non ha subito danni al solaio e sarà oggetto di un più accurato controllo. Da una prima ricostruzione la bomba carta pare sia stata collocata direttamente sulla saracinesca, a circa mezzo metro da terra, mediante una calamita. Tecnica diversa dal solito in quanto le precedenti bombe venivano collocate a terra, appoggiate alla saracinesca. Difatti, sul luogo dell’esplosione son stati ritrovati frammenti di materiale ferroso simile a una calamita. Il panifico, tuttavia, è fornito di impianto di videosorveglianza con ben due videocamere, che saranno oggetto di verifica da parte degli inquirenti. Inoltre, da quanto si è potuto apprendere i danni dovrebbero essere limitati all’ingresso dell’attività commerciale e non ai macchinari adibiti all’impastamento e cottura dei prodotti da forno presenti all’interno del panificio-biscottificio. Come detto, presumibilmente è l’ulteriore avviso del racket e da quanto si è potuto apprendere nessuno ha visto nulla.


Foggia, e lo ripetiamo, vive nell’angoscia, nello spavento, e nella dormiente attività di alcune istituzioni che devono e non più dovrebbero mettere in campo azioni atte al contrasto dell’ormai diffusa criminalità. Tuttavia le Forze di Polizia sono sempre in prima linea che indagando hanno già assicurato alla giustizia alcuni esponenti della malavita rei di questi atti. Ma non basta. 



venerdì 17 aprile 2015

Foggia, ennesima bomba estorsiva a un commerciante in via Capozzi

Ennesima bomba a Foggia questa notte. A farne le spese il negozio di articoli da regalo “Mariella”, che commercia in bomboniere, oggettistica varia, liquori e liste nozze, in via Capozzi al civico 18.  Una bomba carta ha divelto parte della saracinesca che chiude l’esercizio commerciale, mandando in frantumi i vetri della porta dietro di essa. Presumibilmente è l’ulteriore avviso del racket.
Erano circa le ore 00:15 che Foggia è rimbombata. Un forte boato ha svegliato quanti stavano dormendo. Sul posto immediatamente si sono recati gli uomini dei Vigili del Fuoco, due pattuglie della Polizia di Stato e una dei Carabinieri che hanno effettuato i rilievi del caso e raccolto le testimonianze dei residenti. Nessuno ha visto nulla. Solo tanta paura per il boato. Sono al vaglio degli inquirenti le dovute indagini. 
Foggia, ormai vive nell’angoscia di questi atti che spaventano la popolazione. I commercianti hanno paura. Tutto accade anche a margine di altri atti criminali, come incendio di auto.  Tra i residenti vicino il negozio preso di mira si odono parole dure e nel contempo di sconforto «Qui non si può più vivere. Abbiamo paura. Ce ne dobbiamo andare via da questa brutta città». Parole significative di una situazione che oramai insopportabile, dove dilaga la criminalità che vuol essere padrone e non sappiamo se già lo sia. 



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