giovedì 4 maggio 2017

Professioni del futuro: intervista al pilota di droni

Si sono rivelati determinati durante il terribile terremoto di Amatrice e in un futuro non molto lontano – almeno nel nostro paese - consegneranno la posta a domicilio: stiamo parlando dei droni, il fenomeno tecnologico del momento. Tutti ne parlano ma attorno  a questi affascinanti apparecchi alati c’è ancora tanta confusione. Furono ideati inizialmente per essere impiegati nelle operazioni strategiche militari ma nel giro di pochi anni sono entrati a far parte della nostra vita quotidiana. Attualmente una delle operazioni pià richieste realizzata con i droni è l’Aerial Filming, vale a dire la ripresa professionale dall’alto in grado di fornire immagini con alta risoluzione. Ed è proprio quello che sta cercando di fare il giovane pilota foggiano, tra i primi sul territorio ad intravedere le potenzialità di questa innovativa professione del futuro. Dopo una laurea in materie giuridiche e un’esperienza formativa all’estero, Fabrizio decide di assecondare anche la sua passione per le tecnologie, concentrandosi proprio sui droni. Dopo una serie di ricerche su internet sceglie di formarsi con un corso autorizzato presso la scuola Skyline di Bitetto (scuola rientrante nel circuito abilitato Ente Nazionale Aviazione Civile). Successivamente acquista il suo aeromodello e dopo le necessarie procedure burocratiche lo fa certificare, iscrivendosi all’albo con la licenza n.6327 e diventando così un operatore riconosciuto SAPR.

Un chiarimento per i non addetti ai lavori: che cos’è un SAPR?
SAPR sta per Sistemi Aeromobili a Pilotaggio Remoto, che come dice la denominazione stessa, sono  aeromobili senza pilota di bordo. Il pilota in questo caso rimane a terra e conduce l’apparecchio tramite un radiocomando.

Qual è la differenza con un aeromodello?
L’aeromodello è un dispositivo aereo a pilotaggio remoto che viene utilizzato per fini ricreativi e sportivi, senza equipaggiamenti che ne permettono il volo professionale come ad esempio le fotocamere ad alta definizione e i sistemi di sicurezza. Per intenderci sono quegli apparecchi che si acquistano nella grande distribuzione e possono volare solo in aree specifiche come ad esempio i campi volo. 

Dall’hobby alla professione il passo non è stato breve: cosa ti ha spinto a voler diventare un pilota abilitato?

Mi sono reso conto che fino a due anni fa quasi nessuno – incluso me – sapeva che cosa fossero i droni: adesso invece sono sulla cresta dell’onda e sono sicuro che il futuro ci riserverà altre sorprese legate all’utilizzo di questi affascinanti apparecchi. Il mercato non è ancora saturo pertanto ho pensato che valeva  la pena abilitarsi e provare a far diventare questa passione una professione alternativa. C’è un investimento di tempo e di denaro alla base, bisogna acquistare il mezzo, formarsi, farlo certificare, iscriversi all’albo, senza dimenticare l’ obbligatorietà dell’assicurazione. Attualmente la Cabi Broker è l’unica compagnia italiana che propone polizze per gli operatori SAPR ed ha un costo di circa 300 euro l’anno.

Come si conclude il percorso formativo per diventare operatore SAPR?
Al termine del corso ho sostenuto un esame teorico a cui sono seguite sessioni di volo con il consulente aeronautico di riferimento della mia scuola, l’ingegner Fazio. Tuttavia a luglio 2017 sarà introdotto un esame pratico che dovrò sostenere io stesso per integrare il mio attestato. Purtroppo gli addetti ai lavori non sono stati in grado di prevedere in anticipo la proliferazione dei corsi, c’è la solita mancanza di omologazione che colpisce ogni settore nuovo del nostro paese.

Qual è l’abilitazione che hai ottenuto?
Ho conseguito quella per volare sulle zone non critiche: posso volare in aree che non includano centri urbani, strade e così via. Non escludo comunque per il futuro di conseguire anche l’abilitazione per le zone critiche che richiede ulteriori equipaggiamenti per il mezzo come il terminatore di volo, il volo con il cavo e così via. Ciò che conta per la sicurezza  è sempre attenersi ai regolamenti vigenti ENAC. 

Qual è il modello che utilizzi?
Sono un amante dei prodotti Apple, per questo ho scelto un quadricottero Phantom dji 3 Professional con motori brushless e fotocamera 4K: sono molto soddisfatto dell’acquisto perché l’apparecchio è agile, la resa delle immagini è ottima, ci posso lavorare tranquillamente anche dal tablet attraverso la trasmissione video in digitale. 

Richiede una specifica manutenzione?
L’aspetto più importante è la durata delle batterie che possono essere ricaricate fino a 150 volte: se avviene un’avaria delle batterie il drone precipita. Le eliche vanno sostituite dopo un certo numero di voli mentre gli aggiornamenti del software li ricevo dalla casa madre. 

Qual è il posto del nostro capoluogo in cui hai volato di più?
Il Villaggio Eolico di Sant’Agata di Puglia: ho effettuato numerosi voli in questo posto che mi ha colpito molto anche per la bellezza del paesaggio.

Quali sono le richieste professionali che hai ricevuto finora?
Sul nostro territorio ho ricevuto richieste di riprese aree da parte di aziende agricole oppure dai proprietari di grandi capannoni che hanno avuto problemi a seguito di intemperie. Mi hanno anche richiesto voli per effettuare il controllo delle pale eoliche. C’è poi chi desidera delle fotografie di questo tipo per rendere più appetibile il proprio sito internet. 

Qual è il valore aggiunto di una ripresa aerea con il drone?
Secondo me quella di poter offrire una prospettiva esclusiva: dall’alto vedi cose che nessuno può immaginare, nemmeno gli stessi proprietari delle strutture a volte conoscono i dettagli o il reale stato dei propri immobili. Senza dimenticare l’emozione che una ripresa dall’alto suscita in ognuno di noi perché richiama la sensazione di libertà, e di poter abbracciare con un solo sguardo spazi infiniti.

I droni sembrano essere anche molto apprezzati dalle coppie di sposi che desiderano riprese 
spettacolari per le loro nozze: come spieghi questo fenomeno?
Molti fotografi per rendere più appetibile il loro pacchetto propongono riprese aeree con i droni pur non essendo in regola con le autorizzazioni necessarie. Purtroppo c’è ancora poco controllo da parte degli ispettori ENAC.

Cosa consiglieresti a chi come te volesse intraprendere questa attività?
Di scegliere con cura il corso di formazione e la scuola da frequentare tra tutti quelli disponibili sul mercato. E poi di non avere aspettative elevate all’inizio, soprattutto per chi opera sul nostro territorio dove la mentalità è ancora chiusa. E’ sicuramente un titolo spendibile da affiancare magari ad un lavoro principale. Bisogna comunque insistere, farsi conoscere, magari proporsi ai fotografi o ai potenziali clienti facendo nascere in loro l’esigenza di voler sperimentare questo servizio. 

Ultima domanda: un luogo o un evento su cui sogni di volare?
Mi piacerebbe tantissimo volare sull’evento mondiale del football americano, il Super Bowl.
Dalila Campanile 

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Luca Zichella
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